Undercurrent (1998) Sotto massima copertura

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

C’è qualcosa di più irritante di un film dichiaratamente action, con un titolo ammiccante all’action, con un protagonista votato all’action, con un regista che ha perso la verginità nell’action… ma che poi di marcatamente action propone ben poco? Eh? C’è qualcosa di più irritante? Come dite? Vagonate di sabbia e conchiglie infiltrate nel costume e quindi nello scroto sarebbero più fastidiose? Mah. Guardate Undercurrent – Sotto massima copertura [andato in onda su Italia1 il 22 luglio 1999 con il titolo Il prezzo del coraggio. Nota Etrusca] e riditemi. Anzi, visto che io ho già compiuto l’errore manifesto, leggetevi la recensione. L’effetto repellente potrebbe essere già più che sufficiente.

Si parte con location da America latina, facce da America Latina, musica da America Latina: dunque, tutto molto spicciolo e tutto molto brutto. Si prosegue con l’esibizione di evidenti tensioni nella famiglia del boss soprannominato “anguilla”. Ahahaha: anguilla! Anguilla! ANGUILLA! Poi entra in scena lui, Lorenzo Lamas. Già, fatevene una ragione. Tra l’altro il nostro esordisce in uno strip club e, quando il suo volto compare, nella stessa inquadratura fa capolino anche una zinna; stai a vedere che il regista l’ha piazzata per stemperare lo shock procurato dalla visione del suddetto Lamas? No, sarebbe troppo geniale.

Quella gran faccia da Lorenzo Lamas

E mentre scopriamo che l’ex Renegade interpreta un poliziotto finito in carcere e da poco uscitone (Mike Aguayo), si svelano le magagne di un film d’azione moscio, bolso, sgonfio: le atmosfere da telenovela venezuelana, il doppiaggio del protagonista da porno soft, le sboronate del medesimo protagonista («Ho un solo vizio: le donne»), personaggi che entrano in scena zifonellando spogliarelliste in luoghi più o meno pubblici. L’erotismo spruzzato qua e là nella pellicola è certo cosa buona e giusta ma può esso giustificare la visione di un film con Lorenzo Lamas? Sarò breve e conciso: no.

Erotismo spicciolo

Oltretutto anche la trama imbocca la strada del voyeurismo nel momento in cui il suo personaggio viene ingaggiato da uno dei malintenzionati di inizio lungometraggio per corteggiare la moglie così da rendere più semplice il divorzio. Che è? Una soap opera? Pure qui la risposta è “no” visto che nelle soap opera i dialoghi sono nettamente migliori: come riprova basta assistere alla scena in cui il rinnegato più amato dagli italiani (?), nel bel mezzo di un rapporto sessuale con una tizia, le domanda se lo trova misogino (certo, chi non farebbe una simile domanda in un simile contesto), lei gli chiede se intende che va con le donne solo per quella “cosina” e poi gli fa il terzo grado sul fatto che non abbia mai ciulato una storpia. Wow, che argomentazioni. Quanta filosofia. Socrate, Aristotele, Platone, imparate.

La scena più action del film

Comunque, meglio questi attimi di sesso più o meno esplicito che i patetici e noiosissimi tentativi di rimorchiare la consorte del boss da parte del nostro. Gli sforzi profusi da Lorenzone per carezzarla sono la cosa più action vista finora. Sul serio. E le frequenti scene desnude di lap dance sono l’unico aspetto che consente alle mie palpebre di non arrendersi ad un sonno profondo. E forse irreversibile.
A mezz’ora dalla fine la trama ci comunica che il protagonista è stato vittima di un raggiro; lo spettatore l’aveva già “annusato” dopo 10 minuti, quel baccalà di Lamas si insospettisce solo dopo che un detective gli spara in faccia una folgorante massima locale: «Nei Caraibi, se ti fotti la donna di un altro, quello può tagliarti i coglioni e mangiarseli nella piazza di San Juan». Ah, quando si dice la saggezza popolare.

Alla fine Lorenzo si ricorda che è un eroe d’azione

In ogni caso, lo spettatore-medio, in ossequio alla svolta narrativa, nutrirà corpose speranze di godersi un po’ di quell’azione colpevolmente latitante fino a questo momento. Figurarsi: qualche pistolettata al minimo sindacale, un inseguimento dove il protagonista si mostra talmente incartapecorito che al confronto un vecchino dell’ospizio può essere paragonato a Bolt… e stop. Ed io, dopo quelle premesse/promesse di action ignominiosamente cadute nel vuoto, voglio la mia vendetta. Accusato ingiustamente di vedere film di serie Z, sono ora un fuorilegge a caccia di altri fuorilegge. Un cacciatore di taglie. Un rinnegato. Ti fischiano le orecchie, Lorenzo?

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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18 risposte a Undercurrent (1998) Sotto massima copertura

  1. Zio Portillo ha detto:

    Lorenzo Lamas… Uno che vive di rendita da quasi 20 anni su una serie televisiva ad alto tasso di tamaraggine puramente anni ’90. Non sapevo che avesse fatto anche film oltre a quella famigerata serie!
    Che poi non era un poliziotto finito in carcere anche in RENEGADE? Da contratto deve interpretare solo questi personaggi?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quando il cinema marziale spaccava Lamas ha fatto un fiume di film, addirittura lottando in modo non indegno. Per farti capire che epoca era, intorno al 1991 addirittura Mamma RAI ha mandato in onda in prima serata Lamas impegnato nel pit fight, con combattimenti sputa-sangue. Altri tempi…
      Non credo di aver mai visto un episodio completo di Renegade, era troppo per “giovani”, troppe battutine da famiglia, troppo buona. Invece mi piacevano i suoi film action/marziali che Italia1 trasmetteva spesso e volentieri, piccoli prodotti che però sono da Oscar in confronto alle minchiatine di oggi. 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Mi hai aperto un mondo! Ritratto un po’ quello che ho detto e pensato su Lamas…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo temo che sia tutta roba ormai introvabile, ma a parte questo ignobile “Undercurrent” se ti capita qualche film primi anni Novanta di Lamas gustatelo, perché è tamarragggggine allo stato brado! Renegade in confronto è un orsacchiottone tenerone 😛

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ti ha già risposto ampiamente Lucius ma, sì, Lamas ne ha fatti a decimigliaia di film non solo nei ’90 ma anche nei 2000, solo che, scollinata la metà del primo decennio citato, è caduto in un abisso dal quale il lottato del periodo precedente l’aveva salvato!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Queste battute da discount, un tanto al chilo… mah! XD

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ieri Baldwin, oggi Lamas…non staremmo esagerando? 🙂

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    p.s. ieri vidi The Black Room….davvero indecente, salvo qualche trovata, e, dopo un po’, pure noiso…ma le chicche trash valgono sempre il prezzo del biglietto (se non c’è prezzo 🙂 )
    Scusa gli off topic di questi giorni ma almeno vuol dire che prendo le tue rece molto sul serio 🙂

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  5. Cassidy ha detto:

    Willy è il vero “Renegade” lui si, anche più di Lorenzo Lamas 😉 Anche io non sono mai andato pazzo per la serie per cui Lamas è famoso anche qui da noi, questo film è decisamente più simile a quello in cui capitava di vederlo, forse un filo più monotematico ecco (i dialoghi a letto sono assurdi!) però il livello di “Tamarria” è lo stesso 😛 Cheers!

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Guarda, comunque alla fine nemmeno io andavo pazzo per la serie, quando Rete4 nella sua programmazione estiva cambiava Walker Texas con Lamas…andavo in moderate escandescenze 🙂

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  6. Giuseppe ha detto:

    Socrate e Aristotele
    lo dissero a Platone:
    “Se c’è Lorenzo Lamas
    giammai sarà un filmone!”
    Ma il boss, chiamarlo Anguilla?
    Ah, poi abbiam lo spogliarello…
    Però, la storia ancor non brilla
    par scritta con l’uccello!
    Tu, Lorenzo, stai a ascoltare
    io mi aspetto azione in toto
    nel vederti corteggiare
    ci si gonfia assai lo scroto!
    Vedi un po’ che riesci a fare:
    non siam noi quelli a rischiare
    di vedercelo mangiare! 😀

    Decisamente, caro Willy, questo Undercurrent è qualcosa capace di far rimpiangere -e di molto- anche una serie come Renegade (che peraltro io guardavo regolarmente: mi ricordo di un episodio stile “Ai Confini della Realtà” dove Lorenzo nostro, per via di un sortilegio o qualcosa del genere, viveva un’avventura nientemeno che nel vecchio west)… 😉

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Il tuo ritorno alla poesia (già in passato ci avevi saltuariamente deliziato se non erro) mi riempe di gioia e divertimento ma non mi stupisce: con una musa come Lamas è inevitabile 🙂
      (non simpatizzo nè per Lamas nè per Renegade nè per il vecchio west, codesto episodio mi provocherebbe conati in serie 🙂 )

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  7. Pingback: Mask of Death (1996) Sotto massima copertura | Il Zinefilo

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