Deep Rising (1998) Presenze dal profondo

La serata di sabato 5 maggio 2018 è stata gloriosa per Rete4: è la prova che i suoi “filmoni” sono scesi parecchio come pretese di qualità. Quando una delle grandi reti del Biscione ti presenta in prima serata un filmaccio Asylum strombazzandolo come grande thriller – che presenterò nei prossimi giorni – e a seguire una bestiaccia sottomarina vintage, allora è segno che dobbiamo metterci d’accordo su cosa si intende per “Bellissimi”…

Mi sa che “Bellissimi” va inteso in senso molto ampio…

Che grande periodo, quello a cavallo del Duemila, quando il genere “Ghost Ship” conosce un risveglio potente ed auto-copiante. Event Horizon (Paramount 1997), Virus (Universal 1999), Mistero alle Bermuda (Turner 2001), Ritorno dalle acque maledette (UFO 2001) e Ghost Ship (Warner 2002): un unico identico copione che volta per volta è stato leggermente modificato, usando mostri diversi.
Agli albori di questo fenomeno la Hollywood Pictures ha appena visto al cinema Alien Resurrection (novembre 1997) che subito vuole partecipare: perché non tirare fuori dal cassetto un film pronto ma continuamente rimandato? Curiosamente sembra una fusione tra il film della Fox ed Event Horizon… Il risultato è Deep Rising.

Quando Rete4 va a fondo!

La pellicola era stata annunciata per l’aprile 1997, slittando poi diverse volte fino ad arrivare al gennaio 1998, quando finalmente appare traccia nel registro dei copyright: perché la sua sceneggiatura non è stata depositata prima? Perché una nota nel suddetto registro attribuisce la date of creation ad un vago 1997? (Essendo un atto legale, si usa la data per esteso, non semplicemente l’anno.) Perché questa vaghezza?
Tranquilli, questo è solo uno dei tanti misteri del 1997, quando coincidenze fioccavano a iosa. (Joss Whedon scrive una sceneggiatura per cui Ripley 8 è identica alla pecora Dolly mesi prima che il mondo la conoscesse o si parlasse di clonazione, e Deep Rising ricalca Alien Resurrection più di un anno prima dell’uscita di quest’ultimo!)

Una nave così tecnologica che si guida col joystick!

Uscito in patria americana il 30 gennaio 1998, riceve il visto censura italiano già il 28 aprile 1998 e arriva nelle sale l’8 maggio successivo, con il titolo Deep Rising. Presenze dal profondo.
La Medusa Film lo porta in VHS senza data – probabilmente lo stesso 1998 – e in DVD dal 21 novembre 2007.
Il primo passaggio televisivo noto è in prima serata su Italia1 il 5 ottobre 2001, quando probabilmente ho visto il film la prima volta.

Tipico computer di bordo a pieno regime

Sul numero 161 (aprile 1997) di “Fangoria” il giornalista Steve Newton racconta che un anno e mezzo prima Stephen Sommers ha posato sulla scrivania del produttore John Baldecchi una sceneggiatura dal titolo Tentacles (che sia un titolo pensato per il ventennale dell’omonimo italiano?), che ha avuto il via libera dalla Hollywood Pictures solamente un anno dopo: il “mezzo anno” successivo è servito solo per ideare il mostrone sottomarino. Quindi un soggetto che vanta forti somiglianze con Event Horizon ed Alien Resurrection è nato agli inizi del 1996, quando nessuno dei due film citati esisteva, se non forse in sceneggiature nei cassetti dei produttori. Possibile sia semplice convergenza creativa? Quanto trapelano le notizie sulle sceneggiature in procinto di essere girate?
Per spiegarmi meglio, passo alla trama.

Ma ve lo ricordate Treat Williams?

Laurence Fishburne Treat Williams guida una piccola astronave attraverso il profondo e misterioso orizzonte degli eventi Mar della Cina, fino a raggiungere una enorme astronave da crociera che vaga nello spazio sul mare apparentemente abbandonata. Un malfunzionamento della piccola imbarcazione costringe i protagonisti a salire a bordo di una nave piena di misteri.
Aspettate che riavvolgo il nastro, e ricominciamo passando da Event Horizon ad Alien Resurrection.
Michael Wincott Treat Williams guida una piccola astronave piena di pirati spaziali marini, uomini rotti a mille esperienze e disposti a qualsiasi nefandezza, se ben pagati. Nel segreto della stiva trasportano vittime per gli alieni missili, quindi la situazione è ben tesa quando raggiungono la Auriga nave da crociera su cui salgono, non sapendo che dovranno vedersela con un mostro spaziale marino.

Confessate: quella sedia l’avete rubata dal set di Event Horizon!

Se la Auriga del film della Fox era comandata dall’eccentrico generale Perez (Dan Hedaya), qui abbiamo l’infame Simon Canton (il noto caratterista Anthony Heald), che non sta certo portando avanti esperimenti illegali con gli xenomorfi ma ben di peggio: aveva preventivato un naufragio così da incassare pacchi di milioni dall’assicurazione. Per fortuna… no, purtroppo i piani non vanno come sperava.

Invece di Ron Perlman, abbiamo Cliff Curtis

Essendo il Mar della Cina profondissimo e misterioso, una qualche solita trivellazione – elemento scatenante tipico dei filmacci con bestiacce marine – fa venire a galla una creatura degli abissi, che inizia a infilare i propri immensi tentacoli ovunque e a mangiarsi la gente… no, peggio: a succhiarsi la gente!

Tipico aspetto da mostrone succhione

Quando i nostri eroi arrivano a bordo ormai la succhiata è avvenuta, e con scene che verranno riprese pare pare dal futuro Ghost Ship (2002) vediamo intere stanze fatte da sanguinolenti resti umani succhiati.

Una scena sicuramente di forte impatto

Anticipando le scene che vedremo identiche nei film citati all’inizio, parte l’esplorazione della nave apparentemente abbandonata e relativa fuga dal mostro di turno: sostituite “tentacoli” con “xenomorfi”, ed avrete scene molto simili. C’è addirittura la scena in cui tutti attraversano un settore sott’acqua!

Una ragazza champagne e chewingum

La grande nave da crociera però non è abbandonata, ad un certo punto trovano l’infame capitano e la bella ladra d’alto bordo Trillian St. James, interpretata dalla sempre splendida ed algida Famke Janssen.

Ok, qui scatta l’applauso per Famke…

Non sono riuscito a trovare sue testimonianze sul film, anche perché il momento di grazia dell’attrice è durato talmente poco che i giornali non hanno fatto in tempo a registrarlo, ma di sicuro in quel periodo la Janssen è adorata da due larghe fette di pubblico: nello stesso 1995 si è fatta notare nel film Il signore delle illusioni di Clive Barker e nel jamesbondesco GoldenEye, dove interpreta una donna di nome Xenia. Quindi ho trovato suoi ritratti in riviste di appassionati di horror, di James Bond e di fantasy (Xenia). Con tutta la loro passione, nessuno di loro sa dire molto su un’attrice in fondo appena “lanciata”.

La faccia di cuoio di Wes Studi

Esattamente come sarà per Ghost Ship (2002), l’intero cast è composto da notissimi caratteristi, soprattutto nella schiera dei cattivi guidati da Wes Studi. Nessuno di loro ha mai occasione di discostarsi da una recitazione di maniera, visto che interpretano tipiche macchiette, ma di sicuro hanno la faccia giusta al posto giusto.

C’è spazio pure per Djimon Hounsou

Il giornalista Piero Abrate de “La Stampa” considera il film semi-parodistico, recensendolo il 13 maggio 1998:

«Girato in soli 85 giorni, Deep Rising è un mix divertente, a tratti avvincente, che fa trascorrere al pubblico un’ora e tre quarti in una avventurosa allegria al limite del paradossale. Nonostante le situazioni al limite del paradossale e dialoghi stupidi dal tono demenziale, il lungometraggio è godibile proprio per la semplicità con cui si presenta allo spettatore tutt’altro che smaliziato. Gli attori sono buffi, il loro muoversi sullo schermo è assolutamente ironico e il livello generale della pellicola è tenuto su dagli effetti speciali che ritraggono le fantasiose e cattivissime creature marine che si succhiano gli uomini come se fossero dei sorbetti alla frutta.»

Al contrario del mio solito, sono d’accordo con un giornalista cinematografico italiano: segnatevi il giorno, perché non capita spesso… (E comunque sono lontani i tempi in cui 85 giorni sembravano pochi: dal Duemila i film si girano in una settimana in Romania, quindi ad avercene di film girati “solo” in 85 giorni!)

Onestamente avevo rimosso tutto di questo film, dalla prima visione, ricordandomelo solo man mano che lo vedevo passare sullo schermo di Rete4, riportandomi alla memoria la delusione di un film che penso di poter apprezzare maggiormente oggi rispetto ad allora: all’epoca avevo ancora standard alti e non trovai sufficiente questo prodotto, oggi sono costretto a razzolare nel letame quindi mi sembra una produzione assolutamente dignitosa!

Visto così, il mostrone sembra la Fortezza Yamata di “Jeeg Robot”!

Al di là del mio giudizio personale, che vale ovviamente solo per me, è ben visibile l’impiego di grandi mezzi ma soprattutto di grande tecnica. La scena della nave assalita e del relativo panico è davvero da applauso, e l’esercito di comparse che cade nel panico dona davvero forti emozioni. Riuscirà bene anche Ghost Ship (2002), che riproporrà pressoché identica la scena.

E vai con la bava aliena, in una scena che ricorda di nuovo Alien Resurrection

Gli effetti speciali del mostrone succhione – che cola bava come gli xenomorfi – non credo siano invecchiati bene, molto più tosto l’effetto della povera vittima, l’uomo che viene prima ingoiato e poi, ferito il mostro, sputato fuori in avanzato stato di assimilazione: una scena splatter a sorpresa dai toni molto accesi, molto distante dalla media del film che rimane molto “casto” negli effettacci.

Ok, questo è tosto…

Temo che questa scena sia l’unico contributo del maestro Rob Bottin al film: la sua presenza è giustamente sventolata con orgoglio ma essendo il mostrone succhione fatto al computer ed essendo il film privo di effettacci non si capisce cos’abbia realmente fatto il grande Rob…

Uuuuhh sono il mostrone succhione!

Una curiosità. Come abbiamo scoperto dall’audiocommento di Alien Resurrection, il regista Jean-Pierre Jeunet aveva pensato per il suo generale Perez una morte particolare: succhiato via nello spazio. Alla fine si decise di dedicare quella morte terribile al mostro, nel finale.
Chissà se al regista francese questa idea è nata da qualche voce di corridoio trapelata dalla Hollywood Pictures, perché in Deep Rising il perfido Wes Studi finisce succhiato lentamente dal mostro in una scena molto forte: che siano due varianti della stessa idea di succhiata?

L.

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39 risposte a Deep Rising (1998) Presenze dal profondo

  1. bob ha detto:

    ottima recensione. grazie
    film che ho visto molte volte e che amo.
    purtroppo per lui per me Treat Williams non è quello che ha recitato in “C’era una volta in america” ma quello di “sbirri oltre la vita”

    Non avevo colto le “leggere ” somiglianze con “alien 4”

    parere personale : alien 3 voto 4
    alien 4 voto 8

    bob

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per me il buon Treat rimane quello del film-musical “Hair”, con cui sono cresciuto: mi è sempre difficile vederlo in altri ruoli e mi sembra sempre fuori parte 😀 Figuriamoci poi in filmacci tipo “Venom” (2002)!
      Mi è difficile dare voti ai film di Alien perché studiandoli da anni i vari retroscena e la storia della loro nascita, oltre che le loro conseguenze, rendono complesso un giudizio personale. Entrambi i film che citi sono stati disastri totali, e stupisce che sia rimasto in piedi qualcosa dopo una lavorazione-Titanic. Rispetto a ciò che dovevano essere nelle intenzioni, sono due film da zero, ma tocca accontentarci ed almeno sono stati curati da due ottimi registi visionari che hanno saputo salvare il salvabile.
      Se ti va, vienimi a trovare sul blog “30 anni di Aliens“: troverai ogni giorno un approfondimento su uno degli infiniti aspetti del vastissimo universo alieno 😉

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    • Evit ha detto:

      Anche io, avendolo visto praticamente solo nell’adolescenza, non lo avevo mai associato ad altri film della stessa epoca. Hai altre recensioni in serbo sul tema navi fantasma di fine anni ’90 inizi 2000?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quelle che ho beccato in questi anni già le ho recensite e linkate qui, mi manca solo “Virus” che merita un discorso più ampio, essendo tratto da un fumetto Dark Horse.
        In questi mesi ho scoperto cose incredibili su Joss Whedon e la nascita di Alien Resurrection, quindi vedrò di stanare retroscena anche sugli sceneggiatori degli altri film prima di farci un pezzo.

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      • Evit ha detto:

        Davvero viene da un fumetto!? Non avevo idea! Allora c’è ancora molto da dissotterrare!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il film appartiene a quella serie di tentativi che la Dark Horse ha fatto di portare alcune sue storie su schermo, l’ultimo dei quali è il recente Tarzan (personaggio il cui nome a fumetti è esclusiva della casa). Se da una parte i suoi tentativi hanno comunque fatto parlare di sé – come per esempio “Barb Wire”, interamente di proprietà Dark Horse – non stiamo certo parlando di filmoni epocali.
        Pezzo per pezzo, da anni sto cercando di ricostruire il puzzle dei film del periodo del genere Ghost Ship, cercando di ricostruire le storie lavorative per poter stabilire una cronologia: “Deep Rising”, essendo uscito tre mesi dopo “Alien Resurrection”, ne sembra una specie di reinterpretazione – con tanto di scena dove tutti vanno sott’acqua, girata in modo davvero simile al film Fox – invece guardando le date si scopre che la sceneggiatura è stata scritta prima!

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      • Evit ha detto:

        Del resto a Hollywood girano sempre voci di qualcuno che sta facendo una certa cosa e prevedendone il successo allora altri corrono a copiarla, magari cercando di batterli sul tempo.

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  2. Evit ha detto:

    Visto al cinema all’età giusta per trovarlo da subito spassoso senza pretese, proprio come dice il giornalista di La Stampa che sembra avere inquadrato benissimo il film. Anche nella La Mummia del 1999, dello stesso regista, si ritrova questo misto non facile tra commedia, horror e azione.

    Ancora oggi la battuta “ok, e adesso?” rimane tra le mie preferite e, oserei dire, in inglese non è neanche lontanamente memorabile come la sua versione italiana.

    Curiosità: nella nave vediamo che gli ospiti del casinò puntano in lire. Attenti a non finire col culo per terra a mille lire alla volta! Tra 8 anni qualcuno potrebbe andare in bancarotta!

    Mi domando se la VHS Penta ha i titoli italiani, ci hai dato un’occhiata? Io non l’ho ai avuta

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quindi Ghost Ship (2002) ha rubato pure le lire da questo film? Credevo che la Warner solo in anni recentissimi avesse iniziato a copiare lo stile dei film di genere, invece mi sa che ha iniziato presto…
      Non ho mai avuto la VHS del film e in realtà dopo una deludentissima visione dell’epoca in TV l’ho volutamente dimenticato, e ad onor del vero non mi è neanche più capitato sotto gli occhi fino a sabato scorso. Come storia preferisco i suoi cloni, ma mi è utile per ampliare le indagini su quel misterioso periodo in cui troppe coincidenze di sceneggiatura chiedono una spiegazione…

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      • Evit ha detto:

        Quella delle lire potrebbe essere una coincidenza. Sul tavolo c’erano altre valute quindi immagino fosse un casinò con gente da tutto il mondo. Certo è singolare la scelta delle lire, di tutte le valute che potevano metterci! Saranno costate meno dei dollari finti e probabilmente era per far pensare agli americani ad alte puntate con esotiche valute estere.

        In Ghost Ship la presenza italiana è molto più sensata, gli americani hanno sentito di navi fantasma italiane affondate in circostanze misteriose ed ecco fatto.

        Mi ha sempre disturbato che nessuno abbia mai spiegato il perché delle lire in Deep Rising. È troppo volere una spiegazione dal commento audio!? 😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Potrebbe essere un caso se si trattasse di due film diversi, ma Ghost Ship è la fotocopia di Deep Rising, con la differenza che non è un mostro tentacolare ma una “presenza”, che a sua volta è una fotocopia di Triangle e Lost Voyage – fantasma che ad ogni protagonista fa vedere persone provenienti dal suo passato, scopiazzando ovviamente Solaris. La scena del ritrovamento degli scheletri dell’equipaggio è uguale, così come le dinamiche fra i “pirati”. Essendo quello Warner un film assolutamente non originale, in alcuna sua parte, ecco che trovare riferimenti all’Italia in entrambi non mi sa di coincidenza…

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      • Evit ha detto:

        Magari da qualche parte del copione c’è scritto che la nave è di un armatore italiano. Vista la dose di originalità che andava in quel periodo del cinema può anche essere che NON sia affatto una coincidenza 😄

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ragazzi, la fonte di ispirazione vera è “Com’è dura l’avventura” con Banfi e Villaggio che devono affondare il panfilo di Enrico Maria Salerno per intascare l’assicurazione milionaria!
        Anno? 1987… Prima di tutti!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahahah plausibilissimo! 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Scusate, era Gastone Moschin il proprietario della nave…

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Butta là una teoria come fanno i tizi al casinò con le mille Lire: c’era un volta uno sceneggiatore americano spiantato che chiameremo Uncle Harbours Llo. Il nostro era disperato ma convinto di avere una buona storia per le mani e così con gli ultimi dollari prima di tornare al paesello, spedisce il manoscritto a tutte le case di produzione esistenti. Dalle grosse (tipo la WB) alle più infime (la cara vecchia Asylum). L’attesa è lunga ma paradossalmente dopo anni di magra, la storia piace e riceve un contratto da ben due case intenzionate a fare un film utilizzando la sceneggiatura del poveraccio. Peccato che il nostro Uncle Harbours Llo non può vendere la stessa sceneggiatura in giro e così con l’aiuto di suo cugino avvocato cambia il minimo indispensabile per non andare incontro a cause milionarie. Ecco che una storia viene ambientata nello spazio, una nel mar della Cina. Una storia ha come cattivone un alieno, un’altra un mostro tentacolare sottomarino, e via così.

    Ovviamente adattare la storia porta via tempo e da aprile siamo andati a sbattere a gennaio dell’anno dopo ma chissenefrega! In un colpo solo il nostro Uncle ha venduto lo stesso copione due volte. E vissero tutti felici e contenti!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è affatto impossibile, sai? Si tratta di film dalla lavorazione travagliata e dai tanti cambi di sceneggiatura. Come sto testimoniando sul blog alieno, mediante traduzioni di varie interviste nel corso del tempo, Joss Whedon ha cambiato un’infinità di volte la sceneggiatura, tanto che il suo soggetto originale – con Newt clonata! – non assomiglia neanche al film girato! Quindi non è da escludere che, in cerca di “novità” da proporre alla Fox, abbia attinto a copioni già pronti ma ancora non usciti. Questo però significherebbe che ci siano fughe di notizie significative dai set di film non ancora distribuiti, il che – a quanto si racconta – è plausibile…
      E comunque c’è un terzo “contemporaneo”, “Event Horizon” che presenta addirittura la stessa poltrona del capitano! Le indagini continuano…

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  4. Giuseppe ha detto:

    Ah, lo scanzonato Deep Rising, con il suo stuolo di protagonisti perfetti per i rispettivi ruoli (buoni e cattivi) e quei suoi mostri viscidi che ancora oggi fanno la loro porca figura… mi ci sono affezionato fin dalla prima visione (da riguardare in DVD almeno una volta all’anno)! Ed effettivamente le sue analogie con gli altri titoli citati suscitano qualche curiosità… beh, in questo caso forse è meglio attenersi alla filosofia del personaggio di Treat Williams: “A chi scuce il contante tu non fare domande” 😉
    P.S. L’essere d’accordo con il critico potrebbe essere, per rimanere in tema (e come omaggio alla bella ladra), una faMke news 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ecco, le faMke news le preferisco! 😀 Anche se è una bella lotta con la giovane Margulis della controparte “Ghost Ship”.
      Purtroppo il film non mi ha convinto all’epoca e non mi ha convinto oggi, forse per che nel frattempo ho apprezzato i suoi cloni e non riesco a dargli il peso che merita…

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Di tutti i film citati, credo d’aver visto soltanto Event Horizon e Ghost Ship, ma se ho ben capito, li ho comunque visti tutti XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In linea di massima sì: cambiano solo i mostri ed il motivo per cui la (astro)nave rimane abbandonata, ma il succo è lo stesso. Un piccolo gruppo di personaggi dalla moralità discutibile raggiunge una grande nave abbandonata e, nel tentativo di svelarne i misteri, incontra un pericolo mortale.
      Detta così è in fondo la trama-base del genere “Ghost Ship” sin dai tempi di Casper, in un celebre episodio in cui il fantasmino buono esplorava una nave abbandonata in mare e doveva vedersela con dei fantasmi burloni, ma i film citati hanno convergenze creative troppo simili per non far nascere il sospetto di contaminazioni…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Direi che il primo che ha cavato l’idea, in quegli anni, potrebbe avere ispirato tutti gli altri, in modo diretto o per interposto sceneggiatore.
        Personalmente, se uno mi vendesse una storia da rendere un film, imporrei il segreto industriale sulla trama ai miei collaboratori, fosse anche un banale Romeo e Giulietta in versione steampunk 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Teoricamente è così che funziona, ma poi è difficile tenere a freno le indiscrezioni e le fughe di notizie. In Italia temo che la cosa non sia sentita, ma ad Hollywood i giornalisti di cinema vanno a caccia ogni giorno di indiscrezioni dai set, di foto rubate o di sviluppi di trama in anticipo.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Un giorno innesteranno chip che danno la scossa a chi potrebbe parlare 😛

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  6. pirkaf76 ha detto:

    Ma Nave Fantasma era quello con la Rettondini?
    Credo di averlo visto persino al cinema, ahimè.

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Gazie davvero. Torno da una giornata molto pesante e sapere che potrò leggermi la recensione su uno dei miei piccoli film del cuore…mi riempe il cuore (sì, ripetizione). Grazie…di cuore 🙂

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  9. Sam ha detto:

    Un onestissima serie B che intrattiene e diverte dall’ inizio alla fine, senza tempi morti. Cene fossero di più di film così! Forse ha deluso alcuni perché mandato in onda su canali importanti come la Mediaset, dove ci si aspetta altro : magari su un Italia 7 od Odeon avrebbe fatto altra scena. Quanto al rubacchiare e clonare scenggiature hollywoodiane, è cosa conclamata, c’era pure un episodio del fumetto di Catwoman ( pubblicato da noi dalla Play Press ) dove veniva ingaggiata da un produttore cinematografico per rubare la scenggiatura di un futuro blockbuster, in modo da crearne una scoppiazzatura che invadesse il mercato per primo !

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah, questa è una chicca!!! Non è che sapresti darmi qualche indicazione sulla storia di Catwoman in questione? Mi piacerebbe leggerla 😉

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      • Sam ha detto:

        Ricordo poco o nulla : era la serie degli anni 90 successiva all’ evento Zero Hour e disegnata da Jim Balent, ma non ricodo che numero fosse, nè se fosse stato pubblicato in appendice al Batman della Play o sul primo numero della testata Wonder Woman e Catwoman sempre della Play .

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