Hitters (2002) Lotta di potere

Martedì 24 luglio 2018 Evit di Doppiaggi italioti mi avverte che su 7Gold in prima serata fanno Highlander (1986): chissà se lo trasmetteranno da pellicola italiana?
Quando arriva il messaggio io sono già su 7Gold a programmare la registrazione su pen-drive, ma non certo pensando all’ultimo immortale: Rete4 l’ha già trasmesso il 7 febbraio scorso da originale americano – e così farà anche 7Gold. No, io sono su quel canale pronto a registrare la Z potente, quella che «fa bene che fa male che fa bene che fa male che fa bene che fa male che fa bene che fa bere», come cantavano Piero Pelù e Anggun.
Io sono lì per Hitters (2002), uscito in home video italiano e trasmesso come Lotta di potere.

Questo sì che è puntare tutto sulla grafica del titolo

Cosa mi ha spinto a registrare un film dal titolo così anonimo? Ovvio, mi è bastato dare un’occhiata alla locandina e vedere un così concentrato grumo di facce da serie Z da far ribollire il sangue nelle vene. Neanche la Asylum riuscirebbe a mettere insieme siffatte facce da schiaffi, eppure sconosciute casupole sono riuscite a farlo: trattandosi di attori dal curriculum abbastanza opaco, non credo che ingaggiarli sia stato costosissimo.

Salve, sono Cassidy, e ora vi racconto una lunga storia…

Il film inizia nel migliore dei modi. Cassidy (Christopher Lawford) dice di sedersi, perché ora ha una storia da raccontare, e sarà lunga. Qualsiasi riferimento al nostro amichevole Cassidy di quartiere e alla sua ben nota propensione alla sintesi è ovviamente casuale…
Il Cassidy di questo film però compie un errore: inizia la sua storia con Nick, che ha la faccia di tolla e i baffetti da sparviero di sua maestà Robert Davi.

Con quei baffetti può uccidere a distanza!

Chiunque veda film dagli anni Ottanta sa benissimo che Davi non si discute: non importa il ruolo, non importa la recitazione, non importa niente, Davi entra in scena e il film ha vinto a tavolino. L’unico momento della sua carriera in cui ha toccato il fondo più fondo è Il figlio della Pantera Rosa (1993) con Benigni: dopo quell’abominio qualsiasi altro suo ruolo è splendido a prescindere.
Qui interpreta… boh, mica l’ho capito. Diciamo che la trama del film va a ramengo dopo un solo minuto, anche perché non vale minimamente la pena seguirla: è roba di mafiosi italo-broccolini che buttano in video ogni stereotipo possibile: vogliamo proprio chiamarla trama? Non è obbligatorio.
Anche perché protagonista è il super-infame Costas Mandylor.

Con quella faccia da Mandylor, non può fare il buono

Uno che nasce con quella faccia poteva giusto fare la Sawga (cioè la “saga di Saw”: m’è venuta così!) qui invece vorrebbero convincerci che è il bravo Tony che vuole resistere alle minacce della mafia broccolina, e che soprattutto è un brav’uomo. Ma chi, Mandylor? Con quella faccia???
Azzeccata invece l’idea di chiamare suo fratello Louis Mandylor a fare il poliziotto, che di solito è il suo ruolo d’elezione. Belli i tempi quando combatteva nella serie TV “Martial Law”…

Il fratello buono dei Mandylor

Quindi c’è la mafia broccolina e tutti sono grassi e vestono in tuta da ginnastica, denotando un profondo studio alla base della sceneggiatura.

Tipico mafioso broccolino

Per fortuna ci si addormenta subito e ci si risveglia verso il finale, quando lo sceneggiatore e regista Eric Weston pensa che sia il momento di calare gli ultimi due assi del mazzo sul tavolo verde del film.
Manca infatti una gnoccona, perché allora non facciamo fare cinque minuti di primi piani a Carol Alt? Certo, però magari poi mettiamo d’accordo su cosa intendiamo per “gnoccona”…

L’attrice che una volta era Carol Alt

Vogliamo lasciare da sola una star più che appannata come la Alt? Non abbiamo qualche nome noto per essere stato noto (come dice Balasso) sotto mano? Ma sì, dài, sbattiamoci in video Frank Stallone!

Bum! Questa le batte tutte!

Il tempo di rialzarmi dalla sedia, dopo mezz’ora a terra piegato a ridere nel vedere Frankie che stalloneggia col cappello da gangster, e il film è finito. Così, senza manco salutare…
L’unico elemento da citare è una fotografia molto curata, anche se non sempre per il meglio, da Irv Goodnoff, che ha visto film migliori negli anni Settanta. Questa attenzione per la fotografia dimostra pienamente l’età del film: dal 2005 in poi, infatti, la mansione del direttore della fotografia viene affidata al garzone del bar.

L.

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13 risposte a Hitters (2002) Lotta di potere

  1. Zio Portillo ha detto:

    Quando ho messo su ilzinefilo.wordpress.com ed è apparsa la locandina con quei nomi e quelle facce mi è esploso il pc. Incuriosito mi connetto via cellulare. Leggo tutto sogghignando ma appena mi appare il faccione di Frank Stallone mi esplode il cellulare in mano. Ora sto scrivendo dal telefono di lavoro ma nel frattempo dopo aver finito il post ho pure perso i (pochi) titoli di studio che avevo. Troppa ignoranza in questa pellicola!

    Lucius, mi devi un pc, un Iphone, un paio di diplomi e una manciata di esami universitari…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahahah non è colpa mia: chiama Frank Stallone e il suo cappello da gangster 😀
      Ti assicuro che dopo tre quarti di film passati a sonnecchiare con facce ridicole, quando all’improvviso esplode in scena il faccione di Stallone davvero sono caduto dalla sedia: non so più quante cellule cerebrali mi si sono bruciate con una sola inquadratura! 😀

      Mi piace

    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ahahaha! Non so se mi ha fatto più ridere la recensione in toto, il neologismo Sawga, Frank Stallone, il film in sé o la cronistoria di Zio Portillo!
      In ogni caso…sto ridendo ancora e ancora! 🙂 🙂 🙂

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  2. Cerchidifumo ha detto:

    No vabbè questo film credo sia una super marchettona dove l’intento era far fare necessariamente qualcosa alla Carola e allora hanno imbastito sta “cagata pazzesca” 😀

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  3. Cassidy ha detto:

    Ahahah ma è fantastico! Hai pescato la mia controparte cinematografica che meraviglia 😀 Guarda già stato ridendo per la citazione a Pelù e Anggun ma questo è uno spettacolo!! 😀 Per altro anche peggio di me questo Cassidy, era pronto a raccontare una storia lunghissima, su una trama che davvero non esiste, tutta basata sul carisma di Robert Davi e quello di Frank Stallone. Anzi no, Frank Stallone non ha carisma, però ha un cappello! 😉 Cheers!

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  4. Giuseppe ha detto:

    Che spreco però una fotografia curata per un filmucolo del genere: almeno avessero messo fuori fuoco le facce di tutti i protagonisti escluso Robert Davi (ovviamente) 😛
    P.S. A proposito di Mandylor, quanto potrà costare l’intera Sawga in cofanetto? 😀

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  5. Pingback: Guida TV in chiaro 8-10 febbraio 2019 | Il Zinefilo

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