Braven (2018) L’addominevole uomo delle nevi

Non riesco ad inquadrare Jason Momoa, l’attore hawaiiano che alterna divismo ed anti-divismo così rapidamente da lasciare un alone di fumo intorno a sé, tipo Will il Coyote quando schizza da una parte all’altra.
Posso immaginare che con Conan the Barbarian (2011) ha preso una tranvata così forte che sente il potente pugno di Crom premergli dentro fino in gola, costringendolo a ridimensionare di molto le sue ambizioni da divo: fatto sta che ultimamente lo si trova quasi in contemporanea nei cinema sia su grande schermo che fra le poltrone a vendere pop-corn.

L’addominevole uomo delle nevi! (battuta rubata ai fumetti di B.C.)

Un giorno dovrò parlare del visionario The Bad Batch (2016), che mi è molto piaciuto e che spero di raccogliere in uno speciale sul “cinema storpio”, ma è chiaro che dopo il tonfo di Conan Momoa accetti qualsiasi ruolo, piccolo o grande che sia. Quindi nello stesso anno in cui si sta limando il film Aquaman (per il quale sento già contrazioni intestinali al solo pensiero) esce fuori questo minuscolo Braven, che assomiglia di più ad un avanzo di magazzino degli anni Settanta-Ottanta.

Esce in patria americana il 2 febbraio 2018, distribuito dalla sempre di bocca buona Lionsgate, solo il 7 novembre 2018 la Eagle Pictures lo porta in DVD e Blu-ray italiani, con il titolo Braven. Il coraggioso: quando ho visto il film era ancora inedito da noi.

Ma braven, siete proprio braven!

Lo dico subito, al di là di una trama inesistente Braven è un onesto filmetto che non fa nulla per farsi odiare: fa la sua cosa in modo veloce e pulito e se ne va senza aspettare la risposta del pubblico. Che siano applausi o fischi non importa: il compito è stato svolto senza fare male a nessuno.
Jason Momoa deve alternare ruoli da maschio, ruoli da assassino e ruoli da tenerone toffolone: qui tocca all’ultimo caso. Padre di famiglia attento e figlio amorevole, qui deve badare sia a moglie e figli sia ad un vecchio padre ubriacone che combina sempre più guai. Manca solo la scena del salvataggio del gattino sull’albero e del bambino zoppo dal pozzo e poi Momoa può candidarsi al premio Madre Teresa dell’anno.
Ma non è un film action violento? Evidentemente no.

La famiglia è sempre un guaio per l’eroe di turno

Joe Braven (Momoa) è un ruvido e muscoloso boscaiolo che come tutti i boscaioli è duro fuori ma morbido dentro. Terror di tutta la foresta lui è, con l’ascia in mano si sente un re: poi si mette la sua gonna e se ne va al bar… ah no, aspetta, questa è un’altra trama!

«Signor di tutta la foresta lui è / Con l’ascia in mano si sente un re» (cit.)

Secondo copione finisce nel mirino di alcuni loschi e spietati trafficanti di droga del posto e d’un tratto tutta la sua famiglia è in pericolo di morte. Stando alla grande tradizione di film di questo genere, ora si costruisce l’arco con cui è ritratto in locandina tagliando alberi coi denti, crea una freccia strizzando una quercia con le mani e ne avvelena la punta secernendo veleno dai propri tatuaggi. Eh, magari…
No, come in ogni film violento che si rispetti, prima… si dialoga coi cattivi. Poi al massimo c’è la sfida a Monopoli…

Qualcuno dica al nonno di smettere di sparare alla gente!

Il pensiero mi vola fino a Close Range (2015) di Isaac Florentine, che dimostrava una certa propensione a reinterpretare i film action anni Ottanta – in cui imperversava quel Menahem Golan di cui Florentine è figlio spirituale – ma “in piccolo”: le situazioni sono le stesse ma vanno tutte raccolte in un’unica location per risparmiare. Ecco perché nel nuovo millennio piace molto il genere “assedio in casa“.

Visto quanto è piccola la casa, forse era meglio l’assedio in auto

Braven in pratica segue il modello Close Range, con un eroe duro ma buono che deve girare intorno alla casa assediata dai cattivi per farli fuori uno alla volta e salvare la famiglia. La forza di questi film non è certo la trama, identica a mille altri titoli, bensì l’esecuzione. E Momoa ha i muscoli solo per bellezza…

L’eroe minimo, che sconfigge i nemici con la dialettica

Il difetto principale di questo film è l’eccessiva bontà con cui Momoa sembra voler cercare di darsi un tono: non vuole apparire violento che poi magari si gioca i contratti grossi dei film per ragazzini, tipo appunto Aquaman: se un supereroe fosse interpretato da un violento mi sa che i genitori comincerebbero a protestare e i biglietti venduti diminuirebbero. E la Warner già non è che abbia così tanto pubblico da rischiare di darlo via.
Per cui ho la sensazione che sebbene questo sia un filmetto di genere non pensato per lo stesso pubblico dei filmoni Warner, ugualmente Momoa non voglia rischiare di passare per violento – com’era ai tempi di Conan, dove invece faceva il bullo e sfidava Schwarzy.

Qualcuno può dire a Garret Dillahunt che i ruoli da cattivo gli vengono male?

Il risultato è che tutto il film poggia sulla sceneggiatura di Michael Nilon, produttore personale di Nicolas Cage che per la prima volta scrive per il cinema: per fortuna lo aiuta un passante di nome Thomas Pa’a Sibbett, ignoto alle cronache. Insomma, la sceneggiatura è assente ingiustificata.

Droga nascosta in casa? Con tutta le neve che già c’è?

Però ci viene incontro il giovane regista Lin Oeding… che è uno stuntman. Va be’, che vuol dire? Perché, uno stuntman non può fare il regista? Anzi, trattandosi di un film action saprà meglio di altri come realizzare belle sequenze movimentate. Peccato non ci siano scene movimentate…

L’eroe che tirava tre frecce alla volta!

Il film è un alternarsi di “assedio in casa”, caccia nei boschi, MacGyver boscaiolo, un po’ Rambo, un po’ Hard Target, un po’ macho e un po’ micio. Insomma è una spremuta annacquata che non va da nessuna parte, non riuscendo mai ad azzeccare bene una scena.
Però, ripeto, questo non vuol dire che sia un filmaccio: è un onesto piccolissimo film che si prefigge di fare cose che in realtà non può fare – tipo Momoa che ammazza la gente a mozzichi – e che quindi tergiversa a lungo buttandola un po’ in caciara.
In confronto ad altri action pretenziosi, almeno ha il dono dell’onestà. Cosa fa Momoa in locandina? Sta fermo… Ecco, quindi non potete dire che vi ha promesso azione…

L.

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13 risposte a Braven (2018) L’addominevole uomo delle nevi

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ne parlavamo ieri prendendo di mira Butler: filmetti del cavolo per anni finché vince il
    Jackpot con “300” (altri addominali… Mhmmm… Che sia questa la chiave di volta?) per poi ritornare a fare filmetti insignificanti ma chiedendo un cachet astronomico. A naso l’hawaiano è sulla stessa strada. Buon per lui che si paga il mutuo, la Ferrari e la gnocca a vita!
    Che poi Momoa mi sta pure simpatico perché ha lo sguardo truce e un sorriso da “maniaco con l’impermeabile”. Spero che riesca a non svaccare del tutto scivolando dalla serie A alla B e poi giù fino alla Z. Magari la tranvata presa con “Conan” gli ha insegnato qualcosa. Hai visto mai…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dal suo sorriso bambinesco si vede che è un pezzo di pane, quindi non stona nella parte del buono, però certo passare da una grande produzione DC/Warner a un filmetto anonimo è davvero un passaggio curioso. Quando il cinema era ancora vivo, prima del Duemila, sarebbe sembrato un inciampo di carriera, ma ormai le star devono racimolare ruoli ovunque.

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  2. Cassidy ha detto:

    Non solo mi citi apertamente il mitico “B.C.” ma pure la geniale “Lumberjack song” dei Monty Python, sono ufficialmente felice 😀 Non so che ha sto Momoa che fa strage di cuori, cioè lo so, sembra un “Hombre” con tutti i crismi, peccato che poi al cinema lo sia così così.

    Il suo Conan spavaldo ha preso scoppole, quindi ha dovuto ridimensionarsi con un Acquaman con le lenti a contatto colorate e le ciocche bionde. Questo “Braven” me lo sono saltato proprio perché pensavo fosse il classico film organizzato per sfruttare Momoa e la sua aria da taglia legna, mi pare di capire che l’azione che piace a noi manchi, mi fa piacere sapere che se non altro offre un contributo non negativo, ormai tocca accontentarsi dei film che non sporcano il foglio. Cheers!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Mi sembra strano, che Momoa non voglia rischiare più con ruoli di violenza dopo che, in Game of Thrones, ha fatto la parte di un peggio-che-Conan che alternava scopate a pecora con trachee strappate a mano: cioè, un po’ tardi, per rifarsi la verginità da family hero, è più facile che il tonfo di Conan – a suon di overacting e scarse doti attoriali – lo abbia reso poco appetibile per quei ruoli action che sembrerebbero abbinarsi bene al suo fisico da palestra, secondo me 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Trattandosi di un prodotto HBO lo sanno tutti che è fatto di sesso e violenza e forse non viene vista come “perversione”, cioè non inficia le carriere degli attori. Altri del cast hanno fatto i teneroni senza nessuno gli rinfacciasse il passato violenza 😛
      Qui Momoa sembra un ex wrestler che non fa nulla, solo che lui non è un ex wrestler!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    All’inizio ho solo riso di gusto (addominevole 🙂 ) poi mi sono incuriosito dal malriuscito mix e alla fine la tua quasi assoluzione mi ha fatto venire la voglia di vederlo!!! Erro nell’avere questo intento?

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  5. Giuseppe ha detto:

    Momoa, qui, probabilmente davvero non vuole giocarsi il potenziale pubblico di Aquaman e allo stesso tempo cerca di tenersi stretti tutti i numerosi fan che lo ricordano più come Ronon Dex che non come Khal Drogo (Conan nemmeno entra in lista, mi auguro)… e, quanto a Dillahunt, il ruolo da cattivo gli riesce bene solo quando NON cerca di fare anche l’espressione da cattivo. Il suo micidiale terminator Cromartie serie T-888 in “The Sarah Connor Chronichles”, infatti, è inespressivo quanto basta 😉
    P.S. Citando i Monty Python si vince sempre 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ma davvero ha fatto il Terminator e non me ne sono accorto? Va be’, la seconda stagione di quella serie TV l’ho vista un po’ svogliato perché era sullo svaccante andante, ma penso che avrei notato Momoa… Sto perdendo colpi 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Niente paura, non li stai perdendo perché Momoa nella serie non c’è mai stato… infatti il Terminator di cui parlavo era impersonato da Garrett Dillahunt, qui perfetto per il ruolo visto che un T-888 non ha bisogno di tirarsela con atteggiamenti da cattivo (dove Dillahunt eccelle poco, appunto): lui E’ cattivo così come Skynet l’ha progettato 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah ce lo vedo come marchio di qualità sui robot: “Come Skynet comanda” .-D

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