Cinecomics 1976: tanti progetti falliti

“Starlog” n. 2 (novembre 1976)

Traduco questo splendido articolo apparso sul numero 2 (novembre 1976) della rivista “Starlog”: un delizioso ed irrestitibile scrigno di anticipazioni che dimostra l’entusiasmo dell’epoca per il cinecomics, cioè per la trasformazione di avventure a fumetti in film cinematografici.

Ciò che stupisce di questa rassegna di progetti futuri è che… la maggiorparte di essi è destinata a naufragare!
A parte Superman, che sarà effettivamente un enorme successo cinematografico, gli altri progetti anticipati o non arriveranno mai a compimento o usciranno in sala solamente molti anni dopo, risultando sonori flop al botteghino.

Fra le eroine anticipate solamente Wonder Woman avrà del tangibile successo televisivo.


Portare in vita i fumetti

di Gary Gerani

da “Starlog” n. 2 (novembre 1976)

Stando ad una tendenza di Hollywood per la nostalgia da fuga dalla realtà,
stanno tornando i grandi pionieri del fumetto del passato.
Sia cinema che TV sono sommersi di progetti basati su grandi produzioni americane a fumetti. E al contrario delle parodie auto-distruttive nate dal “Batman” televisivo,
molti di questi sono prodotti seri e regolari

Predecessore di tutti gli eroi muscolari e campione incontrastato è il Superman di [Jerry] Siegal e [Joe] Shuster, kryptoniano di nascita ma terrestre d’adozione. L’Uomo d’Acciaio ha ispirato una lunga serie di cartoni animati (i migliori dei quali sono quelli della Fleisher-Paramount creati negli anni Quaranta), la famosa serie TV con George Reeves, la serie di film con Kirk Aylan e più recentemente uno spettacolo a Broadway.

Ora, con un super-budget a disposizione, ritorna sul grande schermo nel chiacchierato Superman, The Man della Paramount. Mario Puzo, l’uomo che ha scritto Il Padrino, sta curando la sceneggiatura mentre alla regia c’è Guy Hamilton, veterano di James Bond. [In seguito sarà sostituito da Richard Donner. Nota etrusca.]

Chi interpreterà l’Uomo d’Acciaio in questa avventura contemporanea? Ci credereste… Burt Reynolds? Che ne dite di Robert Redford? E James Caan? Tutti e tre sono stati presi in considerazione, sebbene fino a questo momento non è nota la decisione finale. [Che ricadrà su Christopher Reeve. Nota etrusca.] Comunque il ruolo del padre di Superman è stato già deciso: Marlon Brando.

Ovviamente Superman è il titolo di bandiera della National Comics, casa di Batman, The Flash, Wonder Woman ed altri. Nonostante l’incredibile collezione di pionieri classici del fumetto, la National è ancora al secondo posto nelle vendite, dietro alla più vibrante Marvel Comics Group di Stan Lee.

Il personaggio di bandiera di quest’ultima casa è The Amazing Spider-Man: un liceale di nome Peter Parker, punto da un ragno radioattivo, vigila su Manhattan in tuta rossa, sconfiggendo i cattivi e diventando un mito.

Sebbene Spider-Man sia già stato portato in video con una serie di cartoni animati e lavori in live-action su “The Electric Compagny” della PBS, Stan Lee ha annunciato un film cinematografico su Spider-Man prodotto da Steven Krantz (quello di Fritz the Cat). Sono noti alcuni dettagli, fra i quali che sarà un live-action extravaganza, con un budget ragionevolmente alto. Un’altra super-star della Marvel è The Incredible Hulk, anch’esso in lizza per una riduzione a film.

E mentre i super-uomini si preparano a colpire, le loro controparti femminili all’improvviso scendono in campo con grande entusiasmo. Infatti c’è una crescente tendenza in America, nata probabilmente dal movimento di liberazione femminile, verso le super-donne. In TV, La donna bionica è un grande successo, e una super-ragazza in minigonna chiamata Isis ha provato di essere il personaggio più popolare del sabato mattina.

È stato inevitabile che i grandi personaggi a fumetti che hanno dato vita al sotto-genere volessero partecipare in qualche modo. Attento, Clark Kent… fai spazio a Wonder Woman!

La celebre super-donna di Charles Moulton, esperta di lazo e pilota di un aereo invisibile, ha ricevuto un trattamento televisivo da re da parte della Warner Brothers in una serie di episodi pilota e speciali chiamata The New, Original Wonder Woman, con protagonista una bellezza perfetta come Lynda Carter.

La casa originariamente ha certo di presentare il progetto già diversi anni fa, con un episodio pilota disastroso. Timorosa di ripetere l’errore del Batman televisivo, ha così optato per un’altrettanto inappropriata super-parodia, in salsa James Bond, con protagonista Cathy Lee Crosby nei panni di una specie di Wonder Woman. L’idea, buona sulla carta, non ha funzionato in video. Quindi si torna alle origini, all’eroina che combatte i nazisti vestita di satin.

Mentre certi elementi kitsch escono fuori ogni tanto, i produttori di The New, Original Wonder Woman non umiliano né si prendono gioco della loro eroina per strappare qualche risata. Oltre alla splendida signorina Carter, una scelta di casting ispirata è stata quella di Lyle Waggoner nel ruolo del maggiore Steve Trevor, amore della protagonista.

Sebbene girato per la ABC, questa ha scelto di presentare regolarmente solo La donna bionica e sembra riluttante a lanciare un’altra super-donna. La loro opzione su Wonder Woman scadrà questo novembre: se l’ABC per quel momento non l’avrà comprato, la NBC si è già impegnata per una serie di tredici episodi sul loro canale. L’ABC a luglio ha ordinato undici ore di Wonder Woman: saranno episodi da un’ora di durata con in più alcuni speciali televisivi. [Alla fine è stato trasmesso dalla ABC dal 1976 al 1977 e dalla CBS dal 1977 al 1979. Nota etrusca.]

Un’altra eroina a fumetti che seguendo lo stesso percorso è Sheena, Quen of the Jungle. La risposta femminile a tarzan sarà incarnata dal recente sex symbol di Hollywood Raquel Welch in un’avventura ad alto budget in lavorazione per la Universal. Sheena, naturalmente, indossa un ristretto costumino di pelle di leopardo, braccialetti d’osso ed ha i capelli biondi (Rachel dovrà tingersi) e doti fisiche bene in mostra. Oltre alla vita a fumetti, il personaggio è apparsa in alcune serie televisive di vita breve nei primi anni Cinquanta, con Irish McCalla nei panni di Sheena.

Combinando più mondi narrativi, c’è una donna di tutt’altro calibro: super-sensuale e super-potente, Vampirella è una succhia-sangue poco vestita proveniente dal pianeta Draculon, e combatte tanto i cattivi intergalattici quanto la sua voglia di sangue. [Si fa rifermento alla prima ed originale vita a fumetti del personaggio, prima di successive infinite reinterpretazioni. Nota etrusca.]

Il fumetto, una rivista di grande formato in bianco e nero, è prodotto dalla Warren Publishing, nota per le sue pubblicazioni di classe. Ora Vampirella (creata nei primi anni Sessanta) sarà un film cinematografico con ampie dosi di sesso, horror, non-sense e violenza.

La celebre casa Hammer sta producendo il film in Inghilterra, con il maestro della paura Peter Cushing nel ruolo dell’amico platonico di Vampirella, Pendragon il mago. A dare corpo al personaggio, in senso letterale quanto figurativo, c’è quella bellezza chiamata Barbara Leigh. Il soggetto, che comprendere zombie, alieni, spie e cattivi particolari, sembra essere una parodia tanto degli horror quanto dei film di spionaggio, con sesso elargito in buona misura. Una cosa è certa: l’attraente Leigh, infilata nel suo ristretto costume da Vampirella, è una delle immagini più stimolanti mai fuoriuscita da un fumetto per finire su schermo.

Alcuni ambiziosi tentativi di portare lo spirito dei fumetti su schermo sono falliti. Il più celebre è stato il tanto decantato Doc Savage, the Man of Bronze di George Pal. La Warner Brothers era così sicura che avrebbe fallito che a malapena l’ha distribuito ni sala, mandandolo direttamente su TV via cavo dopo solo qualche settimana nei cinema.

Una ragione per questo fallimento sembra essere il pessimo trattamento del materiale, tanto che gli entusiasti fan del fumetto alla prima del film sono caduti dalle poltrone.

Il buon trattamento dei televisivi L’uomo da sei milioni di dollari e La donna bionica sembrano aver convinto Hollywood che alla fine il successo dipende dal trattare seriamente una super-avventura, non parodiarla ridicolizzandola.

Se è così, abbiamo buone speranze che anche i nuovi eroi ed eroine a fumetti prendano vita in TV e al cinema.


Per finire, oltre a ricordare le mie recensioni di fumetti di Sheena e Wonder Woman, ecco un assaggio della mia retrospettiva sul mondo di Vampirella:


L.

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15 risposte a Cinecomics 1976: tanti progetti falliti

  1. Zio Portillo ha detto:

    Sarebbe bello prendere chi ha scritto l’articolo nel 1976 e portarlo di peso fino al 2018 per mostrargli cosa è successo in quest’ultima decade…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Poveretto, già sarà rimasto deluso dallo scoprire che orrore sono diventati molti dei film da lui presentati come ottimi progetti, ci manca solo che scopra l’industria spenna-bambinoni che è diventato il cinecomic 😀 Nel 1976 si poteva ancora pensare ad un film adulto con personaggi provenienti dal mondo dei fumetti: dal Duemila è inconcepibile un eroe che non faccia battutine come un dodicenne…

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      • Conte Gracula ha detto:

        In effetti, oggi sembra che i film tratti da fumetti siano comunque delle mezze parodie – alcuni più di altri.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il pubblico di riferimento è molto diverso, quindi per forza lo stile dev’essere diverso. Dubito che un qualsiasi cinecomic caciarone di oggi piacerebbe al giornalista del ’76 😛

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      • Andrea87 ha detto:

        sono d’accordo: nonostante i difetti, i film DC mi piacciono mediamente di più di quelli Marvel-Disney (discorso diverso per gli X-Men che la Fox e Bryan Singer trattano coi guanti, così come gli SpiderMan di Raimi).

        Un “Batman vs. Superman” o un “Suicide Squad” avranno mille difetti, ma sono a loro modo memorabili, i Marvel (ormai nemmeno li chiamo più per nome, ma solo per la casa di produzione) li vedo a casa su Sky e 10′ dopo mi dimentico di cosa abbiano trattato… è l’equivalente per nerd di Beautiful, ormai!

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  2. Denis ha detto:

    Veramente quelli Dc erano più adulti come tematiche ma sono finiti linciati dal web,basta guardare Batman vs Superman che aveva dei difetti ma a me e un mio amico è piaciuto, quelli Marvel sono tecnicamente migliori ma non li trovo riguardabili.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Essere finti cupi con attori musoni non lo considero “da adulti”, ma solo alla disperata ricerca di fan che seguano lo stile DC, molto più “flagellante” rispetto alla Marvel.
      A parte questo, Batman Superman è un guazzabuglio da mal di testa che merita solo disprezzo, al di là delle età 😛

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      • Denis ha detto:

        E tutto vero ma temo che siamo fuori target per gli Studios essendo film in cui l’autore non conta per non dare fastidio purtroppo se fosse per me Thor l’avrebbe diretto John Milius ,avrei messo pure Cronenberg a fare un cinecomics ,cioè nel ’84 in Firestarter la piccola Drew Barrymore bruciava viva la gente in X men ,Pyro fa due fiammele che ti spostano solo via.
        Sto leggendo Christiane F proprio del’76 in effetti il mondo e totalmente cambiato con sto buonismo farlocco.

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  3. Cassidy ha detto:

    Grazie per la traduzione e sto con Zio, all’autore dell’articolo verrebbe un colpo oggi 😉 Il cinema non è pronto per un adattamento di Vampirella fatto come si deve nel 2018 (anzi, nel 2018 meno che mai!) figuriamoci nel 1976 😉 Cheers

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  4. Giuseppe ha detto:

    Sicuramente la mentalità era MOLTO diversa in quel 1976… ottime intenzioni, senza dubbio, che però avrebbero necessitato anche di un’effettistica ben superiore a quella disponibile all’epoca per poter essere prese TUTTE sul serio. Certo è che purtroppo, alla fine, le linee guida riguardanti la “non parodizzazione” del personaggio furono man mano sempre più relegate a livello di intenzioni (appunto) che altro: ho avuto modo di vedere qualche episodio di The Secrets of Isis (serie inedita da noi), supereroina sulla falsariga di Wonder Woman e se, televisivamente parlando, anche qui ci si manteneva su di un livello dignitoso, su grande schermo già si cominciava a svaccare. E’ comprensibile privilegiare il ricordo del magnifico Superman di Donner, intendiamoci, ma non si possono passare sotto silenzio i coevi, goffi e ridicoli tentativi di portare Spider Man nelle sale… non ringrazierò mai abbastanza Sam Raimi per avermeli fatti dimenticare con il SUO eccellente Spidey!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il pezzo poi non lesina critiche al Batman pop televisivo, che invece in seguito mi sembra sia stato molto rivalutato. Diciamo che i fasti del successo a fumetti non sembrano eguagliabili nel medium cine-televisivo, a parte fortunate eccezioni.

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  5. Ivano Landi ha detto:

    Il più grosso rimpianto è il mancato “Vampirella” della Hammer, che va, ahimè, ad aggiungersi a una mia personale lista di mancate realizzazioni.

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