Scorched Earth (2018) Provaci ancora, Gina

La Lighthouse Pictures canadese, specializzata espressamente in piccoli film dal piccolo budget che abbiamo incontrato con The Package (2012), chiama l’attore-regista Peter Howitt – noto per aver diretto S.Y.N.A.P.S.E. (2001) e Johnny English (2003) ma che di solito fa TV – per dirigere questo film nel futuro distopico.
Preciso che uso “distopico” con ironia, visto che quando parlano del futuro al cinema tutti usano quella parola, che da tempo ha perso significato. (Ne parlerò più approfonditamente in futuro. In un futuro distopico, ovviamente!)
Se un attore fa il regista, perché allora la sceneggiatura non la scrive un tecnico come Kevin Leeson? Però l’aiuta Bobby Mort, che addirittura ha iniziato scrivendo piccoli film marziali come Circle of Pain e Beatdown, tutti del 2010.
Il risultato è Scorched Earth: ringrazio Cassidy per avermelo segnalato.

La Terra s’è “scorciata”!

Siamo nel futuro postapocalittico, cioè nel luogo più banale e inflazionato che esista. La civiltà come la conosciamo è finita perché bla bla bla e l’aria è irrespirabile perché bla bla bla e tutti vanno in giro con le mascherine, perché è scientificamente provato che se non riesci a respirare ti metti la mascherina e stai una crema. Se poi l’aria è piena di scorie radioattive, che ti frega? Tu c’hai la mascherina…
Malgrado nei primi secondi di film sembra che senza le mascherine nessuno sopravviva, già al terzo minuto nessuno le indossa più. Avete presente le mascherine del futuro postapocalittico? Ecco, ora dimenticatele…

Ma… ’sto futuro postapocalittico mi pare un po’ western…

Siamo nel futuro in cui la civiltà è tornata indietro. Indietro alla vita nelle caverne? Va be’, no, mica così indietro. Diciamo che è tornata indietro quanto basta, tipo che si viaggia ancora in auto perché la benzina è sempre disponibile (Mad Max docet); la corrente elettrica e l’acqua potabile sono libere e sempre disponibili, come in ogni futuro postapocalittico che si rispetti; c’è da mangiare e da bere tutto l’anno, anche i muti possono parlare mentre i sordi già lo fanno.
Insomma, più che un futuro postapocalittico è l’anno che verrà di Lucio Dalla!

Qualsiasi riferimento a Django è puramente voluto!

In mezzo a quest’Età dell’Abbondanza, in questa Arcadia da sogno spacciata per futuro opprimente, si aggira Atticus Gage. Perché l’unica cosa brutta del futuro postapocalittico è che ci sono nomi stupidi.
Gage è una cacciatrice di taglie che fa e dice cose stupide e senza importanza, ma ciò che conta – ed è l’unico ed esclusivo motivo per cui ho visto questo imbarazzante filmaccio – è che la protagonista è interpretata da Gina Carano.

Andiamo, Gina, non guardarmi così che mi distrai…

Il mio amore per Gina non è in discussione ma questo non mi rende cieco: la sua carriera cinematografica è riuscita a fallire così miseramente che è passata da star di Hollywood a Steven Seagal in due o tre titoli. Come può essere passata da un all-star movie come Haywire (2011), dov’era diretta da Steven Soderbergh e recitava con Michael Douglas, a fare la cacciatrice di taglie del futuro in un filmucolo vergognoso?
Va be’, inutile stare a sottolineare quanto i film della Carano facciano schifo – già ne ho parlato in occasione di Into the Blood (2014) – ma fa piacere notare che la nostra ex mma fighter preferita è assolutamente coerente: non muove un solo muscolo neanche qui.

Andiamo, non ti seccare: sai che il cinema non fa per te…

Via la maschera, basta con la stupidata del futuro postapocalittico: Scorched Earth è un western classico, con giusto un paio di automobili abbastanza inutili. C’è il saloon, ci sono i cavalli, c’è la dinamite, c’è la miniera, c’è la cacciatrice di taglie che si finge una criminale per entrare nella rete del super cattivo e via dicendo. È un western in tutto e per tutto ed utilizza anche location squisitamente western: il trucco di far finta che invece che nel passato siamo nel futuro è una pagliacciata che viene dimenticata dallo stesso sceneggiatore in corso d’opera!

Una lottatrice orgogliosamente e splendidamente non anoressica

La noia sonnacchiosa ti acchiappa al collo che non sono passati neanche dieci minuti. Tutto il mio amore per Gina non riesce a tenermi sveglio mentre l’attrice riesce a fare il nulla più totale in video e mentre si insinua nella rete criminale del boss: va be’, “rete criminale”, come al solito c’è solo il boss e il suo tirapiedi.

Ehm, posso provare anch’io a rianimare Gina?

Come ogni western di serie Z tutto avviene nel più banale dei modi e stando attenti a ripetere esattamente quanto già visto in qualsiasi altro western esistente, ma la presenza della Carano dovrebbe cambiare le cose: un western che si chiude con la buona che soffoca il cattivo con un grappling del pitone rovesciato… eh, magari. Tutto finisce in un peto, altro che pitone…

Nessuno spara come una texana!

Girato male e interpretato peggio, Scorched Earth è la prova che non c’è mai fine all’abisso che si apre sotto gli attori che diventano famosi per menare e poi non menano mai: che Gina voglia seguire l’esempio di Scott Adkins e tornare a combattere in video quando sarà troppo vecchia per risultare dignitosa?
Non lo so, ma comunque – mi piange il cuore dirlo – la nostra texana dalle cosce d’acciaio è pronta per un film con Steven Seagal: sfida all’ultima espressione facciale immobile!

L.

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16 risposte a Scorched Earth (2018) Provaci ancora, Gina

  1. Cassidy ha detto:

    Tra la citazione a Woody Allen del titolo e la didascalia sulla rianimazione, il post è sicuramente migliore e più divertente del film! 😀

    Ma perché non fare semplicemente un western, di solito noleggiare i cavalli costa, ma se qui lì hanno, potevano evitarsi la trovata patetica delle mascherine alla Michael Jackson, assurdo. La locandina con le bare sul fondo mi piace, ci può stare anche la strizzata d’occhio a Django, però non ha senso avere un talento come la Carano e fare di tutto per non farle fare quello che le riesce meglio: Menare gente.
    Forse le bare sono per seppellire la carriera mai decollata della Carano. Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Direi che ha tutto ciò che non mi piace: il post-apocalittico, il western, ma soprattutto… l’incoerenza. E con gli attori che non recitano, facciamo poker XD

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