Tunnel (2002) La furia di Baldwin

Come faccio a resistere quando su Amazon trovo un film diretto e interpretato da Daniel Baldwin e portato in Italia da Stormovie?
Prodotto da casupole e girato in Canada – la Bulgaria americana! – Tunnel esce nell’home video americano il 17 dicembre 2002 e la citata Stormovie lo presenta in DVD nel 2006 con il titolo Il tunnel.
Però una scritta ci informa che la pellicola è stata ceduta dalla RTI del gruppo Mediaset, quindi è facile che il film abbia conosciuto dei passaggi televisivi sui canali del Berlusca, anche se non ne ho trovato traccia.

Tie’, va’ che grafica!

Seale (un Daniel Baldwin imbolsito al punto giusto) è il classico detective della TV americana: beve caffè, fuma, passeggia e chiacchiera del più e del meno. Col suo collega discutono amabilmente dei problemi di soffocamento del figlio di quest’ultimo, che per una malattia spesso smette di respirare e perde i sensi nella culla. Oh, ma che c’entra ’sta roba? È un film d’azione o “Medicina 33”?
Intanto nelle vicinanze un gruppo di ladri ben organizzati mitraglia di colpi un furgone portavalori, esplodendo quintali di proiettili: c’entra qualcosa con la trama o è solo una parentesi casuale fra i racconti di malanni infantili?

Mira col bazooka… ma spara un peto!

Il gruppo di cattivoni è guidato dal più cattivo di tutti, Kim “Coatto” Coates, qui perfido oltre la perfidia.

Quella gran faccia da schiaffi di Kim “Coatto” Coates

Ammazza il collega di Seale e quest’ultimo, raggiunto un livello di disperazione che però non consente al volto di Baldwin di muovere un solo muscolo, esordisce con: «Ne vedremo delle belle». Ammazza che frase azzeccata!

La devastata contrazione di dolore di Baldwin…

Arrestato, il cattivo Kim Coatto comincia a patteggiare dimostrando l’assurdità della giustizia americana ritratta nei film d’azione.

Occhio che i partner di Baldwin finiscono male

Visto che Kim è un criminale che ha rubato diamanti per 90 milioni di dollari – ancora nascosti – e ha ucciso quattro persone, gli chiedono su che mezzo preferisca viaggiare per raggiungere la prigione: andiamo, un minimo di cortesia, mica siamo bestie. Lui, ricordandosi di Trappola sulle Montagne Rocciose (1995) con Seagal ma soprattutto Derailed (2002) con Van Damme – uscito due mesi prima – opta per il treno, così che i suoi compagni possano liberarlo più agilmente.

A me ’sto piano… me pare ’na strunzata!

Purtroppo questa produzione non ha i soldi dei film citati più sopra, quindi le scene sul treno che avrebero potuto regalare un minimo di interesse alla storia sono ridotte al lumicino: una volta arrivati i cattivi, si scende subito e si passa il resto del film nei cunicoli bui della ferrovia sotterranea.

Noi duri… coi volti scuri scuri… (cit.)

Seconda regia per Baldwin che ovviamente poi ha dovuto smettere per problemi di gola: hanno tentato di tagliargliela! (Non posso rinunciare a questa vecchia battuta di Francesco Salvi…)
A sorpresa il Daniel regista mi sembra decisamente migliore del Daniel attore, l’unico suo difetto… è che ha scelto se stesso come protagonista! Se si fosse limitato a starsene dietro la cinepresa forse staremmo parlando di un prodotto comunque piccolo ma migliore.

Kim se la coatta alla grande

I cattivi hanno i volti contratti dei super-cattivi, mentre Danielone e il suo giaccone gigioneggiano in giro, facendo il simpatico con alcune battute che magari in un altro film, con un attore migliore sarebbero state anche simpatiche. Per esempio tutte le volte che viene minacciato di morte dai cattivi, e sono tante, alza gli occhi e promette a Dio che smetterà di fumare, per poi ritrovarsi con una sigaretta in bocca appena in salvo. È un’idea carina che in altre mani avrebbe dato risultati migliori.

Scusa, Daniel… ma sei sicuro di saper disinnescare una bomba?

Tunnel rimane un filmucolo da guarare solo per ridere della grossa in faccia a Daniel Baldwin, che usa la tecnica-Seagal – vestiti larghi a coprire la trippa – senza riuscire a nascondere la sua inadeguatezza per il ruolo. In fondo però tre quarti di film si svolgono camminando per tunnel bui: è il paradiso di chi ha qualche chilo di troppo!

L.

amazon

– Altri film della Stormovie:

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14 risposte a Tunnel (2002) La furia di Baldwin

  1. Conte Gracula ha detto:

    I Baldwin sono bizzarri: partono da bellocci, poi si inquartano tutti nello stesso modo – non uno, che so, che diventi magrissimo…
    Genoma Baldwin, da studiare.

    Mi piace, quando il protagonista ha reazioni credibili: sparano in testa al collega ed è come se lui avesse perso una penna scarica… una persona normale resterebbe scioccata o spaventata anche se il collega di cui sopra lo odiasse a morte, ma questi niente, sono personaggi scritti come se avessero il botulino nell’anima, non mostrano emozione 😕

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  2. Cassidy ha detto:

    Stormovie e Daniel Baldwin, in pratica su di te questa accoppiata fa l’effetto che a Roger Rabbit fa “Ammazza la vecchia” 😉 Tra Fred Buscaglione e Francesco Salvi altro super post, per un film che fa tutto giusto, azzecca il cattivissimo (e coattissimo) Kim e pure le situazioni, peccato che sbaglia il protagonista, la maledizione dei Baldwin è peggio di quella della mummia del Faraone 😉 Cheers!

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  3. Denis ha detto:

    Per forza i Baldwin si inquartano basta vedere le porzioni giganti e le robe piene di grassi saturi che si magnano a hambugerlandia solo che da giovini il metabolismo lo smaltisce,comunque il treno in capertina e la metafora della carriera deragliata di Baldwin.
    Eccoti un linkhttp://www.gamesvillage.it/6879996/rip-off-metti-il-plagio-in-copertina/ su le copertine dei videogiochi copiate da film c’è pure Steven Seagal!

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Ah che filmone! Si sente la puzza di poverata fino a qua. Già la copertina del dvd ha il piglio entusismante del “cestone dell’autogrill”. Grande Daniel!

    Che poi, posso buttare là una domanda? Ma perché TUTTI i Baldwin si intestardiscono nel voler fare gli attori? Prendiamo questo Daniel (che scopro dal web essere il secondogenito maschio… E da pochi anni è spuntato pure un cugino! Alè.). Da quanto dici sembra essere bravino dietro la macchina da presa. Perché non perfezionarsi nel mestiere del regista?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari è una questione di vanità, stare davanti all’obiettivo lo soddisfa di più, e il nome Baldwin in copertina – sembra strano – ma dà un minimo di notorietà al film. Si verifica una delle geniali intuizioni di Natalino Balasso: Baldin – Alec, Adam o Stephen che sia – è noto per esser stato noto, e questo nel cinema basta. Ancora oggi sento persone elogiare attori che non azzeccano un film da vent’anni, ma siccome trent’anni fa erano qualcuno, lo saranno per sempre.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Intanto alzo la mano e mi riauto-accuso. Per me, nonostante la merd@ a cui partecipa da una ventina di anni buoni, De Niro sarà vitanaturaldurante il n.1.

        Tornando ai Baldwin, credi sia solo un discorso di vanità? Non può essere solo un “non c’ho voglia di sbattermi e quindi rimango impagliato davanti alla macchina da presa che tanto l’assegno mi arriva uguale solo per il cognome che porto”. Parafrasando: Daniel (o Stephen o Adam,…) se fa il regista deve rimboccarsi le maniche, studiare, aggiornarsi, stare sul set sempre e comunque (non penso che in queste produzioni abbiano la seconda unità…). Mentre facendo l’attore-cane può restare a fare qualche faccetta davanti all’obbiettivo, baciare qualche bella, mostrare gli occhioni azzurri e alla fine passare alla cassa. Facile, pulito e senza sudare troppo.

        E’ solo una curiosità eh, magari i Baldwin sono veramente tutti dei narcisisti assurdi e anche tra 50 anni rimarranno rubicondi a fare film un tanto al chilo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so, ho ipotizzato. Facilissimo che sia magari un motivo di praticità: fare il regista è un’ammazzata, invece come attore fai le tue pose, dici due stupidate e te ne vai a fare festa. Tempo fa ho provato a leggere la biografia di Stephen Baldwin – sì, ha scritto una biografia! – ma parla quasi interamente del suo impegno religioso, temo che abbia saggiamente glissato sulla sua professione d’attore…

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Altalena di emozioni poetiche: leggo titolo e protagonista e m’illumino di un’immensa Z, scorro rece e vedo immagini e sto come d’autunno sugli alberi le foglie, leggo il finale e, dopo risata, mi dico…ai posteri l’ardua sentenza (ma mi va bene anche la tua 🙂 )

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  6. Giuseppe ha detto:

    Citando Salvi con me vinci sempre facile 😉 E poi Kim “Coatto” Coates sarebbe stato perfetto per dare uno straccio di senso a quella battuta assurda…
    Baldwin: “Ne vedremo delle belle!”
    “Coatto” Coates: “Non se tu dirigi e reciti contemporaneamente (intimandogli con la pistola di star lontano dalla macchina da presa)” 😀
    Ripensando al figlio, così piccolo, già alle prese con soffocamento e perdita dei sensi… ecco, mi domando se non possa essere la reazione tipica di chi si rende conto di trovarsi in un film con Baldwin protagonista assoluto: quale grande talento lui abbia ormai lo sanno anche i bambini 😉

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