Universal Soldier (1999) The Return

Quattro venerdì alla fine dell’anno, serviva uno speciale in quattro parti che facesse fare i fuochi d’artificio al blog. E se invece parlassi di una tetralogia fetente che proprio nel 2017 ha compiuto 25 anni dal suo inizio?

Questo film è cacca. Di quella che puzza. Tanto. Perciò preferisco aprire una parentesi personale per raccontare cosa ha significato per me la saga fino a questo punto.

Autunno 2000. Camucia di Cortona: che ci fa l’Etrusco romano in Toscana?
Sto girando l’Italia per installare un software assicurativo per conto di un’agenzia che mi ha spacciato come “sistemista informatico” (non so neanche cosa voglia dire). Faccio parte di un gruppo di giovani disoccupati che si fingono tecnici così come l’azienda finge di pagarli: devo solo ringraziare di aver ricevuto almeno un rimborso spese, essendo poi uno che consuma poco.
Nella piazza del paese, vestito in giacca e cravatta, sto usando un residuato bellico dell’Alcatel che potrebbe assomigliare ad un telefonino: oh, all’epoca quello c’era, costava poco e funzionava, ed era pure grigio come l’unico completo che avevo: che volete di più?
In quell’assolato primo pomeriggio autunnale stavo consumando tutta la pausa pranzo per spiegare a mia cugina come registrarmi su cassetta Universal Soldier

Oddio… ma che, devo tornare?

Un salto indietro alla fine degli anni Novanta. Un amico mi apre un mondo e mi regala una di quelle conoscenze che ti cambiano la vita: un sito che si chiama Internet Movie Database (IMDb). Vent’anni fa scoprivo il più grande archivio di cinema del mondo, che aveva quello che mancava (e manca) ad ogni altro database esistente: la precisione e l’autorevolezza.
Consumando quelle briciole di toner che mi rimanevano, cominciai subito a stamparmi pagine preziose, roba che cercavo da almeno dieci anni: informazioni sulle filmografie degli attori marziali. Roba MAI vista in Italia, dove le uniche notizie che giravano erano le cazzate che sparavano in TV e su CIAK, scritte da giornalisti che ignoravano tutto ciò che non fosse il blockbuster del momento.
Quel giorno di circa vent’anni fa scoprii attraverso l’IMDb che esistevano due film televisivi nati sull’onda de I nuovi eroi (1992): Universal Soldier II: Brothers in Arms e Universal Soldier III: Unfinished Business, entrambi del 1998.
Mi mangiai le mani: che avrei dato per vederli…

Nel citato autunno del 2000 non ricordo più in quale modo ne venni a conoscenza, ma scopro che il canale satellitare Duel TV, che stava riproponendo il meraviglioso archivio Mediaset di filmacci che una volta Italia1 proponeva con orgoglio in prima serata, avrebbe mandato in onda in italiano entrambi i film. E non solo io non ho l’abbonamento a Stream – essendo la mia famiglia dal ’91 abbonata a Tele+ – ma sono pure sperduto in mezzo all’Italia!
Un momento: mio zio, quello malato di calcio dall’infanzia, quello che non gli frega niente cosa c’è da fare, pure ammazzare il vicino, ma quando gioca la Maggica lui la deve vedere, quello che si è abbonato per vedere la Roma… proprio a Stream! Inutile parlare con lui, abbiamo scambiato due parole in tutta la vita, credo non sappia neanche il mio nome. No, devo far leva su mia cugina, la grande fan di Bruce Willis di cui ero spacciatore di cassette, e a cui dieci anni prima avevo regalato un LP di Bruce Willis cantante che dire raro è dire poco. Mi sa che è arrivato il momento di saldare quel debito morale…
Quando torno a Roma, passo da mia cugina a ritirare il frutto del mio ricatto morale: due film televisivi in italiano che rappresentano il seguito de I nuovi eroi.

Purtroppo di tutto questo lavoro non mi rimane altro che un paio di schermate – catturate con la scheda d’acquisizione video Matrox che comprai nel 1998 e che ha sempre funzionato d’un male, ma d’un male… – e la sicurezza monolitica di aver assistito ad una porcata di proporzioni epocali. All’epoca non conoscevo ancora la Z ma essendo fan marziale dalla nascita ero ben abituato a porcate inguardabili: qui però si esagerava…
Di sicuro Matt Battaglia (nel ruolo di Luc Devreaux che fu di Van Damme) era un tubero inespressivo assolutamente perfetto a fare il morto che cammina, ma la sua vicenda divisa in due parti – infatti è in pratica una miniserie televisiva – è un nulla che non vale la pena descrivere. Merita giusto menzione la presenza del grande Jeff Wincott in un minuscolo ruolo.
Non so più se in quell’autunno 2000 Duel TV abbia lasciato il titolo in lingua originale, ma di sicuro quando i due film televisivi passarono per Italia1, nell’unico passaggio noto dell’8 marzo 2003, vennero presentati come Universal Soldiers. Proteggati per uccidere.

Si potrebbe supporre che questi due ridicoli filmetti, distribuiti dalla Paramount, siano stati un modo per fare concorrenza all’imminente uscita del nuovo episodio cinematografico della serie, targato addirittura Columbia Tristar: di sicuro il titanico flop subìto dalla major ha superato di gran lunga qualsiasi insuccesso televisivo della miniserie.
Fatto sta che il 4 luglio 1999 in Belgio (immagino a casa Van Damme), e il 20 agosto sia negli USA che in Italia esce l’evitabilissimo ritorno del “soldato universale”: Universal Soldier: The Return.
Come lo chiamano in Italia? Ricordo che siamo nel Paese la cui principale attività è sballare i titoli. La situazione poteva essere molto semplice, lasciando tutto come stava: 1) Universal Soldier; 2) Universal Soldier: The Return. Ma no, il primo film qualche genio del male l’ha voluto ribattezzare con lo stupido I nuovi eroi, e ora? Come si fa a far capire che questo è il seguito?
Oh, quanti cazzi, sapete che c’è? Chiamiamolo Universal Soldier e chissenefrega. Ma scusate, Missing in Action non è forse il titolo del secondo film, perché il primo l’avevamo chiamato Rombo di tuono, sballando completamente la serie? Quando è uscito Missing in Action III c’è stato qualcuno che ha alzato la mano a chiedere perché mai non esisteva un Missing in Action 2? No, quindi gli italiani mandano giù tutto…

Basta togliere “The Return” per la versione italiana

Quando quell’estate 1999 vidi (e registrai) il trailer in TV – che vi regalo più sotto – ritrovai in me un cuore vandammofilo che batteva forte: ero fermamente deciso a vedere questo film al cinema ma onestamente non ricordo perché non lo feci. Era un periodo di continui cambi di lavoro e grande instabilità… o più probabilmente una vocina mi avvertì che la cazzatona sarebbe stata potente.

Per diventare soldato universale basta una scatoletta…

Ci sarà un motivo se lo stuntman Mic Rodgers, per l’occasione improvvisato regista, non ha mai più diretto nulla: la Columbia lo sta ancora rincorrendo per fargli sputare le decine di milioni di dollari buttati nel cesso.
Occhio che però i ricordi personali ancora non sono finiti.

Anche per i soldati universali la calvizie incipiente è un problema

Inverno 1999. Ho trovato lavoro in una tipografia sotto casa, dove posso andare addirittura a piedi: un lavoro troppo bello per durare… e infatti non dura.
Si lavora anche il sabato, ma in pochi: della ventina di dipendenti solamente in due o tre andiamo di sabato. In pratica siamo io, un altro come me appena entrato, il figlio del principale e un collega suo amico. Qualche giorno prima il figlio del principale mi mostra orgoglioso i due Macintosh che hanno comprato, computer che hanno una particolarità all’epoca unica nell’intero universo: possono leggere i DVD…

Le sdraio universali

Prendo da parte il tizio e, a bassa voce, butto là la proposta: che ne dice se il prossimo sabato affittassi qualche DVD dalla videoteca locale? Dall’estate precedente sto mangiandomi le mani perché è uscito questo nuovo formato e non posso vedere come funziona: è arrivata l’occasione giusta.
Ora, immaginate quattro maschi adulti, fra i venti e i quarant’anni, seduti davanti ad un lettore DVD… con dei dischi appena affittati al bancomat della videoteca locale… Secondo voi cosa possono vedersi? Esatto: Universal Soldier: The Return!!!
Okay, c’era pure un DVD porno, ma vi assicuro che è stata la visione meno interessante.

La soldatessa del distretto universale

Il mio piano avrebbe reso orgoglioso il Dottor Male: mentre ad un computer i miei colleghi cercavano un modo di duplicare il DVD porno, ovviamente non riuscendoci, io studiavo quella meraviglia: un piccolo disco con su un intero film, di qualità spettacolare. Siamo nel futuro, meglio di così non si potranno inventare niente!
Mi vedo lo speciale su Michael Jai White, il dietro le quinte, saltello nel film ma la mia attività è una sola: catturare schermate. Il Mac ha un pulsate apposito, clicchi e catturi tutto ciò che lo schermo mostra. Catturo tipo cento schermate, manca poco che mi metto a duplicare il film fotogramma per fotogramma.

Ma sì, buttiamo via un po’ di soldi in esplosioni inutili

Finisce il turno e mi appresto ad iniziare a copiare le schermate su floppy disk – eh sì, all’epoca si viaggiava su floppy disk da 1,4 mega! – e faccio la terribile scoperta: le schermate non hanno catturato una mazza! Si vede l’intero desktop TRANNE il video. Il software del DVD impedisce le schermate…
Mesto e piangente riporto il DVD in videoteca: ho avuto quella meraviglia fra le mani e sono costretto a restituirla. Cosa può andare più storto?
Il lunedì successivo sono in mezzo alle colleghe della mia stanza, si affaccia il figlio del principale e mi dice a voce alta: «Oh Lucio, bello quel film porno di sabato.» Ecco cosa può andare più storto.

Tie’, Jean-Claude: ammazzate da solo che ci fai pena

Il film è insalvabile: ogni singolo fotogramma è sbagliato nel peggiore dei modi, e rivisto oggi fa piangere sangue dagli occhi.
Dwayne Johnson non ha ancora dimostrato che un ex wrestler può anche azzeccare dei film, siamo ancora fermi ad Hulk Hogan e alla consapevolezza che dal ring si finisce solo in pessimi film a fare le boccacce.

Tu sceneggiatore, io mena!

Eppure il montagnoso Bill Goldberg mi sembra uno che avrebbe i numeri per fare qualsiasi altra cosa, al cinema, piuttosto che fare il coglione in un film di Van Damme: l’unica scena un minimo simpatica è quando la ginnasta e bodybuilder hawaiiana Kiana Tom – l’inutile e fastidiosa “quota rosa” del film – lo sbatte per le scale e scende i gradini a cavallo della schiena di Goldberg, che fa da snowboard.
Essendo tipo 25 volte più grande di Van Damme non può alzare dito senza ucciderlo, quindi sta fermo a prendersi gli schiaffi dando davvero ben misero spettacolo di sé.

Per i soldati universali gli occhiali sono fondamentali

Senza che ci venga fornita alcuna spiegazione, Luc Deveraux (di nuovo Van Damme) è stato “curato” dalla morte e ora è una persona normale. Cioè era morto, poi tornato in vita, poi guarito e ora vivo. E ha fatto pure una figlia, dimostrando dunque che proprio tutto del suo organismo è stato riportato in vita.

L’intensa espressione di chi si ricorda di quando è morto

Se questo modo di iniziare una storia vi sembra da denuncia penale, tranquilli: tutto il resto è peggio. Insieme al dottor Dylan Cotner (povero Xander Berkeley, che glie tocca fa’ pe’ magna’) Luc ha costruito un super-computer: lui che in vita era contadino nel Kentucky, guarito dalla morte diventa esperto di computer. In effetti pigia sui tasti come se volesse menare le lettere, che si mettono paura e formano subito il software intelligente chiamato SETH.
Questo, imitando un altro super-computer di cui potreste aver sentito parlare, legge il labiale dei suoi creatori e si incazza: vogliono smantellarlo e lui ora smantellerà loro.

SETH SPACCA!

Chiamati tutti i soldati universali, che non si sa perché esistano ancora – cioè Luc si vendica di chi l’ha trasformato in zombie aiutando a fare altri zombie? – SETH forma il suo esercito di senza-cervello (che nel frattempo scrivono pure la sceneggiatura del film) e siccome è stufo di stare stretto in uno schermo si fa portare un corpo per diventare uomo.
Si sa che tutti i software ambiscono ad avere un corpo umano, è la base dell’informatica, ma si può capire che sia particolarmente figo ritrovarsi nel super cool marziale per eccellenza, in quella montagna di cazzutaggine nera chiamata Michael Jai White.

Devi trovare SETH prima che SETH trovi te

Le uniche scene da salvare sono quelle dov’è in scena White, ancora longilineo ma già bravissimo, che dimostra minuziosamente quanto ormai sia incapace Van Damme, che per la prima volta a memoria d’uomo… Oddio, non ce la faccio a scriverlo… per dovere di cronaca devo farlo… usa i cavi per fare le capriole… Mio Dio, l’ho detto…

Tranquilli, che i cavi non si vedono per niente…

Nel combattimento finale, J.C. è impegnato in una coreografia palesemente ispirata ai film di Hong Kong, con il problema però che lui è incapace di fare quelle cose: ecco dunque un massiccio uso di controfigure e cavi che rendono imbarazzante ogni fotogramma con J.C. in scena. E nello speciale dice pure che ha voluto portare al massimo l’azione per dare il meglio…

Chissà cosa direbbe Freud del fucilone compensatore…

Qui Michael sfoggia il meraviglioso calcio svirgolato volante che esattamente dieci anni dopo auto-citerà nel capolavoro marziale Blood and Bone (2009), dimostrando che lui è al mondo l’unica star marziale ad essere migliorata dopo dieci anni di film, non morta dopo solo due o tre anni.

La perfetta perfezione di un attore marziale

I tentativi di Luc di fermare i soldati universali sono liquame maleodorante. ‘Sti soldati mo’ so’ morti, mo’ so’ vivi, mo’ non li fermano manco le cannonate, mo’ vanno giù co’ ‘no schiaffo. E ora sanno attraversare le pareti e ora li ferma un vaso di fiori. Ragazzi, voi mettetevi d’accordo su che cacchio sanno fare ‘sti tizi, poi ci chiamate quando avete finito.
Chiamano un’altra giornalista a fare la donnina inutile, per mantenere la tradizione del franchise, e minacciano la figlia di Luc tenendola in coma tramite software. Dio, perdona gli sceneggiatori, perché non sanno quello che scrivono…

Va be’, il minimo sindacale…

Universal Soldier. The Return è cacca. Di quella che puzza. Tanto. Eppure ho bei ricordi che gli ruotano intorno… senza toccarlo, però, perché puzza!

È stato Gino Van Damme? E noi a Gino lo menamo!

Chiudo regalandovi il trailer italiano dell’epoca, una rarità proveniente dall’Archivio Etrusco.

Ah, ed ecco anche un paio di schermate dedicate a “Doppiaggi Italioti“, provenienti dalla VHS italiana Columbia Tristar 2000.

L.

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23 risposte a Universal Soldier (1999) The Return

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ho trovato molto più interessanti le storie di vita vissuta rispetto alla recensione del film. Dici che sia normale? Ma tornando alla pellicola cuore del post, che titolo aveva il porno che avete noleggiato? ;-P

    Scherzi a parte, ma perché serve un super-computer? Non era meglio un cattivo vecchio stile, magnate della droga che vuole un esercito di “soldati universali” tutto per se? O magari un dittatore del centro-america ammanicato con la CIA che vuole i soldati/burattini per espandere il proprio dominio. Roba più semplice insomma. Perché impegolarsi con computer e c@zzate tecnologiche?

    E comunque Van Damme nella scena dei cavi, non ne ha uno attaccato alla cintola, è solo contento di fare le capriole! Dai Lucius, anche tu… Un po’ di perspicacia!

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  2. Denis ha detto:

    Goldberg e l’uomo che pose fine alla carriera di Bret Hart nella WcW,era la stella della federazione
    tenete conto che riusciva a sollevare sulla spalla in verticale Big Show!
    Peccato che dopo la chiusura della WcW andò nella WWe e rimase pochissimo 1-2 anni e l’ultimo match a Wrestlemania 20 contro Brock Lesnar che dopo andò via anche lui fu fischiattissimo e il pubblico urlò You Sold Out tutto il tempo infine vinse Goldberg ma entrambi finirono stesi dall ‘eroe della Z Stone Cold Steve Austin arbitro speciale con sommo gaudio del pubblico.
    Goldberg era tornato di recente(2016) in WWE in due match contro Lesnar uno e durato un minuto e mezzo e l’altro a Wrestlemania 5 minuti perchè sapevano che non aveva più fiato per forza dopo 12 anni di inattività!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Uau grazie per le info! ^_^
      Quindi il film non l’ha lanciato nel grande mondo del cinema??? 😀

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    • Zio Portillo ha detto:

      Madò Denis, cosa mi hai tirato fuori?!?! Quello è lo Stone Cold che voglio ricordare, non quello dei filmacci della Sony. Stunner a uno, birra, stunner all’altro e via sul paletto con doppia birra e pubblico in visibilio. Amavo quell’uomo!

      Anche se la striscia di Goldberg e il suo urlo “Who’s next?” era qualcosa di altrettanto esaltante. Che tu sappia @Denis, hanno poi ritrovato Nunzio dopo la spear di Goldberg alla Royal Rumble? Mai riso così tanto come quella notte a casa di amici…

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      • Denis ha detto:

        Se non ricordo male la striscia di Goldberg e di 172-173 match vinti di seguito,la Royal rumble che dici e quella del 2003 in cui entrò con il numero uno Chris Benoit e Goldberg venne buttato fuori da Lesnar e Nunzio continuava a stare fuori e mi sembra che John Cena lo butto dentro di forza e infine vinse Benoit riuscendo a eliminare Big Show facenda leva da sdraiato sulle corde,ma in WWe Goldbereg non andava d’accordo con Triple H che ricordo marito della figlia del proprietario.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ho controllato, tutto giusto tranne l’anno che è il 2004. Complimenti per la memoria! Allego la spear di Goldberg su Nunzio. Puoi essere bravo a incassare e ad accompagnare il colpo quanto vuoi, ma qua Bill Goldberg ci ha messo un po’ troppo entusiasmo mi pare…

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      • Cumbrugliume ha detto:

        La spear più bella della storia ❤

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    • Elfoscuro ha detto:

      Vuoi complice il suo carattere ed il periodo in cui Triple H eliminava tutti i campioni della WCW….Bill è stato un fuoco di paglia nel suo primo periodo alla WWE. Se non era per Jericho ed altri wrestler non riusciva a fare un match decente in PPV.

      Cmq Stone Cold e Bill sono dei grandissimi amici nella vita reale, tanto che si dedicano ai Z movies..:)

      Ora vedremo Shawn Micheals e The Miz cosa possono fare in Marine 7 come recitazione. Senza scordarsi del film di Adam “Edge” Copeland e di quella gnocca biondissima di Catherine Joy “C.J.” Perry in un altro film targato WWE.

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  3. Denis ha detto:

    No me lo ricordo solo nel film Looney Tunes back in action di Dante,ma di carriera filmiche i wrestler quasi nessuno ho sfondato tranne Batista e The Rock,non se vi ricordate Terry Funk in Over the Top pensate a 5o anni ha imparato a fare i moonsault!.
    Comunque The Miz ha fatto il nuovo The Marine:( e anche Shawn Micheals ha fatto un film della WWe be ce una miniera per lo Zinefilo e film della WWE ma visto che si parla di porno ci sono i film di Chyna (r.i.p)

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  4. Cassidy ha detto:

    Tra lo zio fissato di calcio, la fan di Bruce e il collega che ti fa fare figure di niente, devo dire che hai dei “comprimari” che sembrano usciti da un fumetto di Zerocalcare, capisco che sono disavventure, però scusami ma le hai messe giù in un modo davvero ironico che mi ha fatto morire 😉

    Micidiale la tua lucidità nel notare il freudiano fucilone, forse per compensare un Michael Jai White superiore, attestato di stima, so della tua passione per Van Damme, è doppiamente difficile criticare uno dei propri miti, stima, sul serio! Poi vabbè se concludi pure citandomi i Latte e i suoi derivati, ciao! Hai proprio voglia di vincere tutto oggi 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah sapevo che la Mario-citazione ti sarebbe piaciuta: quando ho visto quel faccione di tolla non ho saputo resistere 😀
      In effetti quando sei un divo in declino e devi dividere la scena con una montagna di gagliardiaggine nera… be’, qualche ansia di prestazione verrebbe a chiunque 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Jai White, Wincott, Goldberg, Alcatel, storie di vita legate a film porno…se sto sognando non svegliatemi! 🙂 🙂 🙂

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    Una storia bellissima! Come fai a dedicare articoli così belli a questa monnezza? 😉

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  7. Giuseppe ha detto:

    Un post che è praticamente un’autobiografia: pezzi di vita vissuta, la professione (non pagata), le vecchie tecnologie Alcatel/Matrox, la prima volta dell’IMDB, la scoperta del dvd con tanto di rischi a luci rosse e la prima conoscenza “digitale” di JCVD… e lui, lassù, in quell’immagine con la lacrimuccia incipiente, è come se fosse rimasto colpito quanto noi tanto che sembra pensare “Un mio fan… lui mi voleva immortalare su floppy disk quando gli altri volevano solo duplicare un porno… ha rischiato addirittura di essere messo alla gogna dalle colleghe che non sapevano… sistemista informatico… INFORMATICO! ECCO, PER RICONOSCENZA DEDICHERO’ IL FILM A LUCIO: LUC DEVEREAUX COSTRUIRA’ UN SUPERCOMPUTER COME OMAGGIO A LUI IN PERSONA! 😀
    Ovviamente nemmeno questo “capolavoro” poteva mancare nella mia cineteca (la lercia miniserie invece sì, perché anch’io in fondo devo pure pormelo qualche limite)… 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio per il filo conduttore che sei riuscito a trovare e che mi sfuggiva: SETH è un omaggio a me! ^_^
      Preparando il pezzo ho scoperto di avere più edizioni di questo film di quanto ricordassi, o di quanto fosse dignitoso avere: VHS, DVD e Blu-ray… mi sembra un po’ troppo per ‘sta frescaccia! 😀 A mia discolpa posso testimoniare che è tutta roba presa su bancarella a non più di 3 euro…
      Aver visto la miniserie una volta mi è bastato e curiosamente non ho mai avuto voglia di cercarla: una cosa è una porcata con Van Damme, cioè con un valore aggiunto, un’altra qualcosa senza di lui…

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      • Giuseppe ha detto:

        Di sicuro, per non parlare dell’altro valore aggiunto Michael Jai White 😉
        Essendomela sorbita tutta -come te- ho avuto come l’impressione che questa saga, alla fine, parlasse senza saperlo di universi paralleli (ciascuno con i propri Unisol) dove le storie sono andate tutte in maniera differente (e incoerente) l’una dall’altra 😀 … e qui arriverebbe l’occasione di fare un po’ di grana con la riedizione in cofanetto deluxe: non più UNIVERSAL, quindi, ma MULTIVERSAL SOLDIERS 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quella sì che sarebbe stata un’idea geniale! E quindi scartata a priori: qui si fa solo Z con storie sbagliate!
        Comunque è vero, il delirio di questa saga – soprattutto nei prossimi due episodi – fa pensare che non sia possibile appartenga a questa realtà. A meno che degli UFO non siano scesi sulla Terra per scrivere pessime sceneggiature…

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