Stagecoach (2016) Napule Jack

Dopo The Virginian (2014), trasmesso in esclusiva italiana da CineSony il 12 luglio 2018, potevo perdermi un altro westernuccio della canadese Nasser interpretato di nuovo da Trace Adkins? Sì, potevo, ma non ho resistito…
Così quando il 19 luglio successivo CineSony ha doppiato in esclusiva Stagecoach: The Texas Jack Story, uscito in patria il 4 novembre 2016 ed ignoto alla distribuzione italiana, io ero là pronto a registrare per lasciare traccia di questo “evento”.

Un primo sfilatino di titolo

Forse si poteva scegliere qualcosa di un zinzinino più corto, come titolo, invece di Assalto alla diligenza: la vera storia di Texas Jack, da sommare al titolo originale.
Poi infatti ci ripensano, e senza motivo dopo qualche minuto… riappare il titolo solo in italiano!

E vai col secondo sfilatino

Stavolta il cantante country Trace Adkins interpreta il bandito gentiluomo Nathaniel Reed, alla guida di un’allegra combriccola di tagliagole ben poco raccomandabili: ovviamente sono tutti cattivi tranne lui, che è il protagonista.

Il bandito che leggeva ciò che scrivono di lui

Nei primi secondi di film lo vediamo assalire una diligenza – giusto per spiegare il titolo italiano – davanti agli occhi spaventati ed inermi del postiglione Kim Coates, che però poi mentre i banditi fuggono pensa bene di sparar loro alle spalle.
Curiosamente Calhoun (il ruolo di Kim) è stato scelto come tiratore per proteggere la diligenza, ma con il suo fido fucile spara tre colpi a due metri di distanza e manca tre volte il bersaglio: Reed spara con la pistola senza guardare e lo centra… Misteri del West.

Kim prende pure la mira, per sbagliare a due passi

Passano gli anni e Reed si è ritirato dal crimine, ora vive una vita onesta con la moglie malata e la banca che vuole togliergli casa e ranch: diciamo che queste storie western ignorano cosa sia la “sfumatura”, si passa da un eccesso all’altro…
Comunque l’ultimo uomo vivo della sua banda lo viene ad avvertire: c’è un uomo misterioso che sta facendo fuori tutti quelli che hanno partecipato all’assalto alla diligenza… chissà chi sarà mai? Impossibile da indovinare…

Lo sguardo dell’ex criminale ora onesto

Per fortuna la pantomima del “mistero” non dura molto e ritroviamo il postiglione Calhoun diventato nero sceriffo da un occhio solo: questo è il film dei grandi cambiamenti!
Da bandito eroe del West, Reed diventa papone toffolone con problemi in banca – mentre prima le rapinava, le banche – e invece da onesto agente di sicurezza ora Calhoun è diventato lo sceriffo di Nottingham…
Almeno ha il buon gusto di farsi accompagnare dalla grintosa bionda Bonnie (Helena Marie).

Un’allegra coppia di pistoleri neri

Dunque abbiamo già lo scontro finale della storia, a dieci minuti dall’inizio? No, perché questa è solo la premessa del più grande drammone mariomerolano del West: ’O scippatore.
Perché nello scontro Reed è così beota da credere all’amico infame quando gli dice che la moglie incinta è morta, anzi è moruta, e fugge per tornare alla vita da mariuolo, divenendo la leggenda del West nota come ’o scippatore ’nnammurato.

’O scippatore ’nnammurato

Mentre coi suoi amici guappi assalta diligenze e funicolari, col cuore gonfio e gli occhi triste triste, lo sceriffo dalla pistola facile e dal cuore scuri scuri lo insegue, e tutti cantano una serenata calibro 9.
Malgrado sia un galantuomo, Nate diventa il celebre ladro Napule Jack che però non è contento di questa guapparia, e dice ai suoi uomini:

Scetáteve, guagliune ’e malavita…
Ca è ’ntussecosa assaje ’sta serenata:
Io sóngo ’o ’nnammurato ’e Laura Lee
Ch’è ’a femmena cchiù bella du Texàs!

Ma ’o malamente si nasconde come una serpe in du core, e l’infame Frank (Claude Duhamel) accusa Napule Jack di crimini che non ha commesso: da scippatore diventa ammazzatore e il melodramma si fa più potente.

Il melodramma melodrammatico si avvicina sulla via

Sfuggito per un pelo al mariscià Calhoun, Napule Jack si risveglia nella sua vecchia casa, al Monastero ’e Santa Chiara, dove ritrova sua moglie viva, fedele e vergine, e con al fianco il figlioletto che per la prima volta conosce il padre. E tutti iniziano a cantare:

E figlie ossaie che sso pizz’ecore
e nun sann’alassa
cheste l’efatte tu ca si signore
ma nu pezzente cheste nunn’offa’

’O scippatore ’nnammurato tiene nu core accussì

Mentre il melodramma fila e fonde, avvolgendo tutti i personaggi di melassa appiccicosa, nel duello più veloce della storia del West – in fondo avevano tutti voglia di finire le riprese – tutto si risolve per il meglio, la banca non vuole più i soldi arretrati, Napule Jack ritrova una moglie, una casa e una figlia («e un accidenti magari ti piglia, che parapiglia, che parapiglia» cantava il Quartetto Cetra!), in un nanosecondo riabilita il suo nome e tutti i suoi anni di malavita sono cassati con un gesto, perché ora tutti cantano:

Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto
chi ha dato, ha dato, ha dato
scurdámmoce ’o ppassato,
simmo ’e Texas paisá!

In fondo siamo nel West: basta ca ce sta ’o sole, il resto non conta.

Sembra un classico del West, invece è Mario Merola al 100%!

Purtroppo il film non ha la frizzantezza di un drammone mariomerolesco, è solo inutile pesantume sdolcinato in cui Trace Adkins ricopre il ruolo della balena spiaggiata: ma nei suoi concerti canta pure o sta solo seduto a guardare il vuoto, come fa nei suoi film?
Il giovane regista Terry Miles l’abbiamo già visto all’opera con Recoil (2011) con Steve Austin e nel western Dawn Rider (2012): non gridi certo al genio, ma fa il suo lavoro in modo onesto. La colpa maggiore è degli sceneggiatori, due tizi di passaggio che di mestiere fanno i tecnici in vari aspetti del cinema, e probabilmente non hanno mai visto un western in vita loro.

Kim Coatto è l’unico motivo per vedere il film

Non è un brutto film, è solo banalissimo, melenso e ridicolo. Però merita assolutamente di essere gustata la prova di Kim Coates, assolutamente perfetto nel ruolo dell’infame sceriffo e almeno a mille metri di altezza rispetto all’intero cast. Anche perché temo sia l’unico vero attore del film.

Lo so, Judd Nelson, ci sei anche tu…

Scusa, Judd Nelson, ci sei anche tu… ma per te vale la gag di Due uomini e mezzo. Quando in un episodio di quella serie appare Harry Dean Stanton nel ruolo di se stesso, uno dei protagonisti chiede «Ma… è lui?» e l’altro risponde «Lo era». Ecco, Judd Nelson: tu non sei un attore… lo eri.

L.

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13 risposte a Stagecoach (2016) Napule Jack

  1. Zio Portillo ha detto:

    Morto! Post esilarante, bravo Lucius!

    Chissà, magari se Adkins avesse fatto la versione west-country con lui che canta canzoni scaldacuore qua e là, forse avrebbe lanciato un genere e magari sarebbe uscita una pellicola memorabile. E invece…

    Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    No però non puoi far così, ero sul bus a ridermela come un cretino 😀 Il bello che le parti in napoletano, nella mia testa avevano pure la musica in stile film di Mario Merola, fantastico, grandissimo post 😀 Cheers

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Mi hai fatto tornare in mente MMERP, Mario Merola Roleplay, un gioco di ruolo amatoriale fatto da alcuni ragazzi fuori di testa XD
    C’erano persino le tecniche di combattimento esoteriche della scuola di Mario, tipo “a panza toia è foder e curtiell” e tanti altri colpi strabilianti ^^

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  4. Kukuviza ha detto:

    Ahahaha da scompisciarsi! Hai inventato un nuovo genere: il babbà western!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Beh, ma qui Kim Coates non fa altro che omaggiare gli spaghetti-western nostrani di serie Z dove ci si riusciva a mancare da un metro di distanza: ricordo una scena da non so più quale titolo esattamente, dove Luigi “George Eastman” Montefiori si avviava con fare sicuro di sé in direzione di due impediti intenti a spararsi con le canne delle colt che quasi si incrociavano tra di loro per la vicinanza, e nonostante questo NON si beccavano MAI nemmeno per sbaglio 😛
    P.S. Ehh, cosa non è il western neomelodico… 😉

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