Hellraiser 6 (2002) Hellseeker

Continua il ciclo dedicato alla saga che fa male… perché fatta male!

I fratelli Weinstein sono decisi: emmobbasta! E quando diciamo basta è basta. Abbiamo sbagliato una volta, poi due volte e poi tre volte: non è che siamo qui a fare i buffoni! Noi siamo Miramax e Dimension Films, mica la Asylum. Il ciclo Hellraiser è morto, lasciamolo riposare nella tomba.
Però va be’, dài, giusto un altro titolo, che tanto tre milioni di budget sono uno scherzo: abbiamo sbagliato tre volte, sbagliamo pure la quarta, no?

“Fangoria” n. 215 (agosto 2002)

Su “Fangoria” n. 215 (agosto 2002) appare l’anticipazione di Hellraiser: Hellseeker e una foto con una didascalia che la dice lunga: «Il regista Rick Bota giura a Pinhead che avrà un ruolo più grande rispetto al precedente film».
Come capita sempre, tutti si fanno i complimenti a vicenda e promettono che il film sarà migliore del precedente.

«[Il regista] ha una visione chiara di ciò che voleva, e sarà molto diversa dai film precedenti perché Rick è influenzato dall’arte avant-garde».

Così l’entusiasta makeup supervisor Gary Tunnicliffe parla all’intervistatrice Kier-la Janisse: lui è l’unico ad aver fatto un ottimo lavoro in ogni film della saga, ma questo non vuol dire che la sua opinione conti qualcosa…

Rick Bota giura a Pinhead che avrà un
ruolo più grande rispetto al precedente film

Da questo lancio scopriamo che la sceneggiatura ha visto parecchie riscritture – pratica ormai purtroppo consueta in questa saga – e qualche giorno prima di iniziare le riprese è salita a bordo Ashley Laurence, la Kirsty dei primi due film, su richiesta espressa di Doug “Pinhead” Bradley, il quale addirittura ha scritto personalmente i dialoghi fra i loro due personaggi: questa saga assomiglia sempre più ad un porto di mare, dove il primo che arriva scrive!

«Ho notato che il personaggio femminile si chiamava Kirsty e il cane si chiamava Cotton, e c’era una Kirsty Cotton nel primo Hellraiser. Così ho detto al regista “Non puoi chiamare quel personaggio Kirsty a meno che non sia proprio quella Kirsty”. E lui ha accettato.»

Quindi Doug Bradley avrebbe tutto questo peso nella produzione? Va be’ che parliamo di registi e sceneggiatori trovati alla mensa dei poveri, ma dubito fortemente che una produzione Miramax/Dimension Films lasci spazio a Pinhead di organizzare il cast…

da “Fangoria” n. 217 (ottobre 2002)

Infatti su “Fangoria” n. 217 (ottobre 2002) la Lawrence smentisce tutto, ma crea anche un incidente diplomatico: reputa inutile essere intervistata da una rivista come quella. Mentre la giornalista la rigira come un pedalino – sottolineando come il successo della saga Hellraiser si debba anche a riviste specialistiche che ancora, dopo anni, ne raccontano le uscite – la ghiottoneria che scopriamo da questo articolo è che anche lo sceneggiatore ufficiale Carl V. Dupré rifiuta di essere intervistato, ma per ben altro motivo: la sua sceneggiatura è stata così tante volte riscritta e modificata che non la considera più sua.

Passano i film ma il metodo di lavorazione è sempre lo stesso: malgrado la scritta “Clive Barker presenta” questa saga non ha un padre ma solo tanti donatori di idee malsane. Come per esempio lo stesso regista che appena entrato nel progetto propone di creare un mondo infernale fatto di ciccione nude (naked overweight women): scopriamo che non è vero il detto “non esistono idee sbagliate”.
Il film esce direttamente in video il 15 ottobre 2002, e in Italia stavolta lo porta la Buena Vista (Disney che si occupa di Hellraiser?), in DVD dal 15 marzo 2006, pronto ad una vita davvero anonima.

Ormai la scatola di Lemarchand fa giusto da sfondo

Malgrado Doug Bradley si riempisse la bocca spillosa di velleità da sceneggiatore, malgrado nelle interviste tutti si facessero i complimenti a vicenda per l’alto grado di professionalità, l’abominio schiumoso di questa porcata stona vistosamente con la semplice vita umana: mi rifiuto di credere che siano stati degli esseri umani a fare questo film. Così come è impossibile siano stati dei cenobiti, loro sì gente seria.
Avete presente quelle stupidate che si giocano la carta dell’incubo nell’incubo nell’incubo nell’incubo? Ecco, di solito è solo una parte del film – la più brutta – qui invece è tutto il film. Con in più dieci secondi di quel buffone di Pinhead che arriva in scena solo per dire due stupidate, totalmente inutili ai fini della trama, e giustificare l’inutile fama dell’attore più inesistente del cinema, la cui prova attoriale è seconda solo a quella di Kevin Costner che faceva il morto mai inquadrato ne Il grande freddo (1983).

Il personaggio più inutile della storia del cinema: che fine indegna…

Mentre sta girando quel capolavoro infinito di OZ, Dean Winters si ritrova a interpretare Trevor, maritino amoroso che in un incidente stradale vede morire annegata la moglie. La quale è irriconoscibile ma pare essere la Kirsty Cotton (Ashley Laurence) dei primi due Hellraiser. (So’ pure passati 15 anni…)
Trevor si sveglia in ospedale e una bionda gli parla, poi si sveglia che gli stanno aprendo la capoccia, poi si sveglia in un locale dove vendono la scatola di Lemarchand, poi si sveglia al mercato dove compra la scarola, poi si sveglia all’ippodromo dove gioca King, Soldatino e D’Artagnan, poi si sveglia nel sud dove abbandona Rossella O’Hara, poi si sveglia in una sala dove stanno proiettando questa minchiata di film, poi si sveglia all’inferno ma scopre che è solo la sede della Miramax. Fine del film.
Il Giorno del Giudizio Weinstein dovrà preoccuparsi di questi film molto più di altre accuse…

Dov’è la parte del cervello preposta a creare filmacci?

Immaginate Freddy Krueger che si mangia la peperonata e va a letto, immaginate che tipo di incubi può avere il signore degli incubi, ed è ancora niente in confronto a Hellraiser: Hellseeker.

Ora la prigione di Oz sembra un posto migliore, vero?

Nella mente profondamente disturbata e malata degli autori questo doveva essere un noir, dove cioè un marito innocente soffre per aver perso la moglie in un incidente mentre la polizia non ha trovato alcun cadavere: cos’è successo davvero alla moglie di Trevor? L’uomo, in evidente stato confusionale, si ritrova a vivere quasi distaccato la sua vita, con le amanti pazze che se lo vogliono scopare ad ogni angolo di strada e un amico-collega che gli chiede come sia andato il piano di ammazzare la moglie per l’eredità. Trevor stesso non ricorda se è innocente o meno, quindi dovrà indagare anche se andrà a proprio discapito.
Ecco, prendete questo soggetto tipicamente noir, mangiatelo e defecatelo: ciò che rimane intorno all’ano si intitola Hellraiser: Hellseeker.

Sono gli orecchini nuovi… o un’altra scatola di Lemarchand?

Ciò che davvero mi riempie il cuore di rabbia è Doug Bradley che se la tira da padre nobile della saga e si fa bello di aver scritto dei dialoghi: Doug, mi sa che quegli spilli ti sono entrati troppo nel cervello e te l’hanno fottuto. È come se un tizio ti indicasse una cacca per strada e si facesse bello dicendo che è la sua: capisco che ne vai fiero, ma se avessi un minimo di vergogna dovresti starti zitto. Una cosa è fare brutti film per soldi – il lavoro è lavoro – un’altra è vantarsene: significa che credi nella cialtroneria, quindi sei più cialtrone di un cialtrone.

La disperazione di Kirsty, incatenata all’inferno di una brutta saga

Possibile che una serie così assurdamente brutta e in picchiata verso l’abisso oscuro del fastidio riesca davvero a continuare? È proprio così, perché il brutto non è una tappa, è un viaggio: un viaggio verso l’inferno che purtroppo dura per sempre…

L.

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40 risposte a Hellraiser 6 (2002) Hellseeker

  1. Conte Gracula ha detto:

    Anche questo mi manca. L’idea può non essere male, persino le ciccione nude andrebbero bene, se rese mostruose a sufficienza, ma i sogni concentrici li reggo poco, quasi nessuno è mai riuscito a usarli bene e così sembra una presa per il culo allo spettatore!
    Col concetto dei cenobiti si potrebbe tirar fuori un universo espanso che levati, ma serve un piano, non un’accozzaglia di matti che insultano le riviste di settore o che non sanno mettere in fila due idee senza che scoppino loro in faccia!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema infatti è la totale messa da parte dei cenobiti, che dopo il finale del terzo film sono in pratica scomparsi dalla saga: appaiono per qualche secondo, non fanno niente e non sono minimamente influenti ai fini della trama. L’idea del regista folle era proprio di spostare l’attenzione sul “mondo dei cenobiti”, ma il problema era che finora sono stati tutti vestiti: come avrebbero giustificato dei cenobiti donna nudi? (Non lo dico io, lo dicono all’epoca quelli che hanno bocciato l’idea.)
      Purtroppo la saga consiste in una trama scritta a casaccio, riscritta almeno tre volte da gente di passaggio, e un paio di inquadrature di Pinhead che dice due cazzate inutili: fine del film. Possibile che si siano raggiunti livelli così alti di cialtroneria? Almeno la storia “normale” la scrivessero con i piedi, invece che con altre parti del corpo 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Beh, nel quarto, Angelique non è sempre stata un cenobita, ma era comunque un demone. Un ottimo make up e i demoni non vestiti possono funzionare… ma di certo, se fai un film coi cenobiti, questi devi metterceli! Sennò fai come in Descendants, “film” sulle fiabe senza la magia 😕

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo Angelique si mostra cenobita nei minuti finali, in scene vistosamente frutto di rimontaggi sconclusionati. Siamo lontani dai demoni dei primi film, ormai sono giusto comparsate. Anche perché più si va avanti più la censura è stringente e certe scene forti non si possono più mostrare, se si vuole fare un film per un grande pubblico. Sono curioso di vedere cosa si inventeranno nei successivi titoli del ciclo ^_^

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      • Conte Gracula ha detto:

        Voler fare un horror PG 13 è un ossimoro, però 😛
        Ti esce giusto Piccoli Brividi, i cenobiti non ci sarebbero bene 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Lo so, ma in America è un problema grosso, perché gli unici che pagano il biglietto di ingresso sono i ragazzini quindi sono loro il pubblico a cui ogni casa deve pensare. Se gli adulti un giorno torneranno al cinema si potrà pensare ad un film adulto: per ora è fuori discussione e anche il peggior slasher deve superare la censura, se no non guadagna.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Forse sarebbero anche da ripensare i criteri di censura… ma no, negli USA tutto deve sembrare corretto. Meglio non fare questo genere, anziché annacquarlo, allora

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Finché sono convinti che i bambini sono handicappati e non possono vedere niente, la censura sarà sempre un grosso problema. E’ la crisi di un cinema fatto da vecchi pensando ai ragazzini, così come i romanzi “young adult” sono scritti da più che adulti che cercano di scrivere per ragazzini, con esiti imbarazzanti. Quando gli adulti torneranno ad essere utenti, oltre che autori o accompagnatori di minorenni, sarà un grande momento 😉

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  2. bob ha detto:

    Ho controllato 8 volte.
    in hellraiser otto( 2005) recita un giovanissimo herry cavill ma soprattutto sua mestà lance herriksen!!

    ma solo io considero un capolavoro ( la sola presenza di quelle due pellacce di brion james e lance herisksen già porta alla sufficenza e comunque la storia è strarisaputa ma è ben girata ) La Casa 7??

    grazie bob

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so gli altri, ma anch’io considero un capolavoro quel gioiellino de “La Casa 7”, sin da quando lo vidi su Italia1 (credo nel primo passaggio). Ti invito alla mia recensione, dove traduco anche il testo di Henriksen che ricorda i giorni sul set.
      Non so che dire di Hellraiser 8, lunedì tocca al 7 quindi ora mi concentrerò su quello: rimando dunque la risposta a fra due settimane ^_^

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  3. Denis ha detto:

    Le case di produzione fanno apposta film brutti per non incassare servono solo a tenere i diritti del nome e per pagare meno tasse per via delle aliquote esempio se guadagni 100 paghi il 27%,invece se guadagni 95 il 22% e l’unico motivo sensato che mi viene in mente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      AH, questa sì che mi sembra un’idea sensata: spiegherebbe perché certe case facciano di tutto per sfornare porcate inguardabili che è impossibile guadagnino due soldi. Magari in un anno presentano, per dire, 10 film: se fossero tutti successi pagherebbero un botto, invece con due successi, due medi, due bojate e via dicendo, abbassano i costi e tengono i diritti. Bisogna indagare…
      In fondo in Italia succede così coi libri: sono volutamente studiate certe uscite che non incassano nulla così da puntare sulla distribuzione dell’usato, dove girano più soldi.

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      • Denis ha detto:

        Si anche una nota catena di videogiochi ha fatto cosi come nei libri facendo un’immensa fortuna a te di danno 2 euro e poi lo mettono a 20$€!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il cinema di serie Z è troppo vasto e ramificato per essere una semplice perdita di qualità. Troppe case sono nate unicamente con lo scopo di girare filmacci da vendere a TV via cavo: non può essere solo cialtroneria, sicuramente ci sono sgravi fiscali e giochi finanziari vari, dietro.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Non era anche il discorso su “I Fantastici 4” che pur di non perdere i diritti la FOX continua a tirar fuori filmacci a cadenza regolare. O mi sbaglio?

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ormai è tutto Disney, non ci sono più scuse… Comunque, i film dei F4 avevano anche budget discreti e attori di richiamo, dai duemila in poi, quindi forse non volevano fare film brutti – che poi quelli con Jessica Alba non erano girati male, avevano una storia insapore e basta. L’ultimo sembrava un film tv da Italia 1 in un sabato pomeriggio – i soldi, cachet a parte, li avranno rubati i leprecauni…
        Forse,di film girato tanto per tenere i diritti, ci sarebbe i F4 degli anni ’90, mai distribuito…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Però questo è il cinema di superficie: per ogni film Disney ci sono 1000 puttanate immonde che escono comunque doppiate, distribuite, trasmesse e via dicendo. Non parlo dei film di serie B, ma di quelli di serie Z che riempiono i palinsesti di tutti i canali. E’ un fenomeno di portata titanica…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Cercherò di informarmi su come funzionano i franchise, ma è certo che una volta che una casa ne acquista uno fa di tutto per sfruttarlo, anche porcate immonde. I F4 sono casi a parte perché di mezzo ci sono più case e i diritti fanno a pugni.
        Teoricamente chi compra i diritti lo fa per un numero di anni, se poi ci fa qualcosa non cambia niente. Se compro i diritti di Terminator per 10 anni, solo per il gusto di tenerli chiusi nel cassetto, nessuno me lo può portare via. Certo però se ho speso bei milioni, farò di tutto per sfruttare il titolo il più possibile.
        Ci sono poi casi di separazione. “Army of Darkness” è un titolo acquistato dalla Dynamite e che sfrutta da tantissimi anni, mentre “Evil Dead 2” se l’è comprato un’altra casa, molto meno famosa, che lo sfrutta ugualmente ma con molta meno eco. Alcune case hanno acquisitato i diritti di riproduzione solo di “Predator 2” mentre altri hanno l’appalto dei Predator inventati dalla Dark Horse, e ognuno cerca di sfornare più roba – anche se non sempre ispirata – per ammortizzare le spese di copyright che immagino costicchino abbastanza.
        Rimane il fatto che bisogna informarsi sugli sgravi fiscali, perché la tendenza alla cialtroneria è troppo forte per essere solo mediocrità…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    “Possibile che una serie così assurdamente brutta e in picchiata verso l’abisso oscuro del fastidio riesca davvero a continuare? È proprio così, perché il brutto non è una tappa, è un viaggio: un viaggio verso l’inferno che purtroppo dura per sempre…”, nel giorno del post elezioni questa riflessione non si può forse applicare anche alla nostra politica? No, via…non voglio aprire off topic immensi! 🙂

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  5. Cassidy ha detto:

    L’incubo, nell’incubo, nell’incubo sembra la piega presa da questa saga, per altro sembra impossibile svegliarsi. Ti ringrazio per la citazione ma soprattutto per questo post che non le manda a dire, in particolar modo sulle ambizioni di Doug Bradley, veramente, meglio il Costner de “Il grande freddo” almeno quello era un gran film, questo invece, la caccona sull’asfalto 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E la discesa non è ancora finita, visti quanti film mancano… Disarmante 😦

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      • Cassidy ha detto:

        Sei un eroe, ho controllato stamattina per vedere quanti film mancavano, ho davvero capito che la citazione alla canzone di Manson della scorsa settimana è davvero azzeccata per l’impresa in cui ti sei lanciato. Mi prenoto però per l’ultimo capitolo, quello del 2018, sto aspettando per vederlo per solidarietà, per uno scambio di link sono a disposizione 😉 Cheers!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Capisci quanta sofferenza abbiamo ancora davanti? 😛 Non osavo chiederti di vedere il futuro nuovo Hellraiser, ma se hai lo stomaco di farlo sarò felicissimo di linkarti ^_^

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  6. Zio Portillo ha detto:

    A me più che il film indecente e il pavoneggiarsi di Bradley (sto povero Cristo mica può dire che il film è una merd@!), fanno specie due cose. La prima è la Laurence che si permette di snobbare una rivista. ‘a Laurence, non sei nessuno! Abbassa le ali bella che se non fosse per noi 4 stronzi staresti pure tu alla mensa dei poveri come gli sceneggiatori di sta ciofeca!*
    La seconda è sempre la stessa: Hellraiser 7 esce in dvd in Italia. Undisputed no. Vado via di testa!

    *sta roba della Laurence mi ha ricordato di quando da giovane andavamo alle feste della Mostra del Cinema. Naturalmente in nove casi su dieci venivamo rimbalzati. Arriva Mr. Non-Sono-Nessuno (un ex del Grande Fratello non mi ricordo manco chi…) con strafiga accanto. Uno di noi lo riconosce e così lo salutiamo e poi “Senti Tizio, non è che ci porti alla festa? Dai che ti costa? Digli che siamo con te. Siamo solo in 4…”. E lui con strafottenza da prenderlo a schiaffi in faccia “No, ragazzi. Non posso…”
    Passano 10 minuti e arriva una nota attrice italiana famosa anche adesso ma all’epoca molto molto in voga. La riconosciamo subito, due saluti, due chiacchiere e lei dal nulla “Ragazzi, siete qui per la festa? Dai, vi faccio entrare io. Gli dico che siete con me!”.

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  7. Austin Dove ha detto:

    “Trevor si sveglia in ospedale e una bionda gli parla, poi si sveglia che gli stanno aprendo la capoccia, poi si sveglia in un locale dove vendono la scatola di Lemarchand, poi si sveglia al mercato dove compra la scarola, poi si sveglia all’ippodromo dove gioca King, Soldatino e D’Artagnan, poi si sveglia nel sud dove abbandona Rossella O’Hara, poi si sveglia in una sala dove stanno proiettando questa minchiata di film, poi si sveglia all’inferno ma scopre che è solo la sede della Miramax.”
    c’è un errore: scarola

    non guarderò mai un film della saga, ma sono curioso di una tua recensione di judgement, il trailer sembra interessante^^

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  8. Giuseppe ha detto:

    Sul povero Doug sono d’accordo con lo Zio del resto cos’altro le rimaneva da dire, all’epoca? Che niente avrebbe potuto far decollare questo film, compresi i suoi dialoghi scritti in stato d’emergenza? O che di quel Pinhead che a modo suo ancora cercava di difendere se ne stavano ormai sbattendo i coglioni tutti quanti, tranne lui? Così si rischiava seriamente di non uscire più nemmeno in home-video… è duro constatare come il tuo personaggio di CENObita temibile e possente stia diventando inesorabilmente un semplice CESSObita in fase calante 😉
    Comunque, dopo la visione di Revelations sono stato costretto a rivalutare persino questo Hellseeker (vorrei essere ironico, credimi, ma quando si ha avuto che fare con una roba come Revelations NON SI PUO’ essere ironici)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ormai sono conscio che questa saga è una lenta e dolorosa discesa all’inferno, dove al contrario del detto di Hubert (che poi non era suo, bensì una citazione western) “Fin qui tutto male, fin qui tuto male…” Il problema non sta nella caduta me nell’atterraggio: Hellraiser cade male e purtroppo non atterra mai.
      Come suggeriva Denis, dev’esserci per forza un qualche inghippo fiscale, voglio credere che continuare a investire in filmacci pezzenti come questi abbia mere ragioni economiche, che cioè si facciano film volutamente schifosi perché così si possa dichiarare una miseria allo Stato e pagare poche tasse. (Magari si dichiara un budget di 3 milioni quando in realtà si sono spesi 3 dollari: tanto dubito che Doug Bradley possa osare chiedere un compenso!)
      Potremmo fare uno scoop, ma siamo il Paese dove un sistema criminale su grande scala utilizzava (e forse utilizza ancora) la compravendita di film: siamo gli ultimi a poter alzare il dito in cielo 😀

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