Terminal Rush (1996) Combattimento finale

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
Giusto il tempo di ricordare che il film è uscito in rarissime edizioni VHS Minerva Video e Number One Video, e personalmente l’ho visto in un passaggio su DuelTV fra ’99 e Duemila, ai tempi d’oro in cui Mediaset trasmetteva ancora il suo repertorio di filmacci d’azione anni Novanta.
L.

Perversione: allontanamento, deviazione dalle norme generalmente riconosciute, in particolare in ambito morale e sociale. Chi, come il sottoscritto, adora il cinema di azione rigorosamente vintage e, altresì, trash, questa definizione se la sente pulsare nelle vene. Diciamolo. Non solo: ne vorrebbe sempre di più. Di pellicole morbosamente perverse, intendo. E così la fantasia vola verso un film che abbia come protagonisti Hulk Hogan e Ultimate Warrior con dialoghi livello grugnito. O anche un Dennis Rodman vs Mr. T che causerebbe attacchi epilettici agli stilisti di mezzo mondo. O, perché no, una tragicomica disfida tra Don “The Dragon” Wilson e Roddy Piper. Come dite? Quest’ultima perversione ha un riscontro nella realtà? Ebbene sì. Vi presento Combattimento finale; e lo presento pure al sottoscritto visto che, a mio rischio e pericolo, me lo guardo.

Inizio barboso con voli di aeroplani, esplosioni causate da aeroplani e generali che parlano di sofisticati aeroplani. Mah. Il disagio aumenta quando vediamo campeggiare un’immagine di Bill Clinton con espressione garrula post trattamento Lewinsky. Comunque, in questo film anche le rotoballe sono rinsecchite e lo interpreto come un funesto presagio. L’entrata in scena di Don Wilson, a proposito di funesti presagi, è a dir poco patetica: in un bar, dei gaglioffi, chiaramente senza motivo, se la “spassano” con una cameriera tirandole addosso le freccette, prendendola a calci e spalmandole il viso sul cibo caduto per terra. Per rendere provvidenziale l’arrivo del nostro, nelle vesti del vice sceriffo Harper, era sufficiente anche meno. Molto meno.
Oltretutto, quando mena i malintenzionati, lo fa con movenze talmente anchilosate da far pensare che il giorno prima fosse ingessato in un letto d’ospedale. E poco dopo, allorché la moglie gli comunica che aspetta un figlio, fa la stessa espressione di chi si è ricordato di aver lasciato l’auto in divieto di sosta; picchia male, recita peggio… più che un dragone mi pare un ramarro.

Intanto, mentre il protagonista appesta il lungometraggio, dei terroristi prendono possesso di una diga e chiedono un riscatto: uno dei loro leader, tale Bartel, ha un ridicolo trucco nero stile mascherina sugli occhi. Oddio, è Roddy Piper: qui si va oltre la più rosea delle perversioni. Superato lo shock, constatiamo che lo scozzese cattivo ha, tra gli ostaggi, il padre del vice sceriffo e questi, conoscendo un tunnel d’ingresso nell’edificio, parte per una missione eroica solo soletto: mi verrebbe da chiedermi perché non ci vada con i rinforzi ma, diamine, trattasi di un film di Don Wilson, perché dovrei attenermi al sensato principio di causa-effetto o a tutto ciò che riguarda la logica? Uno dei malfattori dice pure «È probabile che facciano una mossa stupida, ora»: al dragone saranno fischiate le orecchie.

Un minuto di raccoglimento per Roddy Piper…

Segue una lunga fase in cui il protagonista si intrufola nel covo nemico, badare bene, cogliendo di sorpresa le guardie, una per volta e con poco più di una mossa. Va capito, il regista: fulgidi atleti come Wilson sono da centellinare con parsimonia affinché l’umanità ne possa godere più a lungo possibile. Ma per piacere. Contemporaneamente il genitore del suddetto, in seguito ad una normale richiesta, viene picchiato selvaggiamente: così, giusto per ribadire che i cattivi sono “cattiverrimi” e che, nel cinema perverso, non sono le colpe dei padri a ricadere sui figli bensì viceversa. Purtroppo.

Cento ore di raccoglimento per Roddy Piper

Per fortuna Piper ci regala qualche sporadica soddisfazione come quando prende a “bazookate” i sopraggiunti buoni e, fieramente, dichiara «È meglio del sesso». Sussistono pochi dubbi su chi, in tale pellicola, si meriti il mio tifo spassionato. In attesa di schierarmi tra gli ultras del wrestler col kilt, il mio stupefatto poffarbacco va ad un amico del Don che lo tradisce e che si giustifica con le seguenti parole «Sono dislessico, non sono scemo». Io qualche dubbio lo serbo.
E lo serbo pure sul fatto che gli aerei citati all’inizio c’entrino qualcosa col resto del film (se non tirandoli “per i capelli” in un finale davvero superfluo). Anche la resa dei conti tra i nostri due eroi è ovviamente deludente rassomigliando più a una zuffa tra due metalmeccanici alticci. Volevo le perversioni? Eccomi servito.

Mi sento come uno che ha sfogato la sua voglia di mangiare al giapponese abbuffandosi vergognosamente e che, preso dalla nausea, decide di non tornarci per un bel po’. Dunque: basta giapponese. E basta perversioni troppo spinte. Sennò, qui, ci rimetto di salute.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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27 risposte a Terminal Rush (1996) Combattimento finale

  1. Conte Gracula ha detto:

    Willy, devi riguardarti un po’, non esagerare coi filmacci 😛
    Prima del prossimo, guarda due film decenti 😉

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  2. Cassidy ha detto:

    “più che un dragone mi pare un ramarro” sono morto, ero in coda in sala d’attesa si sono spostati tutti di una sedia da me che ridevo 😉 Mi fa più ridere solo il trucco mascherina di Roddy, mamma mia che roba inguardabile! Cheers

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ahahah! Ormai, come la controrecensione di Giuseppe, sta diventando un appuntamento fisso anche la “situation comedy” di Cassidy!!! 🙂 🙂 🙂

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    • Kukuviza ha detto:

      sono andata a vedere come si dice “ramarro” in inglese ma Don “The Eastern Lizard” Wilson mi sa che avrebbe occupato troppo spazio.
      QUella mascherina sembra fatta per nascondere il segno che viene a uno che si è addormentato sotto il sole con gli occhialini.

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  3. Elfoscuro ha detto:

    Sa di classico dinenticabilissimo degli anni 90, in confronto Arma Non Convenzionale sarà un capolavoro action!

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Peccato perché Piper (mi pare di capire) avrebbe potuto essere un cattivo convincente e avrebbe potuto dare qualcosa di più se fosse stato messo in una pellicola migliore.

    Brutta bestia la perversione per gli “Z Movie” caro Willy…

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  5. Kukuviza ha detto:

    Willy, adesso la sparo molto grossa, ma in vena di trashate, non ti sei mai visto la serie tv Hulk knows best, mi pare si intitolasse?

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  6. Giuseppe ha detto:

    Secondo me, Willy, tutti quegli aerei all’inizio stanno a metaforizzare l’ambizione inespressa e irrealizzabile di questo filmaccio: volare alto (voli di aeroplani, appunto) non avendo però in generale i mezzi adatti per farlo (generali che parlano di aerei sofisticati, appunto) e finendo inevitabilmente per schiantarsi (esplosioni causate da aeroplani, appunto)… vedi, alla fine, come il tutto torna perfettamente? Lo stesso garrulo Clinton finisce per essere nient’altro che un inevitabile corollario di questa metafora, perché la massima quota che Terminal Rush potrebbe mai pensare di raggiungere è esattamente la stessa alla quale si trova il volatile privato dell’allora presidente USA. In pratica, la stessa conformazione del suddetto volatile E’ a tutti gli effetti il film stesso: un CAZZO di film, la cui visione garantisce solo PENE e quando è terminato ne hai i COGLIONI pieni! 😉
    E Don Wilson, qui, certo non aiuta, anzi vista la sua forma smagliante è lui ad avere bisogno di essere aiutato passo dopo passo e mossa dopo mossa: tanto anchilosato è che più che menare sembra stia facendo fisioterapia. Tra l’altro, ho pure il dubbio che il suo provvidenziale ma non poi così rapido intervento fosse dovuto al fatto di aver malinteso il significato di “ci sono dei tizi che stanno tirando frecciatine alla cameriera” (insomma, è ormai un ex drago ormai ridottosi alle dimensioni di un ramarro. Un dragarro, ecco) per non parlare dell’espressione tipica da macchina in sosta vietata, proprio, mostrata all’annuncio della moglie (Moglie: “Caro, aspetto un bambino” Don: “E non è ancora arrivato? Cazzo, è pericoloso lasciare andare in giro dei mocciosi da soli in questa città! Vado a prenderlo io, che tanto ho la macchina in doppia fila”)… ma almeno c’è Roddy Piper, supercattivo credibilissimo -l’avrei voluto vedere trattare per gli ostaggi direttamente con un mellifluo presidente Clinton ammiccante al suo bazooka appena usato (“Sicuro che sia meglio del sesso?”)- nei panni di un simil-Zorro dalla mascherina disegnata con l’uniposca la cui espressione persa, lassù, pare frutto di una riflessione circa la frase “È probabile che facciano una mossa stupida, ora” appena detta da uno dei suoi. Infatti, non mi stupirei se stesse pensando “L’hanno già fatta da un pezzo: cominciare a girare questo film” 😀

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    😂😂😂😂 ogni risata ha un suo perché: i doppi sensi su Clinton, il dragarro, il dialogo con la moglie incinta e la battuta conclusiva! 😉😁

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