Security (2017) Banderas vs Carpenter

Non serve molto a riempire di gioia il cuoricino di un c(z)inefilo: metti lì un centro commerciale assediato, e per me già hai vinto tutto.
Questo 2017 la Millennium Films e altre minuscole casupole portano in giro per il mondo un film piccolo ma assolutamente da vedere almeno una volta: Security.
La Blue Swan lo porta in DVD e Blu-ray a noleggio già da ottobre 2017, in vendita dal 28 febbraio del 2018.

Ah, vi segnalo subito la recensione de La Bara Volante.

Un logo che vuol dire Z di qualità!

Aver diretto alcuni videoclip di Celine Dion ha minato la carriera di Alain Desrochers, che non sembra aver fatto molto nella sua vita: però a giudicare da questo film sa fare in modo pulito e onesto il suo lavoro senza tirarsela troppo. Non ho visto i suoi filmacci (che immagino tali già solo a leggere i titoli) ma stando a questo è un regista da tenere d’occhio.
Sorprende invece lo sceneggiatore John Sullivan, che negli ultimi dieci anni è riuscito a tirar fuori solamente un altro film: Recoil (2011) con Steve Austin. Era impossibile fare di peggio…

Un titolo onesto e senza pretese, come tutto il film

Ad Antonio Banderas non era richiesta chissà che prova attoriale, doveva semplicemente fare il “sé serio”. Il nostro caro vecchio Antonio sa fare solo due ruoli: il coglione, come nel giustificato SpongeBob (2015) e come nell’ingiustificabile e inguardabile e odioso I mercenari 3 (2014), e il serio accigliato, come in quell’enorme sbadiglio di Automata (2014) o nell’in parte giustificato Black Butterfly (2017).
Qui fa il serio accigliato, perché Eduardo “Eddie” Deacon è un ex militare che non trova lavoro: è una macchina per uccidere costretta a piccoli lavoretti saltuari, quindi non ha niente da stare allegro.

Ma ti ricordi quando sfornavi biscotti nel Mulino Bianco? Eh, bei tempi…

Trova per puzza un lavoro da guardia notturna di un grande centro commerciale, e come da copione il suo “superiore” è il ragazzetto dal ciuffo perfetto Vance (Liam McIntyre), che gli unici scontri a fuoco che ha conosciuto sono quelli dei videogiochi.
La situazione è un classicone: il vero combattente che torna in una patria che ha servito ma che ora gli mostra indifferenza, e deve sottostare ad un’autorità costituita che non gode della sua stima. Il fatto d’essere uno stereotipo non è affatto una critica: è un ottimo stereotipo, quindi non rimane che mandar giù pop corn e gustarsi il seguito.

Secondo voi, chi è il vero soldato e chi il coglione dal ciuffo perfetto?

Prendete Distretto 13 (1976) di Carpenter e calatelo nelle ambientazioni di Zombi (1978) di Romero: siamo lontani mille miliardi di anni luce da questi capolavori, ma anche solo la loro “puzza” in questo film fa guadagnare punti a iosa al regista.
Quando un centro commerciale chiude per la notte, diventa il fantasma di una decadente società dei consumi incapace di proteggere se stessa: le guardie di sicurezza sono soldati di frontiera messi ad arginare un invasore troppo più forte di loro. Qui incarnato dal perfido Charlie (Ben Kingsley).

Non fatevi ingannare dal cappello: è davvero un cattivone

Una bambina sfugge ad un massacro e va a rifugiarsi nel centro commerciale, accolta da Banderas. Beng Kingsley arriva a bussare alla porta: è l’amorevole papà che rivuole la sua bambina, ma ovviamente il nostro Antonio a forza di sfornare biscotti nel Mulino Bianco s’è fatto furbo, e non crede all’uomo.
Il problema è che Kingsley è a capo di un manipolo di feroci criminali, mentre Banderas è circondato da brufolosi dementi che non saprebbero vincere uno scontro neanche in videogioco. Antonio è solo, assediato nel grande centro commerciale.

Chi è che mi ha lanciato ‘sta palla? Ora citiamo pure E.T.?

Proprio come nel film di Romero i protagonisti dovevano affrontare orde di morti viventi sfruttando le risorse a loro disposizione, qui Banderas organizza la squadra cercando di ottenere qualcosa dai pivelli: c’è un intero tempio del consumismo a loro disposizione, troveranno pur qualcosa che potrà salvar loro la vita.

Ecco il piano. Tu, Bollore in camicia, vai in frutteria e prendimi un lime o un limone.
Tu, Sesso Confuso, vai in drogheria e vedi di trovarmi dello sciroppo di zucchero.
E infine tu, Basette Bionde precedentemente noto come Ciuffo Perfetto, trovami del rum.
Tenetevi pronti, e al mio segnale… fatemi un daiquiri…

Quello che segue non è certo un film immune da critiche, stiamo sempre parlando di un piccolo prodotto per l’home video, ma confrontandolo con la robaccia che gira in questo periodo è davvero un filmettino da rispolverare per una serata a sognare Carpenter e Romero.
I cattivi sono ovviamente super-cattivi così cattivi che basta uno schiaffo ad ammazzarli, ma questo purtroppo è un difetto già della serie A: figuriamoci il resto.

Capo, mi faccio paura da solo per quanto siamo cattivi

Fra marche e marchette, non sembra un mistero chi abbia contribuito a produrre il film: molto meglio questo sistema che l’Italian Style, cioè soldi pubblici (soldi nostri) buttati nel cesso di produzioni inutili e fallimentari.

Fermi tutti: questa è una marchetta!

Il vietnamita Cung Le, ex vero campione del ring, non ce l’ha fatta a “sfondare” nel cinema marziale, anche perché ha iniziato la sua carriera in questo mondo quando ormai il mondo era morto da anni. È dal 2009, quando lo scoprii in Fighting contro Channing Tatum, che aspetto il suo “successo”, ma non è mai andato più in là di un paio di filmacci impresentabili, uno dei quali con pure Van Damme. (Non pago di rovinare registi, ora J.C. sta attento a rovinare anche gli attori.)
Qui fa il super-cattivo da operetta, come tutti gli altri, ma almeno il suo scontro con Banderas è dignitoso.

Un altro grande ruolo inutile per Cung Le

Non sarà il film che vi farà scattare l’applauso, ma il suo dovere lo compie. È diretto molto bene, con onestà e senza fronzoli, strizza l’occhio ai grandi e cerca di ridurre al minimo le inevitabili stupidate di genere. Quindi, per me, è assolutamente consigliato!

L.

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23 risposte a Security (2017) Banderas vs Carpenter

  1. Vincenzo ha detto:

    l’immagine del titolo sembra il compound di Abbottabad di Osama Bin Laden 😀

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  2. Cassidy ha detto:

    Ho seguito il tuo consiglio infatti mi è piaciuto, un film che fa il suo dovere strizzano l’occhio ai film giusti, ho il commento già pronto, non sono riuscito a presentarlo prima, ormai me lo terrò per i primi giorni del 2018 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Proprio perché il film m’è piaciuto non pensavo di recensirlo qui, ma poi ho cominciato il discorso sull’assedio e non potevo non sparare questa cartuccia 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Hai fatto benissimo, si giocano l’omaggio a Carpenter molto bene. Di mio aggiungo che già mi fido dei tuoi consigli, poi mi tiri fuori il Maestro e ciao 😉 Intanto, visto che siamo in tema, ho tra le cose da vedere un altro film con Banderas in versione uomo d’azione, conto di vederlo in questo giorni, si intitola “Acts of Vengeance”, mi ha convinto il nome del regista, Isaac Florentine 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Az’, Florentine ne sbaglia quante ne azzecca, ma non posso perdermelo! Grazie della dritta ^_^

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Lo avevo visto passare il sala ma Banderas non mi ha (mai) dato la sicurezza di film di qualità, anzi. L’ho scartato senza rimpianti ma letta la recensione mi sa che devo recuperarlo.
    Se il film è onesto e fatto bene vale la pena premiarlo in qualche modo.

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  4. Cristian Maritano ha detto:

    Banderas esce bene in certi ruoli sin dai tempi di Assassins di Richard Donner…

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  5. Denis ha detto:

    Banderas dovrebbe fare in coppia con la gallina Rosita il buddie movie perfetto per lo zintage al grido ciapa la galina..
    Si il cinema è morto con l’avvento del digitale via scenografi,direttori della fotografia stun man e altro

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    Alla soglie dei 60 Banderas per motivi (non poi così) misteriosi sta diventando un nome da spendere per una certa cinematografia di mezzo, tra la vera serie B e quella “alta”. A volte va malissimo, ma qualche sorpresina di livello si trova. Io sono curioso di vedere il recente “Gun Shy”, dove fa una rockstar in declino dal look ridicolissimo. In America l’hanno stroncato impietosamente, ma una chance al regista Simon West la posso ancora dare!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      West un’occhiata la merita sempre 😉
      Guarda, se continua a fare film come questo per me fa benissimo: piccoli prodotti onesti ma dignitosi. Basta che dia un’occhiata alle bojate che fanno gli altri grandi attori decaduti, così può fare l’esatto contrario 😀

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi fido talmente tanto che ho già trovato il modo di procurarmelo! 🙂
    Per il resto, questi giorni mi assenterò e non so quanto potrò essere presente. Ecco, non preoccupatevi, Willy non è stato risucchiato dal suo vascello 🙂 🙂 🙂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Per un attimo il Ben Kingsley “cattivo” mi aveva richiamato alla mente il suo eccellente ruolo in Sexy Beast, e cioè lo psicopatico Don Logan, anche se qui si vola forse un po’ più basso (nemmeno la mia è una critica, semmai una constatazione)… il giusto necessario per catturare lo spettatore comunque, direi. E poi ci tengo a precisare io non ho nulla contro Banderas (avendolo trovato in forma ANCHE in Automata) 😉

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