Nightmare 7 (1994) Nuovo incubo

Abbiamo seguito la vita e le opere di Jason fino ad arrivare al punto in cui finalmente, dopo anni di tentativi infruttuosi, è arrivato a scontrarsi con il suo collega più giovane. Ma prima… è proprio quest’ultimo “collega” che merita di essere raccontato.

«Non è come i precedenti sei film. In effetti, questo non è neanche un film. Questo è vita vera.»
Wes Craven

Primavera del 1993. Si è appena svolto il “Dylan Dog Horror Fest 4” dove, fra le altre cose, è stato presentato in anteprima Tobe Hooper’s Nightmare, il film che in seguito sarà distribuito come Night Terrors. Protagonista in un doppio ruolo – fra cui quello del Marchese De Sade, come scoprirete in un mio guest post di settembre: rimanete sintonizzati! – è Robert Englund, che si siede a rispondere alle domande del giornalista Alan Jones, in un’intervista che uscirà su “Shivers” n. 8 (agosto 1993).
Il giornalista chiede ad un rilassato Englund di tutti i suoi progetti, ma ovviamente non può fare a meno di far cadere l’argomento su Freddy Krueger.

«Visto che Nightmare 6 ha fatto un sacco di soldi in America e oltre oceano, sapevo che non sarebbe passato molto prima che Robert Shaye, il capo della New Line Cinema, ci chiedesse di farne un altro. Non volevo sembrare uno stupido, dopo aver girato il mondo in un tour promozionale in cui dicevo “Sì, questo è davvero l’ultimo film di Freddy”, così quando incontrai Bob in una convention a New Orleas gli dissi che l’unico modo possibile per fare un settimo film era di chiedere l’aiuto dell’uomo che aveva iniziato tutto. Gli dissi che doveva fare pace con Wes Craven. Fortuna vuole che Craven stava vendendo un altro progetto alla New Line e così gli hanno fatto una “proposta-pacchetto” che non poteva rifiutare.»

Quale sarà stato il progetto che Wes stava vendendo alla New Line? Dopo questo film ha diretto Vampiro a Brooklyn (1995) per la Paramount e quello scherzetto di Scream (1996) per la Dimension, mentre come sceneggiatore non ha scritto altro fin dopo molto oltre il Duemila. Può darsi che il secondo progetto di Wes sia sfumato una volta girato il primo, cioè il nuovo Nightmare? Che davvero esista la maledizione di Freddy?

Salve, sono Wes Craven detto “il bue”: per una che ne azzecco, ne sbaglio due

Englund comunque continua e rivela che in quel momento Craven ha già scritto due terzi del copione, con grande piacere della New Line.

«Di cosa parla? Be’, da quel che ho capito non torno a interpretare solo Freddy Krueger ma anche l’attore Robert Englund. Heather Langenkamp torna nel ruolo di Nancy ma anche nel ruolo di se stessa. È vittima di uno stalker in una storia molto realistica e l’apparizione di Freddy qui arriva da quelli che hanno lavorato al film di Wes nel 1984. […] Non vedo l’ora di iniziare a lavorarci. E anche il numero fortunato di Wes è il 7.»

Come cambiano i tempi e le persone: qualche anno prima Englund piagnucolava con Marc Shapiro che non ce la faceva più a passare ore al trucco e a partecipare a film dalla lavorazione serrata che gli facevano perdere tante occasioni di lavoro. Ora che le occasioni di lavoro prevedono sempre e comunque ore di trucco, mi sa che il buon vecchio Freddy comincia a mancare.

Ancora Miller, ancora Englund, ancora Freddy

«Nessuno scalpitava all’idea di farne un altro», confessa Michael De Luca – uno dei capi della New Line oltre che co-autore del demenziale sesto film – al giornalista Dale Kutzera per la rivista “Imagi Movies” (inverno 1994), ma a quanto pare l’idea di lavorare con l’autore originale era una tentazione troppo forte per resistere.
Mi sembrano ovvie le motivazioni della New Line, ma quelle di Craven? Kutzera gliele va a chiedere: «Non so esattamente quali siano le loro [della New Line] ragioni, ma erano intrigati dall’idea di un nuovo film e lo ero anch’io.»

Le cose sono cambiate dal sesto film, la casa è stata comprata per 550 milioni da Ted Turner, cioè un gigante, quindi ora non stiamo più a contare gli spiccioli com’è avvenuto per tutti i sequel della saga: ora la New Line fa muovere i big money e se c’è da ingaggiare gli attori e gli autori del primo film, si stacca un assegno e quelli arrivano di corsa. Come si capisce dall’intervista di Englund c’era della ruggine fra la New Line e Wes: non c’è problema, si risolve tutto. «Abbiamo sistemato un po’ di seccanti sospesi d’affari fra di noi», continua Craven. «Questa volta, al contrario della prima nel 1984, avevo un eccellente avvocato e abbiamo stilato un ottimo contratto.»
Quindi mentre i fan pensano alla farlocca Elm Street Mythology, in realtà il motore che ha spinto la saga è stata la bega d’affari. Come sempre.

«Gli hanno dato un sacco di libertà d’azione», racconta Heather Langenkamp allo stesso giornalista. «Non credo di aver visto un solo esecutivo della New Line sul set. Nel nostro primo e terzo film erano sempre lì, ogni giorno, sempre a metterci il fiato sul collo. Stavolta invece si fidavano di Wes, che gli stava dando un prodotto di cui loro avevano disperatamente bisogno, e quindi erano ben disposti ad essere accomodanti.»

«Quando mi hanno fatto la proposta», continua il regista e sceneggiatore, «non avevo alcuna idea su che film fare. La sfida era pensare ad un modo per far tornare Freddy indietro senza violare la natura della o scontentare il pubblico. La prima cosa che ho fatto è un pranzo con Heather, che non vedevo da tanto tempo, giusto per riallacciare i rapporti e vedere se fosse interessata a tornare nella saga. Per quel che mi riguarda, lei ha sempre rappresentato il meglio della serie di Nightmare
«Abbiamo pranzato e parlato di tante cose», ricorda l’attrice. «Ora sono una madre quindi abbiamo parlato di genitorialità. Mi ha detto che ha iniziato ad avere nuovi sogni per riempire un copione e abbiamo parlato di potenziali scenari per un nuovo Nightmare. Poi abbiamo parlato di alcuni fatti della mia vita degli ultimi anni, di come io abbia avuto un fan molesto che mi ha scritto lettere abbastanza spaventose. Ora ne sono fuori e respiro meglio, ma subito dopo aver lavorato alla sit-com “Dieci sono pochi” ho vissuto momenti spaventosi con uno stalker. Da un certo punto di vista era una persona molto triste e senza alcun contatto con la realtà, ma dall’altra non sai mai di cosa possano essere capaci, quindi devi guardarti le spalle. Ho raccontato tutto a Wes e lui ha detto che era un argomento interessante.»

Il pranzo di lavoro fra Wes ed Heather ricreato nel film

«È stata molto onesta ed aperta con me», ricorda Craven, «riguardo alla sua vita degli ultimi dieci anni. Ero intrigato dall’idea di scrivere una storia basata sugli eventi della sua vita reale come attrice che aveva fatto un film horror, uno sguardo da estendere a tutta la nostra società. Dopo quel pranzo ho iniziato ad avere sogni molto strani su di lei, su Freddy e sul peso che ha avuto su di me e sulla mia vita.»
«L’estate scorsa Wes mi ha chiamata e mi ha detto che aveva scritto un copione che parlava di me, con il mio vero nome: avrei interpretato me stessa», racconta la Langenkamp. «All’inizio mi suonava davvero come un’idea troppo strana, poi ne abbiamo parlato e il copione era davvero bello, ma avevo iniziato ad essere così protettiva nei riguardi della mia vita privata che interpretare me stessa con il mio vero nome mi creava non pochi problemi. Dal punto di vista legale rinunci a così tanto in termini di ciò che la New Line Cinema può fare con il tuo nome. Possono darlo ad una bambola? C’erano un sacco di cose da prendere in considerazione ma Wes era così deciso a farlo e quel copione era così spaventoso che decisi ne valesse la pena. Ed accettai.»

Un film con me e su di me? Ok… quanto?

Iniziano le riprese e arriva di corsa Marc Shapiro: vi era mancato, eh? Secondo voi il giornalista d’assalto che da dieci anni ha raccontato Nightmare sulle pagine della sua “Fangoria” poteva perdersi il film del decennale? Arriva sul set giusto in tempo per vedere Heather Langenkamp seduta in mezzo ad una stanza venir colpita da finto vomito per venti minuti. La macchina sputa-vomito a quanto pare funziona male e bisogna rifare la scena più volte, mentre il cast si allontana sempre di più dalla povera attrice sempre più puzzolente e circondata da mosche. Alla fine della scena, Heather si alza e va ad abbracciare Wes Craven: forse è un gesto emotivo… o forse è vendetta, visto che inzacchera il regista di finto vomito.

Da dieci anni Shapiro arriva sui set dei vari Nightmare solo per il gusto di andare a sentire le geremiadi di Robert Englund, di cui in pratica è diventato il confessore ufficiale. Trova l’attore seduto per terra addossato ad una parete, ad agitare una mano davanti alla cinepresa.

«Mi sto facendo vecchio, ho l’artrite e questa roba sta diventando difficile da fare. Ad essere proprio onesto, credo di avere la forza giusto per un altro paio di queste cose.»

Perché quando un paio di mesi prima l’attore è stato intervistato da Alan Jones per “Shivers” era tutto pimpante, parlava di mille progetti in corso e addirittura gli mancava Freddy, ed ora che è sul set con Marc Shapiro per “Fangoria” fa il vecchio lamentoso, come negli ultimi dieci anni? È forse una tradizione che ha con il giornalista o è Shapiro a presentarsi sempre nei momenti di peggior sconforto?
Shapiro va poi a trovare lo storico David Miller, che festeggia anche lui dieci anni al trucco della “faccia da pizza”.

«Tutti volevano qualcosa di diverso, un nuovo look ma che ricordasse il vecchio Freddy. Ciò che ho creato è qualcosa di meno violento ma più mascolino, che assomiglia più a pelle lacerata che a pelle bruciata. Le chiazze rosse sono ancora lì ma non più così tante come prima. Robert stavolta era ancora più stufo del solito di stare sulla sedia del trucco e ho dovuto inventare un sistema per farcelo rimanere il più breve tempo possibile, rispetto al passato.»

Il nuovo Freddy di David Miller

Il trailer del film viene presentato in anteprima alla ShoWest Convention di Las Vegas nel marzo del 1994, senza il minimo riferimento al nome di Freddy Krueger fino all’ultima immagine. Viene presentato in Germania nell’agosto 1994, al Fantasy Filmfest, prima dell’arrivo nelle sale americane il 14 ottobre successivo. Il 9 dicembre dello stesso anno è al Festival Noir di Courmayeur, fuori concorso.
Il 2 genanio 1995 ottiene il visto censura italiano, senza alcun divieto, e Mediaset lo distribuisce nelle sale italiane con il titolo Nightmare. Nuovo incubo dal 3 marzo 1995.

«Freddie Krueger, l’ultimo dei mostri, è sopravvissuto persino a se stesso e alla sua interminabile saga, che sembrava dovesse concludersi con la sua morte»

lo presenta Olga Piscitelli su “La Stampa” del 24 febbraio 1995, e per l’occasione ci scappa una mini-intervista ad Englund, che vaticina: «Mi porterò questo marchio per sempre».

«Credo che Freddie costituirà una nota a piedipagina nella storia del cinema. Per me, questi sono stati dieci anni di una carriera fortunata. […] Mi hanno detto che questo sarà l’ultimo. Penso che sia come la chiusura di un cerchio. Una specie di commento che Wes Kraven [scritto con la “k”!!! Nota etrusca], autore e regista, vuole fare a Nightmare. Noi attori interpretiamo anche noi stessi.»

Per sponsorizzare l’uscita, quel venerdì 3 marzo 1995 Italia1 lancia un’iniziativa ghiotta: una Notte Horror dedicata a Wes Craven. Ecco il programma:

  • Ore 23.15 Speciale sul film Nightmare: il nuovo incubo
  • Ore 23.30 Dovevi essere morta (1986)
  • Ore 02.00 Il serpente e l’arcobaleno (1988)

Quale bambino non sarebbe stato felice di una notte del genere?

La stessa Italia1 trasmette questo settimo film lunedì 10 marzo 1997 in prima serata: così come è rimasto molto poco al cinema, non farà certo faville nei passaggi televisivi.
La Medusa Video lo distribuisce in VHS in data ignota e la Eagle Pictures lo ristampa, insieme agli altri titoli della saga, dal 22 settembre 2004 in VHS e DVD.

Il titolo appare, a grafica zero, alla fine del film: impegno scarsino

La trama sta tutta nelle presentazioni del film: c’è l’attrice Heather Langenkamp che ha veri incubi e scopre che il “vero” demone – che per comodità Wes Craven aveva nominato Freddy Krueger – la vuole cosare (perché mica ho capito che cacchio ci voleva fare, con la donna), e per affrontarlo fa quello che tutte le final girl della saga hanno fatto prima di lei: una supercazzola. Si arma di un coltello, che dopo sei film tutti sanno non servire ad una mazza con Freddy, e va nel mondo dei sogni a fare cose strane e noiose. Fine del film.
Temo che Wes Craven non si sia impegnato a dovere: ha avuto un’ottima idea e ha scritto un ottimo soggetto, che però al momento di diventare sceneggiatura si è trasformato nel solito Nightmare già visto troppe volte.

Ti sei fatto il cappello nuovo, Freddy, ma la storia è roba vecchia

Vediamo una Los Angeles scossa da continui terremoti, perché c’è il metaforone per cui Freddy sta cercando di uscire: capito la sottilissima trovata? È il reale che trema perché la finzione vuole conquistarlo. Va be’…
Heather Langenkamp e Robert Englund vengono invitati in TV a raccontare la loro esperienza nel cinema horror e poi parte la vera storia dello stalker.

Come puoi impedire ai fan di sperperare i loro soldi? E allora…

… benvenuti al Freddy Horror Pictures Show!

Entrano in scena la vera Sara Risher e poi Robert Shaye, i veri produttori della New Line Cinema che sono stati dietro a dieci anni di Nightmare.

La vera produttrice Sara Risher con la vera attrice Heather Langenkamp

… e il vero produttore Robert Shaye, l’uomo che guadagna da Freddy!

«Che ne diresti di fare con noi il gran finale di Nightmare? [the definitive Nightmare] Sai, quel cattivone piace, a quanto pare.»

La frase ci sta tutta ma purtroppo è un’invenzione del miglior doppiaggio del mondo, perché l’originale è intraducibile:

«I guess evil never dies, right?»

Il male non muore mai? Mmmm, in italiano “male” suona davvero… male!

Plausibilmente questo è il vero ufficio di Robert Shaye…

… e spiega perché siamo arrivati a quota 7 film!

Con la scusa della realtà, Craven mette in scena quanto già visto in tutti i titoli della saga, con cose strane che straneggiano e gente che muore nel sonno. L’unica differenza è l’innegabile divertimento di vedere i veri attori interpretare loro stessi: dev’essere parecchio inquietante andare ad un funerale e ritrovarti vicino Wes Craven e Robert Englund!

A me Englund fa più paura da “normale”!

Vogliamo farci mancare la filastrocca? Andiamo, è il momento comico del miglior doppiaggio del mondo, mica possiamo perdercelo.

«One… two… Freddy’s coming for you.
Three… four… Better lock your door.
Five… six… Grab your crucifix.
Seven… eight… Gonna stay up late.
Nine… ten… Never sleep again…»

«Uno, due e tre, Freddy sta arrivando da te.
Quattro, cinque e sei, dimmi dove sei.
Sette, otto e nove, Freddy fa le prove.
Fa paura la sua voce, finiremo sulla croce.
Non dormire questa notte, non dormire…» (Doppiaggio italiano)

Sette film, sette filastrocche identiche, sette doppiaggi diversi: questo sì che è il miglior doppiaggio del mondo! Che quando pensi abbia dato il massimo, tronca la filastrocca a nove con Freddy che fa le prove (ma di che?): ho le lacrime dalla commozione…

Il piccolo Miko è davvero il mostro del film

Il piccolo Miko “Pet Sematary” Hughes è sempre bravo e inquietante, credo davvero sia posseduto da un demone, ma per me va parecchio in iper-recitazione, diventando molto più satanico lui di Freddy.

L’unica scena un po’ degna di nota del film, peraltro copia sbiadita del primo Nightmare

Come dicevo, lo scontro è all’insegna del nulla come gli altri film e per la settima volta Freddy muore di raffreddore, pronto a tornare alla bisogna, esattamente come impone la regola della serialità: quando un personaggio importante muore, in realtà nella storia successiva scopriamo che è stato solo colpito di striscio.

Finalmente un modo per bloccare la logorrea di Englund!

Per finire, temo che tutte le dichiarazioni e i dietrologismi delle persone coinvolte e dei critici siano un disperato tentativo di dire ciò che non si vuole dire, e che io invece sono qui a dire: nel 1994 si doveva per forza festeggiare il decennale del franchise, per vendere altre magliette e pupazzetti, e alzare grandi pacchi di bigliettoni alle convention, così la New Line – ormai impaccata di soldi – ha accettato di saldare i conti aperti con Craven per avere un nome di grande richiamo alla guida dell’iniziativa.

Il “papà” di Freddy – «Ok, sono suo padre, ma dovreste andare a parlare anche con la madre!» (Wes nel 1994!) – che torna a dirigere l’ultimo film della saga. Ma proprio l’ultimo, eh? Mica come quello prima, che era l’ultimo. No, no, proprio l’ultimo. Prima del prossimo.
Un baraccone che si vende da solo, perché all’idea di Englund che fa Englund e Freddy insieme i fan muoiono di piacere senza neanche bisogno di vedere il film, quindi sono big money che viaggiano da soli di qua e di là: i tipi della New Line non devono fare altro che correre in giro con il retino acchiappa-farfalle per fare il pieno di dollaroni. Del film non importa a nessuno, basta che esista. E il film esiste, purtroppo.

Mentre i fan duri e puri si rovinano le dita ad aggiornare la farlocca Elm Street Mythology aggiungendo la roba vista in questo film, “Fangoria” – che teoricamente è il covo dei fan più duri e puri – pubblicizza la vendita per dieci dollari di una calling card limited collector’s edition per rimanere sempre in contatto con Freddy: tu chiami un numero e senti un racconto dell’orrore direttamente dalla bocca di Freddy.

Fan da spellare: mettete mano al portafogli!

Questo è il new nightmare, non il film inutile che dimostra solo quanto Craven non sia più Craven da parecchio: al massimo è una noiosa palestra per il sicuramente migliore Scream e il suo gioco metacinematografico, ma come film Nuovo incubo non ha nulla da dire né fa nulla per dirlo. E non serve che dica nulla: deve solo esistere così da vendere gadget e spillare altri soldi ai fan, che è l’unica mythology esistente.

Come dicevo, ogni film è l’ultimo prima del successivo, e anche questo è l’ultimo prima del prossimo, come vedremo la settimana prossima.

L.


Bibliografia

  • Alan Jones, Englund Swings, da “Shivers” n. 8 (agosto 1993)
  • Dale Kutzera, Wes Craven’s New Nightmare, da “Imagi Movies” (volume 2) n. 1 (inverno 1994)
  • Dale Kutzera, Craven’s Nightmare: Dream Director, da “Imagi Movies” (volume 2) n. 1 (inverno 1994)
  • Marc Shapiro, Wake Up to a New Nightmare, da “Fangoria” n. 137 (ottobre 1994)

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39 risposte a Nightmare 7 (1994) Nuovo incubo

  1. Cassidy ha detto:

    Lo sapevo che facevo bene a mettere su i Pop Corn in attesa di questo post, siccome ti leggo sul bus, che oggi era un po’ in ritardo, alla fermata pensavo, dai muoviti che devo leggere di “Nuovo Incubo” sul Zinefilo! (storia vera). In un capoverso lo hai demolito, frizzi, lazzi, il decennale, il ritorno di Wes Craven, le trovate meta cinematografiche e poi? Il solito Nightmare 😀 davvero sembra che l’emozione sia tutta roba da “fanboys” del tipo: Ma quello è Wes Craven che interpreta Wes Craven!

    Sembrano le prove generali per “Scream”, che comunque non è stato scritto da Craven, non mi ha mai nemmeno troppo convinto il cambio di look di Freddy e il trucco tanto amato da Robert Englund, capisco l’idea della pelle lacerata, ma il tessuto muscolare sotto mi è sempre sembrato troppo “plasticoso” fin dalla prima volta che ho visto il film, in seconda serata su Italia 1 pensando, di essere di fronte ad una specie di serie tv su Nightmare. Cheers!

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  2. Ivano Landi ha detto:

    Dopo aver saltato il 5 e il 6, questo lo vidi all’uscita nelle sale, attirato dal ritorno di Wes Craven. Ricordo solo che lo trovai caotico e sconclusionato, con l’unico pregio di qualche godibile momento metacinematografico.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo anch’io che l’unico sforzo creativo sia stato divertirsi a giocare con il reale, con i veri produttori, il vero regista, i veri attori… tutto bello, ma poi la storia non fa che ripresentare cose già viste almeno sei volte. Tanto serviva solo a festeggiare il decennale e a vendere pupazzi…

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  3. Austin Dove ha detto:

    lol, lo hai smontato xD
    https://wordpress.com/view/austindoveblog.wordpress.com, qui c’è il mio breve commentino dove lo elogio nella mia semplicità! Giusto per controbilanciare la tua recensione 🙂
    PS: domani posto hellraiser; posso linkarti?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie in anticipo per il link ^_^
      Con tutte le premesse il film delude proprio perché non riesce a portare avanti ciò che ha iniziato: non ha nulla da dire e in fondo non ha alcuna voglia di dire nulla. Serve solo un nuovo titolo per vedere roba ai fan…

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      • Austin Dove ha detto:

        Ma… come dice una ytuber che seguo: non può esserci cinema senza soldi! Quindi dobbiamo ringraziare che ci ha dato un nuovo film nel bene e nel male e soprattutto un personaggio iconico da ricordare ^^

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Come minacciato in passato, ecco Nuovo incubo in versione Broncoviz

    Ricordo molto poco, di questo film: a leggere certi speciali sui giornali, sembrava avere un gran potenziale, ma l’unica volta che l’ho visto, poi non mi ha catturato…

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  5. arwenlynch ha detto:

    anni fa feci la rassegna da me di Wes Craven alla fabbrica e questo ultimissimo capitolo mi è piaciuto ^_^

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  6. Il Moro ha detto:

    Concordo, una bella idea, ma un’esecuzione meh. Rispetto agli altri film della saga però è quello che mi ricordo meglio (diciamo che gli altri li mischio tutti), proprio grazie a questa idea particolare, e al fatto che era più horror è meno comico.
    Dopo ce n’è ancora? Giuro che credevo fosse finita…

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  7. pirkaf76 ha detto:

    Visto al cinema e poi nel primo passaggio televisivo, ma della trama ricordo ben poco.
    Forse l’unica scena che ricordo è quella della mano di Freddy che con il rasoio tocca il ” pacco ” di qualcuno in una scena in auto.

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  8. Zio Portillo ha detto:

    Film che vidi al cinema con una ragazza (e poi credo mai più). Credevo fossimo soli e invece si portò l’amica… ‘Tacci sua! Delusione doppia. Bianca paurosa da una parte e filmaccio dall’altra.
    L’idea “meta-cinematografica” sulla carta non era male. Peccato che il risultato finale fu sta merd@ dove le citazioni e i riferimenti ai film precedenti non riescono a metterci una pezza. Peccato…
    Ah, davanti a me, la tipa e l’amica (‘tacci sua di nuovo!) c’era uno esaltato a mille che urlava come un pazzo e sottolineava ogni citazione!

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  9. Cerchidifumo ha detto:

    sinceramente ignoravo che avessero fatto tutti sti film di Nightmare…mi sono fermata la primo 😀 perché non ho mai avuto tempo di approfondire i vari seguiti, però quasi quasi il cofanetto me lo compro

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  10. Cerchidifumo ha detto:

    adoro invece Cabal… e devo assolutamente comprare “the cabal cut”

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  11. Giuseppe ha detto:

    Krueger era già ufficialmente morto in Nightmare 6 e quest’altro (ben riuscito, a mio parere) capitolo “mascherato” da sequel senza esserlo davvero -nello svelare meta-cinematograficamente la sua natura di personaggio interpretato, in aggiunta all’elemento orrorifico del demone che ne sarebbe stato l’ispiratore per crearsi un varco nel mondo reale- non faceva che sottolinearlo: quel Freddy che pensavamo di conoscere non era MAI esistito, essendo pure nella finzione “solo” una forma e un volto indossati da qualcos’altro. Infatti, dopo essere uscito dal cinema in quell’ormai lontano ’95, smisi di pensare a ulteriori seguiti di un film che -di fatto- NON era più un capitolo della saga ma piuttosto una sorta di riflessione sulla stessa (con la quale, ovviamente, quei tardivi e sporadici ritorni di fiamma costituiti dallo scontro con Jason e dall’infimo remake del primo capitolo non avranno proprio nulla a che fare)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Concordo, ma il mio sguardo è ancora più “dall’alto”: ogni film non ha fatto che prendere un tema e inventarsi qualcosa intorno, quindi anche una parentesi metanarrativa, un scontro e un remake fanno parte dello stesso identico gioco. Mantenere i diritti del franchise e ricordarlo con regolarità ai fan per mantenere alte le quotazioni.
      Non trovo molta differenza fra l’inventarsi di punto in bianco dei diavoletti del sogno (che hanno reso Freddy quello che è) al sesto film e l’inventarsi un “vero” demone al settimo: non sono storie diverse, è la stessa unica voglia di inventarsi al volo qualcosa da dare in pasto ai fan.
      Sicuramente parlo così perché non ho vissuto la “crescita” del personaggio e soprattutto non gli sono legato in alcun modo, ma anche per argomenti a me più cari tendo sempre a tenere d’occhio ciò che c’è dietro: cioè il disperato tentativo di piazzare qualcosa di nuovo anche quando non c’è assolutamente nulla di nuovo da dire. Per questo alla mythology preferisco sempre una narrazione divertente: purtroppo il settimo film non è una narrazione divertente, malgrado parta da un’idea molto ispirata.
      Quando penso alla morte di Freddy penso alla morte di Holmes, ucciso con grande goduria dall’uomo che lo ha odiato di più al mondo: il suo autore. Ma i fan erano un osso duro anche nel secolo scorso e così facciamo finta che si è salvato. Non so se Shaye voleva davvero far morire “sul serio” un personaggio che era già morto varie volte, ma anche se fosse vero – ed è un bel “se” – il successo al botteghino l’ha “obbligato” a farlo tornare, sotto qualsiasi altra forma. È la maledizione di Saw: puoi pure far morire il cattivo, ma la saga continua con lui, sotto qualsiasi forma…

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      • Giuseppe ha detto:

        Saw, il cui primo capitolo è successivo di appena un anno rispetto a Freddy vs Jason, poi spariti definitivamente dalla circolazione (perlomeno nelle loro versioni “originali”: dubito assai che gli inetti/insulsi remake siano riusciti a riallacciare con i fan dei rapporti ormai interrotti da anni e anni)… per la miseria, sta a vedere che le prime vere vittime di Jigsaw sono stati proprio loro due 😉

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  12. nik96 ha detto:

    ti manca Freddy Vs. Jason da recensire.

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  13. Pingback: Freddy vs Jason (2003) Nightmare [8] Venerdì 13 [11] | Il Zinefilo

  14. Sam ha detto:

    Visto ieri , e che dire ?
    Il solito: bella l’idea pirandelliana delle realtà che imita la fantasia, ma sfruttata male ( preferisco l’OAV di Creamy “il lungo addio ” che usa la stessa idea ).
    La storia poi, sembra un clone del capitolo 5. Che anche lì usarono qualche vecchia idea di Wes, come accaduto con Dreamscape, o semplice poca voglia di lavorare del nostro ?
    Che a dirla tutta io ho sempre trovato Craven un regista solido ma non ecceziionale (anzi, dalla qualità discontinua ), che ha azzeccato 2 film-saghe ch gli hanno dato fama imperitura ( Nightmare e Scream ).
    E d’altronde tutta la saga di Freddy è stata all’ insegna di registi, produttori e attori poco più che discreti che hanno avuto il loro posto nella storia del Cinema fantastico ( e tanti bei quattrini ) grazie a Freddy.
    E stì signori, invece di ringraziare Dio ( o Freddy ) per la fortuna ricevuta, stanno lì a lamentarsi di come gli tocchi fare sempre film sul nostro in cambio d qualche misero milione ( di dollari ).
    No comment.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha hai descritto bene uno “star system” davvero ipocrita, dove tutti si lamentano dei loro lavori ben pagati solo perché vorrebbero fare altro. Quando poi lo fanno, allora vediamo quanto valgono: di solito, non molto…
      Wes Craven è stato un regista molto in linea con gli anni Settanta e Ottanta, dove ha creato i suoi lavori migliori: il resto è solo rendita, ma non c’è da vergognarsi. Almeno lui ha meriti propri: molti “maestri del cinema” non hanno manco quelli 😀

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      • Sam ha detto:

        Il punto è proprio quello: Englud e compagni dovrebbero solo baciare il suolo americano perché questi gli ha dato la possibilità di diventare ricchi e famosi con Freddy.
        Perché alla fine, tutti loro, da Langenkamp a Saxon ecc.. erano solo normali attorucoli buoni per la tv o filmetti di serie B (cosa che poi hanno fatto ), non certo un de Niro o la Hepburn .
        E’ stato questa saga disprezzata da tutti quelli che ci lavoravano a dargli quella fama ( e realtivi lavori seguenti ) che forse , neppure mertavano.
        Anche Englund è un onesto caratterista, mica quel genio autoriale che lui magari crede di essere.
        Dovrebbe essere grato di come gli è andata, e probabilmente lo è, anche se in pubblico non lo dice ( meglio lamentarsi per far aumentare il cachet e darsi un contegno da attore di serie A ).
        Ma poi non ho capito : Craven di Freddy ha conservato qualcosa in diritti o glieli hanno fregati dopo il primo film (come immagino )?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A quanto pare Craven ha venduto tutto a Shaye col primo film, perché era l’unico disposto a produrglielo, quindi Nightmare da quel momento non ha più nulla a che fare con Wes Craven, ma proprio niente niente. Solamente nel settimo film torna Wes, ma solo come “dipendente” della New Line, per capirci.

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  15. Pingback: Notte Horror: dieci anni di film estivi | Il Zinefilo

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