Venerdì 13 [10] (2001) Jason X

Nuovo appuntamento per raccontare i miei venerdì con Jason.

Il registino Rob Hedden, intervistato da Steve Newton per “Gorezone” n. 10 (novembre 1989), così aveva vaticinato:

«Una [delle mie due idee] vedeva Jason imbarcarsi su una nave da crociera piena di adolescenti, e sarebbe stato come Alien, con tutti intrappolati nell’astronave, anche se in realtà era una semplice nave.»

Quindi nel 1989 già era stata piazzata un’idea che avrebbe richiesto dieci anni di tempo per vedere la luce: già prima dell’ottavo titolo della saga era nato Jason X.

Ecco l’atteso film di J-Ax!

Mai erano passati così tanti anni fra un episodio e un altro di Venerdì 13, cos’è successo? La New Line Cinema ha acquistato i diritti di Jason – e, lo ricordo, SOLO Jason, non il marchio Friday the 13th che rimane alla Paramount, così che può ristampare DVD e Blu-ray a go-go – per farlo scontrare con il padrone di casa Freddy Krueger? E se è così… perché non l’ha fatto dopo il 1993?

«Aspettate un attimo, ma Jason non doveva incontrare Freddy Krueger in una battaglia sanguinosa? [blood-spattered battle royal]». A porsi questa domanda è il giornalista Alan Jones che, sulle pagine di “Femmes Fatales” nel luglio 2000 anticipa l’uscita del nuovo film. «Pete Briggs, sceneggiatore di Alien Predator, ha scritto un copione per raccontare questo scontro, per la cui regia è stato contattato il veterano degli effetti speciali Rob Bottin, che poi anche lui ha scritto un copione dove Jason incontra Freddy. Cos’è successo poi?»
Scopriamo così notizie succulente, anche se molto vaghe: non ho trovato traccia di Pete Briggs, e se il giornalista si riferisce ad Alien Predators del 1985 risulta tutt’altro sceneggiatore (Noah Bloch).

Comunque sappiamo che l’idea è stata davvero presa in considerazione negli anni Novanta: com’è finita? Risponde il produttore Sean S. Cunningham: «Era una di quelle idee che sembrano favolose sulla carta ma che poi sono impossibili da realizzare in modo soddisfacente per tutti.» Invece le porcate di Cunningham hanno lasciato tutti soddisfatti? «Okay, queste due icone horror si affrontano, ma per cosa combattono? Perché dovremmo interessarcene? Per vedere chi lascerà più cadaveri dietro di sé? E se sono entrambi cattivi, chi è il buono della storia? Con chi dovrebbe simpatizzare lo spettatore?»

Un personaggio in frigo in attesa di essere scongelato dai produttori

«Jason poi agisce nel mondo reale come una macchina ad guerra», continua il produttore, «mentre Freddy opera nel mondo dei sogni: come metti insieme questi due mondi? Se Jason fa un sogno, lì avrà sempre i suoi poteri? Se Freddy appare nella realtà di Crystal Lake, può comunque comandare i suoi incubi? C’erano troppe questioni irrisolte, ed ogni volta che creavamo una base di regole l’intera premessa cadeva. Sì, uno scontro fra Freddy e Jason sarebbe grandioso, ma come li riempiamo i successivi 75 minuti di film? Non sono sicuro che risolveremo mai questo problema.»
Quanta saggezza in un produttore specializzato in film che la logica la salutano da lontano, sghignazzando…

Guardate laggiù: è la logica nei film di Venerdì 13!

Sono stati davvero i problemi di trama a bloccare la nascita di una storia che sembrava scontata fin dal 1993 e che tutti aspettavano? E stiamo parlando di spettatori che hanno mandato giù episodi di Venerdì 13 che non hanno nulla di umano: sarebbero stati così insoddisfatti della trama di un Freddy vs Jason? E pensare che negli anni Novanta il cinema era ancora vivo e c’era speranza di tirar fuori qualcosa non dico buono, ma almeno divertente. Come sempre succede, quando si può fare un film non è il momento giusto, e lo si fa solo ed esclusivamente al momento sbagliato.
Il mio sospetto comunque è che la New Line abbia dovuto gestire una “crisi mostri” importante, tanto da spingerla nel 1994 ad un tentativo di iniziare da capo con Nightmare: nuovo incubo che non ha portato a nulla. Al di là di ventilati “problemi di trama”, forse la fine degli anni Ottanta e il suo culto per lo splatter si è portata con sé nella tomba anche lo slasher

E David Cronenberg si chiede: che diavolo ci faccio qui?

«Sono passati sette anni da Jason va all’inferno e il pubblico è pronto per una nuova avventura», spiega Cunningham sempre a “Femme Fatales” (luglio 2000). «Il copione è di Todd Farmer, un giovane scrittore che ha lavorato per me negli ultimi tre anni. La New Line ha adorato il suo soggetto tanto che ci hanno dato un budget tre volte superiore quello per il più costoso film della saga.» IMDb parla infatti di 11 milioni di dollari, che in effetti per un film di Venerdì 13 è parecchiotto, e addirittura nel marzo 2002 “Fangoria” cita ben 13,5 milioncini.
Il produttore ci dice che nel settembre precedente (1999) James Isaac ha iniziato a dirigere le scene sull’astronave e conta di far uscire il film finito per l’Halloween del 2000. Le cose poi non andranno così, visto che all’ultimo momento la data slitta al gennaio 2001, poi al marzo successivo, poi all’aprile, poi il film viene presentato al tedesco München Fantasy Filmfest il 24 luglio 2001 ma alla fine esce in patria americana solo il 26 aprile 2002.

In Italia il film è distribuito maluccio. Ottiene il visto censura solamente il 25 giugno 2004 e la Medusa lo porta in DVD dal 25 gennaio 2005: non si conosce alcun altro tipo di distribuzione.
All’inizio del Duemila ricordo che trovai in rete un trailer ad alta risoluzione scaricabile del film – quello che riporto più sotto da YouTube – e mi innamorai della canzone: ma chi è quel tizio che strilla? Probabilmente era lo stesso 2002 in cui sentii la stessa canzone in The One (2001) con Jet Li: era un periodo d’oro per Bodies dei Drowning Pool.
Quella è stata la prima ed ultima volta che questo film mi è capitato sotto gli occhi, prima di questo ciclo.

«Let the bodies hit the floor / Let the bodies hit the floor / Let the bodies hit the floor…» (cit.)

«Il machete è piacevole da stringere nella mia mano. Il responsabile degli oggetti di scena Chris Pellegrini sorride mentre alzo l’arma sulla mia testa e mi metto in una posa minacciosa. Occhi sbarrati, mimo l’attitudine omicida che il serial killer Jason Voorhees ha presentato in nove film di Venerdì 13
A parlare è l’entusiasta giornalista Sean Plummer, che intorno alla metà del marzo 2000 bazzica il set delle scene finali del film (che continuerà le riprese fino a maggio) per scriverne un pezzo che apparirà su “Rue Morgue” n. 19 solamente nel gennaio 2001. Guarda a bocca aperta arrivare Kane Hodder truccato da über-Jason (non so perché abbia preso piede questa strana espressione): lenti a contatto rosso sangue, quasi due metri di muscoli potenziati dal costume e in generale un tipetto che paura la mette sul serio, soprattutto fuori dai film.

«Funzionerà anche se non fosse mai esistito prima un Venerdì 13, perché ha una storia molto forte. Comunque è un bene che possiamo contare su un marchio di grande richiamo.» Cunningham nello stesso marzo 2000 spara dichiarazioni a raffica come un disco rotto. «Se penso che sarò ricordato come l’uomo che ha inventato Jason? Non sono sicuro che sarò ricordato dai posteri, ma nel caso non mi importa che il mio biglietto da visita sarà Venerdì 13, anche perché spero che il meglio di me sia ancora da venire.»
Tranquillo, Sean: nessuno ti ricorda…

Un buon motivo per NON ricordare Sean S. Cunningham

A marzo del 2002, quando finalmente il film sta per essere distribuito in sala, il giornalista Michael Rowe su “Fangoria” n. 210 racconta di essere stato sul set, una base militare abbandonata nelle vicinanze di Toronto: ma sempre in questi luoghi gelidi vanno a girare i film di Venerdì 13, che teoricamente sono storie estive?
Comunque per descrivere l’operazione Rowe usa una frase che merita un applauso:

«Con una scelta che alcuni puristi dell’horror potrebbero guardare con cinismo, Cunningham, Isaac e Farmer hanno deciso di andare spavaldamente là dove altri sono già stati prima: nello spazio profondo.»
[to boldly go where other men have already gone before – outer space]

Cunningham mantiene il suo ottimismo quel 25 marzo 2002, quando incontra il giornalista Philip Nutman che poi scriverà su “Fangoria” n. 213 (giugno 2002). «Jason X uscirà in sala il 26 aprile», annuncia quando due anni prima si parlava di ben altra data, «e sarà in compagnia di film come Resident Evil e Blade II. Il pubblico adora il trailer e siamo ottimisti perché il film uscirà in 1.600 sale, così avremo la possibilità di incassare bene.»
Il giornalista Nutman ci informa che il ritardo nella distribuzione del film è dovuto a dei cambi al vertice della New Line.

Ricordando la nascita del soggetto di Jason X, Cunningham racconta: «Ho detto alla New Line “Se non mi date il via libera per Freddy vs Jason allora farò Jason X“, e loro hanno risposto: “Hai il via libera per Freddy vs Jason“. Quindi io ho detto “Allora giriamo!”, e loro: “No, non siamo pronti”. Il fatto è che Freddy vs Jason ha il via libera da almeno cinque anni, ma continua ad incagliarsi sul copione.»
Il discorso è un po’ confuso: ha appena “minacciato” di girare questo film se non gli fanno fare l’altro, ha il via libera per l’altro ma gira questo film? Tre mesi prima, su “Fangoria” n. 210, viene raccontato che invece è il regista Isaac a chiedere a Cunningham di fare un altro film di Jason mentre aspettano che si realizzi lo scontro con Freddy, ma il produttore declina e il regista se ne va dal Canada, a lavorare con David Cronenberg al suo eXistenZ.

La nebbia della New Line in cui si aggira Jason

Isaac comincia a tartassare di telefonate il produttore con idee su idee per un decimo film di Jason, finché alla fine Cunningham cede stremato dall’infinita attesa per un Freddy vs Jason che sembra ormai ancora lontano da venire.
Quel 25 marzo Cunningham dimentica tutto questo e se ne esce con una frase che ben spiega la sua sanità mentale:

«Ciò di cui abbiamo bisogno per rinfrescare il genere è di tornare alle grandi sceneggiature, ma detto questo mi rendo conto che questa opinione è in minoranza.»

E anche stavolta abbiamo un autore di film horror senza trama che critica i film horror senza trama. Ma che le fanno a fare le interviste? Alla fine, gira che ti rigira, girano sempre le stesse stupidate girevoli…

You spin me right round…

… baby, right round… »

… like a record, baby, right round…

… round round

Il regista James Isaac sembra essere stata la prima scelta, stando alle dichiarazioni di Cunningham alla citata “Fangoria”, che si chiedeva come mai non dirigesse lui stesso il film.

«Quando mio figlio [il produttore] Noel, lo scrittore Todd Farmer ed io ci siamo seduti a progettare il film sapevamo di aver bisogno di un regista che sapesse maneggiare gli effetti speciali, e ovviamente non sono io: in fondo, come avrei potuto produrre e dirigere il film? Avevamo già Isaac in mente e lui ha fatto un ottimo lavoro.»

In realtà alla stessa rivista tre mesi prima Isaac rivelava che era stato coinvolto per gli effetti speciali dell’ipotetico Freddy vs Jason, rimanendo quindi nella squadra.
Cunningham ed Isaac hanno già lavorato insieme in quel piccolo gioiello che ho amato da ragazzo e che si chiama Creatura degli abissi (DeepStar Six, 1989) ed ha fatto il suo debutto registico con quell’altro gioiello grezzo de La Casa 7 (The Horror Show, 1989). Oltre a questo Jason X e agli effetti speciali de La casa di Helen (House II, 1987) non c’è altro da citare di Isaac.

Me lo ricordavo più luminoso, Crystal Lake

Anno 2455. Un’astronave-scuola piena di ragazzini vestiti in modo sgargiante e inguardabile, fra una battutina stupida e una frase idiota sono diretti verso il peggior pianeta della galassia: la Terra, distrutta e mefitica. Come ogni studente del futuro il loro compito è recuperare spazzatura alla ricerca di tesori e di gente da far rivivere, ma sfortuna vuole che sulla Terra entrino proprio nel laboratorio di ricerca di Crystal Lake, dove trovano un sorpresone. Anzi, due.

Un pisolino criogenico

Nel 2455 tutti conoscono Jason Voorhees e le sue imprese, ed essendo l’unico assassino della storia ad indossare una maschera da hockey, quando portano sull’astronave un tizio con la maschera da hockey nessuno sospetta niente…
Riportata in vita la donna ibernata insieme a lui, Rowan (Lexa Doig), questa avverte i ragazzi del futuro del pericolo, ma tanto il massacro è già iniziato.

A Jason piace un bel faccino…

Sembra uno stravolgimento dello schema classico, invece è uno schema über-classico: ragazzini decerebrati dicono e fanno cose stupide mentre Jason li ammazza uno per uno. La differenza è che finendo massacrato in un apparecchio “ricostituente”, Jason subisce l’effetto Brundle e si ritrova fuso col metallo: nasce l’über-Jason, protagonista degli ultimi dieci minuti di film. Ovviamente l’essere anticipato da anni su riviste e in trailer fa perdere parecchio l’effetto del “colpo di scena”.

Jason, Jason, über alles…

Altra graditissima novità è Kay-Em 14 (Lisa Ryder), ginoide a cui è affidato il compito di una doppia citazione: deve incarnare tanto Ripley 8 quanto Call di Alien Resurrection (1997), film qui ampiamente citato, sempre male.

Quando una ginoide ti fissa con occhi sbarrati fa paura…

… ma quando sorride è peggio!

Kay-Em è protagonista delle uniche scene da ricordare del film – sebbene girate un po’ alla carlona – riuscendo ad essere la prima vera antagonista di Jason, con poteri quasi alla pari. Perché se Jason si rialza sempre… lo fa pure lei! E se Jason è potenziato… lo è pure lei!

Vi sembro Ripley 8?

Invece sono Selene di Underworld!

Anticipando la Selene di Underworld (2003) il personaggio potenziato si lancia in sparatorie del tutto inutili, visto che neanche il milione di colpi sparato può fermare Jason: però le sparatorie su schermo fanno sempre il loro effetto, anche se spesso sono inutili.

E se non vi basta Underworld 1

… Tie’, pure Underworld 2!

Quando il film arriva finalmente in sala, le attrici Lexa Doig e Lisa Ryder sono entrambe note star della serie televisiva Andromeda, iniziata nel 2000 (quindi posteriore a Jason X).

«Io interpreto la sintetica e Lexa interpreta l’eroina», racconta la Ryder a “Fangoria” n. 210, «mentre in Andromeda è lei [la Doig] la sintetica e io faccio l’eroina. Eppure siamo molto diverse l’una dall’altra, praticamente agli antipodi.»

In realtà l’attrice – che ha studiato recitazione all’Università di Toronto – per descriversi utilizza il termine android, perché curiosamente molti autori di fantascienza (scritta o filmata) non sanno che androide significa “a forma d’uomo” e lo usano anche per le donne. Tranquilli, che sto lavorando ad un dizionario di “parole future” quindi non mi dilungo qui in pipponi lessicali…
Comunque anche Jonathan Potts e Dylan Bierk appaiono poi in “Andromeda”, testimoniando forse la stessa agenzia di attori utilizzata per il casting.

«Credo che questo sia il miglior film di Jason», dichiara a “Fangoria” n. 210 (marzo 2002) Kane Hodder, per la quarta volta nei panni del vostro amichevole massacratore di quartiere.

«Principalmente il motivo è la sceneggiatura. La prima volta che l’ho letta ho capito che era il miglior copione che la saga avesse mai avuto, ed era solo una prima stesura. Inoltre avevamo un sacco di soldi da spendere, quindi le aspettative della produzione erano alte.»

Lo sceneggiatore Todd Farmer a “Fangoria” n. 210 racconta che una delle sue foto scolastiche lo ritrae alla macchina da scrivere, circondato da libri di Stephen King. «Ho sempre giocato con l’idea di diventare romanziere», rivela specificando il suo entusiasmo per essere coinvolto in Jason X. «La cosa bella è che mentre vedevo costruire i set, mi sentivo tipo… “Qualcuno mi dia un martello!”» Quanto entusiasmo sprecato…

L’anno precedente a “Rue Morgue” n. 19 parlava con un altro tono, raccontando che quando la prima bozza del copione era finita in rete «un tizio ha commentato dicendo che ho rubato da ogni tipo di film: sono colpevole.» Comunque i “furti” ufficiali, riconosciuti da Farmer, sono da La Cosa (1982), Terminator (1984) ed Aliens (1986): per carità, rubare dai capolavori del cinema è sempre cosa buona e giusta, ma rubare male è un crimine peggiore. Anche perché non una sola scena fa pensare ad uno di questi tre film: c’è solamente Alien Resurrection girato male e con attorucoli vestiti da stupidi.

Se la vedesse Joss Whedon…

Visto in copia privata, la giornalista Emma Anderson recensisce in anteprima il film nell’agosto 2001 su “Rue Morgue” n. 22, e non usa affatto toni entusiasti: in pratica dice che è una specie di reinterpretazione di Alien, o piuttosto di Alien Resurrection.

«Il primo serio difetto è che ci sono troppi personaggi, e si comportano tutti come se fossero appena sbarcati dal set di “Star Trek: Voyager”. Il secondo […] è che il film non è sufficientemente sopra le righe per funzionare come parodia. Infine, Jason X è spaventoso come un film di Buck Rogers

La giornalista non lascia spazio a repliche, e chiude nel più granitico dei modi: «Jason X faceva schifo ieri, fa schifo oggi e lo farà domani.»
Gli fa eco un lettore di “Fangoria” che, nella posta del n. 214 (2002), storpia il titolo Jason X in Jason SUX (Jason sucks, “Jason fa schifo”). «Sono un fan della serie quindi posso soprassedere sulle assurdità e gli errori di ogni suo film, ma… andiamo!»

L’idea di fondo è sicuramente divertente ma l’esecuzione è terrificante. Tutti si comportano come fosse una parodia ma non è una parodia; tutti recitano come fosse un episodio di una delle tante scialbe serie fantascientifiche da pomeriggio di Rete4 invece dovrebbe essere un film horror; nessuno dei tantissimi personaggi riesce ad essere azzeccato, con l’eccezione della ginoide che da sola non può reggere l’intero film (anche perché ritratta malino). Le continue battutine fastidiose ammazzano ogni tentativo di sceneggiatura, ma in realtà si limitano ad uccidere un cadavere.

Jason andrà a trovare a casa tutti i suoi critici…

Una curiosità. Nel Duemila girava voce che il film fosse stato girato in digitale, quindi pensato esclusivamente per l’home video, invece a “Fangoria” n. 210 il regista Isaac specifica che è una fake news: è stato girato in 35 mm e poi trasferito in alta risoluzione digitale. «Il motivo è che c’erano così tanti effetti speciali da fare che erano impossibili da realizzare in digitale: non avevamo né tempo, né denaro né spazio su computer. Quindi Dennis Berardi della Toybox ha detto che dovevamo trasformare il girato in alta definizione.»

Il morto e la ginoide (© 2001 New Line Cinema)

La montagna ha partorito un topolino, undici milioni per un film che sembra costarne uno – quando invece in ogni intervista il produttore dice che avrebbe dovuto sembrare un film da 50 milioni! – due anni di gestazione e rimandi per un filmetto quasi divertente ma sicuramente minuscolo, girato male e interpretato peggio. Forse è davvero ora che gli anni Ottanta sigillino la propria tomba, con lo splatter e lo slasher stretti al loro petto, se questa è la qualità massima che si può ottenere.

La settimana prossima toccherebbe allo scontro finale per anni cercato e studiato, ma prima… be’, prima c’è un altro discorso da fare…

L.

Foto da “Femme Fatales” vol 9 n. 2 (21 luglio 2000)

P.S.
E ora, tutti nella Bara Volante… prima che vi ci mandi Jason!

Bibliografia

  • Emma Anderson, Jason X. You’ve Waited Long Enough, da “Rue Mogue” n. 22 (luglio-agosto 2001)
  • “Fangoria” n. 214 (luglio 2002)
  • Alan Jones, Jason X, da “Femme Fatales”, volume 9, n. 2 (21 luglio 2000)
  • Philip Nutman, Cunningham’s Close-Up, da “Fangoria” n. 213 (giugno 2002)
  • Sean Plummer, Plan X from Outer Space, da “Rue Morgue” n. 19 (gennaio-febbraio 2001)
  • Michael Rowe, Jason Kills in Space, da “Fangoria” n. 210 (marzo 2002)

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23 risposte a Venerdì 13 [10] (2001) Jason X

  1. Zio Portillo ha detto:

    Che teneri i produttori degli anni ’90. Avevano per le mani un potenziale enorme ma non riuscivano a far combaciare alcuni tratti dei personaggi e per non far uscire una pellicola mediocre o deludente hanno soprasseduto. Adorabili! (o forse non hanno visto i capitoli precedenti per rendersi conto di cosa hanno fatto uscire finora?). Peccato che poi sono arrivati i 2000 e hanno fatto uscire “JX” e poi quello scontro dei sogni che si è rivelato un incubo (e che vidi in sala…).

    Ottimo articolo come sempre, ricco di contributi. Anche se, gira e rigira, gli addetti ai lavori dicono sempre le stesse cosa: miglior film della saga, sono un fan, lavorare al freddo e al buio è difficile e impegnativo, ci sono stati problemi ma li abbiamo superati, manca la trama di fondo ma gli omicidi non vi deluderanno, avevo altre proposte ma quando mi hanno dato in mano il progetto non ho resistito, budget ottimo, avevo freddo, quando il tizio X ha indossato il costume da Jason era impressionante, ci siamo divertiti, non verrò ricordato solo per questo film, è una merd@!

    E ora sotto col countdown! Meno 7!

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  2. Cassidy ha detto:

    Per prima cosa, cinque altissimo per “Bodies” dei Drowning Pool! Pensa che solo per effetto di quel pezzo, che al cinema nei primi anni 2000 si sentiva spesso (forse era sui titoli di coda di qualche Punisher, forse quello con Tom Jane) ero andato a recuperarti tutti i dischi del gruppo, quindi grazie per il pezzo che avrò in cuffia tutto il giorno 😉

    Didascalie ispirate, “You spin me right round” verrà alternata ai Drowning Pool 😉 Il primo Jason che ho visto al cinema, ti lascio immaginare la mia faccia, quando mi sono visto spuntare Davide Birra, ancora oggi, non ho capito come sia finito sul set di questo film, evidentemente gira tutti i set dei film girati in Canada 😛

    Avevo rimosso la Ginoide, cioè ricordavo un film esageratissimo, mi è tornata alla mente vedendo la foto, non vedo l’ora di vedere il tuo “Dizionario delle parole future”, quello sì che è qualcosa che servirà alle prossime generazioni, anche solo per fare chiarezza sulla parola “Androide”.

    Se venerdì prossimo non sarà la volta dello scontro, potrebbe arrivare un discorso sulla morona in foto a fine post? No vero? Beh non sarebbe male 😛 Metto il mio ideale dollaro sul remake, anche solo per vederti demolire il maledetto Markus Nispel come Jason fa con gli “Adolescemi”! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’inizio ho sperato che quella morona in foto facesse parte del film, invece a quanto pare è solo un’iniziativa pubblicitaria. Che funziona davvero! ^_^
      Ma pensa alla faccia dei giornalisti che intervistavano Cronenberg e lui diceva “Sono appena tornato dal set di Jason X”… roba da svenire! 😀

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Questo frullato di cartone per pischelli anni ’80 con Jason me lo sono perso, e forse è stato un bene.
    La tizia robotica, comunque, è così inquietante, come espressioni, che le avrei fatto fare la cattiva con Giasone: un malfunzionamento e zacchete, parte la gara a chi massacra più bimbiminkia!
    Nello spazio, nessuno può sentirti usare K al posto di CH…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Adoro! Solo Jason, tra tutte le icone horror/slasher degli ’80/’90 poteva elevarsi all’apice trash di un’avventura nello spazio! “Solo noi, solo noi, Jason Voorhees, l’abbiamo noi!” 🙂 🙂 🙂

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  5. cumbrugliume ha detto:

    Io “Bodies” dei Drowning Pool l’ho scoperta grazie al wrestling ECW… cavolo, in quegli anni era ovunque! Riguardo al film credo di averlo visto distrattamente una decina di anni fa, ricordavo la trama ma non ricordo neppure una singola scena. Forse ho solo letto qualche articolo. L’impressione è effettivamente di trovarsi di fronte a riprese del tipo di quelle che venivano usate per “arricchire” i giochi fanta-horror del periodo, e che facevano tanto vorrei ma non posso…

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  6. Giuseppe ha detto:

    Sempre interessanti i retroscena e le curiosità che ci proponi, tra cui le inappellabili condanne degli “addetti ai lavori” alle quali mi sentirei di ribattere con delle personali osservazioni:
    1) La Anderson era consapevole di quanto Jason X potesse anche essere visto come prodotto a sé o comunque con altri riferimenti (però nemmeno Voyager pareva andarle bene), senza tirare in ballo reinterpretazioni di un qualsivoglia capitolo di Alien? O che non fosse indispensabile la rincorsa alla parodia sfrenata per far sì che il tutto risultasse più accettabile (ma ci scommetto che, nel caso, la signora l’avrebbe considerato all’istante un’ignobile pagliacciata) agli occhi del pubblico? Soprattutto, soffriva forse di una forte amnesia nei confronti dei capitoli precedenti, tipo quegli evergreen del nulla totale come “Il terrore continua” o “Incubo a Manhattan”, quando ha emesso il verdetto di eterno schifo nei confronti di questo Jason?
    2) Caro fan Fangoriano della serie: ma come, ti sei digerito di tutto (ammettendolo senza mezzi termini) e adesso mi sputi su di un capitolo apocrifo e ibrido quanto si vuole, d’accordo, ma che di certo NON E’ peggiore di quello a cui hai assistito fino a quel momento? Sei un fan vero e quindi te lo ricordi, sì? Cos’è, dopo anni e anni all’improvviso comincia ad importarti di storia e personaggi? Il cyber-space-Jason non ci può stare mentre, che so, quello riportato in vita da un fulmine sì? Ma… andiamo!
    Tornando a me, io questo decimo Giasone l’ho trovato divertente tanto da tenermelo in DVD (e, te lo giuro, sono riuscito a non pensare ad Alien Resurrection nemmeno per un istante: fra le altre cose avevo in testa più riferimenti Trekkiani che altro, come le “assistenti” di Harry Mudd o la figlia di Data, o ancora la magnifica ex-drone Borg Sette di Nove) 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Peccato che sono lontani nel tempo, se no sarebbe stato bello rintracciare la Anderson e il lettore e organizzare un “botta e risposta” 😛
      Malgrado io sia un trekkiano (o come si dice) di lunga data non sono praticante, quindi sicuramente mi sono perso molte idee ed atmosfere che i produttori avevano in mente, invece di Alien 4, però la ginoide vestita di lattice nero ai miei occhi è il perfetto connubio di RipleyCall ^_^ Fermo restando che di donne artificiali nello spazio ce n’è per tutti…
      Quando vidi il trailer non conoscevo Jason ma trovai geniale l’idea di un assassino che si svegliava nel futuro e si “modificava”, e continuo a trovarla divertente, ma poi l’esecuzione davvero mi ha dato fastidio agli occhi. I vestitini sgargianti immotivati dei beoti protagonisti, quelle battutine forzatissime (che mi è capitato di trovare in tutte le serie di Star Trek post-TOS che mi è capitato di vedere e che infatti mi risultano insopportabili) quella esagerata voglia di metaumorismo per cui la vittima di Jason è consapevole di non essere semplice vittima ma vittima di Jason, insomma il contorno mi ha reso indigeribile la portata principale. Anche lo scontro fra la ginoide e l’assassino, che poteva essere la sequenza-regina di un’intera saga, è troppo traballante: sono sicuro che in mano ad un regista più cinematografico, con una visione più in grande, non solo quella scena ma tutto il film sarebbe stato decisamente migilore. Peccato…

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      • Giuseppe ha detto:

        E’ che ormai la visione più in grande o almeno un tentativo in tal senso (e tutto quello che ne sarebbe potuto seguire, anche a livello registico) se l’erano ormai giocata otto anni prima, non battendo il ferro del progetto originale -lo scontro Jason/Freddy- finché era caldo e, soprattutto, quando Jason poteva ancora contare in un radicamento nell’immaginario collettivo degli spettatori quasi pari a quello di Freddy. Ma, dopo il Duemila, potevi davvero arrischiarti a giocare le stesse, identiche carte di un tempo? O, ancora, rivolgerti SOLO ai fan duri e puri di Jason (come mr. Fangorio, lassù), se mai ne fossero rimasti in numero sufficiente a giustificarne il ritorno in un capitolo sull’esatta falsariga dei precedenti? Perché non correre il rischio di provare a tenere conto anche dell’esercito di fan tangenti la sci-fi, magari? Ed eccoci servito un potente Jason simil-Borg -con tanto di dedica trek olografica di Crystal Lake- insieme alle “Andromediane” Doig e Ryder, precedentemente proiettato nel 25° secolo di Buck Rogers (un po’ di ragione, in fondo, Emma Anderson l’aveva) grazie all’ibernazione a mo’ di novello Buck Rogers esso stesso… non che l’essere in bilico tra due generi gli abbia portato fortuna, comunque.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sulla carta la contaminazione fanta-horror secondo me funziona, il problema è che l’hanno affidata ad un regista dalla visione troppo piccola, ad attori troppo minuscoli e ad uno sceneggiatore davvero fuori registro. E sono tre errori che definirei capitali…

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      • Giuseppe ha detto:

        Fred Dekker avrebbe potuto essere un’ottima scelta, sia come regista che come sceneggiatore…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ecco, sì, magari lui avrebbe saputo tirar fuori un prodottino decisamente migliore 😉

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  8. The Butcher ha detto:

    Penso proprio che la giornalista Emma Anderson abbia riassunto perfettamente cos’era questo film. Non trovo parole migliori delle sue.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E pensa che scriveva in una rivista che si diceva fan della saga, ma era un periodo in cui si recensiva, e gli autori erano spinti a fare di meglio: oggi quelle poche riviste o siti grandi di cinema che esistono tendono più a fare da ufficio stampa che recensire…

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