Nunchaku al cinema 15. Dragon

Iniziati gli anni Novanta non possiamo evitare di passare per The Dragon: la storia di Bruce Lee (1993): il film di Rob Cohen può dire quanto gli pare di essere tratto dalla biografia scritta da Linda Lee, ma resta sempre l’emblema di come gli americani vedano Bruce Lee: uno stereotipo. (I film-biografia di Bruce targati Hong Kong esaltavano tutt’altre doti rispetto a quelle mostrate in questo film: a confrontarli, i vari Bruce Lee raccontati non si assomigliano neanche!)

Parlare dell’eccessiva fiction utilizzata per ritrarre il maestro esula da questo contesto, quindi mi limiterò a sottolineare che Jason Scott Lee era la persona meno adatta sulla faccia della terra ad impersonare il suo omonimo: agli americani basta vedere degli occhi a mandorla per notare somiglianze con Lee, ma Jason non gli assomiglia neanche fra mille anni, sia a livello fisico che marziale. Così abbiamo il Lee più legnoso e impedito di sempre (lui che era snodatissimo!) e ad un certo punto è nato un problema…
Lee in ogni film usava, anche solo per pochi secondi, il nunchaku: come farlo imparare a quell’impedito di Jason Scott? (Che è un bravo attore, per carità, ma che marzialmente sta proprio a zero) La soluzione è nella foto qui sotto…

Una scena che non vedrete nel film…

Questa foto è tratta dal minuto 1.05 di uno dei trailer del film, quello meraviglioso senza parole che all’epoca mi rivedevo adorandolo ogni volta che passava in TV…

… e dimostra che sul set è stata girata almeno una scena con i nunchaku. Siamo alla fine del film, quando – in una sequenza onirica – Lee difende il figlio Brandon dal demone che li sta tormentando. Non riuscendo a sconfiggere a mani nude il bestione, ad un certo punto si accende una luce che illumina dei nunchaku (scena assente sia nel DVD che nel trailer ma che io ricordo benissimo, quindi sarà presente solo nella versione cinematografica).
Jason afferra i nunchaku e dimostra quanto NON sappia usarli… Tanto che nel montaggio finale tutta la sequenza viene ridotta un colabrodo!

Fermo lì, che ’sto coso non so proprio usarlo!

L’immagine qui in alto, invece, insieme a quella qui sotto sono presenti nel film, e sono le uniche due sequenze (di pochi decimi di secondo l’una, tanto che è stata un’ammazzata riuscire a catturarle!): quella presa dal trailer è invece assente dalla versione in DVD del film (e sì che è una Collector’s Edition che all’epoca mi costò 50 mila lire!)

Che spreco di pellicola…

Morale della favola. Mentre nella versione DVD del film Bruce difende il figlio e all’improvviso… escono fuori (non si sa da dove) dei nunchaku. Vengono mostrati per un nano-secondo, agitati con incredibile dabbenaggine per colpire il demone (scena molto frammentata per non far capire quanto fosse fatta male) e alla fine usati per strozzare il demone. Altre scene sono state girate ma in seguito sono state tutte tagliate.

Immagino che per l’edizione Blu-ray abbiano provveduto a sistemare questo disastro, perché ora la scena è disponibile per intero proprio come la ricordavo dal cinema. (Non posso incorporare il video perché YouTube non lo permette.) Se un giorno troverò il Blu-ray a 1 euro su bancarella, potrei anche comprarlo…

No he can’t read my nunchaku face

Un’ultima parola andrebbe spesa per il fatto che alla fine della scena onirica Bruce ha salvato il destino di suo figlio Brandon… proprio quando quest’ultimo era stato appena sepolto. Mi sono sempre chiesto il motivo di tanto cattivo gusto in questo film, poi ho visto bene i nomi degli sceneggiatori, ed è citato Robert Clouse. Ora mi spiego tutto…

NON GUARDATE QUESTO FILM A € 2,99!

(continua)

L.

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21 risposte a Nunchaku al cinema 15. Dragon

  1. Zio Portillo ha detto:

    Film che vidi al cinema. Essendo totalmente a digiuno di Lee e della sua bio (conoscevo solo le pellicole “classiche” viste e riviste), questo DRAGON mi piacque parecchio. Anche perché (concordo sul cattivo gusto…) usciva sull’onda delle notizie di Brandon Lee quindi la macabra pubblicità spinse non poco la pellicola.
    Onestamente non lo rivedo da un bel po’ e non so come lo giudicherei ora. Per quanto riguarda i nunchaku, la scena me la ricordo solo per lo strangolamento.

    Molto interessante il discorso su come le pellicole occidentali si esaltano ed esaltano aspetti totalmente differenti rispetto a quelle orientali.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non credo ci sia bisogno di dire che “Dragon” sta alla via di Bruce Lee come “Cicciolina amore mio” sta alla vita di Madre Teresa. Non esiste un solo fotogramma che sia anche solo vagamente simile alla lontana alla realtà. Non ho letto il romanzo di Linda Lee perché lei è l’ultima fonte che può parlare di Bruce, visto che la vita di lui era altrove (e con altre donne), ma credo proprio abbia la stessa dose di zuccherosa e patinata hollywoodianità del film.

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Mentre leggevo la rece avevo le stesse sensazioni di Zio: visto al cinema, non mi disgarbò, ne ricordo pochissimo (compresa la scena citata) e non so come lo giudicherei ora. Ma ho un sospetto: male. Molto male.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tecnicamente è un filmone, con anche una splendida colonna sonora – di quando Randy Edelman ci faceva sognare – ma è una storiellina d’amore con inserti marziali da mani in faccia.

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  2. Cassidy ha detto:

    Funziona perché non è un film sulle arti marziali, ma come fai a fare un film sul Maestro Bruce Lee trattando così male le arti marziali? Decisamente un film più famoso (anche a causa dei tanti passaggi tv) che davvero all’altezza della leggenda. Cheers!

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  3. Giuseppe ha detto:

    All’epoca proprio non dispiacque nemmeno a me (suggestiva sequenza del demone compresa), pur avendo già sentore di come e quanto vi fosse stata “romanzata” -diciamo così- la reale figura di Bruce Lee: uno stereotipo che lo spettatore USA senza troppe pretese -men che meno pretese marziali- avrebbe potuto digerire facilmente, appunto…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ricordo che all’intervallo del primo tempo, al cinema, già ero fortemente infastidito dal film. Avevo circa 12 anni quando ho letto una biografia di Bruce – la prima scritta, quella di Alex Ben Block – e quindi potevo vedere in diretta quanto quel film fosse solo una hollywoodianata zuccherosa. Tecnicamente è un film indiscutibile, ma prendere un ciocco di legno ad interpretare un maestro marziale va bene se non lo fai muovere: addirittura fanno fare a Jason un calcio volante! Che spettacolo indecoroso…

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    Concordo con le tue osservazioni sul film, sicuramente molto “hollywoodiano” nella sua visione della vita di Lee.
    Tutto sommato, guardabile comunque dai

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  5. Pingback: Guida TV in chiaro 4-6 maggio 2018 | Il Zinefilo

  6. Sam ha detto:

    Il vero difetto di stò film è la scarsa abilità marziale del protagonista e della regia dei com battimenti in generale : pur essendo un film degli anni 90, è nettamente inferiore nella coreaografia e nella velocità dei combattimenti, a un qualsivoglia film marziale cinese degli anni 70.
    A parte questo ( e non è poco ), il resto era azzeccato : mischiare mito e leggenda, racconto di formazione con maledizioni e demoni che ti perseguitano a vita, lo trovavo, e trovo ancora , azzeccato, specie quando riguardano un mito come BL, la cui vita reale si è sempre mischiata con la finzione scenica.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo la vita di BL non ha nulla di mischiato, le biografie che leggo sin da quando avevo 12 anni sono più che precise, minuziose e non lasciano assolutamente nulla al paranormale: l’operazione è una paraculata di Linda Lee per mischiare le carte in tavola. Lei era la “moglie bianca”, che ad Hong Kong contava quanto il due di picche: i film biografici di Hong Kong per puzza la citano, e mostrano un Bruce Lee farfallone che se le ripassava tutte e teneva molto più alla sua amante fissa cinese che alla moglie bianca, come è chiaro anche dalle biografie ufficiali. Tutto questo non si può raccontare ad Hollywood, e via di demoni.
      Quando l’ho visto al cinema sono rimasto deluso profondamente: non c’era marzialità, non c’era la vita di Bruce, non c’erano i suoi film, non c’era una stramazza di niente, perché non chiamare il film “The John Smith Story”? Tanto l’aderenza con la vita di Lee è pari a zero…

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      • Anonimo ha detto:

        Bè, io per “finzione ” mi riferisco a tutte le leggende che giravano sulla sua morte nell’ era pre- internet ( e penso girino ancora adesso), tipo quella famosissima che lui era morto per un colpo di pistola davvero sparato nel finale di “dalla Cina con furore “.
        Io però da piccolo avevo visto sulel regionali un film che cominciava con Bruce ( o meglio, un suo sosia ) che faceva sesso con una ragazza cinese e poi ci rimaneva secco. Da lì tutto il film prosegue con la storia della ragazza trattata male da tutti e di cui a me fregava poco : cavolo, io mi aspettavo un film dove Bruce menasse come un fabbro, non una sceneggiata napoletana in salsa cinese !
        E’ verissimo però che Dragon è mendace nel affermare di raccontare la “vera storia” di Bruce ( anche se la vicenda del demone dovrebbe farlo intuire pure ai più storiditi ),e ancor di più nel creare confusione e disinformazione ( sai quanta gente credeva davvero che Bruce avesse combattuto contro la triade cinese che non voleva che insegnasse il kung fu agli occidentali ?), ma come storia in sè non è malaccio , e penso sarebbe piaciuto pure al vecchio Bruce. Ma poi i fumetti di Bruce Lee pubblicati dalla Star comics sull’ albo di Mortal Kombat, li hai mai recensiti ?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anch’io da ragazzino ne ho sentite tante di leggende, quella che mi ha fatto più divertire è stata quella per cui Bruce sarebbe morto combattendo contro una tigre 😀

        Il film che citi è “Io… Bruce Lee”, e l’attrice che interpreta la donna trattata male da tutti è Betty Ting Pei, cioè proprio l’attrice amante di Lee nel cui letto è morto quest’ultimo: con il film sperò di mostrare il suo volto umano così che smettessero di darle la colpa per quella morte.
        Più che un film marziale è un melodramma napoletano 😀 Sul genere “biografico” è molto più divertente “Bruce Lee Supercampione”, dove alla moglie bianca Linda sono dedicati ben 3 fotogrammi : altro che Dragon 😛

        Visto che per il suo primo film da regista Bruce si è mostrato a mangiare zuppe all’Aeroporto di Roma per poi correre ad evacuare in bagno, sono più che sicuro che il suo gusto filmico avrebbe apprezzato anche un film-zuppa come “Dragon” 😀

        I fumetti marziali della Marvel sono anni che mi riprometto di recensirli ma è molto doloroso per me. Sono conglomerati di razzismi insopportabili che mi fanno male a pelle. E sì che Shang Chi dovrei presentarlo nello speciale “Nunchaku a fumetti”, ma leggere tutti quei luoghi comuni razzistici mi fa davvero lacrimare sangue…

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  7. SAM ha detto:

    Mortal Kombat e Bruce Lee a fumetti erano della Malibu comics.
    L’anonimo sopra ero sempre io, non capisco perché non è apparso il nome .
    Per il resto : che gli americani siano razzisti e ancora più spesso ignoranti, ok , però è anche vero che in questo Dragon la cosa viene denunciata .
    E , spesso dcii che l’ America nel 2000 non è ancora pronta per un film con protagonista un orientale, però stò Dragon (1993) ce l’ha.
    E pure terremoto nel Bronx.
    E anche the One con Jet Li.
    Vorei capire meglio cosa intendevi dire, visto che ti ritengo preparato sull’ argomento 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che dopo decenni di dentoni e parlata alla “cin-cio-lin” si sia arrivati ad una rappresentazione più dignitosa dei cinesi nella narrativa popolare è un grande traguardo, ma poi Dragon racconta una storia di magia proprio mentre ad Hong Kong scrivevano le regole dell’action poliziesco che stava per invadere i cinema occidentali. Sempre perché per noi i cinesi rimangono maghi e stregoni…
      Non so di che marca siano quei fumetti, ne ho pure alcuni pubblicati in Italia che non ho mai aperto. Mi è bastata l’esperienza con Shang Chi 😀 Un giorno magari li studio meglio…

      Jason Scott Lee è un attore californiano e sarebbe stato difficile fare un film su Bruce Lee con un attore bianco 😀 Oddio, in America si è sempre fatto: se Burt Lancaster poteva fare l’indiano, vale tutto…
      Terremoto nel Bronx è un film di Hong Kong, è solo girato in America, ed è il terzo tentativo finalmente fruttuoso del povero Jackie di sfondare in una terra profondamente avversa agli occhi a mandorla.
      Per i cinesi vale la formula “Enter the Dragon” che era un film solo per metà americano: un cinese va bene, ma solo se affiancato da un bianco o, meglio ancora da altre minoranze. Lee infatti era affiancato da un italoamericano e da un nero. Quando nel 1985 Chan provò a sfondare per la seconda volta, con “The Protector”, gli appiopparono Danny Aiello, italoamericano; nel 1998 gli appiopparono Chris Tucker, nero, e nei suoi dimenticabilissimi filmetti americani moderni spesso gli hanno dato una donna.
      Quando finalmente Jet Li nel 2000 è riuscito a mettere piede in America da protagonista, è stato circondato da così tanti neri che sembrava di essere tornati ai tempi di Shaft, e in “The One” aveva un bianco e un nero come co-protagonisti.
      Non è una regola scritta, ci mancherebbe, ma i produttori americani non si fidano ad avere un protagonista straniero perché conoscono il proprio pubblico e sanno che non gli piacerebbe. Perché il pubblico americano non è quello di New York: pensa alle milioni di persone sparse nelle terre del sud o nei paesini di provincia, che fanno una massa enorme di gente che non ha un buon rapporto con gli stranieri. Non puoi rischiare che non vedano il film perché non gli piace il protagonista.
      I film con cui Jackie Chan è diventato famoso – Terremoto, Mr. Nice Gury, First Strike e via dicendo – sono tutti film prodotti da case di Hong Kong, quindi hanno tutt’altre regole, idem per quelli della Repubblica cinese tipo “Hero”.
      Se ci pensi, i cinesi per vendere “The Great Wall” agli occidentali hanno rinunciato ai ruoli protagonisti per lasciarli a degli americani…

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      • SAM ha detto:

        Capisco che vuoi dire , e fondamentalmente hai ragione , però : se affiancano un ero a un cinese in un film, non ci vedo nulla di razzismo, non più di vedere l classica coppia bianco e nero dei film polizieschi americani: alla fine, è il solito ” cerchiobottismo ” etnico per accalappiare più gente possibile .
        E’ verissimo che protagonisti “gialli” o ” neri “potrebbero dar fastido a molta gente del sud, ma se facciamo questo ragionamento, allora non avremmo film come Creed Blade, o Dragon che i redneck dovrebbero evitare come la peste ( che Jason Lee sarà pure californiano, ma dubito che i bifolchi del sud guardiano simili sottigliezze ).
        Ma ripeto, non nego che quello che dici abbia un concreto fondamento di verità ( ehi, io ero uno di quelli che notava che c’era sempre un nero che moriva nei film horror, ben prima che internet lo facesse notare . Stranamente in Scream nessuno faceva notare questa regola , ma forse ricordo male io )

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Su Scream non ricordo, ma nelle parodie di Scream lo dicevano chiaramente 😛

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  8. Anonimo ha detto:

    Ma davvero in tv e in dvd manca la scena del nunchaku ? Io ricordo che Jason Lee lo faceva roteare sia al cinema che in tv ( e c’era pure la scena della statua illuminata con in biocca i nunchaku )

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  9. Pingback: Bruce Lee Supercampione (1980) Edizioni a confronto | Il Zinefilo

  10. Alberto P. ha detto:

    Non sarà una biografia realistica, che per certi versi fa un po’ ridere dirlo per un film, ma a me questa versione romanzata e per certi versi romantica della sua storia è sempre piaciuta, e anzi, non mi dispiacerebbe averlo in DVD ma non si trova in giro, così come anche il Mowgli sempre con Jason Scott Lee.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Su eBay trovi a pochi spicci i DVD del film, ma solo le ristampe: la “Collector’s Edition” mi sa che è più rara, ma ti assicuro che non ha assolutamente nulla per essere considerata “speciale” 😉
      Una cosa è romanzare una biografia, come si fa sempre al cinema, un’altra è inventarsela di sana pianta, come è stato fatto qui. Paradossalmente il ridicolo “Bruce Lee Supercampione” è molto più attinente alla vita di Lee di questo americano, il che è tutto dire 😀
      Visto che poi parliamo di un personaggio diventato famoso nel mondo principalmente per i suoi film, sarebbe stato simpatico se avessero ricostruito di più il suo lavoro in quel campo, invece di lasciare così ampio spazio a quella stupidata del Demone Inseguitore.

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