The Night Crew (2015) L’assedio dark thriller

Quando inizio un ciclo dedicato ad un genere di film, il bello/brutto è che mi porta là dove nessuno spettatore dovrebbe mettere piede, e vedere cose che nessun essere umano dovrebbe vedere.
Per esempio vedere The Night Crew, che se chiedete a tutti gli attori vi risponderanno che non è vero, non l’hanno mai girato…

Uscito in patria americana il 10 agosto 2015, la sconosciuta Twelve Entertainment lo porta in DVD italiano dall’8 giugno 2016, in vendita dal 19 settembre successivo.

Titolo figo, sembra quasi un film vero…

Dai miei archivi risulta che ho visto questo film appena uscito a noleggio, nell’estate del 2016, e sono andato a consultare l’archivio perché ad un certo punto ho avuto qualche flash: ma io ‘sta cazzata l’ho già vista?
Sembra incredibile, ma sebbene non conservi alcuna memoria – probabilmente un sistema di autoprotezione del mio povero cervello, massacrato di filmacci – risulta che ho visto ben due volte un film che nessun essere vivente dovrebbe vedere neanche una.
Cosa non è disposto a fare un Zinefilo per parlare di cinema d’assedio

Il povero Luke non si capacita di aver fatto ’sto filmaccio

Un gruppo di cacciatori di taglie cialtroni, capitanato da un Luke Goss più inverosimile che mai – un leader talmente duro e maschio da sfoggiare orgogliosemente il suo eyeliner! – ha catturato la ricercata Mae (Chasty Ballesteros) e ora bisogna riportarla indietro e riscuotere la taglia.
Non sarà facile, visto che anche il potente boss Aguilar (l’immancabile Danny Trejo) vuole la donna e manda un esercito di scagnozzi a inondare di piombo chiunque glielo impedisca.
Trovato rifugio in una casa abbandonata, per i cacciatori di taglie inizia un assedio mortale.

Cacciatori di taglie duri duri duri: li chiamo Budini Molli…

Non lasciatevi ingannare da queste poche righe di trama, perché detta così potrebbe sembrare addirittura un film vero, e ad essere onesti il materiale c’è. Si sente che sotto la spazzatura c’è un buon soggetto, con ottimi spunti e addirittura il coraggio di proporre un dark thriller quando in realtà tutti odiano il genere.
Nel dark thriller (ma magari ci sono altri nomi per indicarlo) una storia tipicamente action viene contaminata da elementi soprannaturali, e in questo caso Mae ha la Vedenza: lei vede cose, tipo la faccia degli spettatori allibiti davanti allo schermo…

Io vedo… io vedo… che state per mettere STOP!

Buttando nel bicchiere cannibalismo, vampirismo, isterismo, stocazzismo e altro ancora, si cerca di creare un cocktail ottenendo solo acqua sporca. Però lo stesso si sente che in mano umane questo film poteva essere qualcosa di più.

Il paio di baffi che nessuno vorrebbe avere alle spalle…

Gli spunti ci sono e, seguendo la regola del genere d’assedio, il nemico anonimo e quasi invisibile all’esterno è niente in confronto ai nemici interiori che dividono il gruppo. Amori negati, tradimenti, invidie e quant’altro minano il gruppo e gli impediscono di essere unito davanti al pericolo.
Ma, ripeto, è tutta roba diluita nell’acqua sporca.

Un’altra giornata di lavoro fruttuosa

Inutile stare a descrivere quanto sia brutto e fastidioso questo filmaccio, lo do per scontato, però dimostra che quando si scrive una storia d’assedio anche un esperto in filmacci assurdi come Christian Sesma, sia regista che sceneggiatore, riesce a concepire una buona storia.
Che poi sappia metterla in pratica seguendo gusti umani è tutt’altro discorso.

L.

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21 risposte a The Night Crew (2015) L’assedio dark thriller

  1. Cassidy ha detto:

    Non sapevo si definisse “Dark thriller” l’ho sempre definito: Buttarla sull’Horror 😉
    Poi cosa ti devo dire, mi hai citato una delle mie battute di Francesco Salvi preferita di sempre, quella dei budini molli, applausi a scena aperta! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Luke Goss che fa il duro è sempre uno spettacolo imbarazzante, ma per fortuna la sceneggiatura è talmente assurda che passa in secondo piano.
      Anni fa la collana da edicola “Segretissimo” provò a portare in Italia alcuni romanzi dark thriller – così scoprii il termine – e ovviamente l’insuccesso è stato epocale. L’horror e l’action-thriller sembrano impossibili da contaminare, anche con storie migliori di questa.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Credo che The Atrocity Archives di Stross potrebbe avere elementi dark thriller – sottogenere a me ignoto – anche se forse vira più sulla science fantasy per vari motivi… sarà un po’ ibrido, mondo nostro + agenzie investigative paranormali ma certificate ISO 9000 + Cthulhu. Molto divertente ^^

        Questo ovviamente mi manca 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so se magari il genere dark thriller si intende solo letterario, comunque teoricamente è molto intrigante: tutto però dipende dall’autore…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Frullare due generi è dura, vuol dire che devi saperli trattare entrambi anche da soli 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Poi molto spesso i lettori amano solo uno dei due generi e non ti seguono. I fan dell’horror non sempre accettano tematiche action-thriller, e viceversa, così scontenti entrambi…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Quelli sono problemi dei lettori!
        Scherzi a parte, il problema c’è soprattutto quando gli ingredienti sono poco armonizzati, oggi la contaminazione tra i generi ha raggiunto livelli incredibili – e si può stare a sindacare anche su quanto, in passato, le storie potessero essere monogenere…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so se oggi si può parlare di fusione di generi: a me sembra la morte del genere. Ogni film ha un pizzico di romance, un pizzico di action, un pizzico di warmovie, un pizzico di martial, un pizzico di horror, un pizzico di fantasy, un pizzico di fantascienza. Il che vuol dire che non ha NIENTE di tutto ciò.
        Il cinema di genere, che cioè ha SOLO un genere da dover trattare, è molto più complesso anche se di serie Z, e dà (o dovrebbe dare) più soddisfazione a chi ama i generi. Ma gli spettatori del Duemila temo che non abbiano sufficiente “gusto” (fra mille virgolette) per apprezzare il genere, quindi ha preso piede una fusione superficiale che in realtà annulla il concetto stesso di genere.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Due o tre generi insieme a me non dispiacciono, in linea teorica. Il problema è che spesso sono male assortiti e per me è sintomo che si è stati poco capaci nell’armonizzarli, ci si è lavorato poco… o si è semplicemente scarsi!

        Ricordo, riguardo al solo fantasy, un fiorire di scrittori e scrittrici di italica favella che non leggevano nulla di fantasy, ma ne scrivevano.
        Ma in nome di Hastur, se nemmeno ti interessa leggerne, cosa ne scrivi?
        E con certo paranormal romance (horror o fantasy + romance, grossomodo) immagino sia lo stesso: per scriverne con cognizione di causa non basta farti un trip su Lestat che ti tromba dopo averti stalkerato per sei mesi, forse dovresti farti le ossa leggendo un po’ dei generi genitori – così da distinguere ciò che è fatto coi piedi da ciò che ha una propria dignità.
        E invece no, giù a scrivere boiate!
        E pure belle lunghe, magari – a questi imbrattabit invidio giusto la capacità di scrivere cose di vago senso compiuto per 400 cartelle e più, io dopo venti mi svampo XD

        Comunque, quando un filone accumula abbastanza cliché da diventare un genere riconoscibile, una contaminazione ragionata può dare risultati interessanti e aprire nuove strade. Solo che quelle inaugurate da autori scarsi sono lastricate di buone intenzioni e basta 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quello infatti è un grave problema che affligge ogni genere: l’entusiasmo che spinge solerti autori a scrivere ciò che non leggerebbero mai. La frase “in Italia tutti scrivono ma nessuno legge” è ovviamente una esagerazione ma rende bene il problema: di solito gli autori hanno visto un film che è piaciuto e vogliono scrivere qualcosa del genere, senza avere idea dei libri già scritti, senza conoscere l’argomento né tanto meno aver imparato lo stile di chi li ha preceduti, di solito migliore di loro.
        E non posso essere tacciato di razzismo verso gli autopubblicati perché sono autopubblicato anch’io! 😛
        Mentre scrivevo queste trame non sai che voglia avevo di scrivere anch’io una stupidata, così per ridere. Visto che gli ebook che ho autopubblicato, mettendoci cuore ed anima, non vendono in pratica nulla, allora perché non divertirsi con una cazzatina, che pure se vende una copia è una copia di più di quanto meriti? 😀
        Magari un paranormal romance con il Conte Gracula che dal suo castello governa su un vilaggio di sexy fembot: un giorno arriva una donna vera e lui si inanmora. Dài, si scrive da solo 😀
        Molti dei titoli che ho citato sono racconti di 30 pagine, venduti ad un paio d’euro: dài che 30 pagine sapresti scriverle benissimo ^_^

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      • Conte Gracula ha detto:

        Trenta pagine scritte con le chiappe potrei farle, ma il mio narcisismo di fondo mi impedirebbe di firmarle XD
        E una novella (nobilitiamo, và!) di trenta pagine a un euro non la comprerei nemmeno se scritta bene, forse – figuriamoci venderla!

        Anche solo lo pseudonimo Conte Gracula è frutto di lunghe riflessioni, cosa credi? 😉
        Temo di prendere troppo seriamente certe cose 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti questi libri sono tutti firmati da pseudonimi: dubito che gli autori organizzino serate per lanciare i loro titoli pieni di schiave sessuali robotiche 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Seth Mc Farlane lo farebbe, secondo me 😛 se ne scrivesse, ovvio.

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Sono proprio uno zinefilo incallito: quando vedo certi prodotti, “annuso” certe magagne, scopro la presenza di certi attori…la tentazione di vedere (e farmi del male) è troppo forte 🙂 !!!

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Quindi c’è Trejo e il famoso “stocazzismo”… Dai, messa così magari una possibilità posso anche dargliela per farmi due risate! 😀

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  4. Cumbrugliume ha detto:

    Se uno come Trejo si vergogna di aver girato un film, è proprio la fine 😀 Comunque da quando ho recensito un film con Luke Goss sto avendo una marea di accessi di persone che cercano il suo nome, quindi spero che almeno sottoporsi a questo supplizio ti servirà ad aumentare le visite al blog 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho diversi film con il povero buon Luke in archivio ma non mi sembra proprio abbiano avuto particolare riguardo: forse sono i film sbagliati 😀
      Lui ci prova a fare l’action hero e ce la mette tutta ma davvero non è il suo mestiere e appare sempre nei posti più sbagliati. Per questo è un eroe della Z 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        E pensa che ha impersonato pure il sadico gangster londinese Charlie Richardson in un film di cui ora non ricordo il titolo ma doveva essere nello stesso anno del primo Hellboy, quello al quale non ha partecipato… certo che se poi il film è quello che è e -come in questo The Night Crew- non quello che avrebbe potuto essere diventa ancora più difficile guadagnare in credibilità (e non buttar via quella che si era pienamente guadagnato nei secondi capitoli di Blade e Hellboy, per intenderci). Per rimanere in zona Salvi, tanto valeva che qui interpretasse un leader con i modi dello Zio Pino 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Luke può interpretare il boss giusto nella commedia “La talpa” (The Man) con Samuel L. Jackson, perché è appunto una commedia che ironizza sui polizieschi e quindi ci sta pure Goss.
        Ancora mi stupisco invece come mi sia sembrato adatto in Death Race 2 e 3: va contro ogni logica, il cervello mi dice che non va bene, eppure in quei due film ce lo vedo! 😛

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