House of the Rising Sun (2011) Accusato speciale

Il canale CineSony (55 del digitale terrestre) continua a regalarci grandi emozioni di serie Z, portando in Italia quei filmacci che erano sfuggiti alle maglie della distribuzione italiana, comunque sempre attenta alle porcate.

Canale nuovo, roba vecchia

Dopo averci regalato in italiano i grandi inediti cialtroneschi di Steve Austin, è ora il momento di rispolverare un action d’annata di Dave Bautista, reso in questi anni famoso per il suo ruolo da coglione nella saga bambinesca Guardiani della Galassia.
Prodotto dalla minuscola Berkshire Axis Media e presentato in home video americano dalla Grindstone il 19 luglio 2011, il 14 marzo 2018 CineSony trasmette in esclusiva italiana House of the Rising Sun ribattezzandolo con il discutibilissimo titolo Accusato speciale.

Un titolo onestamente inspiegabile

C’è una casa a New Orleans che chiamano il Sol Levante ed è stata la rovina di molti poveri ragazzi: lo so, perché io sono uno di loro.
Questo celebre incipit dell’ancor più celebre canzone House of the Rising Sun – ballata folk di origine ignota ma cantata da chiunque – deve essere così piaciuto a Chuck Hustmyre da volerlo usare proprio come soggetto per la trama del suo romanzo omonimo (inedito in Italia): una storia nera con protagonista Ray Shane, un ex poliziotto ora buttafuori di una casa da gioco illegale chiamata House of the Rising Sun. E ovviamente quello ad essere rovinato è proprio Shane.

«Ray Shane si girò e si ritrovò una pistola puntata dritta in faccia. La canna era un enorme buco nero, e mentre la fissava si chiese da dove diavolo fosse sbucata.
Negli ultimi quindici minuti aveva lavorato alla porta principale del locale chiamato House of the Rising Sun, in sostituzione del collega Walter che gli aveva chiesto di coprirlo mentre andava a pisciare.
Ray aveva passato il tempo fumando nervosamente. Da quando Walter si era assentato ne avrebbe ammazzati un paio, di quei tizi strani che passavano per strada. La notte di Halloween nel quartiere francese aveva fatto uscire allo scoperto tutti i fuori di testa. Subito dopo le tre del mattino la maggior parte dei turisti aveva raggiunto il limite e se ne era andata a dormire. Rimaneva giusto qualche collegiale, troppo stupido per conoscere i propri limiti, e gli ubriaconi di professione.»
(mia traduzione dell’incipit del romanzo)

Il romanzo del 2011 dell’ex poliziotto Hustmyre continua il viaggio criminale dell’autore nella sua New Orleans, fra cui nel 2016 troviamo la storia di un assassino che ammazza la gente nelle paludi a colpi d’ascia, che però non sembra avere contatti con la saga di Hatchet.

Quando la canadese Berkshire Axis Media propone a Hustmyre di trasformare il suo romanzo in film è ovvio che ci saranno alcuni cambiamenti, come per esempio uno piccolo piccolo: dall’afosa New Orleans passiamo alle gelide location di Grand Rapids (Michigan). Temo che questo sia il minimo.
Lo stesso Hustmyre scrive la sceneggiatura insieme al regista Brian A. Miller, un quasi esordiente che poi si distingue in un genere filmico molto particolare: filmucoli con grandi attori appannati. Personalmente il suo titolo migliore è Vice (2015), splendida reinterpretazione moderna del mito di Westworld, decisamente migliore di quella inutile mosceria televisiva.

L’espressione convinta con cui Bautista affronta il suo ruolo

Da rude buttafuori livoroso di New Orleans, che vorrebbe ammazzare passanti a caso, Ray Shane diventa pupazzone del Michigan che è stato incastrato e, dopo cinque anni di prigione e il congedo, da ex poliziotto si ritrova burattino nelle mani del clan Marcella, tre fratelli mafiosi che gli fanno fare l’addetto alla sicurezza della loro casa da gioco illegale.
Teoricamente la stazza di Dave Bautista dovrebbe mettere paura a prescindere e scoraggiare chiunque, eppure l’attore riesce ad essere così impacciato e spaesato che sembra un bambinone bisognoso d’aiuto.

Quando pure Dominic Purcell ti cazzia, hai toccato il fondo

Arrivano due o tre teppistelli alti un cazzo e mezzo e svaligiano 300 mila dollari, senza che il gigante Bautista – che potrebbe strangolarli tutti contemporaneamente con una mano sola – muova un ciglio. Finita la rapina i teppistelli aprono il fuoco mostrando di avere un arsenale tipico da film: uno di loro con una semplice pistola spara 1.500 colpi senza mai ricaricare. E tutti a vuoto: ammazza che criminali!
La famiglia Marcella già glie rode di avere un nome così stupido, ora ha pure perso un sacco di soldi: è il momento di sguinzagliare tutti i propri uomini, è il momento di invadere la città con un esercito di scagnozzi per trovare i teppisti e farsi ridare i soldi. Oh, ragazzi, ma siamo al cinema: i boss mafiosi del piccolo schermo non hanno mai più di un solo sgherro al proprio servizio. E addirittura il clan Marcella è così potente… che tre mafiosi hanno un unico sgherro in comune: cioè Bautista.

E che ci faccio io con una pistola?

Inizia la parte moscia del film, cioè il film stesso. Ray deve indagare e riabilitarsi agli occhi dei mafiosi, ma scopre un po’ di intrighi e fa pulizia di tutto e tutti, senza mai alzare un dito. Perché quando Bautista prende in mano una pistola, nel mondo un action hero muore: si vede che proprio non è tagliato per le armi da fuoco.
Va be’, lui è un ex wrestler, no? Menerà i cattivi per tutto il film, no? No. Negli ultimi secondi fa finta di azzuffarsi col cattivo Tony Marcella (un sempre dimenticabile Dominic Purcell), si danno due spintoni di quelli che ti faccio male, eh? E poi basta. Come ogni altro wrestler passato al video, Bautista non fa una stramazza di niente, rendendo inutile tutto il film.

Ecco l’apice dello scontro fisico…

Per un minuto si vede Amy Smart e per trenta secondi si vede Danny Trejo, in comparsate assolutamente inutili.

Ma che gli fa Danny Trejo alle donne?

Che Bautista al cinema fosse l’inutilità fatta persona lo avevo già capito all’epoca di Wrong Side of Town (2010), trovando conferma con il fastidioso Scorpion King 3 (2012): a livello di carisma è un omone indiscutibile e infatti è sfruttato molto bene come granitico Tong Po all’inizio di Kickboxer: Vengeance (2016), però poi quando tocca muoversi, quando tocca menare, quando tocca fare il lavoro che ha fatto per anni, tutto crolla. A parte agitare le manone e fare le boccacce non fa altro.
Se lo merita il ruolo di Drax nei Guardiani, così se non altro la smette di fingere di fare film action, che proprio non sono il suo mestiere.

Chiudo con uno scambio di battute con l’inutile personaggio Jenny, dove la donna accusa Bautista:

— Ti fa stare meglio fingere di essere stronzo?
— Chi dice che sto fingendo?

L.

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13 risposte a House of the Rising Sun (2011) Accusato speciale

  1. Denis ha detto:

    Guarda che Batista era proprio un vero buttafuori fu scoperto da Animal dei Road Warrior,e lanciato poi nel wrestling,ma li era una testa calda ha fregato la fidanzata a John Morrison la cagliente Melina Perez(Willy di sicuro se la ricorda) e qualche anno fa quando e rientrato brevemente faceva pena il viso sembrava quello di un goblin,massa muscolare sgonfia e senza fiato in un segmento aveva dei jeans talmente stretti che facendo una spinebuster gli sono rotti dietro^_^

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  2. Cassidy ha detto:

    Premesso che oggi avrò in testa “House of the rising sun” tutto il giorno, il che è un’ottima notizia visto che è un gran pezzo 😉 Ti ringrazio per la citazione e per l’analisi sulla carriera di Bautista, dai andiamo ora io sono proprio un enorme esperto di Wrestling, la Bautista se la giocava sul ring sul fatto di essere grosso tipo quattro volte gli altri.

    Riesci a bucare lo schermo con una presenza fisica imponente, va benissimo così, non capisco perché si ostinino a strizzarlo dentro completi giacca e cravatta (sto pensando anche alla sua particina nell’ultimo Bond, “Spectre”), Tong Po e Drax sono la prova, ruoli da non protagonista dove può bucare lo schermo con la presenza, non c’è nulla di male, il cinema ha bisogno anche di ruoli così 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dovrebbe limitarsi a fare il villain e a menare come un fabbro, invece fa il buono che non mena: quindi è totalmente inutile!

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ma può anche fare il buono, ma in un film d’azione… serve azione!
        La timidezza che prende i wrestler al cinema andrebbe studiata.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ipotizzo un problema di censura, che se cioè facessero un film violento fisicamente dovrebbero vietarlo ai minori e questo in America è sempre mal visto. Da Hulk a The Rock tutti i wrestler al cinema vogliono apparire non violenti se no poi saltano eventuali ricchi contratti con Disney e bambinate varie, e lì ci sono i soldoni suonanti.
        Bautista in fondo ha vinto: ha fatto un paio di inutili frescacce senza violenza ed ha vinto un ruolo da coglione dove guadagna soldi a pacchi: chiamalo scemo 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ma due cazzotti ci scappano pure nei film di supereroi… un film d’azione senza azione non è un film d’azione, è una sitcom 😛 ma ti serve che uno sia un wrestler, per non fargli fare una mossa di lotta finta? XD

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Continuo a non capire a che cacchio servono i wrestler nei film se non li fai menare. Boh! In “XXX 3” mettono Neymar e per 2 secondi usa i piedi. Sprecato ma almeno fa quello che sa fare. Qua metti Bautista e gli fai fare il buttafuori impacciato che non muove un muscolo. Allora metti un attore, non un wrestler! Vai a capire le scelte di casting…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie, davvero! Avevo visto il film in palinsesto ma poi me lo sono perso con smisurato rammarico. Ecco, grazie a questa recensione (e alle didascalie) ho rimediato gustandomi forse la parte migliore del film, il dileggiamento del film stesso 😂😂😂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Parlando di supereroismi non cartacei, oltre a quello di Drax il Distruttore ricordo -per la concorrenza DC- un altro suo ruolo in cui NON mena come potrebbe perché nemmeno lì è essenziale che lo faccia: Aldar, criminale del pianeta Krypton nel telefilm Smallville, ghiotto del midollo osseo delle proprie vittime (dopo averne estratte le ossa) ma dalla carriera brevissima, visto che viene fatto secco di spalle da un singolo colpo ad energia del super-avversario J’onn J’onzz… insomma, le sue regole d’ingaggio sembrano sempre rimanere ferme a “Tanta presenza, poca violenza” 😛

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