The Swordsman (1992) L’immortale

Continua il viaggio negli “anni maschi” di un attore oggi noto esclusivamente per una dimenticabile serie TV.

Volete sapere quanto erano apprezzati i film di Lorenzo Lamas in Italia? Tanto, infatti The Swordsman viene presentato in home video americano nel febbraio 1993… ma due mesi prima esce in edizione italiana!
Mercoledì 30 dicembre 1992 Italia1 lo trasmette in prima serata, mantenendo il titolo originale, presentandolo con una trametta irresistibile:

«Fantasy per Michael Kennedy, in una vicenda che ruota intorno alla perduta spada di Alessandro Magno. Sul furto, avvenuto in un museo d’arte sotto gli occhi della studiosa Julie (Claire Stanfield), indaga il poliziotto paranormale Lorenzo Lamas.»

Poliziotto paranormale? Sfido chiunque a non avere avuto una forte emozione, qualunque essa sia!
Lo stesso canale replica il film, stavolta però in seconda serata, sabato 22 ottobre 1994 ma stavolta con il titolo The Swordsman. L’immortale. La trametta è più ampia, ma merita lo stesso d’essere menzionata:

«La spada di Alessandro Magno che, secondo la leggenda, rende invincibile chi la usa, è rubata dal museo. La direttrice che è stata testimone del furto e dell’omicidio del custode è in pericolo di vita. Arriva però un agente dotato di poteri paranormali che gli permettono di rivivere di fronte ai cadaveri le sensazioni che hanno avuto prima di morire. Quando il poliziotto toccherà due corpi di moderni lottatori con spade, che sono morti durante questa pratica folle, vedrà la propria fine.»

L’ultima apparizione italiana del film risale alla VHS Multivision con il titolo L’immortale, apparsa probabilmente fra le due date televisive: a parte un paio di repliche negli anni Novanta, non esiste altra traccia del film nel nostro Paese.

Si vede che hanno investito tutto nella grafica…

Il canadese Michael Kennedy è ad inizio carriera e crede ancora di avere delle possibilità nel cinema: dopo un paio di film “pittoreschi”, gli spiegano che dovrebbe cambiare ambiente, e passa nel campo televisivo dov’è attivo tutt’oggi.
Nel 1992 la piccola SC Entertainment International ha fiducia in lui e gli affida regia e sceneggiatura di un film di cui forse lui doveva curare tutt’altri aspetti tecnici…

Tipica reincarnazione di Alessandro Magno

Quello che non ci anticipano le tramette ce lo dice una scritta ad inizio film:

«2.300 anni fa Alessandro Magno venne in possesso di una leggendaria spada benedetta da Apollo. Con questa spada divenne invincibile e guidò i suoi eserciti in battaglia conquistando il mondo conosciuto. Alla sua morte, la leggendaria spada venne sepolta con Alessandro perché si credeva che egli sarebbe tornato in vita.»

Subito dopo vediamo Lorenzo Lamas in mutande… Belle parole, intenzioni bassine.

Un po’ scrivo, un po’ penso… (cit.)

Andrew (Lamas) ogni notte ha incubi mitologici con simbologie greche antiche, e al suo risveglio annota tutto su un taccuino nella speranza di capire cosa gli stia accadendo.
Di professione Andrew fa il detective, ma la polizia non sa che lui ha doti nascoste: quasi anticipando il film Jonah Hex (2010), il protagonista toccando i morti ha il potere di vedere gli ultimi istanti della loro vita. Solo che al contrario del pessimo western, qui lo strano potere ha un senso nella trama.

Il detective che sussurrava ai cadaveri

Negli ultimi omicidi su cui Andrew sta investigando ricorrono strani immagini: scontri di scherma gestiti da un maestro dai capelli bianchi. Guarda caso Andrew è un fenomenale schermidore e un giorno, alla fine di una gara, viene avvicinato da un certo Stratos (Michael Champion). Il nome greco dovrebbe far subito capire che è proprio il maestro visto nelle visioni nonché il cattivo della storia.

Ma la scherma prevede l’uso di bandane latineggianti?

È un periodo d’oro per la scherma, forse come risposta all’uscita di Highlander 2 (1991) che, come il primo, sdoganava il concetto di “combattimenti con spade antiche in epoca moderna”. Non sono riuscito a risalire alla data esatta in cui la RAI trasmise l’ottimo Sfida d’onore (By the Sword, 1991), in cui un eccezionale Eric Roberts interpreta un perfido maestro di scherma, ma dimostra come ci fosse interesse per uno sport che invece di solito è abbastanza assente dal cinema.
Di lì a poco il wrestler Ultimate Warrior diventerà spadaccino in Firepower. Ring della morte (1993) e Carol Alt farà capolino in un film marziale alla scherma, Lame mortali (Ring of Steel, 1994), che prima o poi devo recensire.

Comunque inizia una trama che curiosamente anticipa – in alcuni punti fedelmente – il futuro G2 (1999), con il protagonista che è discendente di Alessandro Magno, con tanto di visioni mitologiche, che deve recuperare la sua spada rubata dai cattivi. Con la differenza che lì c’è Daniel Bernhardt e quindi i combattimenti alla spada sono ottimi: qui c’è Lamas che finge bene ma ovviamente gli scontri sono ridotti all’osso per non far fare troppe figuracce al protagonista.

Lamas nella stessa divisa che sarà di Bernhardt

Per tenere bassissimo il minutaggio degli scontri alla spada, il regista-sceneggiatore butta lì il personaggio di Julie (la sempre bella Claire Stansfield, attrice britannica all’epoca molto attiva poi scomparsa nel nulla), la solita scienziata nel corpo da fotomodella che denunciando il furto della spada di Alessandro Magno dal museo si è esposta al rischio di ritorsioni. Servirebbe un agente belloccio per farle da guardia del corpo sexy con cui vivere una torbida storia d’amore: indovinate a chi è affidato il compito? Avete già capito l’intera trama del film…

Tipica archeologa specializzata in Alessandro Magno

Circa il 90% del film è una noia mortale, con la storiella d’amore dei due protagonisti e lunghe scene oniriche di cui se ne sarebbe fatto volentieri a meno.

Stessa camicia, stessi capelli: due metà che si ritrovano!

Siamo negli anni Novanta e una legge molto severa impone ai film d’azione di ambientare il combattimento finale in una fabbrica abbandonata: sono stati licenziati operai a centinaia per creare tante fabbriche abbandonate per soddisfare la richiesta filmica.

Un ambiente che Alessandro Magno avrebbe gradito

Questo film in sé è davvero un prodotto miserrimo, un unico lungo sbadiglio che serve solo a Lamas per mostrarsi in pose plastiche da figo, ma se non altro ha inventato un sottogenere particolare di vita decisamente breve: il “pit fight con le spade”. Non escludo però che futuri “ritrovamenti” non diano ad altri la palma dell’invenzione.

L.

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25 risposte a The Swordsman (1992) L’immortale

  1. Zio Portillo ha detto:

    Niente, ci rinuncio. Da oggi mi limiterò a leggere le bellissime recensione dei pessimi film di Lamas ma non commenterò più. Tanto non ne ho visto manco mezzo! Me la metto via e amen…

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  2. Evit ha detto:

    “Subito dopo vediamo Lorenzo Lamas in mutande… Belle parole, intenzioni bassine.”
    Questa frase, messa lì dopo la premessa del film, mi ha tramortito.
    Suggerisco un nuovo spelling per Lamas, basta raddoppiargli la l per associarlo ad un animale sputato fuori da Hollywood.
    Ho sempre visto la copertina di questo film e neanche quella mi ha fatto fesso all’epoca però non immaginavo tali abissi qualitativi. La premessa, come dici tu, non è male, il guaio è che l’hanno messa in mano a Llamas, ormai destinato solo ad essere associato alle derivazioni di Highlander con budget troppo risicati anche per la televisione.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Prendendo in considerazione “G2”, che scopro essere in pratica un remake del ’99 di questo film, posso testimoniare come già l’idea di fondo viene male: dimentichiamo il buon Alessandro e lasciamolo ai misteri misteriosi dei thriller senza idee come quelli di Dan Brown. Le arti marziali non fanno per lui 😛
      Ovviamente rivisto oggi è un film insalvabile in ogni suo aspetto, ma lo stesso va apprezzato il fatto che abbia saputo identificare un’idea – la derivazione “spadesca” della nascente esplosione marziale – e sia stato in grado di crearne al volo una propria reinterpretazione. Poi purtroppo il “pit fight con le spade” non sembra aver avuto adepti, come dicevo conosco solo un altro film che ci si rifaccia palesemente, ma l’idea non era assolutamente male 😉

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      • Evit ha detto:

        Non ho visto il film quindi non posso dire molto riguardo all’interpretazione che fa il film di quel fenomeno, ma la data (1992) di certo non gioca a suo favore. Di certo prima del 1992 ci saranno stati molti altri film con combattimenti di spada e arti marziali. Questo esattamente in cosa primeggia rispetto al precedente sfruttamento sul tema? Non lo chiedo per fare polemica, sono sinceramente curioso perché so che non lo vedrò mai neanche sotto tortura 😂, almeno non adesso, dopo aver letto questa recensione.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il fatto è che il cinema di arti marziali occidentale nasce nel 1988 da “Bloodsport” con Van Damme: non è tifoseria da stadio, è un fatto. Prima esiste l’action con una o due tecniche marziali (come quello di Chuck Norris) che è ciò che rimane della prima ondata marziale, quella dei primi anni Settanta dove l’Occidente impazzì per Bruce Lee ma non così tanto da produrre “film di menare” su proprio suolo. A parte Golan e i suoi film ninja, nessun produttore americano aveva il coraggio di fare un film di arti marziali, cioè con grandi dosi di combattimento: non quei due calcetti asfittici dati ad inizio e fine, ma almeno un terzo del film dedicato a menarsi! Tutti i grandi atleti dell’epoca che volevano buttarsi nel cinema (Cynthia Rothrock, Richard Norton, Gary Daniels, ecc.) dovevano andarsene ad Hong Kong a fare i film, perché non esisteva mercato in Occidente: nessuno li faceva, nessuno li comprava. Qualcosa esisteva, c’era Norris che scalciava per imporsi e per sfruttare la notorietà raggiunta grazie a Lee, ma era costretto a fare film cinesi perché l’Occidente proprio non dava possibilità. La stessa Cannon girò malvolentieri Bloodsport e lo lasciò del tempo a prender polvere in magazzino, stupendosi quando poi, una volta distribuito, l’esplosione mediatica fu enorme e spinse fior fiore di case (Fox in primis) a tentare la stessa strada e a far tornare in patria un fiume di bravi atleti, che hanno tutti conosciuto il loro quarto d’ora di celebrità: tutti gli atleti del periodo hanno avuto almeno un film da protagonista!
        All’incirca dal 1990 il fenomeno ha fatto il salto di livello, ambientando in patria americana le storie marziali: solamente i cinesi avevano provato a fare film marziali ambientati negli USA, con risultati sempre pessimi. (Tipo il povero Jackie che per tutti gli anni Ottanta ha provato a sfondare, rimanendo sfondato!) Dal 1991 inizia la grande onda marziale destinata a durare pochi anni ma a sfornare un oceano di titoli, non più ambientati in terre esotiche ma prevalentemente “in città”.
        Nel fantasy sicuramente ci sono sempre state spade, ma mai usate con fini marziali, esattamente come Bronson nel 1975 e Conan nel 1982 si lanciano in un pit fight che però non ha connotazioni marziali, come le avrà solamente dal 1990 in poi.
        Sicuramente sarà stato l’eco dell’uscita dell’orripilante “Highlander 2” a stuzzicare il cinema di serie Z a tirar fuori le spade – quelle ninja erano un capitolo a parte, essendo legate non all’immaginario occidentale della scherma e del “cappa e spada” ma all’Oriente – ma solo questo film di Lamas le cala in una struttura tipicamente marziale, e infatti ogni colpo di lama viene seguito da una tecnica marziale, in uno strano connubio nato credo dal fatto che Lamas fosse più a suo agio con le mani nude che con le spade. Mica è come il nostro Franco Nero, che poteva combattere da ninja grazie al cappuccio 😀

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      • Evit ha detto:

        Ricordavo dello spartiacque di Bloodsport (o era nel tuo libro o me lo avevi già descritto) e ci credo benissimo. Diciamo che dovrei vederli questi di Llamas & friends per capire qual è il confine del marziale che definisce il genere di film come lo identifichi tu. In questo caso pensavo già ad Highlander (1986) che aveva tanti combattimenti di “spade in città” e che sicuramente è l’istigatore principale di questo film. Magari hanno sentito che c’era un Highlander 2, non l’hanno nemmeno visto e sono corsi a fare un nuovo film di “spade in città”. Se mi dici che ha qualche primato sul fronte marziale ci credo. Sono io che devo ancora capire bene dove comincia questo fronte, diciamo così.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ stato un periodo di grande creatività, anche nella cialtroneria, dove si cercava di sfruttare un filone che vendeva ma aggiungendoci qualcosa. Proprio perché non c’erano problemi di vendita, in quanto i soldi arrivavano in ogni caso, si poteva sperimentare e provare nuove strade. All’epoca era scontata, anzi si criticavano quei film che si limitavano a ripetere una formula “sicura”, perché non sapevamo che quella qualità non sarebbe mai più riapparsa.
        E considera che ogni tanto escono fuori nuovi titoli sconosciuti che fanno riscrivere la “storia marziale” del periodo. Per non parlare degli spaghetti western marziali, una realtà ignota e dimenticata che ancora dev’essere ben studiata: addirittura in Italia ci si lanciava in scontri marziali molto prima che in America!
        Definire il genere marziale è molto difficile, proprio perché tracce marziali si possono far risalire addirittura agli anni Quaranta! Una cosa però è un eroe che dia un calcio e un pugno, un’altra che gran parte del cast sia impegnata in lunghi combattimenti chiaramente riconducibili ad uno stile marziale riconosciuto, o a un mix. E poi ci sono le vie di mezzo. Penso che ogni fan marziale abbia la propria definizione e ognuno aggiunge o toglie titoli, ma di sicuro la quantità dei combatimenti è un criterio oggettivo importante: se il totale di tutte le scene marziali del film non supera un paio di minuti, non sarebbe il caso di chiamarlo “film marziale”! Così come mostrare una tetta non rende un film “porno” 😛

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      • Evit ha detto:

        Chiarissimo 😂

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  3. Evit ha detto:

    Ho notato ora lo slogan in copertina, è vissuto centinaia di volte e adesso ha solo poche ore per coprire 2000 anni di storia. Sembra la sintesi dei miei 5 anni alle scuole superiori 😂

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  4. Cassidy ha detto:

    La fotografia sgranata lo fa sembrare uno sceneggiato tedesco, mi manca completamente questo film, mi ricordo invece Claire Stansfield, un’altra che come Lamas, negli anni ’90 ha ripiegato sui telefilm. Cheers!

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Citi Jonah Hex, lo metterai anche nella rubrica sui cinecomics? ^^

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sa di no, quando ho visto il film conoscevo pochissimo il personaggio, se non ricordo male, e solo dopo ho iniziato il mio lungo viaggio nella sua riscoperta – essendo per lo più inedito in Italia. Quindi il film l’ho giudicato pessimo a sé stante, solo dopo ho capito quant’era fatto male anche nei confronti del fumetto 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    La cosa migliore del film è il titolo, un CHIARO riferimento al nome del personaggio interpretato con enorme SUCCESSO da Ultimate Warrior nel film Firepower – Ring della morte. Sì, certo, come no. 🙂

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  7. Giuseppe ha detto:

    Anche questo lo devo aver visto sicuramente: in quegli anni Italia 1 portava per la prima volta in tv la serie di Highlander con Adrian Paul, quindi mi sembra logico che venissero programmati a traino pure tutti quei titoli aventi più o meno direttamente a che fare con storie di spade, vite precedenti e immortalità…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che m’hai ricordato… Ora, a distanza di anni, potrei dileggiare a lungo quella serie televisiva, ma ricordo benissimo (e me ne stupisco) il mio entusiasmo quando Italia1 cominciò a mandare trailer a raffica per presentare l’evento del secolo, una serie TV dove addirittura Lambert appariva nel primo episodio. Ovviamente tutto il mio entusiasmo crollò alla visione già del primo episodio, ma confesso che fui molto esaltato dall’iniziativa. Segno che avevo ancora della sognante fiducia nel genere umano 😀
      Scherzi a parte, è vero, quegli anni sono pieni di spade in ogni salsa, dal fantasy all’action, ma davvero è durato tutto un ristrettissimo numero di anni.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, il primissimo episodio di Highlander con l’ospitata di Lambert e il malvagio Slan Quince/Richard Moll (che, probabilmente, doveva fungere da simil-Kurgan della situazione 😛 )… e pensa che io sono riuscito a reggere fino all’ultimo episodio dell’ultima stagione, registrandone pure un bel po’ 😉

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