Whatever It Takes (1998) A tutti i costi

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Era la metà degli anni ’90 quando Laura Pausini cantava i suoi Strani amori, quelli che fanno crescere e sorridere tra le lacrime, quelli che si confondono dentro a quest’anima, quelli che emergono dal labirinto della nostalgia. Lo so, qualcosa si è smosso nel vostro cuore marchiato Z: chiunque, in tale decade, abbia patito una fatale attrazione per i film action con trame che si reggono con lo sputo, effetti speciali e mosse marziali simili a scaracchi e attori cui riversare in faccia catarri sdegnosi, ebbene, chiunque abbia sofferto di tale malia, si ritrova senz’altro coinvolto nel circuito di quegli amori bislacchi celebrati dalla cantautrice nostrana. Non si spiega altrimenti la voglia morbosa del sottoscritto di sorbirsi una pellicola con Don “The Dragon” Wilson protagonista, Fred Williamson antagonista, dal titolo A tutti i costi e targata 1998.
Chi, come me, è vittima del portentoso sortilegio mi segua nella visione.

Sigaro, sigaretta e salutismo…

L’inizio sembra potersi trasformare in un capolavoro da tramandare di generazione in generazione: il dragone, cioè l’agente Neil, dipinge (?), beve e si punta la pistola alla tempia. Mitico: un incipit con subitaneo suicidio di Wilson sarebbe immaginifico. E invece niente: trattasi solo di leopardiana illusione. Comunque la disperazione del protagonista, come svela un non richiesto flashback, è dovuta ad una missione finita male con tanto di morta peraltro minorenne. Tuttavia ciò che salta immediatamente agli occhi è il collega Menardi (interpretato da Andrew Dice Clay), il quale dovrebbe fungere da spalla simpatica e invece è immancabilmente irritante; non solo, risulta incredibilmente antiestetico sotto il profilo strettamente fisico, per il vestiario inopportuno anche per un Grande Fratello VIP e alla luce di un parco battute più arido del Gobi.

Giusto per fare qualche esempio, mentre si dirigono in un luogo irto di fatali pericoli è angustiato dall’acquisto del “Ginseng, quello che lo fa alzare”, nel bel mezzo di una sparatoria se ne esce con un «Sto morendo di fame», per non sedersi accanto ad agenti a lui sgraditi esclama «Soffro di emorroidi»! Chiaro il livello? Beh, il livello è tale che Don ha il ruolo del poliziotto riflessivo essendo quello più dotato di capacità recitative: è vero, fa (molto) più ridere questa cosa che le battute citate sopra. Comunque i due si ritrovano ad indagare su un traffico di steroidi nel mondo del body-building e Wilson pensa bene di frequentare, sotto copertura, la palestra sospetta. A capo dell’illecito commercio c’è un mummificato Fred Williamson (alias Paulie Salano) che viene sempre inquadrato mentre fa il cattiverrimo da seduto o steso sul letto: immagino che il set fosse popolato di infermieri pronti a trasmigrarlo di volta in volta nella casa di riposo.

Va detto che, se l’attempato protagonista si permette di recitare come totem l’ha fatto, il resto del cast è svogliato a dir poco come palesa uno sgherro del boss che, dopo sputo in pieno petto, si asciuga con la salvietta sulla fronte: insomma, dei gran bei professionisti. Per non parlare di una trama in cui la gradualità degli eventi va a farsi benedire in nome del “tutto, subito e male”: Don si guadagna le simpatie dei malintenzionati con modalità patetiche e scontatissime, litiga con un attaccabrighe energumeno solo perché era l’ora di fargli dare qualche calcio da minimo sindacale, imbastisce la telefonata love story con la telefonata brava ragazza che ha un onesto e telefonato lavoro nella palestra dove il meno steroideo è l’attaccapanni. Quante, superficiali, banalità.

Per sopravvivere a questa brutta sagra dei luoghi comuni, perlomeno il regista dissemina la pellicola di fondoschiena palestrati e zinne al vento… come dice il buon Fred quando una tizia gli si denuda innanzi «Gnam gnam gnam». La suddetta onomatopea è probabilmente la linea di dialogo più interessante del film: basti pensare a quando lo stesso Fred racconta un incomprensibile aneddoto su un pony che gli ha schiacciato un piede paragonandosi poco dopo a Bush (!) o al momento in cui i cattivi disquisiscono su una fantomatica Bat-pozione e di Braccio di Ferro o ancora al seguente dialogo: «La pornografia è un prodotto, la prostituzione un servizio» «Da quando in qua sei così intelligente?» «Sarà stato con una puttana erudita»! Che poi il meglio deve venire: l’epica disfida finale tra Wilson e un Williamson finalmente deambulante! Sì, è una scazzottata imbolsita e geriatrica. Eppure mi ha fatto crescere, sorridere e (soprattutto) piangere. Eppure si confonde dentro la mia anima. Eppure affiora dal labirinto della nostalgia. Ah, questi amori. Strani, stranissimi.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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– Altri post di Willy l’Orbo:

– Ultimi post con Don “The Dragon” Wilson:

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16 risposte a Whatever It Takes (1998) A tutti i costi

  1. Cassidy ha detto:

    Non so cosa sia peggio, avere la Pausini che mi canta in testa oppure i dialoghi di questo film, diciamo che è una bella lotta dai 😉 Cheers!

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Dai via, a quei tempi la Pausini non era mica da buttare e non sono un suo fan!
      O forse lo dico solo perchè mi ricorda giovini anni…
      O forse lo dico solo perchè il film è talmente zozzo che il paragone non regge… 🙂

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Se neanche Williamson, le donnine desnude e le battutacce di quart’ordine a sfondo sessuale regalano la promozione alla pellicola, allora mi sa che siamo nei pozzi più profondi della Z. Là dove nessuna luce può squarciare il buio più totale!

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Confermo l’agghiacciante oscurità. D’altronde tutte le cose da te citate possono essere annichilite dalla presenza del dragone. E Williamson era bollito come Essien ai tempi del Milan 🙂

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Masini avrebbe cantato “perchè ti fai
    perchè ti fai del male, perchè ce l’hai con te”
    😛

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Willy risponde a Masini scuotendo la testa, soffiando sconfortato e ammettendo che non c’è un vero e proprio perchè…solo tanto disagio! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Masini avrebbe allora cambiato strategia, Willy, e vedendoti in quello stato davanti alla tv allora…

        “Se ti guardi in questo schermo con il tempo che hai passato
        sembri un po’ piu’ smaliziato, piu’ cattivo e piu’ invecchiato.
        E’ l’amara condizione di un Zintage di successo
        forse e’ l’ultima occasione per non perdere te stesso

        Quando hai smesso di sperare di capir le tue pulsioni
        grande dispiacere è stato fra parenti e genitori
        eri uno di quei figli cercatori di tormenti
        che non seguono consigli e si vedon film fetenti.

        Vaffanculoo Vaffanculooo

        Ma la Zeta sai e’ cattiva, lei ti frega con gli intenti
        per un film che un po’ diverte tutti gli altri son lamenti
        ti diceva quella gente che s’intende di filmoni:
        la tv con quel che guardi mi stupisce che funzioni!

        Vaffanculo.
        Vaffanculoo Vaffanculooo.

        Ti dimetti da zintage asceta
        da esegeta di questo Fan’z club?
        I fardelli di questa tua vita
        ognuno impari a portarli da se’.

        Te ne andrai fra gli applausi ed i fischi
        sarai tu a liberarti da te
        di ‘sta roba per cui hai corso dei rischi
        più bisogno ormai, credi, non c’e’

        ora basta tu stai male
        non e’ giusto (Masini estrae il dvd dal lettore e lo butta lontano)
        VAFFANCULOOO 😀
        P.S. Il brillantissimo livello delle battute lassù ha avuto il potere di ricordarmi che, purtroppo, questa “perla” geriatrica DonWilsoniana a suo tempo l’ho vista pure io…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ahahahah! Ci credi che quando ho visto la citazione di Masini ho pensato (e sperato) che ci ricamassi deliziosamente sopra? Accontentato! 🙂

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        p.s. benvenuto nel club dei pochi sventurati che lo hanno visto…. 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Hai pensato bene: con Masini di mezzo non potevo assolutamente tirarmi indietro 🙂

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Viste le copertine di dvd anche il padrone di casa Lucius ha avuto la (s)ventura di vederlo?

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  5. Sven ha detto:

    Credevo fosse un post sul famoso discorso di Draghi a difesa dell’euro 🙂

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