Vacancy 2 (2008) L’inizio

Evidentemente Vacancy (2007) un minimo di successo deve averlo riscosso, perché la Sony Pictures vuole subito metterne in cantiere un altro. Stavolta però niente Screen Gems, meglio rivolgersi a qualcosa di più piccolo: la Sony dal 2007 ha creato un’altra casa, ancora più piccola, specializzata in sequel, dal nome Stage 6 Films.
Inaugurata da sua maestà Dolph Lungren, che la usa per uno dei suoi film da regista – il divertente Missionary Man (2007) – la casa solo nel 2008 fa strage: da Anaconda 3 a The Art of War II, da Pistol Whipped con Seagal a The Shepherd con Van Damme e Adkins, da Boogeyman 3 a Messengers 2: in mezzo a questa secchiata di film non sfigura affatto Vacancy 2: The First Cut.
Uscito il 24 ottobre 2008 in patria, la Sony Pictures lo porta in DVD italiano a noleggio dal 20 gennaio 2009, in vendita dal febbraio successivo, con il titolo Vacancy 2. L’inizio.

Titolo secco, sparato

Il film parte da un presupposto che in realtà noi non sapevamo: cioè che il primo film si chiudesse con le autorità che portano alla luce l’attività criminale del gestore del Pinewood Motel. Ci viene comunque detto che vengono trovati più di 200 nastri con registrazioni di delitti, il più vecchio dei quali risale al settembre 2004: ecco dunque la storia delle vittime che hanno dato vita a questa “tradizione”.
Alla sceneggiatura torna il Mark L. Smith del primo film, che si assicura qualche bella freccia al proprio arco. Come per esempio far aprire il film con una coppia di sposini che sembrano avere un bersaglio sulla fronte: fanno tutto ciò che nei film horror porta a morte certa, e invece… finiscono solo con la privacy violata!

I vostri amichevoli pervertiti di quartiere

Gordon (David Moscow) e Reece (Brian Klugman) sono i vostri amichevoli pervertiti di quartiere, due piccoli imprenditori che hanno dotato di telecamere nascoste la stanza numero 6 del loro piccolo motel pulcioso: registrano le coppiette che fanno sesso e rivendono le cassette al mercato pirata.
La crisi arriva anche in quel settore e pare che questi filmati voyeuristici non tirino più molto: servirebbe qualcosa di diverso, qualcosa di più emozionante, qualcosa a tinte più forti. Ecco, prendi per esempio quel maniaco che sta sbudellando una donna nella stanza 6, proprio a favore di camera: lui sì che ha capito dove va il mercato!

Quando trovi un nuovo talento, non puoi lasciartelo sfuggire

Catturato il misterioso Smith (Scott Anderson), assassino per nulla pentito, Gordon e Reece gli propongono di entrare in società: lui sbudella, loro riprendono e vendono i nastri. Alla fine fanno fifty fifty. Andiamo, in questi tempi di crisi mi sembra proprio una bella proposta…
Smith accetta, perché si sente che ha l’imprenditoria nel sangue, ed organizzano tutto: i primi stronzi che passeranno di lì saranno i primi a morire. Arriva una coppia… con un amico nero! Andiamo, ma così è troppo facile!

Ti sleghiamo solo se accetti la collaborazione imprenditoriale

«Se doveste aver bisogno di qualcosa… basta urlare!»
Con questa frase da scrivere su maglietta inizia la seconda parte del film, non proprio soddisfacente o almeno non divertente come la prima. Mentre nel precedente film la tensione era palpabile sin dalle prime scene e un bravo regista sapeva farla restare a buoni livelli fino in fondo, qui sin da subito siamo in area cazzona, dove nulla pare prendersi sul serio: tipo chiamare un attore di colore a fare un horror. Andiamo, ma siamo seri?
Eric Bross è un registino televisivo e fa il suo lavoro in modo dignitoso ma tutt’altro che appassionante. D’un tratto sembra voler girare un film “de paura” quando invece tutta la trama è votata più alla commedia nera. Per questo la seconda parte cala un po’ di livello.

La camera 6 vi aspetta: ho già premuto REC…

Nei suoi 86 veloci minuti Vacancy 2 riesce nell’obiettivo, per nulla scontato, di essere un piccolo film divertente, invece che la solita buffonata Z da menare in faccia agli autori. Tutto ammicca, tutto strizza l’occhio, tutto è fatto con umiltà: come a dire “dài, siamo qui a cazzeggiare, divertiamoci e basta”. E lo spettatore ci sta, e si diverte.
Dura il giusto, in modo che nel momento in cui ti chiedi “Ma dove sta andando questo film?” ZAC, è finito e non te ne sei neanche accorto!

Mi ricorda un po’ Bergman e un po’ Fellini…

Chiudo con un omaggio al blog “Doppiaggi Italioti“, riportando la scheda del doppiaggio presente sulla locandina italiana del DVD.

Personaggio Attore Doppiatore
Jessica Agnes Brucker Rossella Acerbo
Gordon David Moscow Roberto Gammino
Caleb Trevor Wright Gianfranco Miranda
Reece Brian Klugman Nanni Baldini

Adattamento dialoghi e direzione del doppiaggio: Manlio de Angelis.

Secondo voi, chi finirà ammazzato? Il black buddy o la final girl?

Al contrario della maggioranza dei film Z che recensisco, questo lo consiglio.

L.

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12 risposte a Vacancy 2 (2008) L’inizio

  1. Conte Gracula ha detto:

    Non l’ho visto – dovrei creare una macro per scriverlo automaticamente su ogni post 😛 – ma da come ne parli, sembra che con questo spunto leggero e scemo abbiano avuto la decenza di non prendersi sul serio 😀

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Non immaginavo che VACANCY avesse avuto così successo da meritarsi un sequel/prequel. Ma almeno hanno avuto il buongusto di farne un film decente. Dai, lo annoto e vediamo di recuperarlo in qualche modo.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi hai incuriosito…e, forse, non si tratta di un film irreperibile…quindi, mi metto al lavoro! 🙂

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  4. Pietro Sabatelli ha detto:

    Il primo secondo me bastava…ma questo secondo film in effetti non è male, diverso dai soliti e comunque buono 😉

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  5. Cassidy ha detto:

    Non sapevo dell’esistenza di questo secondo capitoli, figuriamoci poi se avrei mai pensato potesse anche essere un film degno di essere guardato! Per fortuna ci sei tu a regalarci queste chicche, lo cercherò, in un mare di seguiti fotocopia inutile, uno che si diverte, prima ancora che divertire il pubblico va premiato, è un approccio che andrebbe usato molto ma molto più spesso! 😉 Cheers

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  6. Giuseppe ha detto:

    Beh, direi che se lo consigli dev’essere veramente una cosa (quasi) seria 😉

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