Geostom (2017) Quando la A puzza di Z

Quando tutti i canali TV erano pieni di trailer roboanti, quando Gerard Butler andava in tutti i migliori talk show a presentare un film targato Warner Bros, per di più scritto e diretto dal maestro Dean Devlin, sembrava che si fosse avverata un’incredibile congiunzione astrale: la serie A stava copiando dalla Z la sua peggiore spazzatura – cioè il genere “Meteo Apocalypse” – dimostrando di saper ottenere grandi risultati. Vuoi vedere che siamo tornati alla tradizione storica dei grandi film catastrofici di serie A del passato?

Siamo di fronte al ritorno al catastrofico di serie A? La risposta è: no!

Quando Geostorm è uscito in home video italiano, il 28 febbraio scorso, l’ho preso tutto speranzoso: vediamo un po’ come la grande serie A riesce a trattare un genere ormai legato a filo doppio con la serie Z.
Al minuto 5 metto pausa e mi dico: ma questa è pazzia!
Pazzia? No. QUESTA È MERDA!

La parabola di un eroe

Ma ve lo ricordate Dean Devlin? Dopo la falsa partenza di Universal Soldier (1992) con Stargate (1994) ha fatto bingo e con Independence Day (1996) ha sbancato tutto: era il migliore sceneggiatore al mondo fino a Godzilla (1998), che l’ha ucciso e infatti la sua carriera si è fermata lì.
Ha provato a riciclarsi come regista televisivo finché la totale follia non l’ha spinto ad un gesto insano: si è suicidato. Scrivendo e dirigendo Geostorm, che andrebbe fatto vedere ai terroristi a Guantanamo. No, scusate, sarebbe troppo crudele…
Non mi va neanche di vedere le date di uscita: questo film è merda e non voglio toccarlo più di quanto purtroppo l’abbia già fatto…

La faccia da ingegnere spaziale che Butler mostra per tutto il film

L’attore fallito per eccellenza Gerard Butler – che dopo 300 (2006) ha sempre fatto il papone tenerone e puffoloso e quindi non ha azzeccato nulla che meriti di essere ricordato per più di 300 secondi – entra in scena dicendo ai britannici che sono cazzoni, che un trabiccolo spaziale americano è l’unico in grado di salvare la Terra e che chiunque non sia americano è un coglione. Che tutti sono stupidi e inetti, tranne gli americani che non vogliono assolutamente che l’Europa metta le sue luride zampacce incompetenti sul loro trabiccolo spaziale, che solo gli americani la sanno far funzionare, perché infatti un ispettore britannico stava per morire di dabbenaggine quando Gerard Butler l’ha salvato dandogli un pugno in faccia.
Ma questa è pazzia!
Pazzia? No. QUESTA È MERDA!

Il clistere spaziale che salverà il mondo

Lawson è un duro proletario che vive in roulotte, ha servito il suo Paese sterminando quelle maledette teste di stracci, ripara le macchine, ha una figlia adolescente ma più grande della sua età e un miliardo e mezzo di altri fetenti stereotipi che poi devi andarti a fare una doccia per quanto ti senti sporco. E ovviamente è l’unico uomo al mondo in grado di far funzionare quel clistere spaziale che ha costruito.
Anche perché il mondo è solo gli Stati Uniti. Ma solo gli Stati del nord, ovvio, mica la costa californiana, che quelli so’ tutti ricchioni. No, i veri maschi sono quelli… insomma, c’è solo Gerard Butler, quindi la scelta non era proprio ampia.

Il maschio senza rischio che si merita un bel fischio

Appena arriva sul suo clistere spaziale sente un ronzio: è chiaro che c’è poco sigillante. (Non sto scherzando, lo dice sul serio!) E quando gli altri della nave usano la stessa antipatica supponenza verso gli americani che gli americani mostrano al resto del mondo, lui se la ride sotto i baffi e fa il tollerante. Perché i britannici sono stronzi, si sa, ma gli americani sopportano perché sono superiori.

Il tipico britannico antipatico e supponente

Gestendo un veicolo spaziale come se fosse Daisy, la giumenta incinta di famiglia, il proletario Gerald, dalla barba incolta e dalla pancetta da birra che lo avvicinano al popolo, si infila un guanto e spinge il braccio ben dentro per sgravare la situazione. Lui non indossa tutine inquadrate come quei falliti di europei, soldatini di piombo che non saprebbero trovarsi il culo neanche con GoogleMap, no: lui ha la mascella scomposta del redneck amico del popolo, che conosce il valore di una buona battuta di pesca – che infatti ci racconta minuziosamente – di una birra giù nel gargarozzo e del calore che senti dentro quando saluti una bandiera a stelle e strisce sventolanti.

L’infame francese e il buffone messicano: un film attento alle diversità!

È lui che deve combattere contro i traditori francesi, i puzzoni britannici, le infide teste di stracci per indagare e scoprire chi è che sta manomettendo il clistere spaziale così da sballare il clima sulla Terra.
Ma questa è pazzia!
Pazzia? No. QUESTA È MERDA!

Butler col clistere ci guiderà, niente sulla Terra ci fermerà…

Basta, ho sprecato fin troppo tempo a parlare di questo concime fresco di posatura là nella America rurale e popolare, un prodotto che parla male dei politici per arruffianarsi spettatori e che riesce ad essere peggio di un qualsiasi filmaccio Asylum girato in Bulgaria.
Quello che mi fa impazzire è il fatto che Gerard Butler e la sua barba siano andati nei talk show britannici a presentare questo film con tutte le fanfare… ma con che coraggio? Un film che dice che i britannici sono merde e vanno schiacciati… Ma possibile che Gerard non abbia trovato un bel londinese incazzato che gli abbia restituito il favore?

Ah, già: alla fine del film si vedono degli inutili effetti speciali

Comunque la Warner Bros si dimostra una volta di più la scolatura del mondo del cinema: solo loro riescono a mettere tanta energia per creare filmacci così imbarazzanti.
Alla fine buttano in video una spruzzata di effetti speciali al minimo sindacale per qualche minuto di inutile meteo apocalypse, visto già mille volte in ogni salsa possibile: questo film fa guadagnare un milione di punti alla Asylum!

L.

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29 risposte a Geostom (2017) Quando la A puzza di Z

  1. Zio Portillo ha detto:

    Lucius, mi sa che Butler è inglese e non americano… Non ci metto la mano sul fuoco ma sono abbastanza sicuro. Dopo controllo.

    Comunque recensione da spanciarsi dal ridere! Il film non lo vedrò mai e anche se ne avessi avuto una minima intenzione, dopo questa recensione l’intenzione svanisce in tempo zero.
    Tornando al volo al nostro Gerald, mi sa che “300” è stata la classica botta di culo. Prima di Leonida non era nessuno, dopo Leonida è tornato ad essere un Signor Nessuno solo che poteva permettersi le miuscole e pure di chiedere stipendi assurdi perché tutti lo volevano. Ma la sua filmografia parla per lui: film del c@zzo prima e film del c@zzo dopo.

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    • Zio Portillo ha detto:

      Rettifico: è scozzese. Quindi può permettersi di dire peste e corna agli inglesi! E pure ai francesi e ai messicani.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ vero, è incredibile ma è scozzese… quindi tutta l’operazione si moltiplica in cattivo gusto, visto che fa il redneck americano nello spazio… Gli manca una spiga di grano in bocca!
      Almeno quando fa i suoi inutili filmetti di paponi teneroni e piagnoni si potrebbe dire che sta cambiando pubblico di riferimento, ma qui… mio Dio, qui c’è solo l’abisso…

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  2. Kukuviza ha detto:

    E ci sono pure Andy Garcia e Ed Harris in questo capolavoro concimevole???

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  3. Denis ha detto:

    Butler ha fatto pure un film con Muccino! ma veramente e da sempre che gli americani sono xenofobi nel wrestling lo straniero fa sempre il cattivo,ho visto Riski Business con Tom Cruise in cui i ragazzini wasp tutti ricchi mentre in una scena nella metro i neri erano tutti poveracci più metafora di cosi^_^
    Mi sembrava che il film era una merda mai piaciuto Emmerich e il suo sodale

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Malgrado tentino la strada del politicamente corretto coi film per bambini, il profondo razzismo becero sbuca fuori in ogni dove. Al di là di questo, comunque, rimane un bruttissimo film che stupisce abbia dietro la Warner…

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      • Conte Gracula ha detto:

        La Warner fa meglio i cartoni, non solo di supereroi 😛 forse ci girano in proporzione meno soldi, quindi i maghi del marketing lasciano più spazio agli autori dei cartoni che a quelli dei film?
        In fondo, i -metraggi vari Warner non vanno al cinema 😛

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  4. Cassidy ha detto:

    Quando ho letto un’intervista, in cui Geraldo Butlero ha dichiarato che questo film era come “Trappola di cristallo” con il meteo impazzito e lui il nuovo Bruce Willis con i capelli (storia vera), mi sono cadute delle parti che nel mio corpo che possiedo in doppia copia e non sono le braccia. Ma nemmeno le orecchie.

    Me lo sono risparmiato senza rimpianti, questo commento invece è una meraviglia, la pietra tombale sulla carriera dell’inutile Geraldo, che se avesse interpretato davvero uno Scozzese sarebbe stato meglio, ma gli Scozzesi sono degli strani Inglesi con la gonna, effemminati senza abbastanza Americano testosterone.

    Vorrei avere il piano bancario di tutti i miei preferiti, Gary Oldman, Ed Harris e tutti gli altri, per capire in quanti altri filmacci paga-mutuo dovrò vederli spuntare. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non varrebbe la pena rinunciare ad una vacanza o a una delle tante ville che si possiedono, piuttosto che apparire in imbarazzanti filmacci come questo? 😛
      Gerard davvero qui dà il peggio di sé, aiutato da una sceneggiatura delirante che dimostra il crollo totale della Warner: ormai è rimasta solo la Z!

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande recensione ma la cosa che mi lascia più basito è la fine ingloriosa di Butler, non ne sapevo nulla! Condoglianze alla sua dignità 😮😂😂😂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Sai? A me nemmeno Stargate e Independence day piacevano 😛
    Di Stargate, giusto i primi trenta minuti, e le serie TV, ma cavoli, in Independence day speravo che esplodesse l’universo, tutto quel patriottismo d’accatto, gli alieni senza scopo preciso, Will Smith che può guidare un ufo perché lui è un pilota e ne ha visto volare uno… diciamo che quest’uomo non sa scegliersi bene le storie.
    Che poi faccia i milioni mi importa poco. 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ID-4 io neanche ricordo se l’ho visto! 😛 E Stargate mi ha fatto sbadigliare assai, ma al di là di questo sono oggettivamente grandi successi dell’epoca, che hanno influenzato il cinema in un modo o nell’altro, entrando nell’immaginario collettivo. Devlin ha esordito con Universal Soldier, quindi ha sempre avuto in sé una vena di cialtronaggine, ma sapeva come scrivere in modo da parlare ad un vasto pubblico. Il cinema americano è razzista in modo becero da sempre, ma almeno ha cercato di mascherare un po’ la cosa: ora Devlin invece ha perso ogni freno e ha fatto un film esclusivamente ed immotivatamente razzista! Sarà amareggiato perché la sua carriera è finita con Godzilla, ma mica è colpa nostra 😀

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  7. Austin Dove ha detto:

    il confronto tra leonida e tizio interpretati da gerard nella vignetta è mitico! letto solo quello, like meritatissimo XD

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  8. Cumbrugliume ha detto:

    300 minuti di applausi! Comunque almeno RockNRolla non era malissimo, dai 😀

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  9. Giuseppe ha detto:

    Da parecchi anni, ormai (dopo lo “splendido” Godzilla che NON era Godzilla, appunto), quando sento o leggo il nome di Dean Devlin associato a un qualsiasi progetto tocco ferro e anche altre cose… se poi, come in questo disgraziatissimo caso, decide di fare praticamente tutto da solo allora non ho altra scelta che starmene alla larga! 😦 Basti pensare che una delle sue ultime “brillanti” idee consisteva nel rimettere mano al franchise di Stargate al cinema senza minimamente tenere conto di un quindicennio di serie televisive che, pure negli episodi meno ispirati, rimanevano comunque superiori -e non di poco, no- rispetto al film capostipite…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Conoscendo i fan sono sicuro che avrebbe trovato anche molti d’accordo con lui: il Canone è solo quello filmico, e se l’Autore vuole ignorare tutto ciò che è stato detto dopo può farlo. In pratica Devlin è un nuovo Ridley Scott: questo me lo fa scendere ancora più in basso nella stima, se possibile…
      Eppure in recenti interviste Goldblum l’ha citato come ancora come grande sceneggiatore: probabilmente è un ricordo dei primi anni Novanta che gli si è fissato in testa..

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  10. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non mi dire che la Asylum e soci sono meglio? io spero di no..

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  11. Pingback: Deep Blue Sea 2 (2018) Un tuffo nella Z | Il Zinefilo

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