Black Belt: intervista a Lorenzo Lamas (1996)

numero del marzo 1996 della rivista “Black Belt”

Traduco il profilo di Lorenzo Lamas apparso nel 1996 sulla rivista specializzata “Black Belt“.


Un rinnegato con cui
è meglio non scherzare

di Terry Wilson

da “Black Belt”, Vol. 34, n. 3
marzo 1996

Lorenzo Lamas è il bel capellone che solca le autostrade con la sua Harley-Davidson, recuperando fuggiaschi come Reno Raines nella popolare serie televisiva “Renegade”. In ogni singolo episodio da 60 minuti Lamas, figlio del noto attore Fernando Lamas, si ritrova impegnato in conflitti in cui deve dare ai cattivi ciò che meritano. E con un passato in varie arti marziali, Lamas non scherza, come altri eroi televisivi.

«L’uso delle arti marziali in “Renegade” è stato qualcosa che ho aggiunto al personaggio», spiega Lamas. «Nel copione c’era scritto “Reno combatte contro tre tizi”, senza altri dettagli. Era lasciata a me la scelto dello stile marziale da utilizzare».

Lamas ha iniziato il suo allenamento nelle arti marziali nel 1979. Visitò una delle scuole di Chuck Norris ad Hollywood, dove studiò taekwondo per sette anni con Fun Chong. In seguito espanse le sue conoscenze studiando budo jujutsu con Al Thomas nel 1990.

da “Renegade”

«Il sistema di Thomas incorpora parecchie tecniche di jujutsu con il judo ed alcune tecniche base del karate», nota Lamas, che è stato allenato privatamente d Thomas per tre anni ed ha conquistato una cintura nera in budo jujutsu. «Fra il taekwondo e il budo jujutsu sono stato in grado di creare alcune combinazioni uniche. Il taekwondo mi ha fornito ottime basi per i calci e la difesa personale [street defense]. Il budo jujutsu ha parecchie tecniche per lo scontro ravvicinato [close-range fighting] che invece il taekwondo non ha».

Quando Lamas ha iniziato a lavorare a “Renegade” ha selezionato per le scene di combattimento alcune tecniche che avrebbero reso bene sullo schermo.

«Uso un sacco di calci appariscenti dal taekwondo, insieme ad alcune tecniche ravvicinate del jujutsu», dice Lamas. «Tutti mi chiedono che stile io usi, ma è solo una combinazione di entrambi questi stili.»

Anche il protagonista della serie è una combinazione fra il vero Lamas e i personaggio che ha già interpretato.

«Ovviamente nella vita reale non sono un fuggitivo inseguito dalla legge per un crimine che non ho commesso, ma a volte la realtà e la finzione si fondono», spiega Lamas. «Amo le motociclette, amo le arti marziali, e questi sono tratti che ho inserito nel personaggio. Quando interpreto un ruolo settimana dopo settimana, per anni, trovo che nel mio caso io tenda a farlo comportare come farei io. Credo che un attore debba sempre essere onesto con il suo pubblico, deve fare proprie le frasi dette dal personaggio così che quando le pronuncia sembrino vere.»

«Quando partecipi ad una serie così a lungo come con “Renegade”, a volte aiuta inserire un po’ del tuo carattere”, aggiunge Lamas. «Grazie a Dio Reno è un personaggio con un’integrità e non, per dire, uno spacciatore di droga. Quindi c’è una bontà di base che posso condividere con lui.»

Così come Reno, Lamas è una persona che rimane concentrata anche quando è sotto pressione, e attribuisce questo allo studio delle arti marziali. Il processo di apprendimento e crescita che ha iniziato quand’era cintura bianca gli ha consentito un’evoluzione a più livelli. Così come molti artisti marziali che abbiano studiato una qualsiasi disciplina per lungo tempo, l’armonia del pensiero, del corpo e dello spirito è superiore alle tecniche di combattimento, permettendo al praticante di applicare i principi delle arti marziali anche al proprio stile di vita.

«Le cose che ho imparato nelle arti marziali, al di là delle tecniche di combattimento, è un modo di pensare e di concentrarsi che uso anche nella mia vita quotidiana», spiega Lamas. «Come attore e motociclista, la concentrazione che ho imparato dalle arti marziali 15 anni fa continua a servirmi ogni giorno. Le arti marziali sono diventate il mio stile di vita. Ho incorporato tutti i princìpi della non aggressività e dell’autodifesa nel mio stile di vita. E conto di insegnare questo ai miei figli.»

Lamas è ben conscio dell’influenza che il suo personaggio ha sugli spettatori di “Renegade”. Per questo lui non usa tecniche marziali letali durante i suoi combattimenti.

«Tendo ad usare molto del mio jujutsu in “Renegade” perché permette al mio personaggio di sottomettere i cattivi senza causare ferite serie», nota Lamas. «Voglio che Reno sia ritratto come una persona che usa le arti marziali solo come ultima risorsa. Lui combatte solo quando è con le spalle al muro e non ha altra scelta per difendersi. Quindi uso le mosse più leggere di jujutsu, come le prese e i soffocamenti, e non i “colpi fatali” del taekwondo.»

Fra le ragioni del successo di “Renegade” ci sono proprio le realistiche scene di combattimento. Molti dei fan dello show sono artisti marziali e spesso informano Lamas di quanto abbiano apprezzato l’autenticità di ciò che egli porta in video.

«Ricevo un sacco di lettere da fan che mi dicono quanto amino vedere un vero artista marziale interpretare scene di combattimento», dice Lamas. «Loro sanno capire quando c’è uno stuntman sullo schermo e non l’attore. Finché presenti le arti marziali in un modo positivo allora fai un servizio a tutta la comunità atletica. Odio vedere qualcuno cercare di tirare una tecnica ed eseguirla male. Piuttosto preferisco uno stuntman addestrato nelle arti marziali al posto di un attore che ne sia digiuno.»

Per migliorare le proprie capacità Lamas ha iniziato recentemente un addestramento con il noto istruttore di karate shito-ryu ed esperto di iaido (spada giapponese) Minobu Miki del Japan Sports Center a Point Loma (California).

«Sono stato incoraggiato ad allenarmi con Shihan Miki per imparare ad usare la spada in un film che stavo girando, dal titolo Midnight Man», rivela Lamas. «Per circa un anno mi sono allenato con lui su quelle tecniche. Finito questo addestramento per il film, ho scoperto che questo tipo di allenamento è un modo perfetto per tornare alle basi del karate tradizionale giapponese.»

E per Lamas, imparare le delicate tecniche di spada è stato semplice e naturale.

«È uno studente molto bravo, impara velocemente», ha detto Miki di Lamas. «Lavora molto duro ed è molto concentrato.»

Lamas afferma che l’atmosfera tradizionale che si respira nella scuola di Miki è utilissima per imparare.

«Il dojo (scuola) di Shihan Miki è la scuola di karate più tradizionale che io abbia mai visto», ci informa Lamas. «Ecco perché sono ancora qui e ci tornerò sempre. È importante ricordare le radici da cui ogni artista marziale ha iniziato il proprio allenamento.»

Lamas sta lavorando ad un film intitolato Mask of Death, programmato per uscire al cinema agli inizi del 1996. Il talentuoso attore ricoprirà il doppio ruolo di poliziotto e signore della droga, ma afferma che ci sarà anche una parentesi marziale nel film.

«Ci sarà qualche sequenza marziale, ma non molto karate», dice Lamas. «Non mi piace presentare sempre arti marziali, qualche volta è divertente prendere una sedia e spaccarla in testa a qualcuno.»

Lamas ammette, comunque, che il suo addestramento nelle arti marziali è diventato più di un modo di vendere bene una scena in un film o in una serie TV. Per lui è ormai uno stile di vita.

«Quando non ti alleni e non ti eserciti nelle arti marziali, tutto ne sembra soffrire», aggiunge Lamas. «Allenarsi nelle arti marziali è davvero diventato fondamentale per me.»


L.

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13 risposte a Black Belt: intervista a Lorenzo Lamas (1996)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Bella intervista e ottima traduzione. Peccato che alla fine di tutto torniamo a quanto diceva Lucius all’inizo del ciclo su Lamas. Decine di film, una serie tv e tutta l’intervista parla di… “Renegade”. Ottimo!

    “Odio vedere qualcuno cercare di tirare una tecnica ed eseguirla male. Piuttosto preferisco uno stuntman addestrato nelle arti marziali al posto di un attore che ne sia digiuno.” mi viene da dire a Lamas: benvenuto negli anni 2000! Se fossi nato dieci anni dopo, anche tu, caro Lorenzo, avresti fatto la fine di Adkins. Costretto a fare lo sgherro generico che tira calci volanti nei film Marvel

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Proprio lui non dovrebbe parlare, visto che nelle poche scene di lotta in cui si è lanciato nei film non è che abbia fatto poi ‘sto figurone!
      Purtroppo Hollywood non la pensa come lui, e ha sempre e costantemente scelto attori incapaci piuttosto che atleti non attori, e il pubblico ha sempre applaudito: ricordo sempre che un inabile totale come Keanu Reeves è considerato star marziale…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Da quanti anni sostieni la teoria che è meglio saccheggiare le palestre, insegnare a quattro cinture nere a mettersi in posa e non guardare in camera piuttosto che andare a bussare alla villa di qualche mammasantissima di Hollywood e pagarlo milioni di $ per fargli tirare due calci sghembi?

        Poi ovviamente ci sono le eccezioni meritevoli ma si contano sulle dita di una mano…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A quanto pare è una battaglia persa in partenza 😛

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    A quando le nozze tra te e Lamas? 🙂 🙂 🙂
    (/io mi propongo come testimone)

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  3. Cassidy ha detto:

    Mi ha stupito tutto questo parlare di tecniche marziali, lui che non mi è mai sembrato una cima, ma evidentemente si era “calato nel personaggio” 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Diciamo che vista la rivista stava tirandosela un po’. Un po’ parecchio 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, ricordiamoci il valore che dava al personaggio: Reno Raines era il buono della situazione, qualcuno da prendere a esempio positivo… quindi, come sottolinea lo stesso Lorenzo, non poteva eseguire tecniche troppo letali. E allora, secondo quest’ottica, diventava per forza indispensabile anche fingere di non essere sempre troppo bravo nell’eseguirle (tutta una finta, eh, ovviamente studiata a tavolino) 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Un furbacchione, il nostro Lorenzone!

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  4. Denis ha detto:

    Ma quello in copertina e Ken Shamrock che era all’epoca un lottatore della UFC per poi passare a fare il wrestler bene tra l’altro anche se era un pò stiff(colpi più duri) ma la barra al braccio che fa Lamas e una mossa finale che la bella rossa irlandese Becky Linch usa in WWE ,e una kimura lock invertita,ha un nome specifico?

    Piace a 1 persona

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