Deep Blue Sea (1999) Blu profondo

Si avvicina la data di uscita italiana di The Shark, finalmente un film ufficiale dopo vari malandati plagi del romanzo The Meg di Steve Alten, da poco ristampato e che ho trovato gradevole. In suo omaggio inizia la “Settimona della Squalona” (perché la megalodonte originaria è una femmina) dove recupero alcuni film di squali che mi sono perso per strada.

Capito? La mona e la squalona…

Lo sapevate? Con lo squalo si guarisce ogni malo! Sapevatelo, perché non so se davvero nel ’99 stavano portando avanti esperimenti con gli squali per guarire l’Alzheimer, ma nel 2017 i nostri amichevoli assassini acquatici diventano utili per curare il Parkinson! Ci andrei però piano con le notizie mediche che girano in rete: probabilmente è una fake news per lanciare il prossimo film di squali tremolanti.
Comunque la Warner Bros sta sul pezzo e soprattutto sta giocando con le altre grandi major a chi ce l’ha più grosso: la Columbia nel 1997 ha presentato il suo serpentone (Anaconda) e nel 1998 il suo dinosaurone (Godzilla) mentre la Fox sta lavorando al suo coccodrillone (Lake Placid). Ah sì? E allora la Warner c’ha lo squalone, tie’!

No, tranquilli, in quel luglio 1999 non c’è alcuna competizione…

Non so se sia voluto o sia una coincidenza, ma gli squaloni di Deep Blue Sea escono in anteprima americana il 26 luglio 1999… solo dieci giorni dopo il coccodrillone di Lake Placid.

Si vede che in Italia hanno speso parecchio per rifare la grafica del titolo…

Arriva nelle sale italiane l’11 novembre 1999 con il titolo Blu profondo, distribuito dalla stessa Warner che lo porta in VHS nel maggio del 2000, e in DVD dal 28 gennaio 2002.
Credo di averlo visto al suo primo passaggio televisivo ma non ricordo bene. Visto che IRIS l’ha trasmesso il 2 giugno 2018, ne ho approfittato per rivedermelo e inserirlo in questo ciclo di recuperi.

Per fare concorrenza agli altri mostroni la Warner mette in campo Renny Harlin, che è uno proprio decisivo, che se vuoi buttar via milioni di uno splendido prodotto che per puzza rientrerà delle spese è la scelta perfetta: non si sa quale maledizione il povero finlandese si porti addosso, ma con secchiate di talento e paccate di soldi non è mai riuscito a sfondare.
«Sentivo di voler fare qualcosa di diverso da quanto stavo facendo negli ultimi tempi», racconta Renny ad Anne Moore su “Fangoria” n. 185 (agosto 1999), «invece dell’avventura d’azione volevo fare un film horror su larga scala: un prodotto che si prendesse sul serio e regalasse al pubblico delle forti emozioni.» Il finlandese infatti ci dice che si è stufato di sceneggiature piene di battutine ed umorismo di vari colori – che sia una frecciatina, anzi una frecciatona al suo recente flop Spy (1996) sceneggiato in modo frizzante da Shane Black? O è rimasto scottato dalle battutine di Freddy Krueger che ha diretto in Nightmare 4 (1988)? – e una volta tolto ogni possibile umorismo dal copione (anche se non è vero, come vedremo) Renny fa quello che fanno tutti: dice buffonate ai giornalisti. «L’aspetto principale su cui ci siamo concentrati è stato rendere il più reale possibile i personaggi.» Va be’, come al solito…

Da Waterworld (1995) in poi, ogni pessima storia ha la sua città sull’acqua

Siamo all’Aquatica Research, che «somiglia a un’Alcatraz galleggiante» nelle parole del super-riccone Russell Franklin (Samuel L. Jackson), che è arrivato per vedere cosa sta facendo dei suoi tanti soldi donati la dottoressa Susan McAlester (la sempre splendida Saffron Burrows). Lei infatti, insieme al dottorone Whitlock (Stellan Skarsgård), sono in pratica arrivati alla cura dell’Alzheimer: guarda, manca giusto l’ultimo esperimento, proprio una virgola e abbiamo guarito il mondo come voleva Michael Jackson.
Peccato che quella virgola in due secondi distrugga completamente tutta la base di ricerca.

Ammazza, un semplice incidente e tutto crolla in due minuti?

Ora, io capisco che la trama del film prevede un gruppo di persone incastrate in un relitto nell’oceano che devono vedersela con degli squaloni potenziati, ma magari aver costruito tutti quei set costosi, aver chiamato così tanti attori, aver costruito in pratica una cittadina galleggiante… non poteva giustificare almeno cinque minuti di film? No, al quarto già è tutto completamente spazzato via e mezzo cast è morto. Oh, Renny, se non ti andava di fare il film potevi anche dirlo, eh?

M’avete fatto infilare ’sta tuta… e per che cosa?

Come dici? Ah, ma sì, ora ho capito: stai semplicemente ricopiando Alien Resurrection (1997) e in effetti lì appena i protagonisti arrivano sull’Auriga tutto va a ramengo e muore mezzo cast di caratteristi, lasciando liberi xenomorfi che erano chiusi in laboratorio per ricerche. È una tua vendetta perché nell’89 non sei riuscito a dirigere Alien 3? Potevi dircelo subito, Renny, che i fan alieni in fondo adorano queste cose.

Thomas Jane è così maschio che fa da solo i ruoli sia di Johner che di Christie

Con una fotografia pressoché identica, i personaggi vestiti di nero attraversano la base in rovina, poi vanno sott’acqua ed escono in un silos…

Scusate, ma quello è uno squalo o uno xenomorfo che nuota?

… Thomas Jane si mette a testa in giù in un momento “alla Johner”…

Alla faccia tua, Ron Perlman!

Stai manzo, Jane, che io lo faccio a due mani!

… e per finire tutti si girano di scatto sentendo una porta aprirsi: no, non è Annalee Call, bensì il cuoco di bordo (LL Cool J).

Perché mi guardate? Credete io sia un androide?

Proprio quest’ultimo personaggio è l’unico pegno pagato all’umorismo, perché dovrebbe essere la parte divertente della storia ma onestamente a lungo andare risulta urticante. Rimane però un personaggio mitico perché nel 1999 era regola ormai nota che qualsiasi nero dovesse morire, nei film horror, non c’era scampo né deroga. Quindi ricordo all’epoca la sorpresa di scoprire che malgrado rischi la vita cento volte, per cento volte cade in piedi. A parte questo, è un personaggio ridicolo e appiccicato con lo sputo: ad esclusione di un paio di minuti alla fine, non interagisce mai con il resto del cast, e le sue scene sembrano girate in altri momenti e poi attaccate per allungare il minutaggio.

Questo sì che è lottare contro gli stereotipi nell’horror

Vogliamo mettere invece Saffron Burrows che si spoglia per imitare la Ripley di Alien (1979)? Ecco, lei sì che è un personaggio che aiuta il film, ma sono di parte: la trovo irresistibile sin da quando l’ho scoperta nel cast della serie “Boston Legal”, quindi per me ogni film ci guadagna con lei nel cast, anche robaccia tipo Perfect Creature (2006).

Che sia uno squalo o uno xenomorfo, le donne devono spogliarsi: è la regola!

Un altro personaggio più che azzeccato è Scoggins, interpretato dal sempre odioso e fastidioso Michael Rapaport: appena lo vedi cominci a tifare per lo squalo e ovviamente il regista lo sa. Ti fa pregustare fino alla fine quella scena, quella meravigliosa scena in cui quel rossiccio urticante avrà quel che merita…

Finalmente Michael Rapaport ha quel che si merita!

Scherzi a parte, le scene d’azione del film sono eccezionali ma tutte fini a sé stesse e in generale l’impressione è che la sceneggiatura sia disequilibrata. Probabilmente perché hanno copiato dall’Alien sbagliato: avrebbero dovuto rifarsi ad Aliens (1986) e mandare alla base Aquatica una squadra di soccorso perché da giorni non si ricevono più notizie, squadra che al suo arrivo trova tutto già distrutto e finisce assediata da squali modificati parecchio incazzati.
Oh, Warner Bros, ma che te le devo insegnare io le basi del mestiere? Non si copia dagli allievi, si copia dai maestri!

Non sarà xenomorfo, ma le zanne ci sono tutte

Renny Harlin si ritrova con circa 60 milioni di dollari in tasca (“Fangoria” però dice 80!), ottanta giorni di riprese per giocare con attori e squali animatronici, tutti immersi negli stessi set acquatici in Messico dove hanno girato Titanic (1997): definire il finlandese un bambino felice è davvero poco. (Da notare che la Warner è andata a girare negli studi della concorrente Fox!)
Ah, e prima ci sono state varie settimane alle Bahamas con parte del cast per alcune riprese con gli squali veri: andiamo, Renny, ti sei fatto una vacanza pagata dalla Warner per giocare e divertirti coi tuoi amici. Che il risultato non sia andato come sperato alla fin fine che ti frega?

Vacanza con lo squalo

Gli effetti speciali digitali sono datatissimi, essendo un materiale che invecchia molto velocemente, mentre l’action è senza età e Renny sa bene come crearne di buona. Quel poco di sceneggiatura lascia il tempo che trova ma in fondo i film di bestiacce non eccellono certo per le loro trame.
È un film che rimane alla fin fine divertente anche rivisto a vent’anni di distanza ed è già più di quanto si possa dire di tanti altri titoli, che magari hanno avuto maggiore successo al botteghino di questo.

Saluti dal set di Titanic

L.

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20 risposte a Deep Blue Sea (1999) Blu profondo

  1. Evit ha detto:

    Alla fine sei stato magnanimo, pensavo peggio. Questo film sa tantissimo di anno 2000 ma si eleva molto rispetto ai concorrenti della sua era nonostante sia chiaro che si tratti di un mezzuccio per fare soldi, secondo la Warner. Ad oggi si lascia ancora rivedere.

    Ancora ce l’ho a morte con la “test audience” che votò per la morte della dottoressa, che chiaramente non era stata contemplata inizialmente altrimenti non le avrebbero dato la storia del padre malato di Alzheimer che giustificava le sue ricerche “oltre i limiti”. Niente, gli americani volevano vederla morta e Warner ha cambiato il finale poi arrivato in sala così come lo conosciamo. Mi domando se avrebbero ucciso anche il cuoco nel caso la test audience avesse scritto “ma il negro non muore?” nei loro foglietti di gradimento del film.
    Sul retro della mia VHS c’era infatti la scena di un bacio finale mai vista nel film.

    Il titolo italiano che passa su Iris ovviamente non è quello che è passato nelle sale ma roba fatta dalla Mediaset. Il film è Warner quindi i titoli italiani non li vedremo MAI PIÙ.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il signor Warner in persona conserva sotto il letto le pellicole coi titoli italiani che ha personalmente tagliato da tutte le copie in circolazione 😀
      Scherzi a parte non sapevo di questa scelta all’ultimo secondo, che in effetti stona parecchio: lei è chiaramente una final girl e il modo in cui muore è particolarmente stupido. C’è da chiedersi quante conoscenze in alto aveva LL Cool J per essere fra i rarissimi neri della storia del cinema a non morire in un horror!
      Quella competizione di fine anni Novanta ha creato mostroni memorabili. “Anaconda” (il primo) è davvero ancora un filmone, “Lake Placid” è simpatico e soprattutto girato coi controfiocchi, e questo “Deep Blue Sea” pseudo-Alien4 ha splendide scene d’azione, malgrado una trama da schiaffi in faccia.
      Ad averne ancora di filmacci con bestiacce concepiti e girati in questo modo…

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  2. Cassidy ha detto:

    Cinque altissimo per questa iniziativa “Squalosa”, il modo migliore per aspettare “The Meg” (il titolo italiano è banalissimo). Resta ancora uno dei film più scemi e divertenti di Renny Harlin prima di perdersi per sempre, mi fa sempre sorridere il fatto che tutti gli occhi siano sul destino di LL Cool J e poi arriva la scena di Sam Jackson, che prende in giro due stereotipi cinematografici insieme, l’altro è quello del monologo eroico che esalta i protagonisti prima dello scontro finale 😉

    Coltissimo il riferimento a Michael Jackson e micidiale il paragone con Alien, non ci avevo mai fatto caso, ma posso dire di aver visto questo film troppo tempo fa (forse direttamente quando uscì in sala) per ricordare questi dettagli. Mi incuriosisce sempre questa mania tutta inglese di chiamare le figlie femmine “Zafferano” di nome, però Saffron è una final girl notevole, forse lo squalo voleva papparsela come fosse risotto 😉 Cheers

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Credo di averlo visto al cinema con la cumpa dell’epoca. Anzi, sono abbastanza sicuro perché ricordo il colpo e lo sbigottimento quando…

    SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER!

    …Samuel L. Jackson muore malissimo afferrato e inghiottito dallo squalo. Scena totalmente inaspettata e giocata benissimo.
    All’epoca mi piacque molto, rivisto in seguito… Migliore di molti altri ma nulla di che. Non avevo mai pensato al parallelo con Alien. Eppure è così evidente!

    Thomas Jane sul finire degli anni ‘90/primi ‘00 sembrava lanciatissimo. Ora credo venga via pagandolo in buoni carburante.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La morte del cinema l’ha colto in piena ascesa, quindi come tanti altri bravi dell’epoca non ha fatto in tempo a diventare una star e rimane un bravo attore impegnato in fiumi di filmucoli che escono in video spesso (ingiustamente) ignorati. Mi fa rabbia che venga ricordato per roba tipo “The Punisher”, che è inguardabile, e vengano ignorate sue piccole perle come “Vice” (2015) e “Standoff” (2016): oggi quella mosceria di “Westworld” fa impazzire i fan, eppure Jane è stato protagonista di Westworld senza che nessuno se ne sia accorto…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Condivido la conclusione, alla fine resta proprio un prodotto divertente, ricordo che quando lo vidi all’epoca questo fattore dissipò moltissime magagne, soprattutto Rapaport ( 🙂 ). Magari rivisto oggi emergerebbe qualche difetto in più ma per una calda e monotona serata estiva…me lo sparerei! 🙂

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Uno dei pochi della filmografia sugli squali che ancora oggi se la gioca bene, inarrivabile Lo Squalo, tuttavia questo non è male 😉

    Piace a 2 people

  6. Cerchidifumo ha detto:

    se proprio si deve parlare di bestiaccie acquatiche…io son rimasta piacevolmente colpita dal film “piranha 3d” che alla saga di sharknado fa veramente una pippa. Ho ammirato troppo il regista perché capisco il suo pensiero…gli hanno dato da girare un film sceneggiato di merda e allora lo ha spinto al limite con lo splatter, le tette e i culi come se non ci fosse un domani portando a casa un risultato esilarante. The shark andrò sicuramente a vederlo per passare una serata leggera…tra l’altro film dell’epoca ambientato in zona acquatico-lacustre e trash al pari di blu profondo è “anaconda” (1997) te lo ricordi?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, il primo Anaconda (e un po’ anche il secondo) è ancora un film appartenente ad un’epoca in cui il cinema era vivo e sapeva tirar fuori ottimi spettacoli anche coi mostri. Cito Anaconda anche in questo post proprio perché insieme ai concorrenti sfoggiava una fotografia eccezionale e grande cura nella costruzione delle location, tutti aspetti completamente persi dal 2005 in poi, in favore di robaccia fatta al PC di casa tipo appunto le centinaia di filmacci con bestiacce di serie Z. Il problema è che invece di elevarsi, le grandi case hanno cominciato a inseguire le casupole di serie Z quindi neanche da grandi major arrivano spettacoli un minimo interessanti, visto che imitano la robaccia invece di prenderne le distanze.

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  7. nik96 ha detto:

    di questo film è uscito il sequel DEEP BLUE SEA 2

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  8. cefassociation ha detto:

    wow in diversi commenti ho tratto informazioni che neanche a cercarle col lanternino!!! eh eh comunque io l’avevo visto al cinema e da appassionato di “umanità minacciata da creature abbastanza possibilli” me lo ero gustato, beh chiaro che non era ai livelli dei fllm di tarantino o Kubrick ma come prodotto commerciale mi aveva soddisfatto.

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  9. Giuseppe ha detto:

    Questo è un Renny Harlin che rivedo quasi ogni volta che lo ridanno in tv, da anni. E da anni continuo a trovarlo divertente assai (TRANNE la sorte toccata a Saffron Burrows, ovvio) 😉

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