Contract to Kill (2018) Il nulla con Seagal intorno

Perché arriva in questo periodo nella sempre accogliente TV italiana Contract to Kill dell’uomo-montagna Steven Seagal? Be’, è uscito il 5 gennaio 2018 in patria, il tempo di tradurre questa complessa e sofisticatissima storia ed è arrivato da noi. Allora perché il trailer gira su YouTube dal 2016? E perché sul retro della locandina del DVD italiano è riportato “© 2016 CTK Productions”?
Insomma, c’è il sospetto che questa roba imbarazzante l’omone l’abbia girata anni fa e sia rimasta a prendere polvere in cantina prima di essere distribuita: c’è di peggio però… C’è la pista italiana!

Sono serviti due anni già solo per la grafica del titolo

Sul DVD uscito in Italia il 20 luglio 2017 – cioè almeno sei mesi prima degli Stati Uniti! – c’è abbondanza di loghi italiani:

  • IIF (Italian International Film)
  • LMG (Lucisano Media Group)
  • RaiCinema
  • 01 Distribution

Quindi non bastano le porcate che il cinema italiano sforna con i nostri soldi, adesso ci mettiamo a regalare i soldi delle tasse – che tanto li cacciano solo quelli che le pagano – a Steven Seagal? Ma cos’è, eroe nazionale? Manderò una e-mail al Comune di Roma: buttate giù quel milite ignoto, che tanto manco sapete chi sia, e metteteci una statua di Seagal. Ah, costa troppo in piombo? Va be’, fatela di un materiale più consono alla qualità artistica del personaggio… Tanto là a due passi ci sono le Scuderie del Quirinale…

M’ha scritto una certa Virginia Raggi: dice che mi aspetta a Roma… boh…

Keoni Waxman, meglio noto come Zerbiman, è lo scendiletto personale dell’omone e dirige tutto quello che Seagal fa, anche nella vita privata. Qui poi dà il massimo firmando la sceneggiatura, e si sente proprio aria di Zerbiman: per favore, si può aprire la finestra?
Così abbiamo la stessa identica trama degli ultimi 150 film di Seagal: lui se la comanda, mena la gente agitando le manine sì come farfalla campestre, si circonda di ragazzine e vecchi attori caratteristi, lavora per la CIA ma anche per la DEA ma anche per l’FBI ma anche per la UIL ma anche per la CGIL ma anche per ’STCZZ.

Immagine tipica di tutti i film di Seagal: lui tinto e ritinto al fianco di un’attricetta qualsiasi

Per giustificare che l’intero film si svolge in un albergo romeno, partiamo dal terrorismo di matrice islamica in Messico… Eh, provateci voi a prenderla così larga! Zerbiman mica è uno di passaggio, so’ dieci anni che tiene la manina all’omone, ormai ti sforna trame spionistiche a getto continuo.
C’è un terrorista che… ah, ma ’sti cazzi: l’omone va in missione con la solita ragazzina – la britannica Jemma Dallender, che dopo lo stupro in I Spit on Your Grave 2 (2013) ha lo stomaco per affrontare pure Seagal! – e il vecchio attore caratterista è Russell Wong.

La faccia del povero Wong quando scopre di star lavorando con Seagal

Sono finiti i tempi d’oro di Romeo deve morire (2000), quando Wong era l’unico del film con il carisma giusto, nel ruolo di antagonista di un Jet Li molto sottotono, il tempo passa e Wong conosce la stessa umiliazione che tocca ogni anno ad altri suoi colleghi: il solito filmaccio con Seagal.
Qui interpreta Matthew Sharp, un vecchio che veste giovane ed è esperto nel guidare i droni. Oh, alla CIA/FBI/DEA/ACEA ognuno si specializza in qualcosa: c’è il mago degli scopettoni da cesso, il genio del 730 e l’esperto nel piegare i pantaloni di lino. Sharp è un drago col drone. Che sa guidare solo vestendo un ridicolo cappuccio da giovane.

Il cast è completo e l’allegria sprizza da ogni poro!

Dopo un mare di inutili e fastidiose chiacchiere spionistiche da barzelletta – c’è un messicano, un arabo e un romeno che vanno al bar con Seagal… – si va tutti nell’albergo romeno e si salgono le scale, si scendono le scale, si aprono le porte, si chiudono le porte, e si fa quello che il cinema morto fa dal Duemila in poi: cioè il morto.

Volete sapere come finisce la barzelletta? Ce l’ho scritto qui sul pugno….

Seagal però è sempre un passo avanti, quindi è più morto degli altri. Continua imperterrito a fare le sue mossettine, con un montaggio sempre più serrato per non far vedere che ormai è l’ombra del nulla che era.

Un nobile guerriero affronta sempre chi è la metà di lui!

Riesce a non muovere un solo muscolo facciale per tutto il film (colpa probabilmente della colla che gli regge i peli finti) e in generale non fa nulla. Dice cose, vede gente, finché non esplode nelle stesse identiche scenette finto-marziali in cui la gente casca da sola: non è stata colpita, è che vuole allontanarsi il più possibile da Seagal!

Non è un film di Seagal se non c’è la tecnica della mano morta

Alla fine del film ti chiedi “Ma che ha fatto Seagal?” Niente. Al massimo, mossettine…

«Look at my dab, bitch dab» (cit.)

C’è addirittura spazio per far fingere a Wong di saper ancora combattere, lui che non ha mai fatto granché neanche vent’anni fa. Ma tanto, se ancora ci raccontiamo la barzelletta che Seagal “sa combattere sul serio”, allora vale tutto…

Ma sì, fate combattere pure Wong come fossimo ancora nel 1994…

Ho sentito voci di pericolosi narcotrafficanti in Sud Africa: il prossimo film ambientato in un albergo romeno si scrive da solo!

L.

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26 risposte a Contract to Kill (2018) Il nulla con Seagal intorno

  1. Evit ha detto:

    Basta, io in autobus le tue recensioni non le leggo più! Ormai sono stato marchiato come lo scemo che ride da solo.
    È questa la prima di tante recensioni sul Seagal post-1999 oppure ottimizzerai il tempo facendo un copia e incolla per tutti gli altri film, cambiando solo le immagini. (Suggerimento per riutilizzare le stesse immagini: nei “combattimenti” le scene ravvicinate così tanto da non vedere neanche lo sfondo possono venire da qualsiasi film)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Trattandosi di un numero titanico di film, mi limito a recensire le “novità”, o comunque quelli che sembrano novità. E già così è difficile perché l’assenza di trame e scene girate tutte uguali rendono molto difficile trovare qualcosa da dire: per fortuna qualche particolare ci dà l’occasione di differenziare un minimo i film. Per esempio i poveracci che si ritrovano a dover fare da spalla, uno dei pochi metodi per identificare il film 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Sto con Evit, ci si fa una brutta fama sul bus a leggerti cazzarola 😉 Su Seagal che fa la Dab sono morto, ma proprio morto la signora seduta accanto a me si è pentita di aver trovato posto libero. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Giuro che stavo cercando di catturare una schermata in posa marziale – cosa difficilisima con l’omone – ma quando mi si è fermato in quella posa… ho gridato bitch dab! 😀

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      • Cassidy ha detto:

        Ahahah cavolo davvero uguale impossibile resistere 😀 Cogliere l’omone in una posa marziale è difficile come fotografare le ali di un colibrì, solo che il colibrì si muove a differenza di Seagal 😉 Cheers

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ci lamentiamo (giustamente), inorridiamo (giustamente), li stigmatizziamo (giustamente) ma siamo sicuri che quando questi alfieri anni ’90 appenderanno le pellicole al chiodo non ci mancheranno alquanto??? 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ una bella domanda e sicuramente quando sarà la mia reazione sarà diversa, ma per ora la mia risposta è: no. Piuttosto che vederli umiliarsi preferisco ricordarli quand’erano vivi. Sempre sperando in nuovi attori giovani che ci facciano sognare, anche solo per un film – che i divi marziali moderni sono rovinati già al secondo!

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Il vostro no è certo comprensibile financo condivisibile ma se ci fanno sorridere con la dab 😂, se ci danno spunti per critiche non banali e per certi versi sentite è perché hanno quel background che pure nel momento del confronto ci trasmette malinconia. Degli attori/film futuri temo il totale appiattimento

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    • Evit ha detto:

      Già non li guardo adesso questi film, figuriamoci se mi mancheranno in futuro. Alla pensione/morte di attori come Seagal sicuramente le nostre memorie torneranno a i tanti Nico, Trappola in alto mare etc… ma dubito che qualcuno piangerà per un mancato Code of honor 2 😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo la memoria di tutti questi eroi va SOLO alle loro vecchie glorie, vivendo loro di rendita, quindi probabilmente nessuno si accorgerà della loro assenza. E il discorso non vale solo per la Z, ma per ogni serie: quando muore un attore famoso, tutti ricordano il suo grande ruolo negli anni Settanta ma nessuno ricorda il mare di porcate che ha fatto dopo…

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Solo un appunto: Seagal, più che uomo-montagna, è ormai da tempo un uomo-boiler, pare uno scaldabagno!
    L’unico film che mi è piaciuto, in cui è apparso, è The Onion Movie, dove faceva il Cockpuncher 😛

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Questa, per me, è la prova implicita che Seagal gira film a cottimo. Un 5-6 pellicole tutte girate contemporaneamente in 15 giorni in Romania magari senza nemmeno uscire dall’hotel, dal parco del resort (che nella finzione cinematografica diventa un bosco o una foresta) o dalla piazza del paese.

    I film poi rimontati usciranno ogni tot mesi così il nostro eroe può ritornare a casa sua a godersi la SIAE e a fare quello che fa un eroe a riposo. Va a pescare, mangia, gioca coi nipotini, medita, mangia, guarda i cantieri, mangia,… Uscite tutte le pellicole Seagal prepara il bagaglio a mano e vola fino in Romania, Bulgaria, Ungheria,… (o dove costa meno, prossimo passo repubbliche baltiche?) per 15 giorni a girare un’altra mezzo dozzina di pellicole tutte uguali con lui vestito sempre nella stessa maniera perché nel bagaglio a mano quello ci sta!

    ‘Tacci tua Steven! Ma chi t’ammazza a te?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah un testo degno di finire nel “Morandini” 😀
      Avendo capelli e pizzetto assolutamente identici da almeno 15 anni, può girare più scene da montare in vari film diversi, tipo i porno 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        E nel frattempo, mangia XD

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      • Zio Portillo ha detto:

        Quando tra qualche anno uscirà la sua biografia vera (e non quella romanzata dove raccontano favolette meraviglie), scopriremo che le cose sono andate così. E se ci pensi è palese che le cose stanno così! Ti ricordi quando parlavamo di come si possono produrre ciofeche del genere? E tu hai detto che il “90% di ciò che intasa i palinsesti è merda fumante!”. Ecco, i film di Steven Seagal sono la sintesi perfetta di quel discorso.

        E’ tutto in ciclostile per abbattere i costi e mantenere lo stesso tono “neutro”. Regista, location, abbigliamento del cast, look di Seagal, locandine, trame, comparse,… Sempre uguale sia per contenere al minimo le spese ma sopratutto per rendere le scene intercambiabili! Con quanto si spende di norma per girare un film, la cricca di Seagal ne gira almeno 6. Poi li tengono da parte e ne fanno uscire uno ogni 4-6 mesi così coprono più anni con un mese di girato in Romania. E se succede qualche fatto di attualità (attentato in un’ambasciata americana in qualche parte del mondo? Colpo di stato in qualche paesino del centro america?) la trama si riadatta al volo con estrema facilità. Basta cambiare il titolo da un generico “Contract to Kill” a “Death Risk – Venezuela Connection” o a “Strike Force: The Embassy Crisis” e con due titoli in sovra impressione i cattivi si trasformano in una milizia privata al soldo dell’ISIS o di un gruppo di mercenari prezzolati agli ordini di un signore della droga latino. L’hotel che ospita la troupe e il cast riserva un piano intero e il loro giardino per le riprese. Lo staff cambia i tappeti nei corridoi, i soprammobili nelle suite e la disposizione dell’arredamento. Cambiando il tono delle luci (calde o fredde) le stanze e i corridoi diventano l’ambasciata americana da liberare, la villa del boss del droga o la casa di Seagal dove la moglie e la figlia (o la scienziata gnocca) sono in pericolo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono più che sicuro che funzioni così! E’ un meccanismo oliato, in fondo Seagal sta in Romania da almeno il 2000, ci sono attorini e attricette che vengono via con niente – e possono mettere nel curriculum un film distribuito a livello internazionale! – fai una convenzione con un albergo e il gioco è fatto. Ho sentito che in California quando qualche possessore di villa vuole fare dei lavori di ristrutturazione e non gli va di cacciare soldi si rende disponibile per fare da location: la troupe arriva, sfascia tutto per il film in questione, e prima di andar via ricostruiscono e ripitturano. Tu hai la villa ristrutturata e il film ha pure risparmiato! (Rimane storico l’errore della troupe di un vecchio film di Laurel e Hardy, che arrivò, sfasciò tutto… ma aveva sbagliato indirizzo!)
        Se io avessi un albergo in Romania chiamerei ogni divo fallito in circolazione: mi ritroverei ben inquadrata la mia insegna in un prodotto distribuito in ogni angolo del pianeta, e dal film risulterebbe magari che le stanze sono più grandi del reale. Una pubblicità enorme e a costo zero: devi solo tenerti in casa Seagal per qualche giorno di riprese 😛
        Se ti ricordi, c’è un episodio dei Griffin in cui Seth Green “litiga” con Seth MacFarlane evidentemente dando voce a critiche reali: Seth scrive una decina d’episodi che gira tutti insieme in poco tempo, poi li manda in onda molto lentamente e la “stagione” dura un anno. Pochi giorni di lavoro ma sembra che abbia coperto un’annata!
        In fondo il cinema è un’industria, e dal Novecento l’industria è la catena di montaggio. Il problema sono le altre “star bulgare”, che fanno un film l’anno e fa cagare… loro non hanno proprio scusanti!

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      • Zio Portillo ha detto:

        Si, ma tutto quello che se magna Seagal chi lo paga? Lucius, se ti pagano in visibilità il gioco non vale la candela…

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ecco, qui si sta delineando quello che potrebbe essere il mestiere definitivo per Seagal: il ristrutturatore alberghiero 😉
    Quanto al saper combattere sul serio, per lui la cosa è già improponibile sulla terraferma… perché mai dovrebbe riuscirci su un fiume? Il Serio, appunto. Ma pure l’Olona, il Po, l’Arno, il Tevere non farebbero nessuna differenza: sarebbe sempre un gran buco nell’acqua. E per aumentare il margine di sicurezza, vista la sua attuale mole, il letto del fiume dovrebbe essere almeno a tre piazze (sequenza di battute volutamente pessime per adeguarmi al livello di questo Contract to shit… ehm, kill) 😛

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