Venerdì 13 [9] (1993) Jason va all’inferno

Nuovo appuntamento per raccontare i miei venerdì con Jason.

Su “Gorezone” n. 26 (primavera 1993) il giornalista Michael Gingold racconta che in redazione da anni arrivano pacchi di lettere in cui fan da ogni parte del Paese chiedono disperati quando uscirà il successivo film di Venerdì 13:

«Al che penso: ma perché ne volete uno? Il mondo ha davvero bisogno di un altro di questi film? I soldi non sarebbero spesi meglio producendo e promuovendo eroi cinematografici più originali e più arditi?»

La risposta è insita nella successiva domanda: perché nuovi maniaci assassini come il Dottor Giggles (nato dai fumetti horror della Dark Horse Comics) sono fallimenti al botteghino e invece l’ennesimo inutile film di Jason o di Mike Myers o di Freddy incassa regolarmente? Forse allora – rispondo io – non è colpa di produttori svogliati e sceneggiatori molto poco ispirati: è il pubblico che vuole sempre the same shit (per dirla alla Marilyn Manson), e quindi qualsiasi new shit è destinata a fallire. Il pubblico è un Gattopardo: vuole qualcosa di diverso che sia sempre uguale. E i produttori, che sono lì per vendere, non per creare arte, fanno di tutto per rispettare questo assunto.

Primavera 1993, compie 13 anni la saga di Venerdì 13: e che fai, non lo festeggi questo evento?
Il vero evento è però un altro. In questi quattro anni di silenzio dall’ottavo film la Paramount evidentemente s’è stufata del maniaco con la maschera da hockey, o forse ha ricevuto una proposta d’affari che non è riuscita a rifiutare: fatto sta che dal 1992 i diritti della saga passano alla New Line Cinema, la casa che ha raggiunto enorme successo dalla seconda metà degli anni Ottanta con la saga di Nightmare on Elm Street: per la prima volta Jason va a giocare a casa di Freddy Krueger…

Benvenuti in casa Krueger…

Questo tra l’altro significa un’interruzione netta nella distribuzione italiana: i primi nove film, distribuiti nel nostro Paese in VHS dalla CIC Video, vengono tutti ristampati in digitale dalla Paramount: dal decimo film è la stessa giungla – con gli escrementi al posto delle liane – in cui è caduta la saga di Hellraiser. Quando i cicli di film cambiano produttori o distributori, immancabilmente si perdono per strada.

Chiudi la porta, che ora siamo tutti!

Per il suo primo film di Jason la New Line fa tornare Sean S. Cunningham alla produzione («Eravamo molto interessati [a Jason]», racconta a “Jason Goes to Hell Magazine” Michael De Luca, vice-presidente esecutivo della New Line Cinema, «e siamo stati felici che Sean abbia accettato di partecipare»), e la scelta del regista ricade sul 23enne Adam Marcus. Il motivo di questa scelta è tanto semplice quanto incredibile: «All’età di 11 anni ho lavorato al Venerdì 13 originale: portavo il caffè a Sean Cunningham», racconta il giovane al giornalista Marc Shapiro di “Gorezone” nella primavera del 1993: mi sembrano le credenziali migliori per prendere in mano la saga. «Quell’esperienza mi ha fatto appassionare alla regia e mi ha portato ad essere coinvolto in questo progetto.»

Adam Marcus e la testa di Jason

«Il film inizia dove finisce Venerdì 13 parte 2» dice il regista alla rivista “Shivers” nel marzo 1993, nella qualità anche di co-autore del soggetto insieme a Jay Huguely, che poi si è occupato della sceneggiatura insieme a Dean Lorey. «Per noi i film successivi hanno un po’ preso in giro i fan.» Marcus invece ci pensa, ai fan, e secondo lui questo nuovo film «risponde ad alcune precedenti domande lasciate senza risposta. Per esempio, com’è tornato in vita Jason?» Ammazza, che domandone! Si vede proprio che Marcus è un esperto della saga: direi quasi un sagaiolo. Comunque la risposta è geniale: «Noi spieghiamo che Jason è la sentinella del diavolo, con un cuore nero, che uccide la gente»: meno male che è arrivato Marcus e le sue sensazionali risposte a domande che nessuno si pone! Volete sapere di lavoro, soldi e amore? Chiedete a Marcus…
Ma occhio perché il regista-autore, pensatore professionista, ha avuto un’altra rivelazione che vuole condividere con il mondo: ci sono fin troppi horror con adolescenti, perché non fare un horror con personaggi adulti in cui i giovani possono immedesimarsi? Ragazzi, aprite le finestre perché dopo le dichiarazioni di Marcus tocca far cambiare l’aria…

Essere o non essere… Jason?

Il regista si fa bello millantando pratiche difficilmente credibili, tipo prendere gli attori che interpretano i poliziotti e farli affiancare a veri tutori dell’ordine così da rendere più reale la loro interpretazione: si sa che esistono consulenti che lavorano per il cinema e spiegano agli attori come muoversi sul set, ma che una minuscola produzione del genere li mandi addirittura in affiancamento mi permetto di dubitarne. Visto poi che i poliziotti sono davvero comparse nella storia.
«I concorrenti con cui dovrà vedersela questo Venerdì 13 non sono i film precedenti, bensì Il silenzio degli innocenti [1991], La mano sulla culla [1992] ed altri film da 50 milioni di budget»: questo sì che vuol dire essere ambiziosi! Ok, La mano sulla culla mi sa che all’epoca l’ho visto solo io, ma quegli innocenti silenziosi mi sa che non conviene prenderli come metro di paragone per un film di Jason…
Qual è alla fine la ricetta del genio del cinema Marcus? «Buoni personaggi e una storia appassionante, non certo tonnellate di effetti speciali.» Ammazza che fine pensatore, ha davvero capito tutto del cinema: gli autori di Jason li vanno a scegliere nei migliori manicomi.

Il vero motivo per continuare a fare film di Jason e Freddy

Dopo un paio di visioni di prova nel gennaio 1993 e relativo nuovo materiale girato a febbraio – “Fangoria” n. 122 (maggio 1993) ci dice che il pubblico ha chiesto più sesso, e questo forse spiega (suppongo io) l’aggiunta posticcia della scena dei ragazzi in campeggio, poi massacrata dalla censura italiana – l’uscita americana viene annunciata per il 12 marzo 1993, poi slitta al 2 aprile e finalmente ci si decide: Jason Goes to Hell: The Final Friday esce venerdì 13 agosto!
Riceve il visto della censura italiana il 25 luglio 1995 – con il divieto ai minori di 14 anni – e la Medusa Video lo presenta con il titolo Jason va all’inferno nel 1996 (data riportata da una Videoguida del 1999).
Il primo passaggio televisivo noto risale a sabato 18 luglio 1998, quando viene trasmesso da Italia1 in seconda serata con questa trametta.

«L’ultimo episodio dimentica la trama dei film precedenti, concentrandosi sull’assassino “immortale” e, come al solito, è diretto e interpretato da giovani sconosciuti. […] “Erratico, illogico e particolarmente crudele” lo definisce la critica americana, ma i patiti del genere non verranno delusi, anche perché non mancano i riferimenti ad altri filoni horror contemporanei né gli omicidi a catena (83 dice chi li ha contati).»

Nel marzo del 1999 il film viene sottoposto di nuovo alla commissione di censura italiana in occasione dell’uscita in home video, e stavolta il responso è diverso: nessun divieto ai minori «tenuto conto dei tagli effettuati rispetto alla prima edizione».
Così la Medusa Video lo riporta in VHS il 13 dicembre 1999 in versione tagliata rispetto alla versione cinematografica (non saprei rispetto alla precedente VHS): molto più che le scene violente (al di sotto della percezione umana) i tagli colpiscono principalmente le scene di sesso, rendendo in pratica incomprensibile la citata sequenza della coppietta in campeggio, sforbiciata di quasi tre minuti su sette totali!
Finalmente la Cecchi Gori lo porta in DVD dall’11 aprile 2006, vantando un visto censura privo di divieti risalente ad un fantomatico 5 febbraio 1993: addirittura sei mesi prima dell’uscita in patria!

Mi sa che il copyright del titolo “Friday the 13th” è rimasto alla Paramount…

Dimenticate dunque tutti i film dal terzo in poi, cancelliamo le trovate di una sceneggiatura assente e torniamo a Crystal Lake, un campeggio estivo fantasma abitato da un mostro omicida. Di notte si presenta una ragazza sola che comincia a spogliarsi per un bel bagno rilassante: in pratica sta gridando “uccidetemi” a pieni polmoni.
Jason arriva e la tipa comincia a sfuggire, con salti e capriole, finché scopriamo che è tutta una divertente trovata: la ragazza è solo un’esca per catturare Jason, portarlo nel punto prestabilito e bombardarlo con un’atomica!
Ma chi è ’sta screaming/running queen che osa per la prima volta cambiare il rapporto fra vittima e carnefice?

Lo spirito base della saga è pienamente rispettato

Dopo il successo del suo sexy show ne Il duro del Road House (1988), Julie Michaels comincia a ricevere proposte da tutti i produttori, ma c’è un problema: sono tutti ruoli horror, e Julie non vuole farli.
«I film horror mi hanno spaventato a morte sin da ragazzina», racconta l’attrice alla rivista “Femme Fatales” (inverno 1993) che le dedica un corposo articolo pieno di foto ammiccanti: «se non riesco neanche a vederli, perché mai dovrei farli?» Poi però il fidanzato la convince a provare, cedendo alle lusinghe del produttore Joel Silver.

Convinta dunque ad interpretare la screaming queen che apre il film, la Michaels afferma di aver utilizzato le proprie conoscenze marziali per eseguire da sola la scena fisicamente impegnativa che le viene richiesta. Si ritrova così sul set di Jason Goes to Hell con indosso un giacchetto con stampato il nome del suo ruolo: “esca” (bait). E in effetti non le viene richiesto altro. Né l’attrice vuole fare altro, visto che non sopporta gli horror.

«La première si svolgerà al Chinese Theatre. Sono sicura che andrò lì e guarderò solo i primi 15 minuti del film, che racchiudono in pratica tutto il mio ruolo, e poi me ne andrò. Oppure chiuderò gli occhi e passerò il resto del tempo così.»

Grazie a questo ispirato personaggio, il film promette bene. Anche se purtroppo dura poco.

Una comparsata di Kane Hodder nei suoi consueti panni da Jason

Esploso e fatto a pezzi, analizzando i poveri resti di Jason il coroner (Richard Gant) non ha dubbi ed emette il suo referto ufficiale:

«La mia professionale opinione è che era fatto tutto di merda!»

Frase simpatica ma in realtà l’originale dice ben altro: «In my professional opinion this guy’s deader than shit», questo tizio è più morto della merda. Frase che ovviamente viene subito smentita nel constatare che anche smembrato Jason è tutt’altro che morto, visto che il suo cuore ipertrofico continua a battere anche sul freddo lettino mortuario.
Il coroner gli dà un morso – il cuore è matto, matto da legare, ma pure il coroner mica scherza – e lo spirito di Jason si impossessa di lui: perché ora Jason è un’entità che passa di corpo in corpo, penetrando le vittime con un dirigibile marrone senza elica né timone…

Roba da smascellarsi!

Il presentatore della trasmissione televisiva d’inchiesta “American Case File” Robert Campbell (Steven Culp) intervista il cacciatore di taglie Creighton Duke (Steven Williams) il quale piazza la sua rivelazione-bomba: il corpo non conta niente, Jason è un’entità che può cambiare “ospite”. Non serve a niente, dunque, averlo ucciso: apparirà un altro Jason.
Visto che dall’obitorio fino a Crystal Lake è stata registrata una serie di misteriosi omicidi, Campbell dà per scontato che Jason sia tornato in azione, e a questo punto offre 500 mila dollari al cacciatore di taglie Duke se riuscirà a dimostrare l’esistenza di Jason e se riuscirà ad ucciderlo. Definitivamente, si spera.

Al cuore, Ramón! Ma è lì il cuore?

Ok, siamo nel campo della cazzatona spinta ma l’idea del cacciatore di taglie mi piace: cosa farà ora questo Renegade abbronzato? Una mazza di niente: per tutto il film rimarrà seduto ad aspettare che Jason vada da lui e lo ammazzi come un coglione in due nano-secondi. Fischia, che filmone! Si sente il tocco New Line…

Gli angoli dei lettori nelle riviste dell’epoca che ho sfogliato sciabordano di fan che mediamente sono rimasti soddisfatti del film, apprezzando almeno il tentativo di inventarsi qualcosa di nuovo rispetto allo stesso schema ripetuto fino alla nausea. In realtà questa trovata mi puzza assai: che abbiano voluto semplicemente risparmiare sul trucco di Jason? Qui in fondo abbiamo un intero cast che a turno interpreta Jason a prezzi molto più bassi, quindi forse più che una trovata “artistica” mi sembra una paraculata finanziaria.
Mantenendo il budget sui tre milioncini (la Paramount di solito ne investiva cinque) e puntando su una buona campagna pubblicitaria – senza contare l’attesa dei fan – l’operazione funziona e il film già nel primo weekend si porta a casa una decina di milioni. Quindi, al di là di qualsiasi giudizio di merito, è un successo. Jason è il capo: del cazzo e della merda (cit.), ma sempre il capo!

E Jason vince pure stavolta

Gli sforzi del lombricone-Jason di penetrare di corpo in corpo fino ad acciuffare una ragazzina non mi hanno appassionato, e davvero non sono riuscito a rimanere sveglio con questa trama, ma dal punto di vista delle citazioni… è tutto un altro taglio!
Nell’esatto momento in cui mi è venuto in mente il pensiero “Va be’, ma in pratica hanno trasformato Jason nella versione noiosa de La Cosa di Carpenter” ecco che appare un’inquadratura con una cassa proveniente da una spedizione artica… targata Julia Carpenter. Applausi a scena aperta!

Una spedizione artica targata Carpenter… vince tutto!

Ad un certo punto, però, la mascella casca col botto e c’è il serio rischio di uno schioppone al cuore… quando sbuca Lui. Il Libro Falso per eccellenza. Il re degli pseudobiblia. Il Necronomicon

Chiunque citi il Necronomicon vince la partita a tavolino!

Passato l’entusiasmo per l’apparizione del celebre pseudobiblion – perché, è sempre bene ricordarlo, pseudobiblia è un neologismo basato sul greco: al singolare NON fa pseudobiblium, come il latino curriculum! – sorge spontanea la domanda: come può il film della New Line Cinema mostrare un elemento cardine di una saga cinematografica che non gli appartiene?

Anche Grumpy Cat cita il Necronomicon!

È vero, il futuro novembre 1993 uscirà in Inghilterra Necronomicon con Jeffrey Combs che negli Stati Uniti verrà distribuito proprio dalla New Line, ma quel film NON MOSTRA il libro che si vede in questo Venerdì 13 dell’agosto 1993, che è invece quello storico creato da Tom Sullivan e presentato da L’Armata delle Tenebre (Army of Darkness) il precedente febbraio 1993, il quale replica l’originale mostrato ne La Casa 2 (Evil Dead II) nel marzo 1987.
Entrambi questi film di Sam Raimi sono targati DEG (De Laurentiis Entertainment Group): come fa la New Line a mostrare un loro riconoscibilissimo oggetto di scena, che addirittura identifica la saga?

Jason Goes to Hell (1993) vs Evil Dead 2 (1987)

A parte un semplice permesso dei detentori del copyright, posso avanzare un’ipotesi: Evil Dead 2 viene distribuito in Canada dalla Paramount, casa che magari possiede ancora qualche briciolo di copyright quando vende Jason alla New Line. Chissà che nel pacchetto non ci abbia infilato pure i diritti del Libro delle Leggi dei Morti…

Tutti e due i campioni della New Line sono morti… pronti a tornare in vita!

«Stiamo dando a Jason una fine molto migliore di quella di Freddy», confessa il regista-autore Marcus a “Gorezone”, dimostrando sia che il film è nato come episodio conclusivo sia che Freddy Krueger era nei pensieri degli autori. La scena migliore di tutto il film è infatti quella finale in cui la mano tagliente di Freddy fuoriesce dalla terra ad afferrare la maschera da hockey del suo esimio collega: è il primo vagito di uno scontro di là da venire.

Nel 1993 siamo a Freddy 6 e Jason 9, ma sembra finita l’epoca delle grandi saghe cicliche, ed entrambi i mostri si prendono un periodo di riposo nel loro inferno, caldo ed accogliente, in attesa di uscirne per finire in un inferno decisamente peggiore: l’orripilante cinema del Dopo-Duemila…

L.

Anche Grumpy Cat cita Jason!

P.S.
E ora, tutti nella Bara Volante… prima che vi ci mandi Jason!

Bibliografia

  • Simon Bacal, The Ninth Life of Jason Voorhess, da “Shivers” n. 6 (marzo 1993)
  • Steve Biodrowski, Formerly the “Body”, She is now a Bogeyman Buster, da “Femme Fatales” volume 2, n. 2 (inverno 1993)
  • “Fangoria” n. 122 (maggio 1993)
  • “Fangoria” n. 129 (dicembre 1993)
  • Michael Gingold, Future Shock, da “Gorezone” n. 26 (primavera 1993)
  • Jason’s Final Hour, da “Jason Goes to Hell Magazine” (1993)
  • Adam Rockoff, Going to Pieces. The Rise and Fall of the Slasher Film, 1978-1986 (McFarland 2016)
  • Marc Shapiro, Starting Work on a Friday, da “Gorezone” n. 26 (primavera 1993)

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38 risposte a Venerdì 13 [9] (1993) Jason va all’inferno

  1. Cassidy ha detto:

    Come dicevano con Evit qualche venerdì fa, ero sicuramente tra quelli che quel 18 luglio del 1998 ha visto il film in seconda serata su Italia 1, attratto principalmente dalle grazie di Julie Michaels (lo ammetto candidamente) per poi scoprire che in realtà era un film con Giasone 😉

    I retroscena che hai scovato sono come al solito fantastici, finalmente ho capito perché questo film non si chiama “Venerdì 13 vattelapesca”. Sono anche contento che la sorpresina ti sia piaciuta, ok il cameo di Freddy è scemo ma divertente, quello sul Necronomicon è molto più gustoso no? Non ricordavo l’omaggio a Carpenter, ma sai che per me ogni giorno passato a parlare di Carpenter è un giorno ben speco quindi mille grazie!

    La comparsa del Necronomicon che hai ben ricostruito è la conferma che i diritti di sfruttamento su “Evil Dead” sono un gran casino, sparsi in lungo e in largo tra varie ehm, case. Da qui le difficoltà di Raimi nel realizzare un “Evil Dead 4”. Altro giro, altro gran post del venerdì! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per me, se avessero fatto la Michaels protagonista il film ci avrebbe guadagnato parecchio 😛
      I diritti sono davvero una brutta bestia, e chissà che casini ci sono dietro. Pensa che a fumetti la Dynamite ha i diritti di “Army of Darkness” e tutti i suoi personaggi – quindi può infilare il Necronomicon di Sullivan dove vuole, anche nel fumetto di Grumpy Cat! – mentre i diritti del titolo “Evil Dead 2” ce l’ha un’altra casa (mi sfugge il nome) che ha sfornato una serie di sequel/prequel del celebre film: entrambe le case usano il nome di Ash ma solo ed esclusivamente legato ai titoli di cui hanno i diritti.
      Con il suo crollo, chissà De Laurentiis che ha combinato coi diritti cinematografici della saga, che già partiva maluccio: magari ha smembrato i diritti per guadagnarci di più, e ora Raimi dovrebbe andare in giro a recuperare i vari “pezzi”, se no dopo aver cambiato già il nome del suo libro dovrebbe cambiarlo un’altra volta 😀 Stavolta sarebbe giusto chiamarlo Libro delle Leggi de li Mortacci Vostra 😀

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      • Cassidy ha detto:

        Ahaaha esatto, quello sarebbe il nome giusto! 😀 Si i diritti di “Evil Dead 2” erano di Dinone De Laurentiis che si sicuro avrà svenduto a chiunque per incassare. Motivo per cui nella serie “Ash vs Evil Dead” non hanno mai potuto fare riferimento a “Evil Dead 2” ma nemmeno alla mano “robotica” medioevale di Ash, perché lì i diritti sono della MGM (mi pare). Per tornare a cose più liete, a distanza di anni, ancora ricordo la Michaels, e stiamo parlando del 1998 mica di ieri pomeriggio! 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Noooo una serie con Ash che ha quel tipo di limitazioni???? Ma qui serve un bel colpo di motosega ai detentori dei copyright! 😀
        Voglio provare a vedere se esistono registri pubblici che attestino chi “possiede” quei vari elementi…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Come camminare sui carboni ardenti! Mi immagino il casino nelle riunioni pre-produzione.
        E mi viene in mente pure “Mai dire mai” il capitolo apocrifo di 007. Potevano usare il personaggio di James Bond, la SPECTRE, M e Q. Ma non potevano usare la sigla 007… Mezzi diritti in mano alla MGM, mezzi a Albert Broccoli, altri agli eredi di Fleming!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ ufficiale: la giungla dei diritti è terrificante!!!

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Anche questo capitolo me lo ricordo bene. Ma rispetto al precedente non piacque granché. Le trovate, seppur originali, stonano con i cliché classici della saga che già da mo’ avrebbe dovuto chiudere baracca e burattini. Ma se la gente continua a pagare i biglietti del cinema, perché interromperla? E poi chi sono io per criticare che quel capitolo crossover l’ho visto al multisala?

    Al solito, gran post ricco di gustose chicche pescate chissà come. Bravo Lucius!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, e rimarrà sempre un mistero come un prodotto in caduta libera da anni ancora faccia il botto di incassi: è pur vero che siamo nei primi anni Novanta, il cinema è ancora vivo e il pubblico ha ancora la strana abitudine di pagare il biglietto per film che non siano di/per ragazzini. La pacchia sta per finire…

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Quando ho letto che personaggi e storia sono più importanti degli effetti speciali (che sono comunque vitali, in certi generi) mi son detto: giusto! Ma sai creare personaggi e storia decenti?
    Mi sa di no: l’atomica bionda, le possessioni a progetto e soprattutto il coroner che mangia cuori “umani” pulsanti così, perché sì (ma per quest’ultima cosa non avrebbe fatto prima con uno schizzo di sangue durante un taglio? Vabbè, anche io che perdo tempo coi dettagli…)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è esistito un solo regista nella storia del cinema che abbia dichiarato alla stampa di preferire gli effetti speciali alla storia, è un “copia e incolla” che ogni autore è obbligato a dire: ma mica solo nell’horror! Ogni grande attore/regista marziale ha detto ai giornalisti che non vuole solo combattimenti perché in un film action quello che conta è la trama. Lo dicono TUTTI ma non lo fa NESSUNO. Nessuno pensa alla trama, mai, pensano tutti agli effetti speciali (o alle botte) perché è l’unico elemento che vende un film.
      Quando poi parla un regista del genere Venerdì 13 – dichiaratamente, notoriamente e palesemente nato e vissuto SOLO di effetti speciali, SENZA alcun tipo di trama – allora diventa maggiormente imbarazzante quando rilascia dichiarazioni ridicole di questo genere. Soprattutto dopo che TUTTI i suoi colleghi le hanno rilasciate ogni anno dal 1980 ad oggi, dimostrando regolarmente la loro stupidità, visto che all’uscita del film era chiaro che NON esisteva trama! 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Io mi vergognerei di dire cose così false, al posto loro: ci avessero provato e avessero fallito, ancora ancora… ma certe idee zoppe ho smesso di averle alle elementari, mano a mano che imparavo nuove cose!
        Certe storie sono frutto della sciatteria o dell’ignoranza in materie banali, e in entrambi i casi non ci si fa una bella figura.
        Questa gente si salva solo grazie al fan service.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo sì, sono proprio i fan gli artefici morali dei prodotti peggiori…

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, se quei fan fossimo NOI saremmo ovviamente artefici morali solo dei prodotti migliori (è che non ci lasciano lavorare) 😛
        Tornando a questo nono capitolo di Venerdì 13 che dire, se non che l’ho trovato senz’altro molto più divertente di quella nullità del suo predecessore, con le sue sapienti citazioni impossibili da non amare 😉 e il buon finale a sorpresa (obbligata, direi, visto il trasloco dei diritti: nella nuova casa non era certo lui a comandare)… per il resto, un non poi del tutto disprezzabile tentativo di re-interpretare l’immortalità di Jason, ovviamente fregandosene di nuovo di una continuity mai esistita se non forse nella testa di qualche fan sfegatato.
        P.S. Si sta avvicinando quel Jason X con qualcos’altro che non potrai NON amare… mmmh, quale indizio potrei darti? Si dice che la verità stia nel mezzo: e cosa c’è nel mezzo, lassù, tra la tua fan fiction Aliens vs Boyka e il tuo saggio sul mondo Ninja? 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Diaboliko Giuseppe sibillino!!! ^_^
        Sicuramente è apprezzabile il tentativo di rielaborare e reinterpretare la saga, anche se proprio non sono riuscito a farmi piacere il vermone Jason. Perché poi la prima vittima è stata legata, imbavagliata e sbarbata prima di ricevere il vermone quando poi per tutto il resto del film questo è passato di bocca in bocca (come una notizia un po’ originale) senza bisogno di tutte queste precauzioni?
        E poi la figura del cacciatore di taglie era un’ottima trovata: perché buttarla via un secondo dopo? Possibile non potevano fare fare qualcosa di diverso al tizio invece che morire come qualunque altro personaggio?
        Magari se avessi seguito questi capitoli man mano che uscivano avrei anche apprezzato l’evoluzione, invece rivederli così “a secco” tutti insieme mi fa solo domandare: ma come ha fatto ‘sto Jason a diventare così famoso? 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, alla fine lui ha sempre cercato di seguire la scia dei fratelli maggiori, solo che non è mai riuscito davvero a raggiungerli (e, visto il livello a cui hanno portato Michael Myers in special modo a metà dei ’90, forse è stato meglio così) 😛
        Quanto al film, ho l’impressione che allora si pensasse di poter realizzare il capitolo/confronto con Freddy in tempi molto più brevi di quanto non sarebbe stato poi: vedi il vermone richiamante in qualche modo i Demoni dei Sogni (Nightmare 6 – La fine), l’imperfetto “rituale” di possessione le cui incoerenze parevano suscettibili di nuove spiegazioni che sarebbero arrivate di lì a non molto, il cacciatore Steven Williams tolto di mezzo un po’ troppo velocemente per l’esperienza che vantava di avere (si prevedeva forse un suo ritorno in altra forma? Magari onirica, essendoci poi di mezzo Krueger?)… un primo tempo di idee abbozzate, in pratica, dove per sviluppare bene il tutto avrebbe dovuto esserci un secondo tempo che però non è mai stato girato: il Freddy vs Jason del 2003, infatti, non ha praticamente nessun vero legame con il film di Marcus.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai fatto bene a dirmelo, perché andrò a spulciare un po’ di copyright e di annunci su rivista: è facile che la New Line abbia fatto andare Jason all’inferno con un il piano preciso di farlo entrare subito nel “mondo di Freddy”. Poi magari qualcosa è andato storto e si è preferito puntare sul nuovo Freddy, ma chissà che non ci siano tracce di copioni lasciate in giro con i due mostri protagonisti 😛

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  4. Denis ha detto:

    «La mia professionale opinione è che era fatto tutto di merda!» e meta cinema e quello che pensano i produttori della loro saga.
    La mano della culla l’ho visto regia di Curtis Hanson: Rebecca De Mornay,un’incredibile da giovane Julianne Moore,Arnie Hudson che fa il ritardato e la piccola Madeleine Zima che da grande facendo l troione finisce in una trappola del Collector,il collezionista di persone uno dei pochi assassini originali fatti nei 2000,Steven Williams era gola profonda in X Files e il tenente in 21 Jump Street,Steven Culp era il marito di Brie ucciso dal farmacista in Casalinghe Disperate

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  5. Anonimo ha detto:

    Di tale film ricordo solo la locandina e l’esimio finale…stop! Ma penso che le mie scarne rimembranze siano una sorta di salvaguardia per le mie povere facoltà intellettive 🙂

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  6. Austin Dove ha detto:

    Dottor Giggles è bellissimo, pone la questione etica della cura dato che tutto quello che fa è per curare una spaventata quanto giovane Hollie Mary Combs!! Lui non si tocca uu

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  7. The Butcher ha detto:

    Devo dire che leggere di questi registi cheparlano del proprio Jason come di qualcosa di mai visto ed epico mi fa sorridere parecchio. Immagino che parlerai anche di quella trashata geniale che era Freddy vs Jason.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Eh sì, ormai mi faccio tutto il ciclo 😉
      Il bello di andarsi a leggere le vecchie interviste sta proprio nel portare alla luce l’assurdità delle dichiarazioni date alla stampa e ai fan: ognuno dei registi di questa saga – come di tutte le saghe – dichiara che lui farà qualcosa di diverso e di migliore. Spero che serva agli spettatori di oggi, che quando sentono il regista del momento dire la stesaa cosa, capiscano che sono parole di circostanza 😉

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  10. Sam ha detto:

    Io stò film lo avrò visto in tv nel 96 max (forse prima ) a notte horror, , di sicuro il 98 è troppo tardi (veniva citato pure ne l’Almanacco della Paura del 1993 )
    Ma poi scusa Lucius, che dovrebbero dire i registi intevistati , dei loro film ?
    ” ho fatto un film di merda senza trama perché non ho talento e/o non avevo voglia di sbattermi, che tanto voi siete coglioni e andrete a vederlo in massa cmq , e poi sono stato pagato tanti bei soldoni.”
    Un minimo di dignità professionale devono mantenerla….

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