The Pack (2015) Un film che è un pacco

Non avrei voluto parlare di questo film, vista la totale nullità che rappresenta, però dopo il primo Pacco – Il branco (1977) – quest’altro Pacco molto più grande era un peccato non schedarlo qui, fra le Bestiacce.
Il successo inaspettato del piccolo ma intrigante Babadook (2014) fa capire quanto piccole case produttrici australiane come la Screen Australia, distribuite dalla IFC Midnight, sparino nel mucchio sperando di beccare qualcosa per puro caso: col citato horror di Jennifer Kent ci hanno preso, con The Pack hanno toppato di brutto.

“Il pacco”: un titolo onesto…

Presentato al Fantasy Filmfest turco il 5 agosto 2015, il film esce negli Stati Uniti il 5 febbraio 2016 e risulta inedito in Italia.
Potreste trovare siti che definiscono questo film remake del citato Il branco del 1977, ma è assurdo: sono film che non hanno neanche un fotogramma in comune, essendo abissalmente diversi in ogni singolo elemento.

Un’amabile fattoria in mezzo al culo dell’Australia

I Wilson sono un’allegra famigliola di campagnoli australiani che vive allegramente in mezzo al nulla. Pa’ Wilson fa il contadino e gestisce da solo miliardi di chilometri quadrati di nulla e tre pecore; Ma’ Wilson fa la veterinaria ma non si sa di cosa, visto che non esiste alcuna forma di vita fin dove l’occhio può arrivare. La vediamo intenta a curare il cane di non si sa chi, visto che il fotogramma dopo del cane non c’è più traccia.
I loro vicini di casa abitano nel continente a fianco, quindi è naturale che i Wilson non si accorgano che vengono maciullati in pochi secondi da… da chi? Boh, in locandina c’è qualcosa che assomiglia a un lupo, forse si tratta di lupi…

Un’allegra seratina in casa Wilson

Per motivi che gli autori non hanno sentito il bisogno di spiegarci, tutto d’un tratto un branco di lupi comincia a massacrare ogni forma di vita in Australia. Hanno la rabbia di Cujo? Sono spinti da vendetta come Il branco? Cosa li spinge? Ci sono spingitori di lupi in giro? Non si sa né qualcuno si degna di porsi la domanda: semplicemente nel culo dell’Australia, abitato esclusivamente dalla famiglia Wilson, arrivano i lupi e massacrano tutto.
Mentre Pa’ Wilson è protagonista di lunghe e immotivate scene in cui guarda fisso nel vuoto – sarà una crisi mistica? – Ma’ Wilson deve crescere i soliti due figli dementi dei film horror: la ragazza che vorrebbe vivere altrove, magari in una zona della Terra popolata da altre forme di vita, e il ragazzino che ha molte doti nascoste. Lo vediamo nascondere due proiettili, e potete scommetterci i glutei che quelle due pallottole torneranno utili a fine film. Giusto per dare un’idea della sceneggiatura sottilissima e freschissima.

Ecco una scena che dà l’idea della trama tutta horror e tensione

Dopo dieci ore di film che non passano mai, finalmente giungiamo all’assedio. Sempre senza alcun motivo apparente né alcun tentativo di spiegare alcunché, ci viene raccontato che dopo aver massacrato in branco ogni fattoria dell’Australia i lupi arrivano a casa Wilson… e si ricordano della regola d’oro dei film marziali: mai aggredire il protagonista tutti insieme, sempre e solo uno alla volta.
Così vediamo un branco di ferocissimi lupi correre fino alla porta di casa… e poi uno solo entra, gatton gattoni… anzi, lupon luponi, e comincia a girare amabilmente per casa senza più alcun intento di violenza. È un semplice cucciolone che si fa una passeggiata.

Lo sapevate? Rimanete nell’ombra e i lupi non vi vedranno

Ovviamente i lupi smettono di essere canidi e non usano più l’olfatto, così ai protagonisti basta stare zitti e rimanere in ombra perché i lupi ignorino del tutto la loro presenza. Va be’ che sono predatori, ma non è che sono Predator, che se sfuggi alla sua gamma di visione sei invisibile!
Avete mai visto un cane affamato che non si accorge del cibo a un metro da lui? Possibile che ci chiedano di mandar giù bojate del genere?

Lo sapevate? Se rimanete in silenzio i lupi non vi vedranno

Dopo altre cento ore in cui la famigliola Wilson segue le regole del cinema d’assedio – aprendo le porte quando dovrebbe tenerle chiuse, parlando quando dovrebbe tacere ma soprattutto Ma’ Wilson inciampa correndo come fanno tutte le donne al cinema – lo spettatore prega che un lupo lo sbrani e metta fine a questa inutile e noiosa sofferenza. È un horror per famiglie, quindi nessuno si fa male, non c’è sangue, al massimo vediamo una pecora morta. Ma morta serena, nel suo letto.
Pa’ Wilson col fucile centra un lupo che corre nella notte a due chilometri, Ma’ Wilson tiene lontani i lupi gridando loro «A cuccia!», i wilsonini sono minorenni quindi tranquilli, a loro i lupi manco li guardano, le macchine non si mettono in moto come da regola degli horror, e dopo mille ore di film tutto finisce come è iniziato. Nel silenzio e nel nulla. Come se niente fosse accaduto.

«Un cagnolone delicato, ma la gente spesso non lo sa» (cit.)

Il regista esordiente Nick Robertson e lo sceneggiatore esordiente Evan Randall Green non hanno niente da dire e non dicono niente, non hanno niente da raccontare e non raccontano niente: rimane misterioso il motivo per cui risultano nei crediti, visto che non avevano voglia di fare nulla e non hanno fatto nulla.
The Pack non è nulla, è solo noia allo stato brado, dimostrando che anche una vispa e frizzante cinematografia come quella australiana sa fare porcate proprio come gli Stati Uniti.

L.

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22 risposte a The Pack (2015) Un film che è un pacco

  1. Cassidy ha detto:

    Gli sceneggiatori, se così possiamo chiamarli, hanno capito che sono lupi e non i T-Rex di Jurassic Park che se stai fermo non ti vedono? Film davvero riassunto nel titolo, come hai ben sottolineato, sui lupi che si muovono Lupon Luponi sono morto dal ridere 😉 Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Belle e Sebastien è stato un bel tocco di classe ^^
    Comunque, queste fattorie australiane, se sono come nei Simpson… sono troppo grandi e distanti!

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Ma girare un horror in PG13 non è un ossimoro? Zero sangue, zero morti sbranati, zero lupi stecchiti,… Non pretendo minorenni sbranati che escono le budella o arti che saltano a furia di morsi ma un qualcosa di truculento tanto per giustificare il genere. Che ne so, almeno della tensione o una qualche scena che ti faccia trattenere il fiato c’è? Altrimenti lo by-passo senza remore…

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  4. redbavon ha detto:

    Mi sono sbellicato dalle risate. Recensione immensamente migliore del film. Valeva la pena solo per la tua recensione. Abbiamo capito che cosa hanno fatto regista e sceneggiatore: hanno “lavorato” per te.

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  5. Cumbrugliume ha detto:

    Pensare che me ne avevano parlato benino! Mi fido dello Zinefilo e lascio perdere 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non riesco a immaginare una recensione positiva, visto che non succede una mazza di niente per tutto il film, e gli unici secondi di azione sono buffonate da mani in faccia (tipo il lupo che cammina per casa e non si accorge della gente nascosta nell’ombra!)
      Non mi sento proprio di consigliarti un’enorme perdita di tempo come questa 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    “Spingitori di lupi” è una delle cose più belle che abbia mai letto. Stop. 🙂

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  7. Giuseppe ha detto:

    “al massimo vediamo una pecora morta. Ma morta serena, nel suo letto”… con questa hai vinto tutto 😀 😀
    Sullo scarso fiuto dei lupi posso azzardare tre spiegazioni:
    1) Erano lupi vegani
    2) Soffrivano di sinusite
    3) Stavano boicottando il film per via di dissidi contrattuali con la produzione 😉
    P.S. Speravo che a differenza di The Breed (altro NON remake del film di Clouse) almeno l’australiano The Pack avesse colto nel segno, e invece… 😦

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ehhh io volevo abbandonare subito questo filone infame ma hai ragione: quella porcata di Breed tocca per forza farlo… E se non ho voglia di rivedere un film con la mia Michelle Rodriguez vuol dire che è proprio una porcata immonda! 😀
      Credo che in “The Pack” 2015 i lupi abbiano scelto volutamente di rimanere inerti in aperta divergenza creativa con la produzione 😛

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  8. Kukuviza ha detto:

    Hahaha che recensione sbaccanosa! 😀
    Ma alla fine com’è finito il film?

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  9. Pingback: The Breed (2006) La razza del male | Il Zinefilo

  10. Sara ha detto:

    Non so come io sia capitata su questo blog ma ora ho un solo rimpianto: non averlo trovato prima! Recensione divertentissima e sicuramente molto più bella del film 😂 ottimo lavoro, nuova lettrice assicurata!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ciao e benvenuta ^_^ Qui troverai filmacci a iosa, a volte presi un po’ in giro a volte trattati sul serio – a volte con recensioni astiose, perché magari il film in questione è stato particolarmente devastante per me 😛
      Troverai speciali e traduzioni esclusive: avendo scoperto titanici archivi di riviste americane di settore, quando possibile mi piace infarcire i pezzi di interviste agli interessati.
      A questo punto ne approfitto per augurarti buona Pasqua ^_^

      Piace a 2 people

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