Nunchaku al cinema 10. Tartarughe Ninja

Il nunchaku è l’arma di Michelangelo, una di quelle Tartarughe Ninja (Teenage Mutant Ninja Turtles, per amici TMNT) il cui successo desta ancora infinito stupore in me. Ho cercato, nel corso degli anni, di vedere la marea di roba che è stata prodotta su questi strani personaggi, ma il fastidio è davvero tanto: perché dare loro armi che NON usano in modo appropriato, perché chiamarli ninja che NON sono, perché scimmiottare arti marziali che NON usano?
I personaggi delle Tartarughe Ninja hanno conosciuto una storia complessa che vi invito a leggere sulla ricca pagina Wikipedia dedicata all’argomento: non sarò certo io a perdere tempo a spiegarla, visto che la odio!

Una citazione dei salsicchaku!

Quello che mi preme notare è che nascono quasi per gioco nel 1984 dalla penna degli statunitensi Kevin Eastman e Peter Laird: il successo è immediato ed esplosivo grazie a serie animati, giocattoli, film, storie a fumetti e via dicendo.
In un tempo brevissimo questi personaggi distruggono e spazzano via ogni ninja esistente nella cultura popolare, esattamente nel momento di massima ascesa della ninja-mania. Ogni ninja “serio” viene penalizzato: dall’entrata in scene di queste malefiche tartarughe la regola inderogabile è che i ninja devono far ridere.

Come rendere bambinesca un’arma potentissima

Credo che i personaggi abbiano trovato la formula giusta per sopravvivere: tradire il loro spirito iniziale e diventare personaggi buffi e comici per bambini. Sin dall’inizio degli anni Ottanta anche in Italia erano accese le polemiche sulla violenza che i film marziali comunicavano ai ragazzini (principali fruitori): la paura che degli assurdi ed improbabili salti volanti potessero traviare le loro giovani menti non faceva dormire i genitori.
Alla fine ogni prodotto “violento” (per quanto possa chiamarsi violenza il ninjutsu al cinema, più simile alla magia che alla marzialità!) è stato cassato da ogni forma di comunicazione, ogni film è scomparso, ogni fumetto divenuto una rarità, ogni pupazzetto fatto sparire. Si salva giusto qualche rarità, come il ninja dei G.I.Joe.

Le TMNT al loro primo apparire usano le temibili armi ninja per tagliare la pizza e per grattarsi la schiena; le arti marziali servono loro per ballare in discoteca e gli unici attacchi violenti sono quelli costituiti dalle loro insulse e ridicole battute. I genitori sono contenti perché al posto di una finta violenza ora i loro bambini possono assorbire una reale idiozia e plasmare la loro mente seguendo i più beceri stereotipi americani. Contenti loro…

Il nunchaku nelle mani di Michelangelo è una presa in giro fastidiosa e irritante, che serve solo per fare le illustrazioni e le copertine: ciò non vuol dire che la mia follia collezionistica sia esente da averne varie versioni…

Ecco alcuni dei miei modellini, schedati nel mio blog Myniature.

TMNT2005_Michelangelo

TMNT-Michelangelo_big

TMNT-Michelangelo

(continua)

L.

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20 risposte a Nunchaku al cinema 10. Tartarughe Ninja

  1. Zio Portillo ha detto:

    Anche da ragazzino le Tartarughe Ninja non mi hanno mai conquistato. Guardavo i cartoni in tv ma non mi sono mai spinto oltre. Nemmeno il cabinato a quattro joystick (scomodissimo!) mi ha mai acchiappato.

    Ma l’ultima foto?!?! Leonardo usa il nunchaku di Michelangelo per grattarsi la schiena? o_O

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahaha probabile 😀
      Va lodata l’idea dell’artista di ritrarre una tecnica di nunchaku non sempre mostrata – invece di passarselo dietro la spalla lo si passa dietro la schiena – ma certo il risultato è discutibile 😛

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  2. rikynova83 ha detto:

    Ti capisco Lucius, essendo più grandicello la storica serie animata delle Turtles ti ha davvero deluso.

    Ma per noi bambini era irresistibile.

    Il remake del 2000 e passa era invece una serie matura, aderente al fumetto, meritava più attenzione.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I ninja che amavo erano “seri” (con un milione di virgolette) quindi l’unica serie animata sull’argomento che ho mai potuto tollerare era “Sasuke”, sia perché ispirata ad un vero ninja sia perché riusciva a mantenere le doti di innegabile fascino dei “guerrieri delle ombre”. Le tartarughe invece non sono minimamente rispettose delle armi che sfoggiano – infatti non le usano come dovrebbero – non hanno rispetto per gli stili marziali che dileggiano e le storie non hanno nulla a che vedere con qualsiasi tematica marziale. Per questo non mi piacciono: è come se facessero un cartone con protagonisti i più grandi calciatori del mondo e li facessero volare, affrontando i nemici coi raggi laser. Sarebbe naturale chiedersi: perché avete preso dei calciatori a fare cose che non c’entrano niente con il calcio? 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Spostandoci sulle TMNT, ti potrebbero rispondere: perché è così che si è voluto dare un CALCIO (volante) alla coerenza e alla verosimiglianza, ovvio 😛 A prescindere dal fatto di non averle mai considerate anche solo lontanamente ninja nemmeno per un istante (e lo scorno per un vero appassionato è comprensibilissimo), pure io avevo ormai un’età tale da non potermi più collocare nel target ideale di questa serie… ma probabilmente non le avrei amate comunque, rimanendo loro una versione assai sciacquata (MOIGE style, che i giovani devono crescere coglio… sereni, volevo dire sereni!) e virata in farsa rispetto alle controparti del fumetto originale.

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  3. Cassidy ha detto:

    Snake Eyes è davvero uno dei pochi ninja a cartoni e fumetti ben fatto. Le Tartarughe come sono sono sempre state tra le mie preferite da bambino, faccio parte delle generazione colpita in mezzo agli occhi dal loro successo, ma dei Ninja veri, non hanno nulla, sono nate come parodia degli X-Men (Mutant) e del successo del Devil di Miller (Ninja), nel fumetto originale era più cupe, ma il successo lo hanno avuto con il cartone animato, quindi come dici bene, tradendo se stesse. Già da bambino amavo i film di Bruce Lee, e anche se Michelangelo è sempre stato il mio preferito, l’arma usate da Lee e dalla tartaruga era chiaro pure al me stesso di allora che non era affatto la stessa, ma una sua edulcorata copia. Cheers!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    A fumetti c’erano cose un po’ più sobrie, sulle TMNT: avevo visto qualcosa di Sakai, l’autore di Usagi Yojimbo, che usava i furry per raccontare storie serie.
    La serie animata era la classica storiella alleggerita per farne materiale da vendi-giochi, superata una certa età resta solo la nostalgia. Ma devo dire che non ho mai avuto una venerazione per i ninja: fighi, ma preferisco la gente coi poteri 😛

    La serie animata delle tartarughe la guardavo da ragazzino e mi divertiva, mentre i ji joe… non so, quel cartone sì che proprio non lo reggevo: fare le facce serie ed essere seri sono due cose diverse, era iconico, ma anche stupido e fascio-reaganiano, e speravo sempre che un cataclisma li riducesse in cenere e li spazzasse via dal palinsesto 😛

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  5. Denis ha detto:

    Che tra l’altro ninjutsu ho scoperto che vuol dire azione furtiva,infatti ho letto che i “nobili” samurai usassero i ninja per i lavori scomodi

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’ideogramma di “shinobi” (che è quello usano per ninja) si rifà appunto alla furtività, ecco perché quello che noi chiamiamo ninja è un falso storico: i ninja veri erano spie ed assassini che agivano vigliaccamente nell’ombra, che uccidevano alle spalle e incarnavano tutti i valori negativi che i samurai disprezzavano: le cronache storiche le scrivevano i nobili, e raramente citavano i ninja così come i nobili italiani non erano certo attenti a citare i bravi e i mercenari che facevano per loro il lavoro sporco. Quindi le notizie storiche sui ninja sono scarsissime, mentre il falso ninja nato negli anni Cinquanta è esploso a livello mediatico e ha raggiunto ogni angolo del mondo. Perché era un giustiziere che colpiva i nobili e i potenti, e quindi riscuoteva immediatamente il favore del pubblico. Tanto che durante un suo viaggio in Giappone anche uno scrittore britannico si lasciò contagiare dal falso storico fresco di giornata: uno scrittore di nome Ian Fleming…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Su un blog ho letto un aneddoto su un ninja che è rimasto ore nascosto in una latrina, a prendersi le deiezioni di tutti, fino all’arrivo del bersaglio…
        Un ninja storico è bravo se non si fa scoprire, non se evoca rospi e fa piovere meteore 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ un evento storico molto noto, semplicemente perché è uno dei rarissimi casi in cui si trova citato un ninja in una cronaca storica giapponese. Proprio questa scarsità di fonti ha provocato negli anni Sessanta un fiorire di maestri ninja, che fino al giorno prima erano tutt’altro 😛 (uno di questi venne contattato per un film di James Bond e vi fece pure un cameo…)

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Da bambino adoravo le TMNT e tutt’ora restano in me tracce dell’amor passato! Tuttavia due considerazioni: la prima è che capisco il tuo astio da “purista” delle arti marziali e oltretutto l’arma in questione è data a Michelangelo, ossia il personaggio spesso dipinto come più clownesco. La seconda è che non mi dispiacerebbe un film più attinenete al più cupo spirito iniziale, a ciò si è avvicinato solo TMNT del 2007…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Considera che per una mera questione anagrafica ho avuto la sfortuna di assistere all’ascesa delle TMNT e alla relativa totale distruzione dell’universo ninja in cui invece vivevo immerso da anni. Avevo 12 anni quando vedevo su Italia1 “Master”, con Lee Van Cleef che faceva il maestro ninja per le strade d’America, inseguito dal perfido allievo Sho Kosugi: capisci che non c’era nulla di “serio”, ma lo stesso a suo modo parlava di ninja come di arte mortale, di rispetto, di ascetismo e tutto ciò che un 12enne trova irresistibile. Vedevo pure i variopinti ninja di Hong Kong, che è la quintessenza della diarrea, ma non importa: per quanto cialtronesca era l’immagine, si parlava sempre di un assassino delle ombre che proveniva da un lontano, mitologico ed oscuro passato.
      Andavo al liceo quando arrivarono le Tartarughe, quindi da un lato non ero più permeabile al fascino di un cartone animato, e d’un tratto non si parlava più di assassini, per ovvi motivi. Io che ero vissuto nell’ombra, perché sin dalla metà degli anni Ottanta i giornali italiani scagliavano crociate contro i ninja perché i ragazzini si ammazzavano tentando di imitarli (e leggende immaginarie similari), io che compravo di nascosto shuriken in armeria quando in realtà ero minorenne e non avrebbero potuto vendermele, io che sotto la maglietta avevo una fibbia ninja – da cui realmente si poteva staccare una shuriken di metallo! E ci andavo a scuola! – d’un tratto non abitavo più nell’ombra: ora i negozi di giocattoli sciabordavano di quelle armi e nessuno sapeva più che erano armi. Ora le mamme erano contente che i figli seguissero la passione ninja, le stesse mamme che prima piangevano sui giornali perché uno dei loro figli aveva ammazzato la sorella con una shuriken, o qualche altra balla giornalistica simile.
      Diciamo che nello stesso momento in cui tutti i comunisti d’Italia hanno subìto lo shock psicologico per cui tutto ciò che prima era serio ora era alla berlina, io vivevo lo stesso… ma in chiave ninja! 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Bella pagina di vita vissuta Lucius, sul serio! Capivo già il tuo punto di vista, ora lo comprendo all’ennesima potenza. E il paragone finale coi comunisti…applausi 🙂
        Io non credo avrò un analogo shock coi film trash degli anni ’80-’90. Quelli ormai resteranno nell’ombra “in perpetuo”! 🙂

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  7. Vincenzo ha detto:

    Capisco il tuo punto di vista di purista, però da bambino era uno dei miei cartoni preferiti e quindi non posso che ricordarle con affetto. Poi è vero che di ninja hanno poco o niente se non il nome, ma questo secondo me in molti ce l’hanno ben presente…😉😉

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  8. Pietro Sabatelli ha detto:

    Erano le mie preferite da piccolo, non solo per la serie a cartoni ma anche per quei film cult su di loro 😉

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  9. Sam ha detto:

    Bè Lucius, pensa a quanti “adulti” hanno odiato i Masters perché ritenuti una boiata che aveva banalizzato il fantasy ( con Heman che usava una spada per fare tutto, tranne che affettare i nemici ). 🙂
    Oggi a te, domani pure.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vero, esistono anche due o tre persone che odiano i Masters come esistono due persone (di cui una io) che odiano le Tartarughe. Non è un danno per nessuno 😉

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      • Sam ha detto:

        Io dirò che le Turtles avevano una grande potenzialità narrativa, con quel loro miscuglio di artimarziali e superpoteri, antiche tradizioni orientali e invasioni aliene, armi primitive come spade e pugnali coontro fucili laser e robot, ma poi tutto veniva banalizzato da scenggiature per bambini, Un pò come i Masters, anche loro dotati di un background di un certo livello che veniva rovinato da autori incapaci. Chissà come sarebbero venuti se entrambi li avessero inventati i giapponesi ( anche se le Turtles un assaggio di ciò lo abbiamo avuto tramite la miniserie OAV degli anni 90 realizzata in nippolandia )…..

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  10. Sam ha detto:

    Peraltro, nunchaku di michelangelo erano considerati troppo violenti in Inghilterra ( e vai di censure ogni volta che si usavano), e la produzione USA risolse la cosa sostituendoli con una corda con rampino per il nostro..
    E noi che ci lamentavamo delle censure Mediaset…..

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