Maximum Conviction (2012) King Austin vs Godseagal

Siamo in piena “Steve Austin Mania”, visto che non basta il ciclo “Back in Action” di CineSony, addirittura Rete4 presenta – domani, sabato 18 novembre 2017, alle 21.15 – un film con l’ex wrestler, ma per ragioni diverse. Da trent’anni a questa parte infatti Rete4 è la portavoce ufficiale di Steven Seagal e per contratto ogni settimana deve trasmettere almeno un suo film.

Una casa che fa filmacci che danno la scossa

Il 18 febbraio 2013, nel mio vecchio blog “Senza esclusione di colpi”, nel presentare Maximum Conviction usai l’espressione: «è come King Kong contro Godzilla… e non sono due nomi sparati a caso».

Quando si dice puntare tutto sulla grafica

Chiunque abbia visto un filmaccio negli dieci anni, anche solo per sbaglio, sicuramente avrà visto il logo della Voltage Pictures.
Dopo aver partecipato a un film di serie A come The Hurt Locker (2008), la casa si è subito buttata sulle porcate di Seagal per compensare, producendogliene a profusione, come A Dangerous Man (2009) e Born to Raise Hell (2010), senza però dimenticare altri eroi falliti come Val Kilmer (l’intrigantissimo Mister Vendetta, 2010), Wesley Snipes (Game of Death, 2010), Cuba Gooding jr. (Absolute Deception, 2013), Dolph Lundgren e Randy Couture (Hard Rush, 2013) e il nuovo fallito Cung Le (A Certain Justice, 2014).
Il 6 novembre 2012 non delude quando presenta in patria questo film massiccio con addirittura tre star della Z insieme, dirette niente di meno che da Keoni Waxman, lo scendiletto personale di Seagal.
Il tutto arriva in DVD Minerva Pictures (un nome, una qualità) in data non chiara.

Addirittura i titoli in italiano, che onore!

Un carcere militare dell’Oregon dev’essere smantellato e i detenuto trasferiti. Per tutta questa operazione ci si rivolge ai migliori, o più semplicemente i più grossi sul mercato: Cross (Steven Seagal) e Manning (Steve Austin).

Riporto anche questo: sono immagini rare che mi piace conservare

Mentre Godseagal pancioneggia in giro, senza meta, King Austin svuota i rifiuti e per farlo si affida a del personale talmente qualificato che non sa neanche quale leva premere. Visto che il suo dipendente è un inetto, King Austin gli affida un lavoro ancora più delicato: quello fotte tutto e i due sono costretti a passare l’intera notte per togliere dei rifiuti dal carcere.

Questo carcere è troppo piccolo per due panzoni!

Perché non si possa portare via i rifiuti dopo il trasferimento è un mistero arcano che rimarrà per sempre sepolto nella rocciosa mente dello sceneggiatore Richard Beattie, che ha iniziato a scrivere negli anni Ottanta ed è finito a sceneggiare filmacci di Seagal come Absolution (2015) e Killing Salazar (2016). Che brutta fine.

Viuuuleeenza!!! (cit.)

In questo carcere ci sono anche due detenute, la finta dura Charlotte (Aliyah O’Brien) e Samantha (Steph Song, che mi è molto familiare ma non riesco a capire dove possa averla vista), una donna che insiste a professarsi prigioniera politica, vittima di un complotto della CIA.

Levati che ti do uno schiaffo, ti do!

Sembrano le classiche parole di una colpevole, ma la cosa cambia aspetto quando arriva al carcere un pezzo grosso della CIA come Blake, ma soprattutto la situazione esplode quando scopriamo che ad interpretarlo è il mitico Michael Paré. Che si permette il lusso di dire a Seagal «Non essere stupido come sembri». Michael Paré può.
Che il complotto CIA sia vero? In breve tempo gli agenti cattivi prendono il controllo del carcere, con King Austin e Godseagal chiusi dentro.

Fermi tutti: Michael Paré è entrato nell’edificio, ora la trama peggiorerà

Inizia un lungo “vai di qua, vai di là” nel buio dei corridoi di un carcere che a quanto pare è grande miliardi di chilometri, visto che passano la notte a correre per corridoi che non portano da nessuna parte.

Per inquadrarli entrambi hanno usato un grandangolare!

Se non altro c’è un mare di sparatorie che almeno tengono compagnia mentre la trama va a ramengo, con omoni di duecento chili atterrati da due schiaffi e donnine di un metro e venti che atterrano cristoni come fossero fuscelli.
Da notare un sorprendente uso della violenza gratuita: mi sa che Rete4 manderà in onda il film molto censurato…

Fermi tutti, questo mi sa che mena bene…

Mentre i tre big del film gigioneggiano e fanno le facciuzze da duri, il vero mito arriva a dieci minuti esatti prima della fine del film. E si chiama Bren Foster. Vi direi di segnarvi questo nome, ma è già un atleta finito…

Addirittura un minuto di azione marziale coi fiocchi

Il giovane attore britannico ha una preparazione marziale che trasuda cazzutaggine: lo si vede da come si mette in guardia. Questo sì che sa come mettere in scena una cazzuta scena marziale! Purtroppo dopo Force of Execution (2013) non risultano altre sue comparsate d’azione.

Io so’ Michael Paré… e faccio karatè!

Maximum Conviction fonde insieme tre stili: la vuota vacuità di Seagal, il nullo chiacchiericcio di Austin e come contorno spruzzate di niente in salsa Michael Paré. Se non altro qualche sparatoria e dei bravi stuntman almeno ci tengono compagnia mentre si sbadiglia di brutto.

Fermo, o sparo alle tette!

Purtroppo King Austin e Godseagal sono alleati: l’emozione di vederli menarsi senza in realtà fare nulla sarebbe stata un’emozione che avrebbe stroncato molti cuori di spettatori. Chissà, forse in futuro…

Non guardateli negli occhi: potreste cadere in coma…

Lancio un’idea: un Battle Royale di eroi falliti! Un film dove chiudono in una stanza Seagal, Austin, Van Damme, Lundgren e tutti gli altri: secondo voi chi uscirà vivo? Sapete come la penso: uscirà cazzutissimo Dolph, fumandosi in forma di sigaro le ceneri degli altri eroi cremati!

L.

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31 risposte a Maximum Conviction (2012) King Austin vs Godseagal

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ma sei pazzo Lucius?!?! Vuoi che il mondo esploda? Che il tempo e lo spazio si fondano insieme crando un secondo big-bang? Austin e Seagal se solo provano a toccarsi succede qualcosa che al confronto l’incrocio dei flussi in Ghostbusters era acqua fresca!
    Scherzi a parte, da come la metti giù sembra leggermente meglio della Z solita. Diciamo una “z” minuscola?
    Adesso puoi non crederci, ma una mia idea da giovane per un film era quella di prendere tutti gli eroi action e metterli in un’isola tropicale disabitata (con armi imboscate qua e là). Devono sopravvivere e far fuori gli altri per vincere. Un torneo veramente a eliminazione diretta. Da giovane avrei esso Rambo/Stallone, Commando/Schwarzy,… Ora concordo con te sui nomi: Lundgren, Seagal, Austin,… Facciamo partire un crowdfunding? Però categoricamente voglio Jon Woo in cabina di regia. Colombe e rallenty devono esserci per forza.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Penso che tutti abbiamo sognato un film con i nostri attori preferiti. Nel mio caso era ovviamente in salsa marziale: un grande kumite dove si affrontavano i miei miti dell’epoca, cioè gli attori-atleti anni ’90. Quasi tutti loro sono scomparsi nel giro di qualche anno, quindi è un sogno che è durato molto poco…

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      • Zio Portillo ha detto:

        No! Non ci credo! Anche quello era un mio sogno. Il Kumitè con drammone e fratelli contro (alla Warrior per capirci) l’avevo pensato/sognato da metà anni ’90.
        Se anche qualcun altro (Willy, Cassidy, il Conte,…) aveva idee come queste siamo veramente tutti fatti con lo stampo!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Eh, era quella la roba figa dell’epoca. Bloodsport ha davvero cambiato per sempre il “martial pop”, era quello lo standard e da lì iniziavano i sogni. Paradossalmente era dagli anni Sessanta che gli itailani conoscevano la parola “kumite”, con l’esplosione delle palestre di karate, ma sembra sia davvero nata col film dell’88. Perché poi ad Hong Kong dovesse tenersi un torneo dal nome giapponese rimarrà sempre uno dei tanti misteri delle panzane che andava raccontando in giro Frank W. Dux 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ma allora è confermato che quelle che raccontava Dux fossero frottole? Onestamente non ho mai indagato a fondo ma mi ricordo che ci fossero dei dubbi, gente che smentiva e che riteneva poco plausibili i racconti. Ma c’era anche gente che giurava che il Kumitè e i tornei segreti in estremo oriente fossero veri e Dux vi avesse partecipato. C’era una sorta di leggenda e contro-leggenda metropolitana.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Che esistano tornei illegali credo sia fuor di dubbio, che però Dux abbia fatto tutto quello che dice d’aver fatto è abbastanza discutibile. Il problema è che essendo cose segrete non ci sono prove se non la sua parola, e la sua parola traballa un po’. Non dimenetichiamoci che un giorno Dux ha detto pure di essere un ninja – guarda caso proprio durante la ninja-mania – quindi temo che per descriverlo vada bene una parola dialettale ben nota: patacca! 😀

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Certo che avevo idee similari 🙂 !
      Battle royale, meglio a eliminazione diretta, da proporre assolutamente… io avrei così tanti nomi da inserirci, grazie al giovedì zintage, che potrebbe divenire una cosa a…che so, 64! 🙂 🙂 🙂
      Sul film, visto, davvero scialbo ma riabilitato da una recensione spassosissima!

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  2. Cassidy ha detto:

    Parè che fa il karatè mi ha ucciso, e amemtto di essere un po’ in ansia per le tette prese in ostaggio. Sono state rilasciate? Stanno bene? 😉

    Post fantastico, davvero i due mostri giganti (per via della panza) insieme fanno… fanno… Beh non fanno niente 😉 Però sarebbe fighissimo vedere gli Expendables degli ex famosi, gli Ex-Pendables 😉 Ho sempre sognato una rissa reale così, con Dolph al bancone a berne un paio mentre tutti si menano, salvo poi sul finale muoversi, piazzare due pizze date bene agli ultimi suoi colleghi rimasti in piedi, per poi uscire dal palazzo, che ovviamente dovrebbe esplodere dietro di lui mentre Dolph si allontana senza guardare l’esplosione 😉 Cheers!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Se il carcere è enorme, forse è un dungeon creato da un master di d&d… so che Vin Diesel fa gioco di ruolo, magari l’ha progettato lui 😛

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  4. Denis ha detto:

    L’hanno girato con le fat-cam il film?guardate che anche Seagal sparava panzane che era un’agente della C.I.A si racconta che Nico era ispirato alla sua vita,l’unica cosa vera e che Steve Austin a inizio carriera di wrestler dormiva in macchina e mangiava scatole di tonno(non erano gli spinaci per i bicipiti?)

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  5. Kukuviza ha detto:

    Austin se gli metti i capelli giusti mi sembra Heihachi Mishima di Tekken, non so, ha quell’espressione renderizzata…
    Cmq sappi che prossimamente, condizionata subliminarmente dal tuo peana su Doph Lundgren, mi aprresterò alla visione di un suo film…

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    L’importante è che nel film che proponi alla fine non ci sia anche Michael Paré, altrimenti la trama ne risentirebbe 😀

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  7. Giuseppe ha detto:

    Ehh, su questi Expendables ormai diventati EXPANDables (per via della poco atletica stazza) ci sarebbe da NON fare un film… gli antichi scontri “tutti contro tutti”, sognati negli anni ’90, oggi al massimo si risolverebbero in un Michael Paré ripreso a camminare avanti e indietro che guarda in continuazione l’orologio, scuotendo la testa. Perché sa che ormai tutte quelle vecchie glorie appesantite dai chili e dagli anni non arriveranno mai in tempo 😉

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