Captive Girl (1950) La laguna della morte

Nel 1948, come abbiamo visto, si è chiusa l’èra del Tarzan di Weissmuller per la RKO, però il buon Johnny è ancora in grado di tuffarsi – prerequisito fondamentale oltre che unico vero sforzo richiesto all’attore – e le storie ambientate nell’Africa nera piena di belve feroci tirano ancora parecchio: lo sa la Universal Pictures che nel 1937, per sfruttare un personaggio di cui però non ha i diritti, decide di presentare un Tarzan che non è Tarzan. Si chiama Jungle Jim ed è una serie a fumetti del 1934 firmata dal maestro Alex Raymond.
Jungle Jim è un avventuriero occidentale nel sud-est asiatico, con servo muto malese e all’occorrenza qualche bella donna fatale. Con Tarzan non c’entra una mazza, ma la Columbia Pictures ha una bella pensata per fare concorrenza alla Universal: ingaggiamo Weissmuller, Tarzan per eccellenza, e lo mandiamo in Africa in mezzo alle scimmie… ma lo chiamiamo Jungle Jim. Nascono così 16 film, dal 1948 al 1956, di rara bruttezza.

Sembra Tarzan, ha il suo stesso dizionario, ma non si chiama Tarzan

Il quarto episodio, Captive Girl, viene presentato in patria il 27 aprile 1950 ed arriva sugli schermi italiani l’8 agosto 1951 con il titolo La laguna della morte, pronto a girare le sale italiane fino almeno al 1955. Sconosciuto a qualsiasi tipo di home video, dopo questa data il film è in pratica scomparso dal nostro Paese.

Scomparso in lingua italiana dal 1955

In questo episodio della serie, un terzo della storia è occupato da immagini di animali, che alla gente piacciono sempre. Ricordo che siamo negli stessi anni in cui il nostro Tex Willer ha un cavallo di nome Dinamite e un cane di nome Satan, prima che Bonelli decida di farli uscire gentilmente di scena: è l’epoca degli animali co-protagonisti che interagiscono col padrone.

L’unico motivo che spingeva la gente al cinema…

Così hanno una parte attiva nella storia Tamba la scimmia, Skipper il cane, Caw-Caw il corvo, Fiorina la vacca, Ken l’aquila, Joe il condor, Pretty Jane il cigno, Gimpy la rondine, Ryu il gufo. Così è completa la famosa Squadra G. (Manca solo il lupo, ma una volta il lupo andava via come il pane, adesso il lupo el va no. Mah!)
Forse ho messo qualche nome di troppo, ma la scimmia, il cane e il corvo ci sono e sono co-protagonisti attivi, affossando parecchio il ritmo del film.

Scene di dubbio gusto

Il capo villaggio Mahala (Rick Vallin) è uno un po’ confuso. Porta il turbante come se fossimo in Oriente mentre tutti i suoi sudditi sono vestiti come guerrieri africani, con tanto di piume d’uccello che è il vestito tipico del posto. Mahala veste anche all’occidentale perché per anni è andato a scuola in America, per studiare come gli uomini bianchi gestiscono i popoli. Aspettate che lo ripeto: per essere un buon sovrano, Mahala è andato a studiare dagli americani…
Diciamo che non è un capo ispirato, né un guerriero: nell’unica scena d’azione che lo vede protagonista si storce una caviglia dopo un secondo. Alla faccia del sovrano africano! Ti credo che il perfido stregone Hakim (John Dehner), sovrano ad interim, non voglia restituire il comando.
Che poi Hakim è proprio il nome più comune in Africa…

Tipico capo guerriero africano

Visto che Mahala sta sbagliando tutto nella vita, non si può fargliene una colpa se prende l’ennesima pessima decisione: chiama Jungle Jim per risolvere il problema. In fondo quando uno è cacciato dal proprio popolo perché se la fa con gli stranieri, l’idea vincente è chiamare uno straniero a impicciarsi della questione.
Jungle Jim è sempre pronto a non fare niente. Dimenticatevi il Weissmuller del Tarzan di una volta (che già lì era un ciocco di legno), Jungle Jim è un tubero amorfo con le spalline, un cartonato che si aggira per la foresta senza che nulla riesca ad increspare l’espressione demente che ha stampata sul volto: lui cammina e basta, tanto pensano a tutto Tamba la scimmia, Skipper il cane, Caw-Caw il corvo, Fiorina la vacca…

Da una parte un animale inspressivo e incapace di parlare, e dall’altra una tigre

Non hanno però scomodato quell’action man di Jungle Jim solo per aiutare Mahala, c’è anche la questione della strega bianca. Perché una donna sola è sempre una strega…

Strega bianca sarà tua sorella!

Da anni il popolo di Mahala dà la caccia alla donna e ora Hakim vuole riuscire assolutamente a metterle le mani addosso, convinto che questo gli varrà il comando sul popolo. Quello che non dice è che anni prima ha ucciso i Martindale, i genitori della ragazza venuti a cercare il tesoro della laguna della morte (perché è noto che le lagune africane abbondano di tesori): la ragazza potrebbe testimoniare contro di lui e quindi va fatta fuori.
Non so se mettermi a sottolineare il personaggio di uno stregone terrorizzato dal sistema giudiziario occidentale o quello di Barton (Buster Crabbe), cacciatore che fa una comparsata e tiene in scacco un intero villaggio mediante la sua “canna di fuoco” (una pistoletta scacciacani). Va bene che è giusto una strizzata d’occhio al fatto che nel 1933 Crabbe era stato il Tarzan della Paramount, ma un ruolo leggermente migliore potevano anche dedicarglielo.

Belle foto, ma un personaggio davvero inesistente

Tolta una trama eterea ed inconsistente, rimangono le camminate. Metà del film passa in sequenze di gente che cammina: cammina Jungle Jim, rigido e con lo sguardo ebete, e non si sa dove stia andando. E cammina anche la bionda della giungla, la strega bianca, la non-protagonista della storia: malgrado stia in locandina e sia l’elemento fondamentale del film, la donna cammina anche lei e si mette in posa ma non ha il minimo peso nella trama. Non dice altro che due o tre parole.

Un terzetto niente male di personaggi inutili che non parlano

Come sempre, vivere da anni in totale solitudine, parlando solo con le belve feroci, le ha permesso di imparare subito l’inglese: la prima e unica cosa che dice a Jungle Jim è che ha visto Hakim uccidere i suoi genitori e può testimoniarlo in tribunale. Mi aspettavo che sapesse anche il numero dell’aula in cui sarebbe stato dibattuto il processo, ma stranamente non è così…

Protagonisti ad alti livelli…

La 19enne californiana Anita Lhoest non ha occasione di fare nulla se non posare a favor di camera e sguazzare in acqua: non molto per una vera campionessa di nuoto. Questo rimane l’unico suo film, e negli anni successivi il suo nome riappare solamente quando pare abbia abortito il figlio concepito con l’amante Clint Eastwood. (A dirlo è la di lei biografa Ria Brown ma non esistono tracce di dove l’abbia detto: facile che sia un semplice pettegolezzo.)

L’attività principale degli africani è ghermire bianche bionde

Come abbiamo già visto nei film precedenti, una donna non può vivere liberamente da sola nella giungla: ha bisogno di un uomo bianco che la protegga, quindi va riportata a casa. Volente o nolente.
Particolarmente esplicativo questo dialogo fra Mahala e Jungle Jim:

«Si troverà bene nella civiltà?»
«Non lo so, ma la devo portare indietro».

Nessuno dei due ha minimamente pensato ad interpellare l’interessata, e sebbene entrambi lascino trasparire la convinzione che la civiltà non faccia per lei, lo stesso è obbligatorio riportarla indietro, perché è inconcepibile che una donna viva liberamente la propria vita.
Non siamo nell’Ottocento, ma nel dopoguerra, con donne che hanno servito attivamente nelle forze armate e che ormai hanno diritto di voto: per il cinema, però, siamo sempre fermi ai “tempi d’oro”…

Sembrano gli anni Venti, invece siamo nel ’50

Un paio di curiosità.
Il successo fra il pubblico del genere tarzanide nel 1953 spinge la Ponzoni Editore a langiare una testata a fumetti dal titolo “Jungla Film“: non è chiaro, ma è altamente probabile che le storie di Tarzan e Gim della Giungla qui raccontate siano tratte dai film. Il 21 novembre 1953 esce il numero 14 dal titolo La laguna della morte: non importa se non si tratta di un film di Tarzan, la presenza di Weissmuller e di una discinta bionda della giungla rendono irresistibile la storia.

Nel solo 1970 sempre la Ponzoni Editore presenta una testata a fumetti dal titolo “Zatan. I più grandi films della giungla“. «Cineromanzi tratti dai film di Tarzan» ci spiega la Guida al Fumetto Italiano, «qui chiamato ZATAN per motivi di diritti». L’ultimo numero della collana (dicembre 1970) è la resa a fumetti de La laguna della morte.

Tutti fermi e dite «Cita»

L.

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12 risposte a Captive Girl (1950) La laguna della morte

  1. Conte Gracula ha detto:

    Il dialogo sul destino della “strega” è clamoroso XD
    Cielo, che nonsense!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ il triste destino delle Jungle Girls: non riescono ad essere viste come donne indipendenti…

      "Mi piace"

      • Conte Gracula ha detto:

        Ma nemmeno come donne, sono soprammobili da spostare a volontà, in questi filmacci -_-‘

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Eh, il problema è che i filmacci sono quelli che più rappresentano l’opinione comune: i grandi film dettano la morale, i piccoli seguono la pancia del pubblico. Presentando questo ciclo di film sulle Jungle Girl, parallelo a quello su Tarzan, è chiarissimo il pensiero americano sulla donna almeno fino agli anni Cinquanta: la donna deve stare accanto all’uomo che la protegge. Il massimo concesso è Jane, che è autorizzata a rimanere nella giungla solo in quanto compagna di Tarzan, cioè rimane in quella specie di famiglia tradizionale ricreata nella giungla.
        Sono questi piccoli virus che rimangono sotto pelle a mantenere un pregiudizio, molto difficile da sradicare.

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahaha! Non riesco a smettere di guardare le scene di dubbio gusto! 🙂

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  3. Denis ha detto:

    Ma Skipper non era un canguro?e Flipper il delfino^_^i
    Gli americani ritraggono da sempre gli altri popoli come minchioni,sai che su Dmax ho visto un Mega Ipermercato gigantesco con il vecchio proprietario con un cappello ridicolo mi sembra che si chiamasse proprio Jungle Jim

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  4. Cassidy ha detto:

    Ma era a capo della fattoria degli animali? Manca giusto la tarantola Betty e il ramaro Ugo poi ci sono tutti, non manca più nessuno 😉 Sembra davvero la brutta copia dello schema di Tarzan, nessuna pietà per le Jungle Girl. Cheers!

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  5. Fra X ha detto:

    Mamma mia! °_O Nei lessi sul Mereghetti che non ne parlava bene, ma non pensavo fosse una serie così brutta e noiosa! Ci credo che non è diventata un cult! XD

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  6. Giuseppe ha detto:

    Dunque, se non ricordo male Fiorina la vacca non era striata, zannuta o artigliata e la ragazza lassù non mi sembra Ewa Aulin 😀 Però, nonostante tutto, un remake con Francesco Salvi nella parte di Jungle Jim lo vedrei bene 😉

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