CIA Code Name: Alexa (1992) Nome in codice: Alexa

Continua il viaggio negli “anni maschi” di un attore oggi noto esclusivamente per una dimenticabile serie TV.

La piccola PM Entertainment Group dei cineasti Joseph Merhi e Richard Pepin ha ancora sotto contratto sia Lorenzo Lamas che la sua (forse) ex amante Kathleen Kinmont, che ormai i due, film dopo film, fanno in pratica coppia fissa sullo schermo: che far fare alla coppia proprio in contemporanea con il loro debutto televisivo con “Renegade”? La febbre marziale già è abbondantemente coperta con Final Impact (1992), e se sfruttassimo un’altra “febbre” del momento?
Chi amava il cinema agli inizi degli anni Novanta sa quanto è stato esplosivo, devastante e inarrestabile l’effetto di Nikita (1990) di Luc Besson: dopo Aliens (1986), è stato il film che ha definitivamente consacrato il “woman power” al cinema. Perché non sfruttarne l’eco?

Ci sono cose che al cinema…. fanno il loro bell’effetto!

Già nell’agosto 1991 è uscito il remake di Hong Kong del film di Besson, l’ottimo Black Cat (Hei mao) con la splendida Jade Leung in tubino nero che uccide per conto della star Simon Yam, e si sta preparando la risposta americana, con Bridget Fonda che uccide per Gabriel Byrne in Point of No Return (marzo 1993): è il momento esatto per una reinterpretazione del mito nikitiano con C.I.A. Codename: Alexa.

Forse doveva essere C.N.A. (Code Name Alexa)…

Presentato nel settembre 1992 al Tokyo International Film Festival, in realtà il film esce in patria americana il 20 gennaio 1993 e lo stesso anno arriva in VHS italiana grazie alla fedele Multivision. Come lo intitoliamo?
La pessima Nikita americana arriva in Italia nell’aprile 1993 con lo stupido titolo Nome in codice: Nina, e un mese dopo – lunedì 17 maggio 1993 – il film con Lamas va in onda in prima serata su Italia1 con il titolo Nome in codice: Alexa. E in uno strano Paese a forma di scarpa (come dice Cassidy), tutto torna…

Sexy Lamas e la sigaretta lasciva

La VHS Multivision con il titolo C.I.A. Nome in codice: Alexa era già uscita in videoteca quando la Warner Bros ha distribuito nei cinema il film con Bridge Fonda infilata nel suo tubino nero? Non lo sapremo mai, ma è facile immaginare che i famigerati “titolisti” italiani si siano contagiati a vicenda, subito dopo aver visto Kathleen Kinmont in tubino nero…

Ogni Nikita ha il suo tubino nero…

Il film, secondo l’antica tradizione italiana, è presentato in TV con una trametta sbagliata.

«Film di spionaggio in prima visione di Joseph Merritt […]. Un diplomatico ospite degli Stati Uniti ruba un microfilm supersegreto. Per cercare di bloccarlo la CIA gli mette alle costole la sua amante Alex convincendola con modi coercitivi. Le rapiscono la figlioletta. In aiuto della donna c’è però un agente e tra i due nasce una storia d’amore.»

Chi è Joseph Merritt? Va be’, i dati tecnici delle fonti di informazione italiane sono sempre pura fantasia, tipo la data di produzione: in questa prima messa in onda viene fatta risalire al 1990, ma quando poi il film viene replicato da Italia1 martedì 15 febbraio 1994, la sua produzione slitta fino al 1985!

«TV movie con l’attore Lorenzo Lamas. La storia è quella di un diplomatico che, avendo rubato un microchip, può ricattare il mondo intero. La CIA non perde tempo e dà incarico all’amante del diplomatico di trovare il prezioso e pericoloso chip.»

Prendiamolo come un complimento: molti grandi film sono riassunti in modo sbagliato, soprattutto dai professionisti del settore…

Chi sarà mai la misteriosa combattente?

Siamo ancora in un’epoca dove Lamas spacca di brutto e Merhi lo sa, quindi ai suoi sceneggiatori specializzati in filmucoli ha dato ordine di far fare il figo a Lorenzone, sebbene non ce ne sia alcun motivo. Così durante una situazione con ostaggi Lamas entra in scena, dice due frescacce, prende una moto della polizia – perché in ogni suo film c’è una moto! – sfonda tutto, spara a tutti e se ne torna a casa.
Ma chi è?, si chiedono tutti: è Mark Graver, agente della CIA che fa un po’ quello che cazzo glie pare…

Nun glie devi di’ niente, a Lorenzo Lamas!

Quello che né la polizia né la CIA sa è che il capo dei terroristi prima di essere sparato da Lamas s’è inghiottito un microchip, e per recuperarlo dal suo cadavere il perfido Victor Mahler (Alex Cord) manda un commando di uomini super specializzati, il meglio del meglio del meglio. Cioè tre dementi col passamontagna.

Eh no, io me lo so’ tolto, il passamontagna!

Entrati nella chiesa dove si stanno svolgendo i funerali del terrorista, il commando apre il fuoco e con un milione di proiettili distrugge la chiesa e ammazza gente a secchiate. Recuperato il corpo, uno degli assassini si toglie la maschera: è una donna… e voleva che l’operazione non portasse vittime. Visto che ne sono morti almeno diecimila, forse non è padrona della situazione.

Una fuga che sembra provenire da un film Cannon degli anni Ottanta

In fuga dalla polizia, il commando ammazza altri venti milioni di persone, spopolando lo Stato che è ancora lì, transennato, in attesa che qualche migrazione venga a ripopolarlo. Forse la sceneggiatura è uno zinzinino esagerata…
Dopo dieci milioni di proiettili sparati – tanto siamo in America, fanno più pallottole che forme di pane! – l’unico ad essere arrestato è l’unico che non ha mai sparato, cioè la donna misteriosa. Di lei si occupa il più astuto dei detective: Nick Murphy… interpretato da O.J. Simpson!

E ora O.J. ti fa vedere come tratta le donne bianche…

Giovani all’ascolto, magari conoscete Simpson solo grazie all’enorme caso mediatico che ha accompagnato il suo processo, dove alla fine è stato assolto per l’omicidio della ex moglie bianca, ma prima oltre che star dello sport Simpson è stato attore di lunga data: per carità, rimaniamo nell’ambito del caratterista, non era certo Laurence Olivier, ma appariva spesso e volentieri in ogni tipo di prodotti, compresa la trilogia de La pallottola spuntata.
Come dicevo, è stato assolto e quindi è un uomo onesto… però certo, vederlo maltrattare una donna bianca in questo film non lascia certo indifferenti!

Forza, spiegami un po’ quel fatto del guanto…

Nessuno sa chi sia dunque questa donna guerriera, impossibile da tenere a bada: sta di nuovo per scappare quando un uomo misterioso la ferma, chiamandola per nome. Alexa.
Con questa buona trovata inizia in realtà la fine del film, perché appena Alexa trova il suo passato istruttore Graver, quando la Kinmont ritrova Lamas, inizia la mosceria delle moscerie…

La stessa espressione dello spettatore del film

Lamas è il Tchéky Karyo di questa Nikita un po’ abbozzata, ma al contrario degli altri remake qui vediamo l’assassina dopo l’addestramento, quando ormai è sfuggita al controllo della CIA – o comunque di un reparto dell’Agenzia – e si è fatta un’altra vita, sempre basata su morte e distruzione.
Ora Lamas deve convincere la donna a ricordare il suo passato ma soprattutto a riabbracciare la figlia, che è rimasta in mano alla CIA. E parte la mariomerolata più napoletana che esista, perché i figli so’ pezz’e’core, e abbiamo ’a mamm’, ’o nennillo, isso, issa e ’o malamente: la sceneggiata è completa!

Ricordi? Qui una volta era tutta palestra

Quello che segue è la noia più sbadigliosa e disarmante, con Lamas che in ogni fotogramma fa il mollicone provolone manco stesse girando un video per un’agenzia di prostituti. C’ha pure la barba arrapata e il codino birichino: a Lorenzo, un po’ meno…

La donna che mirava basso

La Kinmont è spaesata e per tutto il film ha uno stupore vacuo stampato in faccia. Lo stupore di dover combattere senza saper combattere, di sparare senza saper sparare, di far volteggiare una katana quando è chiaro che sta per tagliarsi in due da sola, e in generale di ritrovarsi protagonista lei che finora al massimo ha fatto da spalla a Lamas nei suoi film.
Diciamo che fra le varie Nikita sta parecchio in basso, nella classifica…

La donna che calciava basso

Con un accompagnamento di mandolini e fisarmoniche si conclude la sceneggiata, andando tutti sulla funiculi’ funicula’. In realtà la noia mi ha ucciso molto prima e non ho capito molto della conclusione di una storia assente: è chiaro solo che un’ottima fotografia e una regia sicura non aiutano quando hai il nulla fra le mani, con attori troppo impegnati in pose da fighi per ricordarsi di muovere altri muscoli. Tipo recitare.

La donna con la guardia bassa

Ho ricordi che all’epoca questo film era molto quotato in TV, presentato come filmone del momento, ma per fortuna è scomparso abbastanza velocemente e non è proprio un peccato.

Ora vado, che devo incontrarmi con la mia ex moglie…

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

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13 risposte a CIA Code Name: Alexa (1992) Nome in codice: Alexa

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Sapevo della presenza del Simpson “presunto cattivo” e questo mi aveva fatto sempre prendere voglia di vederlo per lo zintage. Che poi chissà magari ai suoi tempi lo vidi e l’ho giustamente cancellato dalla memoria! In ogni caso questa recensione mi ha tolto molte voglie pericolose…grazie Lucius! 🙂

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Fermi tutti! Finalmente un film di Lamas che ho visto! E per forza, Italia 1 (e pure Rete 4 mi sa…) lo trasmettevano almeno due volte l’anno, impossibile non averlo mai beccato. Peccato che non me lo ricordassi proprio… Ma per fortuna che in mio soccorso arriva il prode Lucius che mi rinfresca la memoria. Ah, se non ci fossi tu!

    Comunque O.J. alla fine è andato in galera. Non per l’omicidio dell’ex moglie (sul quale potremmo discuterne per giorni) ma per rapina a mano armata!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Povero O.J., questo è accanimento! 😀
      Pensa che non riesco a ricordare se all’epoca ho visto questo film, tendo a pensare di no. Però ricordo bene i tanti spot televisivi e il lancio come se fosse il filmone dell’anno: va be’, ovviamente Italia1 ci aveva speso dei soldi e pompava la cosa.
      Se non fosse per la noia totale della storielluzza d’amore mollicona fa i due protagonisti, sarebbe anche un film non disprezzabile, il primo del genere che non ripeta identica la storia di Nikita ma osi reinterpretarla, con una Kinmont assolutamente guardabile. Invece ho dormito della grossa 😀

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  3. Evit ha detto:

    Ogni nuova recensione dei film di Llamas canto “per fortuna che Lamas c’è!” perché mi permette di ridere come uno scemo leggendo queste recensioni.

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  4. Cassidy ha detto:

    Oh finalmente qualcuno che lo dice, insieme ad “Aliens” è stato Besson a definire le donne toste al cinema, voglio benissimo sia a “Lèon” che a “Nikita” e se ci pensi entrambi hanno dato vita a film di genere, Jean Reno con un solo film ha cambiato direzione alla sua carriera mentre le sosia di Nikita hanno iniziato a proliferare, molte le hai già citate tu impeccabile come al solito.

    Questa Alexa me la ricordo, proprio perché era abbastanza replicato in tv il film, la precisazione su OJ mi sembra doverosa, e la didascalia sui guanti micidiale! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A me fa simpatia, O.J.: l’ho conosciuto con la pallottola spuntata e ogni volta che lo vedo mi viene da ridere 😀
      Sicuramente era il periodo giusto, le donne al cinema stavano smettendo di gridare e cominciavano a prendersi il loro spazio, anche con la forza, ma è davvero impossibile non identificare in “Nikita” il momento esatto in cui il fenomeno ha assunto proporzioni ben delineate. (Parlo ovviamente del cinema occidentale: in Asia le donne menavano già da molto tempo prima!)

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  5. Conte Gracula ha detto:

    O. J. fa sempre buffo, vederlo: credo di averlo beccato in un programma in cui faceva battute sul tenere un cadavere di moglie in un portabagagli, ma non ricordo il nome del programma, o il genere…
    Comunque, ‘sto film era davvero famoso, un tempo: sembrava non si potesse vivere senza vederlo un tot di volte l’anno, tipo “Un agente segreto al liceo” o qualcosa di simile.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Davvero, ai tempi questo “Nome in codice: Alexa” era considerato quasi un must (il che probabilmente era dovuto proprio all’ispirazione simil-Nikita)… finivi per vederlo comunque, anche se non ne avevi l’intenzione. E poi, ciliegina sulla torta, c’era pure Nordberg 😀
    Ma la cosa più importante è un’altra: in questo film ti hanno riservato una dedica nascosta… sì, perché alla fine un “Etrusco” c’è ed è proprio Alex Cord, protagonista del nostrano “L’Etrusco uccide ancora” 😉
    P.S. Ma a O.J. non era poi stata intentata anche una causa civile da parte della famiglia Goldman, poi conclusasi con un verdetto di colpevolezza nei suoi confronti (oltre all’obbligo di un congruo risarcimento danni a favore dei famigliari delle vittime)?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non ho seguito gli strascichi del caso Simpson, che dopo la sentenza di non colpevolezza non ha più avuto quel grande richiamo mediatico. Di sicuro non hanno potuto fare “Una pallottola spuntata 4”, senza O.J. 😛

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