Insidious (2010) Maligno fa guadagno

Sta per arrivare nei cinema italiani il nuovo Insidious e già ho “sfidato” Cassidy ad affrontare la saga: in attesa di scoprire la sua versione, inizio anch’io il viaggio nella saga che getta le basi per The Conjuring.

Anno 2010. Il 33enne malese James Wan è già un nome da togliersi il cappello. Ha già trasformato il suo cortometraggio del 2003 nella bomba mondiale chiamata Saw (2004), è riuscito a regalare un ottimo ruolo a Kevin Bacon facendolo giustiziere della notte in Death Sentence (2007) ed è pronto a vincere tutto con il Conju-verse (2013-2016) e Fast & Furious 7 (2015)
Ma prima, come vuole la barzelletta, un po’ di bunga bunga. Prima, un po’ di Insidious.

Un po’ rozza, come grafica

Presentato il 14 settembre 2010 al Toronto International Film Festival, il film esce in patria americana il 1° aprile successivo – bel pesce d’aprile! – per arrivare nei cinema italiani solamente il 28 ottobre 2011 (fonte ComingSoon.it).
La mitica Filmauro lo porta in DVD e Blu-ray italiani dal 21 febbraio 2012

Quanti ricordi di tempi passati e migliori…

Renai Lambert suona il piano, e il marito la tromba. No, purtroppo non è questa la strada scelta dal film.

Quindi, se ho capito la trama, nessuno suona la tromba?

Renai (la sempre imbronciata Rose Byrne) e Josh Lambert (il sempre inquietante Patrick Wilson) sono una famigliola che bla bla, tanto dopo cinque minuti di chiacchiere il figlio viene preso dal demone e va in coma.

Se aguzzate la vista forse riuscirete a vedere il demone…

Se Poltergeist (1982) ci ha insegnato qualcosa, è che le case costruite sui cimiteri indiani fanno una brutta fine e che se chiami una medium a liberarti dagli spiriti fai più danno che altro.

Interno di famiglia con medium

Insidious non è certo qui a cambiare le regole, così arriva la medium Elise (Lin Shaye), chiamata da Renai perché in casa succedono troppe cose strane e inspiegabili. La medium si mette la maschera anti-gas e capisce tutto…

Lo spirito chiede: perché la medium ha quella stupida maschera?

Il piccolo Dalton (Ty Simpkins) è finito in quello che la medium chiama Altrove, che è un altro mondo eppure è tutto intorno a noi, tipo la Banca Mediolanum. «È un posto dove il tempo non esiste, un regno oscuro affollato dalle anime tormentate dei morti, un posto dove i vivi non sono ammessi»: insomma, Dalton è finito ad Hollywood.
Come salvi un giovane perduto nella città del peccato? Ci mandi il padre. Gran bella idea…
Inizia la metà più noiosa del film con Josh che gira in un mondo onirico dove l’unica realtà è lo sbadiglio. Ma Josh non è un padre come tutti gli altri, perché la medium l’ha conosciuto da piccolo e sa che lui era stato ghermito da un demone particolarmente discreto, che solo una medium allenata ha saputo identificare.

Un demone che non ama farsi notare…

Un demone che gioca con il “vedo e non vedo”…

ahahahahahahaha!

Il cinema horror “familiare” rinato nel Duemila – erede di un genere che è sempre stato ambientato in famiglia – viene visto dal saggio Cinematic Ghosts (2015) come specchio di una crisi che ha colpito la media borghesia, decretando il successo di quei film che parlano di demoni che si annidano in famiglie benestanti. Come a dire che quella classe sociale che finora si sentiva tranquilla ora è destabilizzata ed “esorcizza” questa insicurezza con i film horror. Posso anche credere che questo filo sottile si nasconda dietro la tendenza di questo cinema, ma rimane il fatto che la sceneggiatura di questo film sembra essere addirittura al di sotto della media. Non è scritta male, è semplicemente la storia di un cortometraggio allungata a film.

Quello a sinistra è lo sceneggiatore: paura, eh? (© 2011 FilmDistrict)

Wan si affida di nuovo a Leigh Whannell, che di mestiere fa l’attore ma ogni tanto sforna scritti buoni come Saw e meno buoni come i suoi vari seguiti. E come questo Insidious: per quanto è riuscito il suo personaggio di Specs, il tecnico parapsicologo che scrive quello che dice la medium, per quanto gli è venuta male la sceneggiatura, anche se con simpatico colpo di scena finale.
Possibile che una fotocopia di qualsiasi altro film demonico possa aver avuto successo? Infatti Insidious non ha avuto successo: ha avuto TANTO successo!

Da Shining (1980) in poi, le gemelle mettono sempre paura

Oggi tutti i più grandi registi di Hollywood sfornano immensi flop al botteghino, tutti i grandi titoli con cui i critici (veri o presunti) si riempiono la bocca, per rientrare delle spese bisogna mettersi a fare i conti: ok, nel primo weekend il più grande film della stagione, il più atteso da milioni di fan, non è rientrato neanche di metà delle spese, però se sommiamo il mercato estero, il mercato home video, i pop corn venduti, le magliette e i calendari forse si va pari e ci scappa pure la mancia per il ragazzo.
Il grande successo Star Wars VII è costato 245 milioni e nel primo weekend ne ha incassati 247, e stiamo parlando del franchise più grande del cinema mondiale: tutti i grandi registi, tutti gli autori più amati, guadagnano decisamente meno nel primo weekend: in media, i grandi successi della stagione costano 100 milioni e per puzza ne guadagnano 50.
Per Insidious si parla di 1,5 milioni di budget, e al primo weekend ha incassato… 13 milioni. Un piccolo film, fatto da casupole, che appena esce guadagna tredici volte quant’è costato: per Star Wars si parla di qualche milione di incasso netto… qui si parla di 12 milioni netti in tasca alla produzione.
La prossima volta che sentite parlare di Riley Scott o Denis Villeneuve, cioè gente che lavora sempre e solo in perdita, sbottate a ridere in faccia a chi ve ne parla.

La faccia dei protagonisti quando hanno scoperto l’incasso (© 2011 FilmDistrict)

Il successo travolgente, dati i costi irrisori, costringe il film a diventare una serie e il format – “trama nulla + jump scare” – a proseguire a testa alta il suo cammino.
E nel suo viaggio si porterà dietro Joseph Bishara, compositore che si è divertito ad interpretare il demone del film: è piaciuto così tanto che tornerà nei seguiti e sarà demone pure nel Conju-verse.

Una curiosità. La fotografia del film è curata da John R. Leonetti, che è anche co-produttore. Il futuro regista di Annabelle (2014) di mestiere fa appunto il direttore della fotografia e il produttore, eppure è il mitico regista che ha esordito con Mortal Kombat 2 (1997), anche se probabilmente lo nega.

L.

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35 risposte a Insidious (2010) Maligno fa guadagno

  1. Cassidy ha detto:

    Ti ringrazio per le tante citazioni, e come nei cartelli stradali durante i lavori ti dico: “Stiamo lavorando per voi” 😉 Sono molto contento che il Malese sia sbarcato sul Zinefilo, è l’ideale continuazione del tuo ciclo case stregate, perché davvero questo film non inventa un cacchio, ha un paio di momenti azzeccati, ma ricordo l’esaltazione di un bel primo tempo che mi ha fatto pensare: Vuoi vedere che hanno azzeccato un film? Seguito da un secondo davvero pessimo.

    Hai fatto bene a mettere in chiaro spese e guadagni, questo spiega perché abbiamo così tanti film di fantasmi e fantasmini, ma anche come mai vengono spremuti come limoni solamente i titoli già famosi, quelli consolidati presso il grande pubblico. Il secondo capitolo di questa saga è pure peggio! In ogni caso il paragone alla Banca Mediolanum mi ha fatto scoppiare a ridere 😀 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ogni volta che vedo il trailer del nuovo Insidious cerco di resistere, aspettando il tuo ciclo, ma alla fine ho ceduto: dopo Annabelle 2 e Amityville 2017 non potevo che continuare sulla via dello spiritismo spicciolo 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Hai fatto benissimo perché non so quando arriverò, sono curioso di vedere il nuovo film iper pubblicizzato (sto già ridendo…), il piano è quello di giocarmi la mia carta per allora, intanto mi godo il tuo ciclo qui sul Zinefilo, ci sta tutto, dopo quello sulle indagini dei Warren e quello sulle case stregate, non poteva mancare “Insipidus” qui 😛 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaah Insipidus è il titolo perfetto per il ciclo 😀

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Il demone nelle foto… sembra una gag da Scary Movie! XD
    Ora cerco foto di quando ero piccolo e ci aggiungo il mostro tenebroso (e petaloso, dai).

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Sono stato trascinato da amici al cinema per vederlo e concordo con Cassidy qua sopra: l’inizio sembrava qualcosa di assolutamente promettente. Peccato che scenda di almeno due piani nella seconda metà. Il finale lo risolleva leggermente ma nulla che mi faccia strappare i capelli e urlare al miracolo altrimenti per i finali di Shyamalan (copia+incolla ogni volta il cognome… Peggio di lui solo la Ratajkowski) cosa avremmo dovuto fare? Mettergli una statua in ogni piazza italiana?
    Eppure la gente è uscita pazza per sto “Insidious”… Poi penso a qualche anno prima con “Esp” e sto zitto che è meglio.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il successo inarrestabile di Paranormal Activity ha aperto le porte all’inferno di piccoli cloni senz’anima, e ogni tanto qualcuno ha pure tirato su guadagni da capogiro, rispetto ai costi quasi nulli.
      Viste le secchiate di horrorini che ancora oggi escono fuori, un po’ più in sordina, direi che siamo ancora in piena mania…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Hai ragione! Non era ESP, che c@zzo dico?!?! Era PARANORMAL ACTIVITY! Mamma mia che film osceno. Due ore di… Nulla! E pure ripreso da una webcam!

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  4. Pietro Sabatelli ha detto:

    A me piace Insidious, ma questo però, il primo, perché gli altri due successivi fanno abbastanza schifo, il quarto spero di no..

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  5. Evit ha detto:

    Ho la netta sensazione che a Lucius non sia piaciuto…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di sicuro non mi è piaciuto, ma solo perché non la seconda parte è una noia mortale. L’atmosfera creata con la prima parte non è malaccio, per un piccolo film, e gli attori sono bravi: bastava poco per essere qualcosa di più intrigante.
      Visto però cha guadagnato tantissimo, di sicuro sbaglio io e ha ragione lui 😛

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      • Evit ha detto:

        L’ho scoperto solo quando uscì in DVD e Blu Ray nel Regno Unito (ero lì in quel periodo) e non ne avevo mai sentito parlare prima, il successo di popolo di cui parlano su Wikipedia deve essermi passato proprio sotto al naso (o in generale do poca attenzione agli horror che escono al cinema). Quindi l’ho visto al buio del salotto, niente esperienza cinematografica e, ignaro del suo presunto successo, mi piacque molto. Ancora oggi è uno dei miei horror preferiti della seconda decade del 2000, pensa che stronzo!
        I seguiti sono tra l’ignobile e l’ignorabile (e non li ho più voluti rivedere) ma comunque sono sempre meglio dei seguiti di Conjuring (Conjuring 2 in particolare mi fece proprio incazzare).

        Le accuse al primo Insidious che sento in giro non le capisco molto ma, oh, a ciascuno il suo. Se ne sta bene lì sul mio scaffale, doppiamente apprezzato perché ha pure i titoli italiani da cinema. ;D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti sabato prossimo Italian Credits farà una parentesi zinefila presentando i titoli italiani dell’edizione Filmauro ^_^
        All’epoca vidi il film appena uscì – non ricordo se appena uscì in DVD o proprio pirata – ma non ricordo nessun entusiasmo: sai come la penso su Wikipedia e la sua mani di esprimere commenti quando un’enciclopedia non dovrebbe mai farlo…
        La parte in cui arrivano i “tecnici” è intrigante e quel format fa sempre la sua figura, in film come questo, ma poi non hanno nulla da dire se non ripetere cose già viste e banalotte. Almeno il tanto vituperato “Paranormal Activity” aveva un nuovo format su cui contare (va be’, nuovo: diciamo usato sicuro) mentre questo film è difficilmente distinguibile da altri horror demoniaci del periodo. Infatti lo confondo con “The Possession” dell’anno dopo (trasloco, bambino indemoniato, padre disposto a tutto) e addirittura avrei giurato mille euro che il titolo era “Sinister”, confondendo le due saghe (padre disposto a tutto, bambino in pericolo, trasloco…)
        Ad essere meglio di “Conjuring 2” basta davvero poco: basta non fare un film, e il risultato è meglio 😀
        Essendo film scritti col copia e incolla, quelli che si fanno ricordare sono quelli che osano inventarsi qualcosina, giusto un vezzo che però li fa alzare un briciolo dal resto dei cloni. Qui non si inventa niente, mentre in film magari tecnicamente minori si è provati a giocare con elementi non propri del genere. (Come “The Possession” che si gioca la carta della “scatola misteriosa”: ‘na cazzatina, ma che lo fa ricordare.)

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      • Evit ha detto:

        Questo film a differenza di altri dello stesso periodo stabilisce un universo di regole che non siano “c’è il diavolo, punto” o “se fai questo ti succede questo”, cosa che gli americani non fanno molto di frequente ormai, e mi risulta difficile accusarlo di copiare da vicino una sfilza di film venuti poco dopo. Per me si distingue nettamente da film innominabili (e successivi) come Sinister e siamo su un altro mondo rispetto al “piazziamo la fotocamera nelle stanze e negli ultimi 10 minuti di film succede qualcosa” di Paranormal Activity.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per quanto riguarda le “regole” in fondo questo film non fa che rispolverare quelle del decano “Poltergeist”: demone che vuole il bambino, medium, tecnologia per captare il paranormale, viaggio dall’altra parte a prendere il bambino. A parte quest’ultima, erano tutti elementi già presenti in Paranormal Activity – e in più l’esercista, così affondiamo le radici anche negli anni Settanta – solo che lì l’assenza di originalità veniva controbilanciata da uno stile “nuovo”, che oggi sembra banalissimo ma all’epoca non ti aspettavi da questo genere di film, mentre Insidious va tranquillo seguendo il suo genere senza provare ad aggiungere o a inventare.
        Dal suo successo non mi sembra di vedere una “formula” nascere, come era successo l’anno prima con “L’ultimo esorcismo”, che volente o nolente si inventò una specie di format a cui molti titoli satanici poi si sono adeguati. (Format sicuramente debitore di PA, visto l’uso di videocamere a mano.)

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      • Evit ha detto:

        Mi è scappato il “pubblica commento” prima del previsto ma insomma, si è capito che mi è piaciuto anche se non ho descritto in dettaglio i tanti elementi che me lo hanno fatto apprezzare. Ma annoiarsi è un sacrosanto diritto di tutti gli spettatori, mi dispiace che Insidious abbia annoiato ma a giudicare da RottenTomatoes non sei il solo visto che ha poco più di 60% di spettatori a cui è piaciuto, quindi il pubblico è più diviso che in Star Wars 8 su questo film!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Da amante di film disprezzati, non bado alle statistiche, anzi: se RottenTomatoes è d’accordo con me allora sto sbagliando qualcosa 😀
        Scherzi a parte, davvero il buon Wilson che vaga e divaga nell’Altrove mi ha fatto calare la palpebra e mi è sembrato che la sceneggiatura buttasse sul tavolo davvero troppe poche carte. Probabilmente non era neanche preventivata tutta questa attenzione, era solo un film da fare al volo che poi a sorpresa è diventato “apritore di pista”. Non mi ha detto nulla all’epoca dell’uscita – quando non me ne perdevo uno di questi film – né mi ha detto nulla rivisto ora a diversi anni di distanza: se non altro non posso essere accusato di cambiare giudizi a seconda dei momenti 😛

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  6. pirkaf76 ha detto:

    Mi sono fermato al secondo.
    Wan mi piace tanto come regista, eccetto quando si fissa a creare sequel su sequel scegliendo la via più facile.

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    “Grazie per la citazione finale!” Willy l’Orbo
    “Ma come ti è saltato in mente di fare quella maledetta citazione finale???” Leonetti
    Questione di punti di vista 😂😂😂😂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Il piccolo Dalton viene insidiato dal demone che cerca di fargli aprire un conto in Banca Mediolanum nella nuova sede appena aperta Altrove, mentre Josh Lambert con i sensi alterati dalla dimensione metafisica viene suonato dalla moglie Renai mentre tromba il piano davanti alle spettrali gemelle che lo acclamano: “Forte!”: ma ecco, improvvisamente rinsavito per le botte della consorte, Josh si ribella e mostra loro il medium. A posto, ho appena scritto il prossimo capitolo di Insidious 😛
    Il fatto è che Insidious non era poi partito così male, in effetti. Se almeno fosse rimasto un unicum senza ulteriori pessimi seguiti…

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