Rumble (2016) Lotta all’ultimo sangue

Già ho parlato della Badhouse Studios Mexico, piccola casa specializzata in minuscoli e noiosissimi filmetti messicani “impreziositi” dalla presenza di un’appannata star d’azione nord-americana, la quale assicura una distribuzione internazionale sì da truffare milioni di spettatori: convinti di gustarsi un film action, subiscono la malinconoia più melensa del nulla raccontato male. Questa è la Badhouse…

Ecco come si dice “noia” in messicano

Abbiamo già incontrato alcuni suoi prodotti, come Dead Drop (2013) con Luke Goss e Larceny (2017) con Dolph Lundgren, ma soprattutto Misfire (2014) con Gary Daniels: il nuovo eroe di CineSony!

Il nuovo nome dell’action Z in TV

Il canale digitale che ha ormai raccolto l’eredità dell’Italia1 dei tempi d’oro ama Daniels e sta doppiando in esclusiva i suoi titoli recenti, quindi senza dire niente a nessuno ha dedicato la sera del 28 giugno 2018 ad un doppio spettacolo del lottatore londinese, trasmettendo prima Forced to Fight (2011) e poi questo Rumble, che in realtà ha presentato in anteprima il 25 giugno precedente.
Non si sa nulla della distribuzione di questo film, se non che è entrato anche lui nell’universo-spazzatura di Netflix, novello aspira-tutto che probabilmente neanche guarda i film che trasmette. CineSony trasmette il film con il titolo Lotta all’ultimo sangue.

Il film è disponibile su Infinity.

Un falso richiamo a tematiche del wrestling

David Goran (Gary Daniels nostro, gagliardo e tosto) è un lottatore molto venale. «A me interessano solo i soldi» ammette senza problemi, e adotta tutti i classici trucchetti per guadagnare il massimo da ogni incontro: per esempio si fa colpire un certo numero di volte così da permettere alla sua ragazza di vincere le scommesse sapientemente piazzate.

La tipica faccia di un lottatore britannico in Messico

Il problema però è che ora Goran sta diventando vecchio. Peggio: è già diventato vecchio, anche se solo ora se ne è accorto. La resistenza non è più quella di una volta e il ginocchio fa brutti scherzi: sarebbe ora di ritirarsi… ma i soldi sono soldi. E la sua fidanzata Eva (Sissi Fleitas) è una pupa costosa.

Ma tu mi ami? Ma quanto mi ami? Certo che però costi, ma quanto mi costi?

Goran va ad un festino a base di alcol e droga ma la produzione non ha soldi per organizzare una scena credibile, così vediamo Gary seduto in un locale con una gazosa e dobbiamo credere che ci stia dando giù di brutto con gli stravizi.

Quando recita l’ubriaco, Gary diventa Chuck Norris!

Il lottatore si risveglia in un’arena buia e una voce distorta in un altoparlante lo accusa di aver truccato incontri per tutta la sua carriera: ora è il momento di combattere sul serio. E il lottatore che pensava solo ai soldi ora deve combattere per la vita, sua e della fidanzata.

Questa cosa farà male ad entrambi…

Detta così potrebbe sembrare una trama vera, addirittura una bella trama: va be’, una trama copiata dal piccolo ma ottimo Death Warrior (2009) di Echavarría, ma si sa che il cinema marziale vive di scopiazzi. L’importante è copiare bene.
Tranquilli, comunque, nessun plagio: la trama muore lì come se non fosse mai esistita. La noia mortale che contraddistingue la Badhouse infatti impedisce di sfruttare un buon soggetto, così per metà film assistiamo alle lunghe e incredibilmente accurate indagini del poliziotto col nome ciabattoso, Fonseca, interpretato da un Luis Gatica che immagino sia una star locale, perché ci sbomballa gli zebidei per quindici ore con i suoi farfugliamenti come se fosse De Niro ai tempi di Toro scatenato (1980), quando cioè blaterava senza trama e senza senso.
Da protagonista Daniels si ritrova a comparsa: ora la scena è tutta per il tenente Colombo messicano.

Però le botte sono ghiotte

Il solito R. Ellis Frazier – credo che alla Badhouse ci sia solo lui! – dirige questo film come dirige tutti gli altri suoi, scritti dall’inseparabile Benjamin Budd: mantiene alto il livello della casa e quindi riesce a creare un film immobile che sembri in movimento, dove la noia è potente e devastante.
Si salva Daniels che è ancora in splendida forma smaglianate, considerando i suoi 53 anni portati da Dio. Le scene dei suoi combattimenti forzati sono le uniche che meritino di essere viste di un film che invece va dimenticato all’istante.

Va be’, Gary, ti facciamo pure sparare

Rimane il mistero di accidenti sia il tizio nella locandina, in alto con la barba: sarebbe Daniels? Perché allora ripeterlo anche sotto? E perché quell’immagine obbrobriosa alla Chuck Norris?

L.

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15 risposte a Rumble (2016) Lotta all’ultimo sangue

  1. Evit ha detto:

    Ormai non cerco neanche più di nascondere le risate in luogo pubblico, anzi, rido vistosamente sperando che qualcuno mi chieda che cosa leggo così da poter raccomandare il Zinefilo a emeriti sconosciuti

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  2. Cassidy ha detto:

    Assolutamente d’accordo con Evit, senza tutto il contesto che sai metterci tu, sarebbe una cronaca pallosa, invece anche il film più mediocre come questo diventa un post da leggere assolutamente. Inspiegabile chi sia il tizio in locandina, altro caso di Photoshop scappato di mano? In ogni caso non pare un male questo riflettere sulla sua età da parte di Gary Daniels, dovrebbe tenersi lontano dalla Badhouse poi la strada mi pare quella giusta. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Addirittura ho visto nei titoli che Daniels è co-produttore! Ormai è infognato mani e piedi…

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Davvero, maledizione! Ma a quanto dev’essere arrivato ad ammontare il conto del salumiere per aver COSI’ bisogno di soldi? 😉
        Dando per scontato che cotanto “film” dovrebbe sul serio ridursi alle sue sole sequenze di combattimento, ho come il sospetto che l’obbrobrio in Photoshop sulla locandina avesse il recondito scopo di richiamare gli spettatori tentando di rifarsi truffaldinamente molto più allo stra-conosciuto Chuck Norris che non a Gary Daniels, il che sarebbe proprio una grande prova di fiducia da parte della Badhouse Studios Mexico nei confronti del proprio co-produttore… del resto, come si potrebbero mai definire degne di qualsiasi fiducia queste micro-case furbette?

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Deve essere un film così noioso che l’unica cosa degna di interesse è il dubbio amletico sulla locandina ( e le botte di Daniels, ovviamente)! 🙂

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  4. Kukuviza ha detto:

    Ahaha, in ogni foto sembra sia una persona diversa: potrebbe essere un segno di grande prova recitativa!

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Ma almeno, c’era un motivo valido per imbastire ‘sto bordello? Tipo: uomo perde scommessa perché truccata, ma i soldi servivano a curare la figlia fa una superleucemia provocata da scie chimiche. La bambina muore e sei minuti dopo il padre diventa ricco col bingo, così usa i soldi per imbastire questo pozzo nero di botte…
    Nulla del genere?

    Piace a 1 persona

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