Snake Eater (1989) Vendetta a tutti i costi

Nei commenti della settimana scorsa ho scoperto che non è universalmente noto il grande impegno di Lorenzo Lamas nel cinema di genere, visto che purtroppo oggi l’attore californiano è ricordato solo per la discutibile vecchia serie televisiva Renegade. (Che non ho mai sopportato!)
Avendo io invece vissuto con piacere il momento di maggior splendore super-cafone di un attore che portava la sua bella dose di coattaggine nel cinema d’azione dei primi anni Novanta, ho pensato che è il caso di rispolverare la carriera più “maschia” di un attore che non ha nulla da invidiare a colleghi più famosi ma spesso molto meno dotati di autoironia.

Entrato nel rutilante mondo del cinema nel 1978, il nostro Lorenzo si è fatto la sua brava gavetta per dieci anni prima di arrivare al genere più amato dell’epoca: l’action maschio ignorante. Mentre continua la sua lunghissima partecipazione alla telenovela americana “Falcon Crest” (228 puntate in dieci anni, mica male!) e le sue comparsate qua e là al cinema e in TV, tenta di scrollarsi di dosso l’aria da fighetto per spettatrici pomeridiane e di tentare la strada del machismo anni Ottanta in piena ascesa.

Quando Lorenzo era… Jovanotto in “Falcon Crest”

Il 31 marzo 1989 piccole case canadesi presentano l’incredibile Snake Eater, che addirittura la Columbia Tristar porta in VHS italiana in data ignota, con il titolo Snake Eater. Vendetta a tutti i costi. Non ho trovato notizie di passaggi televisivi.

Ah, gli anni Ottanta, quando si mangiavano i serpenti…

Siamo in un periodo strano, in cui i violenti eroi d’azione nati nei primi anni Settanta stanno ormai estinguendosi, o per meglio dire stanno assumendo l’ultima delle loro varie trasformazioni: la “deriva marziale”. Non siamo ancora a quel punto, ma è evidente che ci troviamo sul suo confine ultimo.
Così Jack Kelly (Lamas) è un poliziotto della narcotici che vive secondo le sue regole e agisce di testa propria: cioè uno stereotipo di una banalità terrificante. Sapendolo, Lamas si scrolla di dosso il telenovellame e lo stile televisivo, e si diverte un mondo.

Il super cafone eccolo qua! (© 1989 Moviestore Entertainment)

Kelly entra in scena sbracato su una poltrona in attesa di un narcotraficcante. Ci viene detto che è un ex marine super-addestrato, proveniente da un corpo super-scelto chiamato “Snake Eaters”, tanto che la gente lo chiama con il nomignolo Soldato. Eppure Kelly si comporta come l’ultimo dei coglioni e non fa nulla per assomigliare al suo personaggio.

Non sembra proprio una narcotrafficante!

Invece del narcotrafficante si presenta Janet Jackson… dài, è proprio identica!

Bella, Janet: ha rubato la giacca a tuo fratello Michael?

Comunque è Chloe (una Mowava Pryor mozzafiato) che ha il compito di assicurarsi che Kelly non abbia un microfono sotto i vestiti: l’unica… è spogliarsi! Ma lui non lo fa… se non lo fa pure lei!

«E levati la giacchetta» «La giacchetta no no no no»

«E levati il reggipetto» «Il reggipetto no no no no»

Be’, il finale caso mai lo trovate nel Zinnefilo

Iniziare il suo primo film action con uno spogliarello non te l’aspetteresti mai da Lamas, eppure la scena è divertente e divertita, e si conclude col botto. Perché quando poi arriva il vero trafficante, il nostro “Soldato” Kelly aziona un marchingegno nel pavimento che fa fuoriuscire migliaia di lunghi chiodi, che infilzano i piedi del trafficante e del suo scagnozzo.

L’arma più ridicola del cinema action!

È una trovata idiota, un trucco improponibile… ma Lorenzo si trasforma in un tamarro tale che non si può far altro che battere le mani!

Cobra aveva una pistola in cintola: con due, Lorenzo si mangia quel serpente!

Un momento, ma se tutta la scena è stata ascoltata dai suoi colleghi, dove aveva il microfono Kelly visto che era nudo? Invece di fare battutine – come vengono fatte anche nel film – la risposta è più ovvia: ce l’aveva fra i capelli!

Serpente e fucile: quanti altri simboli fallici servono?

Il film finisce qui, perché quello che inizia dopo è tutt’altra trama e ha un ritmo e un interesse pari a zero. La famiglia di Kelly infatti va in barca nelle più luride paludi infestate da coccodrilli e dementi bifolchi microcefali: oh, uno va in vacanza dove gli pare.
Ovviamente i soliti criminali paludari massacrano tutti e rapiscono la sorella di Kelly: madornale errore, per dirla alla Jack Slater.

Tre tipici abitanti delle palude silenziosa

Kelly parte in una missione dove non riesce a fare un passo senza ferirsi. Cade in ogni trappola, incassa ogni pugno, fallisce ogni suo piano e appena vola una sberla salta per prenderla in faccia. Più che un Rambo è un Rimba, e appena sembra che voglia fare l’eroe non fa altro che fare il coglione.
Non so se la scientifica distruzione di ogni climax del film sia un sistema per fare un prodotto di genere che invece prenda in giro il genere stesso, comunque alla fine è sicuramente un modo per ricordarlo.

Si fa la barba come Crocodile Dundee

Si acconcia come Rambo

Ma ha la faccia di Lorenzo Lamas!

Esattamente come dice la locandina originale, il film si trasforma in una sorta di “Tranquillo weekend di paura (Deliverance) dell’ispettore Callaghan (Dirty Harry)”, solo che la storia non assomiglia neanche alla lontana né a quei dettami né a quei ritmi. C’è solo Lamas che fa il figo così figo da far sbottare a ridere.

Un’Harley-Davidson trasformata in motoscafo: applauso in standing ovation!

Le scene d’azione sono ridicole, gli attori dei palesi disagiati mentali e la sceneggiatura è una barzelletta. Però in compenso i combattimenti sono imbarazzanti. Allora è un brutto film? Non direi così, perché Lamas fa un paio di mosse che a vederle da lontano e con molto ottimismo potrebbero sembrare judo, così come ad un certo punto dà addirittura un calcio alto. Può sembrare poco, ma nel 1989 alzare una gamba ti costava la carriera. Perché potevi venir etichettato come “attore marziale” e questo nella scala sociale era peggio di “trafficante di organi”.
Lorenzo Lamas non ha avuto paura di quello che quasi tutti i suoi colleghi hanno temuto come la peste – cioè l’essere legati ad un genere – ed è andato avanti a cercare una sua strada. Per questo non mi sento di stroncare un film minuscolo come questo: è fatto con così evidente voglia di sbagliare tutto, che alla fine ti ritrovi a sghignazzare se non proprio a ridere in faccia al protagonista. Quando di solito nei filmacci vorresti fargli male…

Un corpo scelto così duro… che faceva pure le magliette!

L’operazione riesce e non solo nascono due sequel da questo film, ma la carriera di Lamas vola verso quella marzialità che all’epoca è tanto schifata dai critici quanto venerata da fan di ogni parte del mondo.
Ed ora, in omaggio al titolo del film, è il momento di cantare tutti assieme a Donatella Erezione:

Lorenzo non è un serpente,
ma un attore frequente
che diventa indecente

L.

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12 risposte a Snake Eater (1989) Vendetta a tutti i costi

  1. Zio Portillo ha detto:

    Caro Lucius, se tutto questo l’hai fatto per me, stima massima e doppio dvd dei Baldwin in regalo per te! (appena Amazon fa partire i saldi…)

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  2. Cassidy ha detto:

    Oh bellissimo! Una rubrica su Lamas ci sta tutta qui sul Zinefilo, ed inizia davvero con il botto, questo film non faccio nemmeno finta di conoscerlo, anche perché come hai sottolineato forse non è mai passato in tv, eppure mi sembra una cosa che avrei potuto apprezzare molto. Un Last Action Hero in tono (molto minore), per altro scoperta clamorosa, qualcuno aveva offerto una parodia della scena della fascia da indossare di Rambo, ben prima di “Hot Shots! 2” 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tecnicamente non era nelle intenzioni della scena essere una parodia, ma capisci dalla faccia di Lamas che… non può essere una cosa seria! 😀
      Comunque lo stile del film è molto divertito e molto parodistico, non so fino a che punto in modo cosciente. Di sicuro un eroe così imbranato non può che essere protagonista di una prodia 😛

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  3. Kukuviza ha detto:

    HAhahahahah, mi sto rotolando dal ridere!!
    Comunque io Lamas non l’ho mai seguito perché mi sembrava così poco espressivo, sempre con sta faccia convinta. Invece tu mi dici che l’uomo è anche autoironico e in effetti traspare dai fotogrammi che hai messo. E i tatuaggi li avrà veramente o sono dipinti per l’occasione?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nelle foto posteriori ha sempre dei tatuaggi ma non mi sembrano uguali. Sapevo che ne aveva uno dell’Harley-Davidson ma qui non si vede: facilissimo che siano tutti disegnati per l’occasione 😛
      Ti giuro che è un film dal morir dal ridere, comunque ^_^

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Molto felice che i commenti relativi ad un mio post abbiano ispirato questa chicca!
    Inizio film da colpo di fulmine TOTALE, proseguo troppo Z per volergli male. Anzi, gli si vuole benissimo 🙂 🙂 🙂
    Spero in altre puntate!

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  5. Giuseppe ha detto:

    E poi qui si fa male
    pur con l’arte marziale
    lui lo stesso le prende
    ma i cerotti e le bende
    gliele porti tu?
    gliele porti tu?
    gliele porti tu-uuu?
    Non ho resistito a contribuire a mia volta al tuo omaggio DonatelLorenzoLamasiano 😀
    Sono sicuro di non averlo mai visto… un Lorenzo di cotanta sboronaggine me lo sarei senz’altro ricordato, in caso contrario.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il mio intento era proprio darti il “la” per continuare la canzone ^_^
      Temo che questa serie, Snake Eater, sia stata trattata maluccio in Italia. Questo lo vedo anch’io per la prima volta, ma pure il secondo lo recuperai per puro caso: diciamo che Mediaset mandava molto più spesso i film posteriori del Lorenzone. Però non potevo iniziare la parabola di un eroe maschio senza mostrare quand’era maschietto 😀

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  6. Pingback: Snake Eater 2 (1990) Il guerriero della strada | Il Zinefilo

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