The King of the Kickboxers (1990)

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!

Ne approfitto per ricorda che affittai in videoteca questo film alla sua prima uscita, convinto di vedere qualcosa “alla Van Damme” esattamente come tutti quelli che l’hanno affittato in quel periodo. Purtroppo così non era, ma l’elevata bravura marziale dei protagonisti è rimasta nel cuore, al di là della trama.
L.

Domandone: la Z impressa a caratteri cubitali su vita, morte e miracoli di taluni film è un processo irreversibile? Indi ragion per cui, se una pellicola ha tutte le stimmate della citata lettera scarlatta può, o non può, riscattarsi tramite un giudizio più benevolo di spettatori che vi scorgono qualche aspetto degno delle categorie superiori (serie D, massimo C, voliamo bassi)? Per rispondere alla vexata quaestio ricorriamo allora al rinomato metodo sperimentale raccogliendo dati empirici e ponendo sotto la lente di ingrandimento Il re dei kickboxers, film di marca Z ma di cui vari utenti paiono avere una considerazione sopra la media.

Due grandi di un’epoca ormai dimenticata

Intanto: la enunciata natura trash del prodotto è fuori discussione visto il cast che somma Loren Avedon, Billy Blanks, Keith Cooke, l’anno infausto (1990!), la location da porannoi (Thailandia), la trama “uccisione, vendetta, bla bla bla”. A questo punto non resta che vederlo e capire se certe etichette cinematografiche siano dure a morire più delle macchiette che ne assiepano i fotogrammi.

L’espressione pacata del vincitore

La pellicola inizia con Sean Donahue che vince un match ma si attira le antipatie di un nugolo di scagnozzi guidati da tale Khan (Billy Blanks) il quale, fuori dall’arena, così sproloquia: «Un americano non sarà mai campione». E poi lo uccide con tre calci volanti eseguiti quasi senza toccare terra: il problema dell’antagonista non è solo che fluttua come un’astronave ma che pare dibattersi per la supremazia dell’etnia asiatica quando il suo aspetto denuncia natali non certo orientali. Sarebbe come se un tipo mingherlino, con i baffetti e i capelli scuri  elogiasse una presunta razza ariana comprensiva di uomini slanciati, biondi e con gli occhi azzurri. Ah, no: questo è accaduto ma non credo che il regista avesse contemplato tale finezza.

Il tipico look dell’american kickboxer

In ogni caso, assiste al fattaccio il fratello della vittima, Jake (il nostro Avedon), che, dieci anni dopo, a New York fa il poliziotto, fa l’infiltrato e, in particolare, fa il bono: sbaraglia a suon di arti marziali una banda di trafficanti armati fino ai denti rifiutando l’aiuto di un esercito di SWAT che aspetta il segnale fuori dall’edificio. Altro che Superman. Se poi aggiungiamo che tra i cattivi malmenati figura pure un Jerry Trimble peggio pettinato del solito, l’impresa assume contorni epici. Epici. Comunque le sue sboronate non suscitano simpatie nemmeno nei colleghi e così lo “esiliano” in Thailandia. Preciso. Per un traffico di film sulla kickboxing illegale e mortale dove appare proprio il giustiziere di suo fratello; oh, quante coincidenze per mandare avanti la trama! Accipicchia, quando si dice la fantasia.

È il 1990: certe acconciature sono considerate fighe…

Appena giunto in loco il nostro (super)eroe si dedica al turismo d’accatto con una camicia talmente brutta che se la si guarda troppo a lungo rende sterili. Finita la musichetta da Donnavventura ho riaperto gli occhi per vedere Blanks iper malvagio che uccide gente in modo truculento: al di là delle filippiche pro Asia, lui è decisamente promosso. Nel frattempo il protagonista continua a rendersi gradevole come una pustola: si reca in una scuola di arti marziali Thai, offende tutti in maniera gratuita discettando sulla loro scarsa abilità e imbastisce risse da pub irlandese. Così, giusto per tirare due calci. Cosa non sgradita, per carità, anche se talvolta  la ricerca di un filo logico la si può effettuare. Mica dico sempre, talvolta.

Posizione della Stampella da Armadio

Quando finalmente menano Avedon e la sua strafottenza (era ora), questi decide, in previsione della vendetta con Khan, di prendere lezioni dal rinomato maestro Prang (interpretato da Cooke) che però lo accoglie completamente ubriaco e gli risponde con un rutto. Letteralmente. Gente, io l’ho sempre sostenuto che il buon Keith è un attore sottovalutato. Il rutto suddetto me lo conferma. Sbuffi alcolici a parte (che poi erano frutto di astrusa finzione), il rapporto tra i due decolla. Anzi, tra i tre, visto che il maestro ha una scimmia domestica. Il convento thailandese passa anche queste gag spassose, d’altronde.

In Thailandia ci si allena sempre al tramonto

Le esercitazioni si svolgono con qualche pacchianata ma anche con alcuni momenti simpatici: «Vuoi legarmi? Non sarai mica uno di quelli?» o ancora «Riesci a sentire il battito del tuo cuore?» «Ma cosa vuol dire questa cazzata?». Non sono battute clamorose ma, sovente, chi si accontenta gode. Alfine, con modalità dimenticabili, il protagonista si procura lo scontro finale con un Billy Blanks che poteva/doveva essere sfruttato di più, mannaggia. Anche perché la resa dei conti, per location, interpreti, musiche, parco mosse, è di quelle che nell’immaginario dello spettatore se la ritaglia una nicchia dignitosa.

Una recitazione quasi sussurrata…

Allora, forse, l’arcano è svelato: nonostante i parametri vitali del film si attestino su una persistente Z, c’è da considerare il fattore “botte da orbi” distribuite con continuità e spensieratezza. Ogni calcio, ogni pugno, ogni craniata fa spostare un pochino l’ago della bilancia. E quando quest’ultimo sfiora la serie D o addirittura la C, è lecito esclamare garruli: evviva! Evviva! Evviva!

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

– Altri post di Willy l’Orbo:

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24 risposte a The King of the Kickboxers (1990)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Urca che jolly che hai calato a sto giro caro Willy! Me lo ricordo benissimo! Gli allenamenti coi tronchi parati coi gomiti e i calci volanti con gente che letteralmente resta sospesa in aria non si dimenticano facilmente.
    Però, sarà che eravamo in piena mania di “Kickboxer”, ma anch’io lo ricordo con afferro questo “The King Of…”. Però ti offendi se non lo riguardo? Preferisco tenermi il piacevole ricordo

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le videoteche iniziavano a riempirsi di economicissimi filmetti che promettevano kickboxing a spruzzo e si affittava qualsiasi cosa pur di sedare la febbre da Van Damme. Purtroppo la qualità era quella che era – chi ancora oggi critica il mito di Jean-Claude lo fa solo perché non ha idea dei film che lo circondavano, su cui svettava di molto! – ma alla fin fine il divertimento c’era, e in casi come questo si potevano ammirare bravissimi atleti (anche se non grandi attori) al loro meglio. Ad avercene mille di Re dei Kickboxers ^_^

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Tra tutti i film che ho recensito sarebbe uno dei pochi che ti potrei consigliare di vedere ma capisco anche il nobile intento con cui non lo fai! 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Penso di aver visto due film di Billy Blanks, uno era la sua comparsata ne “L’ultimo Boy Scout” l’altro era questo! Davvero la trama è poca cosa, ma i due attori sono bravissimi, specialmente Blanks. Confermo, affittato sull’onda dell’entusiasmo per il film di Van Damme, colpevole 😛 Ci voleva questo titolo nella rubrica Zintage 😉 Cheers

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Non l’ho visto, ma a leggere la trama, sembra proprio familiare 😛

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  4. cumbrugliume ha detto:

    Ehi ehi ehi, come è possibile che questo mi sia sfuggito finora? Dove ero quando è uscito? Perché non l’ho mai visto in tv o in videoteca? :-O

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  5. Giuseppe ha detto:

    Per la serie “quando i protagonisti sono così marzialmente in gamba da farti dimenticare la trama… già, quale trama?” No, dai, visti i nomi coinvolti è da considerarsi come una cosa quasi seria, Willy, per cui stavolta decido di trattenere la mia vis controrecensoria. Ecco, tutt’al più posso notare quanto il maestro Prang avesse proprio LA SCIMMIA per le arti marziali, oppure quanto il voler LEGARE Jake fosse semplicemente mirato a dargli CORDA (e non altro), oppure ancora quanto fosse imprudente da parte di Jake porsi una domanda così diretta riguardo alla sensatezza dell sceneggiatura ( “Ma cosa vuol dire questa cazzata?”), oppure… no, non vado oltre e mi costringo a rispettare la decisione di cui sopra (per rispetto nei confronti di Avedon e Blanks, chiaro) 😉

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Anche se sulla scimmia non hai saputo resistere ( e me ne compiaccio 🙂 ) rispetto e anzi condivido la tua scelta di trattenere la vis controrecensoria, anche io mi sentivo più caritatevole mentre scrivevo la mia! 🙂
      Ma dal prossimo post…ripartiamo! 🙂

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  6. Pingback: Heatseeker (1995) Kung Fu-ture appannato | Il Zinefilo

  7. federico ha detto:

    noleggiato ricordo ancora,nel settembre 1992,quando mi era esplosa la van damme mania.mi piaque subito,spettacolari incontri,specialmente,il duello finale.quando uscì per la vendita,comprai la vhs,riguardandomela svariate volte.purtroppo la prestai alla persona sbagliata,che non me la restituì.fortunatamente ho recuperato la vhs,su ebay.perchè ho ancora un videoregistratore,e diverse cassette.perchè certe perle in dvd,in italia non si trovano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un destino universale: prestare equivale a perdere, non esistono eccezioni 😛
      Io infatti non ho mai prestato nulla che considerassi prezioso: alle persone a cui tenevo preferivo comprare un doppione di quello che avevo e regalarglielo, piuttosto che prestare… e poi doverle uccidere 😀
      Scherzi a parte, nel 1992 anch’io ero un grande bazzicatore di videoteche e noleggiai “King of Kickboxer” scoprendo quel mondo fatato, che all’epoca Italia1 comprava in anteprima sopo per poi seppellirlo per sempre in magazzini bui. Solo oggi, su Prime Video, qualche chicca dell’epoca sta tornando alla luce (in qualità altissima che non si sa da dove arrivi!) ma la maggior parte delle meraviglie marziali del periodo rimangono nel cuore di noi che le abbiamo gustate all’epoca, perché la distribuzione le ha dimenticate.
      Conserva con cura quella cassetta, che è davvero un cimelio marziale di valore ^_^

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  8. Pingback: Mortal Kombat 2 (1997) Finish Him! | Il Zinefilo

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