The Virginian (2014) Il virginiano

Come si fa a resistere quando il canale CineSony continua a doppiare in esclusiva i filmucoli della Nasser Group? È ovvio che si tratta di robbetta spicciola, ma quando sai che quella è l’unica edizione italiana di un film… come fai a non vederla?
Così la piccola casa canadese continua a vendere a CineSony i filmetti con Steve Austin e western di bassissimo profilo, tipo Dawn Rider (2012): stavolta tocca a The Virginian (gennaio 2914), trasmesso da CineSony il 12 luglio 2018 con il titolo Il virginiano.

Tie’, pure con titolazione italiana!

Il titolo si riferisce al protagonista assoluto della storia, un ruvido uomo del sud degli Stati Uniti di cui nessuno conosce il nome, limitandosi a chiamarlo appunto Uomo del Sud o il virginiano, visto che si sa solo arrivi dallo Stato della Virginia.
Questo duro dal cuor d’oro è interpretato da Trace Adkins, prolifico ed apprezzato cantante country che ogni tanto si diverte ad apparire in qualche film. Non sembri una critica, è molto più bravo lui degli attori che di solito infestano queste infime produzioni.

La dura faccia di un cantante country

Siamo nel Wyoming, in pieno territorio da fiction e infatti la storia inizia con l’arrivo in città di Owen Walton (Brendan Penny), topo di città che ha raggiunto il selvaggio West per finire il suo romanzo: mi sembra abbastanza ovvio tutto quello che avverrà nella storia, ma si sa che il western ha un’altissima percentuale di riciclaggio dei soggetti.

L’uomo di città e il cowboy, un copione già scritto

Siamo in una piccola città sperduta nel nulla, dove la legge e il potere sono stretti saldamente nelle tozze mani del giudice Henry, interpretato dal sempre magistrale Ron Perlman, che è mitico in ogni tipo di film.
Come ogni altro personaggio simile abbiamo incontrato nel West, nei film o nei fumetti, sappiamo già chi è: ogni uomo giusto al potere diventa un uomo corrotto dal potere stesso…

Un giudice molto poco attento alla legge

Il virginiano ovviamente è un timidone di prima grandezza, quindi arrossisce all’arrivo della bionda maestrina Molly (Victoria Pratt), ma diventa una furia quando il suo nemico di sempre viene creduto un virtuoso. C’è dietro tutta una storia di furto di bestiame che davvero non vale la pena raccontare.

Duro coi duri, tenero con le tenere

I personaggi fanno esattamente quello che ci si aspetta da loro, la storia è spietata quanto può esserlo un western da pomeriggio televisivo, i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi, e tutti vissero felici e contenti. Sarebbe bello dire che il western di basso profilo sta peggiorando, ma in realtà è sempre stato così.

È la dura legge del West

Questo genere ha un’invidiabile resistenza, visto che ad ogni decennio viene dato per morto ed è più in forma che mai, ma è anche drammaticamente arido di trame: bisogna essere grandi autori western per tirar fuori una buona storia, un gradino più basso c’è solo la supina ripetizione di schemi già visti mille volte.
Nell’Italia post-Duemila questi piccoli filmetti arrivano solo raramente, a meno che non ci siano grandi nomi coinvolti, ma per un periodo mi sono spulciato produzioni recenti inedite: cambiano gli autori, ma la minestra è sempre identica. Se ti dice bene puoi trovare un cast eccezionale e gustarti primizie come Yellow Rock (2011), ma in generale gli intrecci e le trame sono straordinariamente ripetitivi.

Questo film è troppo piccolo per tutti e due!

Tutto questo non sembri una critica, perché al contrario di altri generi il western riesce ad essere piacevole malgrado una trama banalissima e personaggi non certo frizzanti. Alla fin fine si prefigge di fare un lavoro che compie fino alla fine, intrattiene e non urta i nervi – tipo invece le minchiate da Meteo Apocalypse, che a metà film già vorresti dar fuoco alla TV! – quindi ben vengano questi piccoli prodotti di frontiera, che il West è lì da duecento anni e non ha alcuna intenzione di svanire.

L.

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10 risposte a The Virginian (2014) Il virginiano

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Meno male che ci sono le tue recensioni, riabilitato ai miei occhi anche un genere notoriamente ostile ai miei gusti 😂😂😂

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  2. Kukuviza ha detto:

    Dalla locandina credevo fosse Di Caprio!

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  3. Cassidy ha detto:

    Lo avevo visto tempo fa, per via della presenza di Ron Ron, è un piccolo film ma fa il suo dovere, di western ne escono tanti (alla faccia di chi da il genere per morto) non tutti sono granché, ma sono felice che CineSony abbia trasmesso questo. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Probabilmente è proprio la presenza di Perlman ad aver assicurato al film un passaggio in italiano, e alla fine son film che non regalano oro ma neanche infastidiscono 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti, tanto che quasi mi sono stupito di trovarlo qui (ma sei stato giustamente generoso… il vero astio lo merita ben altra paccottiglia, si tratti o meno di western) 😉

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