[Asylum] Planet of the Sharks (2016)

Nel pieno dell’estate, cosa c’è di meglio dell’ennesimo ciclo fetente di filmacci presentato dal canale Cielo?
Vai allora con “Shark Attack”, rubandolo ad una famigerata trilogia di tanto tempo fa.

Solo il peggio del peggio squalesco

Mica possiamo iniziare con un filmaccio anonimo, no: rivolgiamoci alla doppia Z di “Bizzarro Movies“, farlocco nome appioppato alle fetenzie della Asylum distribuite dalla sempre attenta Minerva Pictures.

Un modo fighetto di indicare la spazzatura

Va be’, ma i Bizzarro Movies sono tanti, quale scegliamo? Ovvio, uno trasmesso originariamente dal terrificante canale Syfy, autentico professionista della serie Z.

Il marchio della qualità Z

Andiamo, le premesse ci sono tutte per iniziare il ciclo con i fuori d’artificio, manca solo un titolo che faccia cadere dalla sedia: che ne dite di Planet of the Sharks?
Trasmesso originariamente in patria il 27 luglio 2016, la DynitMinerva lo porta in DVD dall’8 febbraio 2017 e Cielo lo trasmette in pompa magna mercoledì 11 luglio 2018.

Solo il titolo si salva, di ’sto filmaccio

Facciamo un bel salto indietro, alla fantascienza catastrofica di Deserto d’acqua (The Drowned World, 1962), romanzo d’esordio con cui J.G. Ballard ci racconta di una Terra stravolta dai cambiamenti climatici – capito, Trump? – a tal punto che è ormai quasi del tutto sommersa e i pochi superstiti vivono in un mondo d’acqua con tutte le problematiche che ne conseguono.
Dite che sono partito troppo alto? Dite che invece il regista e sceneggiatore Mark Atkins – indimenticato autore di Battle of Los Angeles (2011) e Android Cop (2014) – si è semplicemente rifatto a Waterworld (1995), il film che ha ucciso Kevin Costner? In fondo rifarsi ad uno dei più grandi disastri hollywoodiani degli anni Novanta è un colpo di genio: si può solo migliorarlo!

Tipica cittadina post-apocalittica

Siamo a Junk City, che suona tipo “città di rifiuti”: ma chi l’ha scelto il nome? E soprattutto, dove poggiano le fondamenta della città? Quei pali su cui sono fissate le assi di legno, chi li ha piantati nelle profondità marine? E dove hanno preso tutto quel legno, visto che gli alberi non ci sono più?
Va be’, mi sono lasciato prendere dalla “domandite”, e con la Asylum è sempre un guaio. C’è Junk City che ora però non c’è più, perché arrivano gli squali e si mangiano tutti.

Welcome to Junk City

Ora siamo a Salvation, città galleggiante molto più grande, e si sono accorti che Junk City è stata distrutta e si passano la notizia per radio. Aspetta, come fanno a funzionare le radio? E perché il protagonista Dillon Barrick (Brandon Auret) gira con la barca a motore? Dove accidenti l’ha preso il carburante? L’ha fatto con olio di merluzzo?

Tipica imbarcazione ad olio di merluzzo

Ho detto basta domande: siamo nel solito film postapocalittico americano, dove l’energia è gratis per tutti, c’è cibo in abbondanza e cornucopie in ogni boschetto. È l’Arcadia, dolcezza, e tu non puoi farci niente…

Salvation, città da sogno postapocalittico

Ora siamo alla stazione di ricerca oceanica Vestron: ma questo è un film o una guida turistica del mondo sommerso? Sappiamo che questo posto è sopravvissuto all’alluvione – quindi il mondo è sommerso per una specie di diluvio? – e Dillon descrive l’agglomerato con parole 100% americane: «questo è il posto più sicuro del mondo: ci sono i missili!»

Un posto sicurissimo, con i suoi missili

Presentato il panorama di ciò che rimane della Terra, comincia una storia interessantissima e per nulla noiosa con pseudo-scienziati che pseudo-scienzieggiano e organizzano il lancio di un missile nell’atmosfera che manderà via tutta l’acqua dalla Terra per tornare come si era prima. Ma mandarla via dove? E come fanno ad essere sicuri che non vada via tutta l’acqua dalla Terra? Ah-ah, basta con ’ste domande! L’importante è che gli scienziati abbiano il farfallino e un taglio di capelli alla moda.

Tipico scienziato postapocalittico

Dopo aver costruito con il PC di casa le varie città galleggianti, la Asylum ha finito i soldi: e gli squali? Ehhhh, stavolta toccherà farne a meno: ce ne mettiamo un paio che si intravvedono, uno dei quali sarà protagonista dello “scontro finale”. Un totale di forse tre minuti con squali inquadrati: e meno male che a loro si rifà il titolo del film!

Dopo Waterworld, di Costner citiamo pure Robin Hood, va’

Già che si trovava omaggiando, la Asylum strizza entrambi gli occhi a The Great Wall (2016) e si inventa una squalona che comanda un esercito di squali, che si suicidano per lei facendole da scudo: ma una volta non si copiava solo dai migliori?
Se non altro ci si è rifatti ad Aliens (1986) per lo scontro finale, con la donna che affronta la mostrona femmina.

Lo scontro finale meno interessante della storia del cinema

Una percentuale elevata di chiacchiere buffonesche, scene di una noia epocale e personaggi imbarazzanti dimostrano che la Asylum ha ormai perso il “tocco”: una volta faceva minchiate divertenti, che ti strappavano almeno una risata a film, ora invece va a risparmio e quando la Regina della Z se la passa male davvero il mondo è sull’orlo del collasso.

Ahhhhh ci mancava la melassa patriottica!

Spero che un giorno la storica casa di serie Z si risollevi da questa sua apatia e ci regali almeno un’altra risata grassa…

L.

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13 risposte a [Asylum] Planet of the Sharks (2016)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Dai, non può essere così male questo futuro post-apocalittico? Post-alluvione? Post-alta marea perenne? Post-signora 90enne che ha lasciato il rubinetto aperto? Sia quel che sia, io a Junk City che fa tanto Maldive con bungalow overwater ci abiterei più che volentieri. Si mangia pesce, energia elettrica ce n’e, abbiamo le radio, insomma per dirla alla Maccio “A me che cazzo me ne frega a me!”. Taglio alla moda, cravattino e via a prendere il sole h24!

    Scherzi a parte, mi sbaglio o la Asylum ha preso una china spaventosa? Già partivano abbastanza bassi ma ultimamente non ne beccano più mezza!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo è così, dopo anni di porcate sembrava finalmente aver trovato la voglia di divertire con adorabili cialtronate da ridere tenendosi la pancia, ma ora sembra aver perso totalmente lo smalto. Noia è ormai il suo secondo nome e chissà se riuscirà a cambiare rotta…

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Lo scienziato sembra il Doctor Who di Smith, sarà voluto?

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ormai quando vedo Asylum le mie capacità di discernimento e sopportazione si annullano…riesco a leggere solo le didascalie prima di collassare! 🙂 🙂 🙂

    Piace a 1 persona

  4. Cassidy ha detto:

    Ho beccato questo film su cielo, probabilmente la sera della messa in onda, ho inziato a vederlo da metà, dallo scienziato con il papilon, ho pensato proprio ad una brutta copia di Waterworld, che già riusciva ad essere un flop di suo, mi sono divertito più a leggerti che a vedere il film 😉 Cheers!

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Una buffonata che ho preferito evitare 😉

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  6. nik96 ha detto:

    o mamma dopo il pianeta delle scimmie ci mancava anche il pianeta degli squali i prossimo cosa sara il pianeta dei dinosauri. oppure come dice Kevin in un episodio di ED EDD & EDDY il mondo dei Tonti hahaha.

    Piace a 1 persona

  7. Pingback: Deep Blue Sea 2 (2018) Un tuffo nella Z | Il Zinefilo

  8. Pingback: Sand Sharks (2012) Ho scritto squalo sulla sabbia | Il Zinefilo

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