Mask of Death (1996) Sotto massima copertura

Continua il viaggio negli “anni maschi” di un attore oggi noto esclusivamente per una dimenticabile serie TV.

Continua la caduta libera di Lorenzo Lamas al cinema, ed è davvero un mistero: più cresce a livello esponenziale il suo successo televisivo in “Renegade” più diventano minuscole le produzioni cinematografiche in cui l’attore è coinvolto. Sembra ormai un’altra vita rispetto a quando faceva il campione di kickboxing, eppure sono passati solo tre anni!
Diretto dal registino David Mitchell fresco di The Killing Man (1994) con Jeff Wincott – altra star marziale appannatasi a velocità da record – casupole varie portano nell’home video del 1996 questo Mask of Death.

Tutto il budget è andato via con la scritta…

Inedito in home video, il film si affaccia per la prima volta in Italia venerdì 29 marzo 1996 in prima serata sull’immancabile Italia1, la vera dea protettrice di Lamas, con il titolo Sotto massima copertura. Che poi sarà riappiccicato ad Undercurrent (1998) per fare confusione.
Com’è già accaduto in passato, sottolineo che il film è uscito prima in Italia e poi in patria americana, in cui viene trasmesso in TV il 26 maggio 1996 ed esce in home video l’anno successivo.

Copertina copiata da Snake Eater (1989)

Per cominciare a capire l’entità di questo film merita di essere riportata la trametta (piena di errori) di Italia!:

«Un poliziesco pieno di ambiguità di David Hitcher. Durante una rissa a Hong Kong con sparatoria, Lyle Mason viene ucciso e il poliziotto Daniel McKrenna rimane ferito. Interviene l’FBI che decide di trasformare McKrenna in Mason, grazie ad un’operazione di plastica facciale. Soltanto in questo modo potrà smascherare la banda mafiosa.»

Ebbene sì, il nostro Lorenzone anticipa di ben un anno il Face/Off (1997) di John Woo! Tranquilli, lo scambia-faccia di Travolta-Cage continua ad avere il primato, visto che la sceneggiatura Mike Werb e Michael Colleary l’avevano depositata già nel luglio del 1991: evidentemente in quel covo di pettegoli di Hollywood si era sparsa la voce della lavorazione del film e sono subito nati i piccoli cloni.

Quant’è duro Lorenzo col mento finto!

Così abbiamo Lamas col mento finto che fa il duro duro duro, capo dei Budiny Molly (Salvi regna!), che durante un’operazione FBI andata male fugge lasciandosi dietro morti e feriti.
Trova una simpatica comitiva di villeggianti e la stermina, perché è cattivo, ma fuggendo si va a spalmare contro un albero. Fine della vita criminale di Mason.

È tempo che l’FBI metta in campo i suoi uomini migliori (pensa i peggiori)

L’agente dell’FBI Jeffries (Billy Dee Williams) all’ospedale è disperato: morto Mason, sfuma ogni possibilità di acciuffare la pericolosa banda dei Budiny Molly. Quando gli arriva sotto il naso l’unico sopravvissuto dell’allegra comitiva di villeggianti: è McKenna, e sotto i ridicoli baffi finti e i capelli posticci assomiglia proprio a Mason. E infatti è sempre Lamas.
Memore di Johnny il Bello (1989), l’agente Jeffries sa che un attore mascherato da brutto poi diventa bello, così propone il patto: il poliziotto McKenna deve rinunciare ai suoi ridicoli baffi e subire una plastica facciale per far credere ai cattivi che Mason sia ancora vivo. Così facendo potrà vendicare la moglie uccisa dal perfido capo dei Budiny Molly.

Mio Dio… Mio Dio… Mio Dio…

Quello che segue è addirittura un film non disprezzabile, perché per la prima volta l’impacciato tentativo di Lamas di sembrare un duro è giustificato: sta interpretando un buono che gioca a fare il cattivo, e quindi la sua interpretazione è molto più convincente di quando fa il coattone capelluto.
Inoltre trovo ispirato il personaggio di Cassandra (la canadese Rae Dawn Chong che da una vita non vedevo più in azione), anche lei poliziotta e anche lei sopravvissuta al massacro di Mason, convinta di essere l’unica sopravvissuta perché nessuno sa dello scambio di Mason/McKenna. Per tutto il film darà la caccia al cattivo non sapendo che invece è il suo migliore amico mascherato.

Occhio, Lamas, che io tenevo a bada Schwarzy in Commando (1985)!

Al contrario dei blasonati filmoni di cassetta, qui addirittura McKenna si cala davvero nella parte e addirittura ammazza un poliziotto, roba che Frank Castle già si sarebbe suicidato. Malgrado sia solo lavoro, è innegabile che calarsi nella pelle di un criminale stia cambiando McKenna, e l’idea di combattere il male con il bene sta diventando un concetto troppo lontano: meglio combattere il fuoco con il fuoco, anche a costo di scottarsi.

Immancabili i cattivi da operetta

Pur rimanendo un film di serie Z, a sorpresa non è un prodotto risibile come di solito siamo abituati con Lamas. È pieno di stereotipi, il cattivo Frank (Conrad Dunn) va spesso in iper-recitazione e ci sono tutti i tipici difetti del filmetto da due soldi: ma non è una cialtronata, bensì un semplice film onesto girato in assenza di mezzi, con addirittura una sceneggiatura che assomiglia ad una sceneggiatura!

L’IMFDb (Internet Movie Firearms Database) ci dice che la girl with gun Danielle (Heather Hanson) sta impugnando una pistola Rossi Model 971, .357 Magnum
(Credo sia chiaro che non ho messo la foto per la pistola…)

Dispiace quindi che a Lamas stiano proponendo film sempre più impercettibili all’occhio umano, per la loro piccolezza, perché nel grande mondo della Z avrebbe potuto avere un ruolo ben maggiore.

L.

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17 risposte a Mask of Death (1996) Sotto massima copertura

  1. Cassidy ha detto:

    Ma cos’è? Ma cos’è? Ma sembra conciato come Will Forte quando faceva MacGruber! Non si può guardare! L’idea di avere Rae Dawn Chong che dà la caccia al suo ex collega vestito da MacGru ehm sotto mentite spoglie non è niente male, insomma il soggetto è buono, ma niente dopo quei baffi posticci non riesci a vedere altro! Per fortuna hai messo la signorina molto ben armata (e nemmeno io mi riferisco alla pistola), altrimenti questa giornata sarebbe stata seriamente compromessa 😉 Cheers!

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  2. Cassidy ha detto:

    Ah dimenticavo i “Budiny Molly” è geniale, Francesco Salvi sarebbe stato fiero di te 😀 Cheers

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Segnalo tre cose molto romantiche: gli ormai celebri baffoni, la citazione del mio primo film recensito e la citazione di un altro film recensito, di Lamas, che ti diede il là per questa serie di ottimi post! 🙂

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  4. Kukuviza ha detto:

    Oddio, Lamas coi baffoni sembra Michael J.Fox in ritorno al futuro 3, dove era travestito da qualche trisavolo.
    Rae Dawn Chong la conosco pure io – incredibile! Credo di averla vista in Soul Man.
    Stanotte ho sognato Dolph, purtroppo però non faceva niente di ridicolo, si limitava ad aggirarsi qua e là col suo ciuffo biondo.

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  5. Giuseppe ha detto:

    Nonostante Lamas con il mento di pongo prima e i baffi di zucchero filato poi questo pre-Face/Off non è poi così male, è vero (con Rae Dawn Chong e Billy Dee Williams che sembrano davvero credere a quello che fanno, cosa non scontata in un film di Lorenzo nostro)… a proposito dei Budiny Molly: che stessero trafficando in farmaci illegali? Magari bi-compresse monodose lamellari di origine bulgara sintetizzate in laboratorio dal professor Karlapratolato? 😉
    Riguardo al calarsi così tanto nella parte da arrivare ad uccidere un poliziotto potrebbero aver preso spunto da un doppio episodio di Miami Vice in cui Sonny Crockett, in seguito ad un’amnesia di origine traumatica, assumeva letteralmente la personalità della propria identità di copertura diventando un criminale a tutti gli effetti (tra le altre pessime cose uccidendo a sangue freddo anche un collega, appunto)…
    P.S. Riguardo al sogno: tu rimani fermo mentre il Predator fa fuori i colleghi, quando all’improvviso alle tue spalle una voce familiare grida “CONTATTOOO!!” e un tizio dall’aria altrettanto familiare aziona la sua mitragliatrice a tamburo rotante, dopodiché ti si affianca un tale Poncho pesantemente armato che, vedendoti ancora immobile, ti apostrofa con “Hai tiempo per scansarte?” Ad un certo punto qualcun altro, tale Dillon, dopo averti sequestrato la foto si aggira fra i tuoi colleghi a terra (o appesi al soffitto) e poi ti si avvicina di nuovo con aria tesa, indicandoli tutti con un ampio gesto della mano che non regge l’arma e guardandoti dritto negli occhi: “Erano pedine… pedine sacrificabili! Io mi sono svegliato… SVEGLIATI ANCHE TU!” al che ti svegli di soprassalto nel tuo letto. Dopo qualche istante, riacquistata la calma, prendi la sveglia per guardare che ora è. Però è curioso: non ti ricordi che i rossi led avessero quell’insolita forma triangolare, e nemmeno che ronzassero in quel modo proiettando come dei sottili raggi… ma, un attimo, che c’è sul cuscino? Una Golia Bianca? Impossibile, quando sei andato a dormire non c’era proprio nessuna… “VUOI UNA CARAMELLA?” prorompe all’improvviso una poderosa voce gracchiante 😀

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