Insidious 3 (2015) L’inizio

La saga di Insidious continua a guadagnare cifre tanto alte quanto ingiustificabili, e chi è la Blumhouse per dire “basta”? Torna insieme alla Stage 6 Films (figlia minore della Sony Pictures) per una nuova roboante avventura “insidiosa”.

Pochi soldi, molto orrore

Peccato che il cast tecnico-artistico di punta dei primi due film faccia la fila per andare da Jason Blum e fargli un ampio gesto dell’ombrello, a volte seguito da una sonora pernacchia. Pensate che questo abbia rovinato la giornata del mitico Giasone, lui che ha trovato il vello d’oro?
Jason alza la cornetta e chiama Leigh Whannell, che l’aspetta. «Leigh, tu hai scritto e interpretato i primi due film: che ne dici se ti fai tutto da solo il terzo? Hai carta bianca: già sai cosa devi farci…» A metà della frase l’australiano ha già scritto il copione di Insidious: Chapter 3, pronto anche a dirigerlo.

È il terzo capitolo ma si svolge prima del primo… tanto per cambiare

La consueta Warner Bros distribuisce il film nelle sale italiane dal 3 giugno 2015 (fonte: ComingSoon.it), addirittura in anticipo rispetto al 5 giugno in cui esce in patria americana: in pratica prima di arrischiarsi a proiettarlo nelle sale americane, esce in ogni piccolo paese del mondo per essere sicuri che la visione non uccida la gente…
La Universal lo porta in DVD e Blu-ray dal 21 ottobre successivo. Dal 7 giugno 2017 è disponibile anche l’edizione Steelbook.

Jason Blum che gira di notte in cerca di nuovi talenti

Quando nel 2013, appena finito Insidious 2, Leigh Whannell scrive la sceneggiatura di questo terzo capitolo, la sera prima aveva visto in TV Labyrinth (1986) e, cosciente o meno, ne scopiazza subito l’inizio: una giovane ragazza che sta cercando di imparare a memoria la frase di una recita. Che ovviamente tornerà utile nel finale.

«Andrò ai confini del mondo e mi troverai ad aspettarti lì. La tua serva.»

No, scherzo, Leigh non è un così bravo sceneggiatore: la frase non torna utile nel finale, quindi è solo una blanda trovata con cui riempire l’inutile minutaggio di inizio film.

Cioè, io sto studiando per una recita che non farò mai?

Quinn Brenner (Stefanie Scott) vuole fare l’attrice ma non riesce a mandare a memoria neanche questa piccola frase, così va ad un provino importante per una scuola di recitazione e sbaglia a dire tre parole. Dubito che il teatro abbia perso chissà che talento.

Sono sicuro d’aver già visto in un altro film questa scena ma non mi sovviene…

Delusa dal fallimento, un incidente d’auto le spezza le gambe e così davvero la giornata è ufficialmente di merda. La colpa immagino sia che Leigh si sia addormentato davanti a Fragile: A Ghost Story (2005) e, al risveglio, si è detto: una ragazza immobilizzata alle prese con uno spirito, che idea perfetta per risparmiare sulle location, così padron Jason è contento.
Certo che ci vuole però qualcuno che si muova anche, in questa storia, così perché non chiamare la cara Lin Shaye ad interpretare ancora la medium Elise Rainier?

Ragazzi, io avrei da fare altro, nella vita, che la medium nei filmacci

Ora Elise ha un passato oscuro che giace nel suo armadio, così allunghiamo il brodo, e la facciamo tornare a viaggiare nell’Altrove: quel luogo al di là del reale dove ogni citazione è lecita.

Scusa, stai citando The Ring?

NO!

Ma che facciamo, rimaniamo così asciutti asciutti? Un po’ di sugo non lo vogliamo mettere su questo pappone riscaldato? Leigh non ha dubbi, è il momento che gli Starsky e Hutch del paranormale tornino in pista…

Basta, chiudete tutto, ora siamo davvero al completo!

Torna la coppia d’acciaio, la spina dorsale della saga: “Stan” Specs (Leigh Whannell, che così oltre a regista e sceneggiatore è pure attore) e “Oliver” Tucker (Angus Sampson), i due para(culi)psicologi che diventano meno seri ad ogni film.

Chi è il più scemo dei due?

Qui li troviamo protagonisti della web serie “Avvistamenti spettrali” (Spectral Sightings) dove dànno la caccia ai fantasmi in giro per il Paese, quindi perché non fare una puntata sull’insidioso spirito di casa Brenner?

92 minuti di applausi per la maglietta dei Masters!

Inizia il viaggio in quell’Altrove (The Further) marchio di fabbrica della serie, alla ricerca della mezza anima di Quinn che il demone ha preso. E non è un modo di dire, si parla davvero di mezza anima, con tanto di mezzo corpo di Quinn che si agita nell’Altrove.
Impossibile non citare il vate Pippo Franco che, nel 1971, nel suo brano La statistica (dall’album “Cara Kiri”) rifletteva sul dato statistico per cui solo sette ragazze e mezzo su cento arrivano vergini al matrimonio:

Quella brava mezza ragazza
già è mezza e poi è pure vergine…
Ma mezza come? Dalla vita in su o dalla vita in giù?
Quanto me fa pena a me ’sta povera mezza ragazza…

Sebbene questi versi aulici si adattino perfettamente alla povera mezza Quinn, lo sceneggiatore si limita a “sbocconcellarle” il corpo a simboleggiarne la corruzione: già che c’è, secondo me sta citando pure Audition (1999) di Takashi Miike, da cui sembra ritagliare pure l’inquadratura.

Calma, calma, giuro che smetto di scopiazzare!

Leigh Whannell ormai si diverte da morire a cazzeggiare con l’occulto mentre padron Jason accarezza il vello d’oro che ha trovato: anche se stavolta, contravvenendo alla sua regola aurea dei 4-5 milioni, ha sborsato addirittura dieci milioni di bigliettoni (o almeno così dice IMDb), nel primo weekend il film se ne è portati a casa 22, raggiungendo poi quota 50 in patria e 120 nel mondo.

Ecco i Masters of the Blumhouse!

Possiamo stare a sbeffeggiare la saga di Insidious quanto vogliamo ma al contrario dei filmoni blasonati che non guadagnano mezzo dollaro bucato questa fa fuochi d’artificio al botteghino. E meno fa, più guadagna. E più Leigh Whannell si inventa buffonate, più guadagna. Chiamalo scemo!

Ta ta taaaaa, ta-ta taaaa: l’A-Team del para(culo)normale!

Salutiamo dunque l’affiatato team di para(culi)psicologi, perché potete dubitare che esistano i fantasmi… ma non che Insidious tornerà!

Il nome che mette più paura della saga!

L.

P.S.
Martedì 9 ottobre 2018 il canale Rai4 ha trasmesso in prima visione questo film con cartelli italiani, anche se solo quelli iniziali. Trattandosi di una rarità, mi piace riportarli qui di seguito:

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18 risposte a Insidious 3 (2015) L’inizio

  1. Cassidy ha detto:

    Altro giro, altra infilata di idee pescate qua e là, non avevo pensato all’inizio di “Labyrinth” bravissimo. Stan e Oliver più che i due noti comici due cui portano il nome, sembrano ormai la “Quota Nerd” del film, la maglietta però è oggettivamente bellissima.

    Lin Shaye ha avuto una carriera davvero onorevole, ora si è riscoperta “Scream Queen” in tarda età, ma è davvero una che non ha mai avuto paura di nulla. Intanto dici bene, possiamo pure sfotterlo il film (e i motivi non mancano) ma Giasone ha vinto ancora, sono quasi curioso di vedere cosa si inventeranno per il quarto film, anche se già lo so: Niente, scopiazzeranno altri film 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho visto che il quarto ha in pratica lo stesso cast di questo terzo: sembra incredibile, ma non vedo l’ora di vederlo! E pensare che ero convinto avrei odiato questa saga invece mi sono spanciato. Il Conju-verse, che si prende maledettamente sul serio, è solo sbadigli e mani in faccia: Insipidous cazzeggia e alla fin fine qualche risata te la strappa 😛

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  2. Conte Gracula ha detto:

    In Supernatural c’è un gruppo di due imbranati con un programma tv (web tv?) sui fantasmi, i Ghostfacers: mi chiedo se i due paraculologi li abbiano presi da lì, da come descrivi l’imbranataggine…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Gli esempi “sul serio” non mancano. Tempo fa su uno dei nuovi canali che ci hanno invaso mandavano in onda una trasmissione vera sui cacciatori di fantasmi. Che io sappia è un genere molto prolifico e molto di successo, anche perché davvero non costa nulla. Con un paio di amici vai in una casa abbandonata e cammini in giro, facendo le facce spaventate. Costo zero, guadagni assicurati 😛

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Non discuto della qualità del film che (fortunatamente) non ho visto perché mi sono fermato al capitolo precedente. Questo “Insidius 3” può essere una bomba o una cag@ta, può piacere o no ma non è questo il problema che invece è altrove. E per me è il peggio del peggio che sta sfornando il cinema negli ultimi anni. Un sequel che in realtà un prequel. Ecco… Su queste cose mi girano così forti, ma così forti che posso pure decollare tipo elicottero. Se poi mi volete male ricordatemi le trilogie sequel-prequel oppure gli spin-off che diventano sequel dei prequel.

    Un conto è fare “Il Padrino – Parte II” dove sequel e prequel si fondono in modo magistrale, ma è la classica eccezione che conferma la regola.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahhaah il paragone è un tantinello azzardato: il Padrino è la serie A anni Settanta, cioè svariati universi lontano rispetto alla feccia con cui dobbiamo oggi vedercela. Se a Coppola commissionassero un quarto capitolo della saga, farebbe una cagata assurda perché il mondo è cambiato così tante volte che non parlerebbe neanche la stessa lingua degli attori.
      Dalla svolta del Duemila non esiste più il cinema, figurarsi se ci si fanno problemi a giocare con i salti temporali: se addirittura George Lucas fa i prequel, perché non dovrebbero farli gli altri? Al pubblico piace perché gli incassi ci sono, quindi purtroppo la regola rimane: primo film, sequel, prequel, sequel del prequel, magari remake e pure reboot. Così i fan si divertono a scrivere post con l’ordine cronologico da seguire e possono litigare con chi ha invece un altro ordine, e si va avanti così, a farci del male 😛
      Forse in questo “Insidious 3” – che invece mi ha fatto morir dal ridere, perché i para(culi)psicologi sono ormai i miei nuovi idoli – la scelta del prequel è stata dettata dal fatto che Wilson e Byrne hanno telato la medium è morta nel primo: girare un nuovo film con nuovi personaggi era un rischio troppo alto, per 10 milioni di budget, così Jason Blum – che conosce il suo pubblico – è andato sul sicuro, così come vanno sul sicuro tutti quei registoni che fanno prequel (Lucas, Ridley Scott e via dicendo).
      Il problema secondo me non è la linea temporale ma la sceneggiatura. I film del Conju-verse si prendono maledettamente sul serio senza avere assolutamente nulla da dire: sono il vuoto assoluto e quindi vorresti picchiare gli autori. Insidious invece è la cazzonaggine più cazzona, è il rutto libero che ti libera e alla fine finisci a ruttare pure tu 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E infatti mi sa tanto che ormai la “saga” sia diventata proprio questo, un unico rutto continuo… Leigh Whannel presenta (dedicato a E.B. Clucher) “Insidious: anche i demoni mangiano fagioli” 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhaha non mi stupirebbe se uscisse davvero un titolo del genere 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E un prequel del prequel ambientato nel vecchio west non ce lo vogliamo mettere? Con Specks, Tucker ed Elise che arrivano trascinati dai cavalli su travois, mentre attacca una colonna sonora conosciuta (solo leggermente modificata)…
        They’re the guys who’s the talk of the town
        with the restless guns
        don’t shoot broad out to fool them around
        keeps the demons on the run, boys
        keeps the demons on the run 😉

        “Insidious: Li chiamavano Trinità” 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah ci starebbe benissimo e non mi stupirebbe se lo vedessimo uscire uno di questi giorni 😛

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  4. Pietro Sabatelli ha detto:

    Praticamente l’inizio della fine, per una saga intrigante ma pur sempre banale..

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Però in confronto ai titoli coetanei, dallo sbadiglio e con i jump scare come unica sceneggiatura, almeno è una visione divertente. Anche la parte dedicata all’Altrove non è centrale come invece nei due film precedenti.

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Non sapevo se l’avevo visto poi ho sussultato alla maglietta dei Masters e ho capito che qualora l’avessi visionato un tale particolare non mi sarebbe sfuggito… 🙂
    Comunque pare, tutto sommato, una visione meritevole, noe?

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