Benvenuti nel Kung Fu-ture (1994)

Comincia a diventare succoso l’archivio “fanta-marziale” del Zinefilo, a testimonianza di un periodo cinematografico molto limitato nel tempo – all’incirca il decennio fra il 1989 e il 1999 – in cui la grande passione dei fan per prodotti marziali si è sposata con quella per i cyborg assassini.
Ho già fatto una panoramica sul fenomeno, e alla piaga degli orripilanti Universal SoldierZ ho dedicato un intero ciclo, però per capire bene cos’abbia significato questo genere traduco in esclusiva un articolo dell’epoca in cui il giornalista conia uno splendido neologismo, che mi stupisce non abbia attecchito.

da “Imagi Movies” (vol. 2) n. 1 (autunno 1994)


Benvenuti nel Kung Fu-ture!

L’ibrido fra arti marziali e fantascienza

di John Thonen
da “Imagi Movies”
volume 2, n. 1 (autunno 1994)

I film ad alto budget generano cloni a basso budget, ma le regole sono fatte per essere infrante. L’eco suscitata dall’uscita del multi-milionario epico film fanta-action di Jean-Claude Van Damme, Timecop, può decretare il successo in home video di un sotto-genere ibrido che mi piace chiamare Kung Fu-ture films.

Il Kung Fu-ture è arrivato nel 1989 con il Cyborg (Cannon) di Albert Pyun, con Van Damme nel ruolo protagonista. Pyun ha stabilito i concetti base del genere traendoli dal moribondo genere marziale asiatico, cambiando invece poco in termini di soggetti e personaggi. In pratica ha miscelato il kung fu movie con il mondo post-apocalittico di Mad Max.

Pyun può aver notato le somiglianze fra Max e gli eroi marziali asiatici: in un certo senso Max può benissimo essere un samurai rinnegato o uno Yakuza. Sia Max che il personaggio di Van Damme in Cyborg sono solitari e vivono bene al di fuori della società, o addirittura senza alcuna società. Sono comunque nobili protettori degli oppressi e fedeli al proprio codice di valori. Il genere Kung Fu-ture rimane sorprendentemente sterile per diversi anni, malgrado il successo di Cyborg: l’unica eccezione è Omega Cop (1990) della Southgate.

Secondo un’usanza ormai consolidata, la star di Omega Cop è stato un vero campione di karate, Ron Marchini. Come si può intuire dal titolo, il film lo presenta come l’ultimo poliziotto d’America, impegnato contro orde di personaggi alla Mad Max per difendere tre donne nel devastato mondo post-apocalittico. In quanto produttore del film, Marchini si assume tutta la colpa per la propria prova attoriale e per i camei di star come Adam West, Troy Donahue e Stuart Whitman (che sembra essere appena uscito da un centro per disintossicarsi). Purtroppo per questo articolo non si è fatto in tempo a visionare il seguito di questo film, distribuito nel 1993 dalla Imperial come Karate Cop.

Il successo di Terminator 2 ha fatto notare ai produttori low budget che il pubblico apprezzava la fusione di action e fantascienza. Il Cyborg di Pyun divenne la rampa di lancio per un fiume di film Kung Fu-ture che non sembra ancora conoscere fine.

Non stupisce che il sempre attento Roger Corman sia stato uno dei primi a capire dove soffiava il vento, sfruttando la star del suo ciclo Bloodfist Don “The Dragon” Wilson (l’unico uomo a vincere dieci campionati del mondo di arti marziali) per interpretare una guardia del corpo cyborg che aiuta un’imbarazzante Meg Foster a trovare l’assassino di suo marino in Futurekick (New Horizon 1993).

Non certo noto per la voglia di rischiare, Corman si è comprato una gran quantità di sequenze d’archivio dall’immancabile Battle Beyond the Stars [in Italia, I magnifici sette nello spazio, 1980] così come da Crime Zone [1989] ed anche dalla serie Stripped to Kill [1987-1989]. Inserite fra sequenze di combattimenti poco fantasiosi e poco convincenti, queste scene servono solo ad evidenziare quanto noioso sia il “nuovo” girato.

Corman, comunque, recentemente Corman è tornato al Kung Fu-ture con Dragonfire (New Horizon 1993). Nel cinema di genere la ripetizione di una formula è tutto, e Corman non vuole cambiare: quindi Dragonfire presenta gli ingredienti tipici di un film di arti marziali. Per primo il tema della vendetta: «Hai ucciso il mio maestro-madre-padre-sorella-fratello-famiglia-amico. Ora io uccido te». L’altro è il torneo “fino alla morte”, reso celebre di nuovo da Van Damme con Senza esclusione di colpi!.

Il personaggio principale arriva sulla Terra utilizzando altre scene da Battle Beyond the Stars (ma per fortuna è l’unico inserto d’archivio del film) ed arriva in una città industriale che è un po’ la versione povera di Blade Runner, là dove vive suo fratello, un campione del pit fight che è stato ucciso. Il protagonista si allena ed entra egli stesso nel circuito dei combattimenti per trovare l’assassino. Il film potrebbe detenere una specie di record per il numero delle scene di lotta, ma ciò che lo eleva sugli altri suoi simili è il senso dell’umorismo ed un cast dignitoso.

Nemesis (Imperial 1993) e Knights (Paramount 1993) meritano una citazione in quanto recentissime proposte dell’uomo che ha iniziato tutto, Albert Pyun. Nemesis aggiunge elementi presi dal movimento letterario cyberpunk ad un’orgia di proiettili, bome e cyborg. Il film inoltre rappresenta la prima grande uscita cinematografica (in 400 sale) di un prodotto Kung Fu-ture dai tempi di Cyborg. Knights è apprezzabile per uno stile che ricorda i western di John Ford e per la prima protagonista donna del genere, Kathy Long, cinque volte campionessa del mondo di kickboxing e stunt double di Catwoman. Malgrado il film non finisca (a quanto pare la produzione ha finito i soldi) non è previsto alcun seguito.

Il recente TC 2000 (SGE/Universal 1993 [in Italia, Demolition Cop]) ritrae il futuro come un inferno invivibile per colpa dell’inquinamento e del buco nell’ozono. Sotto la superficie di una società militarizzata c’è una resistenza che difende il mondo del sottosuolo.

Ci sono altri titoli marginali da citare per completezza. Cyborg Cop 1 e l’imminente 2 (entrambi della Vidmark) e il film di Lorenzo Lamas Final Round (Worldvision), entrambi ambienati nel futuro anche se in maniera secondaria: se davvero quello è il futuro, parliamo più di “dopodomani”. Una vera stranezza è Dragonflight (Warren Home Video 1990) che in pratica è un film fantasy incompiuto messo insieme con qualche scena di Michael Paré che dà calci alti nel futuro.

L’assalto continua, comunque, con l’imminente Firepower, con il kickboxer britannico Gary Daniels (visto in Knights) e Chad McQueen (sì, suo figlio) nei ruoli di poliziotti in un futuristico scontro con un boss dei bassifondi. Poi c’è Cybertracker (PM Video), che vede Don “The Dragon” Wilson impegnato in un terzo viaggio nel Kung Fu-ture. Siamo in un futuro dove i cyborg “Core Trackers” eseguono le sentenze del sistema giudiziario computerizzato degli Stati Uniti. Entrano dati, escono morti [Data in, death out]. Wilson è un agente dei servizi segreti incastrato e condannato dal sistema, che dovrà essere sempre un passo avanti rispetto ai giustizieri computerizzati.

I prossimi appuntamenti con il Kung Fu-ture sono i seguiti slegati della creazione fondante di Pyun, cioè Cyborg II (Vidmark) di Michael Schroeder e Cyborg III. Infine, lo stesso master of disaster Albert Pyun è pronto a firmare Nemesis 2, in uscita nei cinema intorno al 1994.

Come molti prodotti distribuiti direttamente in home video, nessuno dei titoli Kung Fu-ture citati è un gran film: solamente Cyborg 2 potrebbe essere classificato come “buono”. Sono simpatiche controparti degli eccessi di Last Action Hero, non sono più stupidi di Cliffhanger, né meno fantasiosi della serie TV Time Trax, e la maggior parte di questi presentano quegli aspetti che i fan cercano: il che è sempre bene, in ogni genere.



L.

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16 risposte a Benvenuti nel Kung Fu-ture (1994)

  1. Conte Gracula ha detto:

    Kung Fu-ture è una definizione geniale, di solito agli americani piace, questo tipo di gioco di parole: allora come mai non ha preso piede?

    Piace a 1 persona

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma questo articolo è una delle cose più belle che abbia mai letto!!!! Kung Fu-ture neologismo mitico! Lo sento anche un po’ mio 🙂
    Grazie (a te e all’autore 🙂 ) per le multiple citazioni!
    p.s. se vuoi “linkarlo” ho recensito anche Firepower, è quello con Ultimate Warrior se ben ricordo!

    Piace a 1 persona

  3. Cassidy ha detto:

    Davvero il termine era geniale ed efficace, peccato che il genere a cui faceva riferimento si sia inabissato come Atlantide, il post è bellissimo comunque, ti ringrazio per le citazioni! 😉 Cheers

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Oggi arrivo così lungo che è quasi domani… 😅
    Post bellissimo! È per articoli come questo che sei fisso nella barra dei miei preferiti. Bravissimo Lucius!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Kung Fu-ture: neologismo tanto azzeccato quanto incompreso ai tempi… propongo, da parte nostra, un brindisi ideale a quel genere di Kung Fu che avrebbe potuto essere. E che poi, invece, mai non Fu 😉

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