Gladiator Cop (1995) Swordsman 2

Continua il viaggio negli “anni maschi” di un attore oggi noto esclusivamente per una dimenticabile serie TV.

Quando il successo è travolgente e il popolo viene sotto casa tua urlante a chiederti “Dài un seguito a Swordsman con Lorenzo Lamas”, non puoi fare altro che accontentarlo. Solo così mi spiego il motivo per cui la SC Entertainment, non paga di aver fatto piangere il cielo con quella bojata de L’immortale (1992) abbia deciso di dare un seguito alla vicenda.
Magari aveva Lamas ancora sotto contratto e la serie “Renegade” stava iniziando ad attirare attenzione su quel nome, però c’erano parecchie altre trame da poter sfruttare con pochi mezzi piuttosto che tirar su questo incredibile Gladiator Cop.

Una fonte molto amata all’epoca

Per la prima volta la TV italiana sembra schifare l’amatissimo Lorenzo Lamas, eroe che Italia1 faceva uscire sui nostri piccoli schermi in anticipo sul resto del mondo: non ho trovato traccia di passaggi televisivi.
L’unica apparizione nota del film in Italia è in una VHS RCS con il semplice titolo Gladiator.

Siete pronti al freak show di questo film?

Stavolta alla regia e sceneggiatura c’è il canadese Nick Rotundo, che in realtà di mestiere fa il montatore ma nella vita ha avuto due occasioni di fare l’autore. Strofinando una lampada magica Rotundo ha avuto la possibilità di esprimere tre desideri. Il primo è stato quello di scrivere e dirigere Gladiator Cop con Lamas, e il secondo di fare il relativo remake/sequel/reboot del 1999, G2, con Daniel Bernhardt. Probabilmente con il terzo desiderio Rotundo si è fatto crescere un terzo braccio per prendersi a schiaffi a tre mani.

L’unico indumento della scherma… è la bandaaana, è la bandaaana

Vi ricordate quando Bud Spencer, che era grosso grosso, faceva il detective extralarge? Lamas è molto più magro, e quindi fa… il detective medium!
Con questa battuta dall’umorismo irresistibile e irrefrenabile, torniamo ad incontrare il fiacchissimo personaggio di Andrew Garrett (Lamas), metà poliziotto, metà schermidore, tutto medium.

No, no no… ancora il detective medium, no!

Come abbiamo visto nel precedente film, Garrett parla coi morti e ha visioni dei loro ultimi istanti di vita, e così risolve i casi. E grazie, così so’ boni tutti! Gli unici casi che non sa risolvere sono quelli in cui la vittima dava le spalle all’assassino…
Dopo aver toccato i morti tutto il giorno, senza neanche lavarsi le mani torna dal suo amore, l’archeologa Julie (Claire Stansfield) che sta tutto il giorno a scienziare e la sera si sente tutta scienziata.

Tipica faccia da scienziata

Ora che ci siamo ricordati questi due protagonisti della precedente vicenda, dimentichiamocene, perché in questo nuovo film sono giusto una imbarazzante comparsata: finalmente Lamas è arrivato a quel tipo di successo che ti permette di interpretare cinque minuti di film ma risultarne protagonista.
L’unica vera protagonista è la spada di Alessandro Magno, che ce l’ha fatto a peperini in Swordsman e ora torna più potente che mai, pronta a sbomballarcelo anche in G2 (1999) – film che, lo ricordo, ho avuto l’onore di affittare in VHS italiana appena giunto in Italia! Già sento la vostra palese invidia…

Ma basta con ’sta spada…

La spadona viene conservata nel più pigro museo del mondo, che in pratica ha solo quello come reperto e le pareti piene di stampe egizie in bianco e nero: mi sa che il budget del film non consentiva fondali a colori…
Il museo è curato da Chris Kilos (George Touliatos), che è così amorevole con i propri reperti che manda propri scagnozzi a rubarli: senza la spada di Alessandro, il museo può anche chiudere perché la cosa più vecchia che c’è al suo interno è Lorenzo Lamas!

Tipico combattimento macedone del 300 a.C.

Perché Kilos s’è ciulato la spadona alessandrina? Questa possiede particolarità curative contro la forfora? Magari! Purtroppo il piano è un altro. Affidata la spadona al fenomenale lottatore Jodar (un esordiente Christopher Lee Clements, che non parla ma ha il fisico giusto per il ruolo) ora Kilos può andare in tutti i tornei clandestini di spade della città e fare i soldi scommettendo sul suo lottatore, che con la spada di Alessandro in mano non può perdere. Ammazza che piano, ma come te chiamino, Dottor Male?

Nessuna speranza contro la spada di Alessandro Magno

Assistiamo così ad una lunga e particolareggiata parata di mentecatti vestiti da combattenti vari, agitanti varie lame in mano, che si affrontano nei bassifondi cittadini: non immaginavo esistessero così tanti tornei illegali con armi da taglio, dove puoi trovare ninja coi nunchaku e panzoni finto cinesi.

E sbattici un ninja, che fa sempre piacere

Trovo paradossalmente giusto il lancio del DVD inglese, «Mortal Kombat meets Highlander», perché c’è la frequenza marziale di un gioco di Mortal Kombat e la stessa (inesistente) cura nei combattimenti alla spada di Highlander 3 (1994), filmucolo a cui probabilmente Gladiator Cop si riallaccia per sfruttarne l’eco.

Quando pensi che non possa scendere più in basso…

… scende parecchio più in basso.

Il capolavoro si tocca quando entra in scena Parmenion, che tu senti un nome greco e pensi a un discendente di Alessandro Magno… ma poi arriva James Hong coi baffetti da sparviero… e fa il mongolo… e mo’ che c’entrano i mongoli?

Attori americani di origine cinese che fanno i macedoni greci discendenti di mongoli…

Subentra l’immancabile profezia per cui la spadina alessandrina dovrà essere usata per il bene, e mai contropelo, da parte di un prode guerriero, il solito prescelto che già abbiamo capito chi sarà. Arriva Lamas e batte tutti perché c’ha Alessandro Magno in persona che gli si agita dentro, cercando di fuggire, ma siccome la sua parte è troppo vergognosa Lamas recita col cappuccio.
Temo che invece il motivo sia che l’attore non è così bravo con la spadina come gli piace raccontare nelle interviste, e quindi usi una controfigura.

Lorenzo/Alessandro con spada e scafandro

Se Alessandro Magno vuole, finisce con questi tre assurdi filmacci la saga della spada e non dovremmo più sentir parlare di detective medium. Quello che mi fa impazzire è che Lamas e i suoi colleghi dicono che non vogliono combattere perché vogliono fare gli attori “seri”… e poi fanno ’sta robaccia? A Roma in questi casi ci si chiede: «Ma che c’hai in faccia, er travertino?» Cioè, come fai a non arrossire davanti a queste cose?
Ma in fondo Lamas cerca solo un’occasione per far vedere quant’è figo coi capelli al vento: il resto non sembra contare.

Abbasta, Lore’, l’abbiamo capito che c’hai i capelli lunghi!

L.

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23 risposte a Gladiator Cop (1995) Swordsman 2

  1. cumbrugliume ha detto:

    Il titolo nella locandina fatto con Wordart la dice tutta sul livello artistico del film 😀

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  2. Evit ha detto:

    e anche oggi mi sono umiliato pubblicamente sull’autobus. I soliti lavoratori e studenti, miei compagni di viaggio, mi conoscono già e bisbigliano “dev’essere uscito un nuovo articolo sul Zinefilo”, ma ora che è stagione estiva ci sono anche i turisti, farmi ridere così, come uno scemo, anche davanti a loro porta a livello internazionale la vergogna pubblica generata dal Zinefilo.

    Ma pensa te se ne dovevano fare addirittura un seguito. Già l’idea di un poliziotto medium con una spada di Carlo magno (maggica) è una di quelle da ostacolare in partenza, figuriamoci farne un seguito. Ma dopo il secondo Highlander c’era ancora qualcuno abbastanza coraggioso da volerne cavalcare il… “””””Successo””””””

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ inspiegabile che dopo la visione di Highlander 2 ci sia stato ancora qualche essere umano interessato a quel marchio o a qualsiasi cosa gli assomigli, eppure il Zinefilo è qui a testimoniarlo 😛
      Contento di averti fatto dare spettacolo sul bus! ^_^

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      • Giuseppe ha detto:

        Forse qualche essere umano ci sarebbe anche stato, se avesse visto la Renegade (curiosa coincidenza Lorenziana) Version al posto della merdaccia finita nelle sale. Ma all’epoca di Gladiator “Highlander dei poveri” Cop la versione salvabile ancora non esisteva e quindi sì, tutto quell’interesse rimane effettivamente inspiegabile 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono ancora così traumatizzato dopo la visione dell’epoca del secondo film, che non riesco ad immaginare una qualsiasi versione alternativa che possa salvare l’oscuro abominio di quella storia. Avevo anche per un secondo pensato di fare un Ciclo Highlander ma non avrei davvero il coraggio di riaffrontare quel secondo film a tanti anni di disatnza…

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti non l’ho mai più riaffrontato nemmeno io: con la Renegade Version definitiva del 2004 per me non esiste altro, ormai. Il problema è che è arrivata tardi per cancellare completamente dalla memoria collettiva quell’obbrobrio di film “originale” (rinnegato praticamente da chiunque vi abbia partecipato)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Che momenti di orrore, quando da ragazzo ho visto quel film: ero allibito dall’abisso mefitico in cui poteva cadere il cinema…

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  3. Cassidy ha detto:

    Il piano è davvero degno del Dottor Male, poi per altro, James Hong è un mito, ma i baffi fatti con le ciocche di capelli di Lamas non si possono vedere! Ma Lorenzo non sarà una specie di Sansone al contrario? Più gli crescono i capelli più la qualità dei suoi film cala? 😉 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahah! Appena letto l’inizio ho sentito uno strano e sospetto prurito alla corteccia cerebrale…poi le molteplici citazioni di G2 hanno spiegato tutto! Avendoli visti entrambi, quale il peggiore?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dei tre (due Lamas e un Bernhardt) non saprei proprio quale scegliere: la qualità è drammatica e i combattimenti sono proprio buttati via. Trattandosi però di pit fight comunque hanno un posto nel mio cuore 😛

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  5. Kukuviza ha detto:

    Manca solo la spada de foco di Ruggero.
    In locandina sembra davvero che ci sia Steve Austin.

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Ma un bel (?) crossover col telefilm di Witchblade, no?
    Ce li vedo bene assieme 😛

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Post esilarante! Purtroppo non credo che la pellicola in questione meritasse tale onore…
    Certo che qua siamo alla sagra del cestone dell’autogrill. Un montatore messo alla regia dopo aver buttato giù la sceneggiatura, un attore americano di origine cinese che interpreta un mongolo di origine greca (!!!), un detective-medium che fa i combattimenti clandestini con la spada e un curatore di un museo che si frega le spade da solo per donarla ad un lottatore e farci il bookmaker sopra.

    Come si dice da voi a Roma? A Rotù la peperonata di sera lassala perdè che te fà male! (giusto Lucius?)

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