Insidious 4 (2018) La chiave fischiona

Non c’è tre senza quattro, soprattutto quando a fronte di un basso investimento i soldi piovono dal cielo. E quando ci sono pochi soldi ma tanto orrore… c’è solo una casa: la Blumhouse.

Pochi soldi, molto orrore

Trattandosi di un prodotto di punta Jason Blum può azzardarsi a mettere 10 milioni di bigliettoni fruscianti, al contrario dei 4-5 soliti, ma anche stavolta porta a casa il risultato: uscito il 5 gennaio 2018 negli Stati Uniti, nel primo weekend si mette in tasca 30 milioni sonanti uno sopra all’altro, e al 1° febbraio siamo già arrivati a 64! (Fonte: IMDb.)
Giasone ha trovato il vello d’oro, ormai è chiaro, ed uno dei suoi vari nomi è Insidious: The Last Key, che la consueta Warner Bros porta nelle sale italiane il 18 gennaio 2018 (fonte: ComingSoon.it) con il titolo Insidious. L’ultima chiave, in DVD e Blu-ray Universal dal 9 maggio successivo.

Elise (Lin Shaye): la vera eroina dark della saga
(© 2017 Universal Pictures)

Ormai gli eroi assoluti della saga li conoscete: sono quelli della società “Avvistamenti spettrali” (Spectral Sightings): “Stan” Specs (Leigh Whannell) ed “Oliver” Tucker (Angus Sampson), i due para(culi)normali lanciati in nuove gag a sfondo… spiritoso! (Capito? Spiriti… spiritoso… va be’…)
Con loro l’inossidabile medium Elise (Lin Shaye), che sembra incredibile ma è morta nel primo film diventando per questo protagonista assoluta della tetralogia! In fondo qualcuno con il potere della “vedenza” serviva, e come recita il motto della “Avvistamenti spettrali”:

«Lei è la sensitiva e noi i sensori.»

Poveri demoni e fantasmi, cosa tocca mandar giù…
Comunque nel suo quarto ruolo di Specs c’è sempre lui, per la quarta volta: quel Leigh Whannell che è l’unico vero grande artefice del successo della saga, a dimostrazione che in una coppia dove uno è grande e grosso e l’altro è magrolino… è quest’ultimo la mente!

Gli Insidious Brothers: la coppia che “para” normale!
(Photo by Justin Lubin © 2017 Universal Pictures)

In questo quarto film Elise più che una medium è una Mediolanum, perché gira tutto intorno a lei. Quindi col bastone di Ennio Doris scaviamo nel passato della donna, fino al periodo in cui da bambina abitava con la famiglia nella prigione dove facevano le esecuzioni capitali. Ma sai quante matte risate quando va via la luce perché stanno friggendo qualcuno sulla sedia? Poi dice che uno vede i fantasmi…
Comunque le toste giornate di Elise filavano così, fra un criminale arrostito e un film di James Wan. Poi la sua “vedenza” andò un po’ più su e finì proprio in faccia a quelli che abitano laggiù: il più duro si imballò e fece della casa una ghost house, e la mamma preoccupata le disse «Vai alla Blumhouse!»

Elise, la principessa della Blumhouse
(Photo by Justin Lubin © 2017 Universal Pictures)

Andava decisamente peggio al fratellino che aveva la chiave a fischietto, notissimo rimedio contro gli spiriti maligni: tu fischi e loro scappano. Ma più probabilmente ti prendono e ti chiedono che cazzo ti fischi con quella chiave al collo.

Qualcuno usi quel fottuto fischietto! (© 2017 Universal Pictures)

La nostra eroina scappa di casa perché papà Gerald (quella gran faccia da psicopatico di Josh Stewart) è troppo impegnato e spalmarle la cinghia sulla schiena per capire i suoi poteri di “vedenza”.
Gli anni passano ma cinquanta son lunghi, però Elise ne ha fatta di strada ma non si scorda la sua prima casa: ora coi soldi lei può comperarla. Torna e non trova gli amici che aveva, solo spettri su spettri, catrame e cemento… Va be’, dài, la smetto…

Mi è sembrato di sentire… una canzone di Celentano!

L’aveva promesso nel terzo film, cioè nel prequel del primo film, ed Elise ha mantenuto: ha messo su un’attività spiritica con Crick e Crock vestiti da becchini, ma proprio all’inizio della loro carriera… succede l’impensabile. Cioè l’ovvio: la chiamano dalla sua vecchia casa che c’è un fantasma fischione: si può sapere chi ha dato una chiave a fischio a quel fantasma?
Elise è turbata: può presentarsi alla sua vecchia casa con quei due buffoni come partner? Ma deve fare i conti col passato e con la chiave fischiona. D’altronde lo dice un antico proverbio spiritistico: fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andar.

C’è qualcosa di strano nel tuo vicinato, e suona una chiave fischiona:
Chi chiamerai? “Avvistamenti spettrali”!

Incontrato il fratellone Christian (Bruce Davison) dopo cinquant’anni, lui è così contento che se lei non si sbriga a togliersi le dà un pugno che la manda in un’altra saga della Blumhouse, così impara.
Però poi il demone con la chiave fischiona terrorizza il fratellone e questi si chiede: demone in gabbia fischia per amore o per rabbia? Nel dubbio, chiediamo aiuto a nostra sorella che non vediamo da cinquant’anni e abbiamo appena minacciato di mandare a lavorare nella saga di Sinister. (Lì sì che si vive male.)

Spero abbiate gradito questo filmato sulle abitudini del fischione, l’anatra selvatica il cui maschio è solito fischiare: è decisamente più interessante che la caccia di Elise al demone fischione!
Il momento più alto è quando la medium chiede ad uno dei tanti fantasmi che affollano questa vicenda di dare segnali col fischio, così da aiutarla a salvarla. Fra un fischio e l’altro, mi sembra di aver sentito anche una pernacchia, ma forse era uno spettatore.

Lo chiedeva già Pierino: col fischio o senza?

Dopo tutta questa presa in giro sembra quasi assurdo che ora mi metta ad elogiare Leigh Whannell, ma lo sceneggiatore è riuscito in qualcosa di totalmente inaspettato: sotto la solita valanga di jump scare e trucchetti vari, sotto la patina da filmaccio di stagione, sotto il peso insostenibile di essere il quarto episodio di una saga – quindi con la credibilità sotto zero – malgrado tutto questo Leigh va per la sua strada e sfoggia idee assolutamente non banali.

L’A-Team della Blumhouse è pronta all’azione

Intendiamoci, stiamo sempre parlando di un filmucolo, ma nel suo piccolo ha il coraggio di toccare temi di solito non affrontati dai titoli di questo genere. Non posso rivelare quale perché toglierei il gusto dell’unico vero colpo di scena della storia – anche se in realtà è buttato un po’ via come se non fosse importante. Dietro l’aspetto da nerd del paranormale, si nasconde un onesto sceneggiatore, capace di metterci davanti agli occhi demoni che fanno davvero paura. Perché non sono demoni… bensì umani.

Il giovane Leigh Whannell ai tempi del suo esordio con Saw (2004)

Leigh ha compiuto il cerchio della morte: primo titolo, sequel, prequel e sequel del prequel. Il tetragramma maligno è completo.
Insidious 4 si ricollega alla perfezione ad Insidious 1, il cerchio è completo: cosa potrà mai inventare il nostro Leigh per un ipotetico futuro Insidious 5? Ormai ogni nodo è stato sciolto, stavolta sarà costretto ad inventarsi qualcosa di nuovo, e allora sì che saranno dolori… col fischio o senza!

Abbiamo ancora tanti orrori da mostrarvi

La saga di Insidious è una ed una sola, indimenticabile perché impermeabile a fischi e pernacchie, essendo questi parte integrante della trama.
Questi quattro film hanno guadagnato più di tanti alti papaveri del cinema che al botteghino hanno fatto fiasco: non prendete dunque fischi per fiaschi, ma scegliete una saga maschia senza rischio. E pure col fischio!

L.

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14 risposte a Insidious 4 (2018) La chiave fischiona

  1. Zio Portillo ha detto:

    Te lo prometto Lucius: recupererò questo capitolo e pure il precedente solo ed esclusivamente per rendere onore a questa recensione!
    Credo sia uno dei tuoi articoli migliori e più ispirati, tra citazioni musicali e parodie. Complimenti!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha ti ringrazio, ho riso come un matto a scriverlo: sono grato alla saga per le risate che m’ha fatto fare 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ahahaha, le risate hanno battuto i jump scares! 🙂
        Comunque sono curioso di vederlo anche perchè nonostante alcune assonanze con la terribile genia di Saw (diecimila seguiti in poco tempo e uno peggio dell’altro) Insidious mi pare cavarsela decisamente meglio…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti sembrerà strano, ma lo credo anch’io. Lo sceneggiatore riesce a inserire quelle giuste briciole di sceneggiatura che alla fin fine ti soddisfano: ti fai due risate in faccia ai protagonisti, cosa impensabile con altri filmacci horror, in cui vorresti invece uccidere gli autori! 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        E tutte queste risate col fischio (piccolo tributo mio a questo brillante post) che Whannell le avrebbe mai potute mettere in conto 😛
        Adesso si torna seri e professionali, valutando la possibilità di arricchire la saga con ulteriori capitoli…
        Insidious 5: Più forte ragazzi!
        Insidious 6: … Altrimenti ci arrabbiamo!
        Insidious 7: Porgi l’altra guancia (altro prequel storico, dove si trovano ad affrontare le entità evocate da quel malvagio negromante del marchese Alfonso Felipe Gonzaga) 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tu ci scherzi, ma la coppia si presta perfettamente a film in cui menano in testa ai fantasmi 😀
        Ti pare che gli Oliver Onions non scrivono qualcosa da mandare in loop in sottofondo? «I feel like a ghost in my buggy» e il film è pronto 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Geniale 😀 E assolutamente nelle corde degli Oliver Onions 😉

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  2. Cassidy ha detto:

    Di solito non leggo post di film che devo ancora vedere, ho fatto un eccezione perché il bus stamattina non arrivava mai, ma sai che ti dico? Ho fatto bene perché in questo pezzo sei stato più scalpitante del solito, tra Celentano, il Principe di Bel-Air e Gigi Proietti ho riso per tutto il tragitto 😀 Per altro hai mantenuto il riserbo sul colpo di scena, quindi ora non vedo l’ora di affrontare questa chiave fischiona ehehe 😀 Così poi dopo potrò gettarmi sulla saga per commentarla, no sul serio, io adesso questa chiave con il fischio o senza devo proprio vederla! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come vedi qui non si spoilera e anzi si fa venire l’acquolina sul mistero: spero che Jason Blum apprezzi e mi mando qualche gadget del film, tipo appunto la chiave fischiona 😀
      Scherzi a parte, tolto il risibile e i soliti jump scare, lo stesso è da apprezzare una sceneggiatura che è riuscita a rimanere allo stesso livello per quattro film, quando in questi giorni ho scoperto come il più blasonato Hellraiser ha svaccato già al secondo episodio.
      I personaggi sono molto buoni, addirittura sprecati: Byrne e Wilson del primo film sono lì, ingessati e svogliati ma famosi, mentre Specs e Tucker sono vivissimi e divertentissimi, e la medium alla fine fa il suo lavoro.
      Insomma, parliamo sempre di filmacci ma almeno ti fai due risate a vederli 😛

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Sai, pensavo che il demone fischione fosse il fratello della medium di Bel Air, da come ne parlavi ^^
    Un giorno dovrò guardarne qualcuno, di questi Insidious, ormai è come se fossimo amici XD

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  4. gioacchino di maio ha detto:

    Con il diavoletto rosso che appare alla fine, il cerchio si dovrebbe chiudere, oppure pensano ancora di sfruttarla la Shaye che si trascina dai tempi di Nightmare. La migliore scena straniante secondo me è quella del tunnel: chi si nasconde dentro o dietro una vecchia valigia? Nella locandina poi esageratamente ci sono troppi “produttori di…” e questo doveva attirare più spettatori i quali mi pare non siano stati tanti.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In Italia non saprei, ma in patria il film ha spaccato come i precedenti: è costato talmente poco che i guadagni sono sempre alti.
      La cosa buffa di quella locandina è che tutti quei “produttori” in realtà è solo Jason Blum, uno solo! 😀

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