Venerdì 13 [12] (2009) Ri-fammi male

Ultimo appuntamento per raccontare i miei venerdì con Jason.

Questo viaggio è iniziato di venerdì 13 e non poteva finire se non di venerdì 17. Va be’, sarebbe stato perfetto finirlo di venerdì 13 ma è andata così: accontentiamoci…
È un simbolo della parabola del cinema iniziare con un film che ha cambiato le regole del suo genere, un piccolo capolavoro che ha scosso il suo mondo e creato icone… e finire con la solita minchiatina anni Duemila che dona imperitura vergogna a tutti quelli che ci hanno lavorato: sono abbastanza sicuro che nessuno del cast l’abbia inserito nel proprio curriculum.

Jonathan, anche tu lavori in TV: l’hai scritto questo film nel tuo curriculum?

Ma sei scemo? Devo lavorare in una sit-com con William Shatner, quello m’ammazza!

Perché dopo il “successo” di Freddy vs Jason (2003) la New Line non ha continuato con i “versus”? Eppure al botteghino il film è andato misteriosamente bene, malgrado sia un prodotto non certo memorabile. Perché usare gli stessi sceneggiatori, Damian Shannon e Mark Swift, per scrivere un remake invece di un nuovo scontro fra i due mostri? Le risposte sono libere perché non c’è una versione ufficiale. Ma forse ci può aiutare Hellraiser.
Se la saga filmica più brutta del mondo ci ha insegnato qualcosa, è che l’inferno è lastricato di legislazioni dei diritti d’autore: dopo un certo numero di anni in disuso, il copyright scade. Con la svolta del Duemila Hellraiser è morta, era chiaro che un episodio più devastantemente brutto dell’altro rendeva inutile continuare a infierire su un cadavere, ma i fratelli Weinstein non potevano permettersi di perdere il marchio “Hellraiser”, che fra magliette e pupazzetti e convention tira su un bel pacco di soldi. E così, ci insegnano le interviste agli attori della saga, si sono limitati a fare un filmaccio a caso ogni circa sette anni (2005, 2011, 2018).

Se la Dimension Films/Miramax ha questo problema, può darsi benissimo che valga lo stesso per la New Line Cinema. Mettiamo che i marchi di Freddy e Jason durino dieci anni (è un’ipotesi, non so quanto durino) e che la casa decida che non vale la pena buttar via soldi ogni due o tre anni per film che sono sempre rischiosi al botteghino: mettiamo che decidano di rimanere vicini al limite dello scadere del copyright.
Dopo il 1993 Jason deve aspettare otto anni per Jason X, e dopo il “versus” del 2003 ne deve aspettare sei prima di vedere questo remake del 2009. Se fosse vera questa regola, la prossima apparizione di Jason l’avremo al massimo nel 2019… toh, proprio quando parlano di farne una serie TV…
La mia opinione è che la New Line voglia limitarsi a incassare soldi sicuri con il merchandise – e parliamo di cifre astronomiche, con convention a raffica in giro per i Paesi anglofoni dove i fan sono spennati di brutto – e limitare al minimo indispensabile i film, magari investendo di più per salvare la faccia. Così abbiamo addirittura 19 inutili milioni di budget per questo remake, con dieci beoti che corrono per i boschi: grasso che cola se ne è costato uno, di milione, con gli altri che ci hanno fatto?

La saga saltuaria per mantenere i diritti

«Il macellaio più amato del mondo è tornato»: così esordisce entusiasta “Fangoria” nel gennaio 2009. La più autorevole rivista di cinema horror, il cui interessamento alla serie e lancio di ogni film le ha valso l’onore di finire fra le mani di una delle vittime di Jason (nel terzo film), non può che essere contenta di un remake di Friday the 13th. Soprattutto se la New Line Cinema l’ha annunciato in sala per il venerdì 13 febbraio successivo!

Giusto per ricordare il rapporto tra “Fangoria” e Venerdì 13

In realtà viene presentato in anteprima a Los Angeles il 9 febbraio, rovinandosi la “data magica”, quel venerdì 13 febbraio 2009 in cui la Universal Pictures lo presenta in contemporanea anche in Italia (fonte: ComingSoon.it).
Portato in DVD e Blu-ray Universal dal 25 agosto successivo.

Intervistato da Scott Essman per “Scars” (marzo 2009), il regista in fondo dice ciò che pensano molti.

«Credo sia interessante rivitalizzare i franchise, e mi piace perché guardare questo genere di film è un rituale: la gente già sa cosa sta per accadere e conosce tutte le fasi del film. Non vorrebbero che andasse in alcun’altra maniera. Quando hai dei fan molto attenti, devi dar loro ciò che vogliono ma non ciò che si aspettano. Puoi aggiungere dei twist di sceneggiatura.»

In fondo è questo il segreto di Pulcinella dei film con una nutrita base di fan: nessuno vuole davvero un autore che provi qualcosa di diverso, l’importante è che rifaccia tutto identico ma che sembri “nuovo”. Anche se in realtà quest’ultima parte non viene MAI rispettata, e ogni prodotto “nuovo” sembra più vecchio del precedente.
Quindi abbiamo un regista ispirato, che sa quello che sta facendo? No, perché la successiva “verità” che ci rivela è che girare un film horror con il sangue è una gran scocciatura: sapevate che gli attori, dopo una scena in cui il sangue schizza, poi devono cambiarsi i vestiti prima di girarne un’altra? Oh, ma che li volete far morire? Così il regista afferma che è molto più comodo girare senza sangue a aggiungerlo poi al computer: l’effetto è molto più «sofisticato». Ammazza che registone!

Jason, dal collo taurino, starà attento a non macchiare le sue vittime

Aspetta, ma stiamo parlando del grande tetesco di Cermania Marcus Nispel? Che prima ha fatto Non aprite quella porta (2003) e poi Conan the Barbarian (2011)? Cioè, proprio quel Conan? Ah, ma allora si spiega tutto: è un bravo artigiano che chiamano quando c’è da fare il lavoro sporco con cui nessuno vuole distruggersi la carriera.
Via, ora, si va tutti a girare quattro settimane nel finto New Jersey ricostruito ad Austin, Texas, che è come girare nel Golfo di Napoli un film ambientato sul Lago di Garda: per fortuna gli scenografi sembrano aver fatto un ottimo lavoro. Intendo dal punto di vista scenografico, sia ben chiaro, perché il resto del film purtroppo non è all’altezza della location.

Forza, che la dodicesima volta magari non muore nessuno…

I soliti ragazzi beoti vanno a divertirsi nei boschi e vengono ammazzati. Fine del film.

Vi prego… lasciatemi morire in pace…

Il primo Venerdì 13 (1980) ha terrorizzato le platee e scritto i dettami del genere slasher / splatter perché non esisteva nulla di simile, alla sua uscita, almeno per il grande pubblico: era un prodotto “realista” – nel senso che essendo girato con mezzi di fortuna non sembrava una finzione cinematografica – e mostrava quello che nessuno aveva mai avuto il coraggio di mostrare. E lo faceva ripetutamente. I vari seguiti sono tutti inferiori ma hanno avuto largo successo di pubblico perché tutti gli spettatori volevano ripetere l’esperienza, essendo prodotti unici.
Il Venerdì 13 del 2009 è assolutamente identico, fotogramma per fotogramma, a TUTTI i film horror girati negli ultimi trent’anni: non c’è una sola inquadratura diversa. Che senso ha, allora? Se uno spettatore avesse sbagliato sala e fosse finito a vedere qualsiasi altro horror, non avrebbe notato alcuna differenza.
Bisogna sempre ricordarci di questo fattore, troppo spesso dimenticato: il Venerdì 13 del 2009 non vuole parlare alle nuove generazioni di spettatori, visto che è identico a qualsiasi film che queste possono vedere in TV, ma è solo una gran paraculata per non doversi inventare una storia e poter mantenere attivo il copyright sul personaggio.

Mi sento come in un qualsiasi horror dozzinale di qualunque epoca

Che questo film sia da disprezzare profondamente lo dimostra il fatto che, per la prima volta dal 1980, la rivista “Fangoria” non lo commenta: va ad intervistare la gente sul set ma poi, a film uscito in sala, non spende una sola parola. Ma come, è in pratica la rivista ufficiale della saga! Non una singola parola: evidentemente Marc Shapiro era così disgustato e amareggiato e ha preferito tacere, piuttosto che insultare uno dei suoi franchise preferiti.
Non mi resta che augurare a Jason di rimanere morto, perché ormai è come Hellraiser: un cadavere putrescente che tutti continuano a tenere in vita…

Una curiosità sul doppiaggio italiano.
All’inizio del film il buffone Wade si allontana nel bosco salutando l’amico con la frase:

«May the Force be with your Schwartz

È il momento più alto della ridicola sceneggiatura, perché fonde Star WarsMay the Force…») con Balle spazialiMay the Schwartz…»). Solo che quest’ultimo film è stato doppiato in italiano utilizzando il celebre “Sforzo” al posto della Forza, quindi ora che si fa? Si doppia «Che la Forza sia con il tuo Sforzo?» Sarebbe carino e manterrebbe intatto il gioco di parole, ma no: meglio smarmellare tutto.

«Che lo Sforzo sia con te…»

Così cancellano Star Wars lasciando solo Balle spaziali, perché “ai giovani” sicuramente piace di più…

L.


Bibliografia

  • Zack Carlson, Friday the 13th: A Truly New Beginning, da “Fangoria” n. 279 (gennaio 2009)
  • Zack Carlson, Villain of Friday the 13th, da “Fangoria” n. 280 (febbraio 2009)
  • Scott Essman, Return to Crystal Lake, da “Scars” vol. 2 n. 2 (marzo 2009)

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40 risposte a Venerdì 13 [12] (2009) Ri-fammi male

  1. Conte Gracula ha detto:

    Se nemmeno gli aficionado di Fangoria passano a vedere il nuovo arredamento, è grave XD

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Premetto: non l’ho affatto apprezzato. Tuttavia, lo vidi poco dopo Halloween di Zombie e, rispetto a quest’ultimo, perlomeno approvai la “non voglia” di dare dimensioni di profondo spessore psicologico legate a tare familiari che nell’opera zombiana risultano a dir poco irritanti. Però, concludo: non l’ho comunque apprezzato 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In effetti sono combattuto: bisogna stimare chi si limita a ravanare nel letame o chi vuole dare un significato profondo in questo? Non saprei, di sicuro riesumare questi cadaveri non è mai una buona idea e il risultato difficilmente può raggiungere una sufficienza…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Credo che ci siano dei distinguo, c’è film e film come c’è rielaborazione e rielaborazione. Michael Myers ha da sempre rappresentato il male puro, senza volto e senza motivazioni, male e basta. Cercare tare familiari che spiegassero la sua natura è un’indicibile violenza fisica e psicologica per cui odierò quel film e Zombie a vita 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non l’ho visto e lungi da me difendere questi serial, ma magari dopo tanti sequel tutti identici vien la voglia di inventarsi qualcosa di nuovo, che però ovviamente fallisce perché hai robaccia fra le mani. Posso capire lo stimolo ma i risultati non mi sembrano degni di nota.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Guarda comunque Halloween, a mio modesto parere (e poi chiudo l’off topic 🙂 ) è quello con la più alta soglia di dignità mantenuta saltuariamente anche in seguiti pedissequi, ma non in quello di Rob! 🙂
        Però in linea generale capisco pienamente il tuo discorso!

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  3. Il Moro ha detto:

    Non l’ho visto. E non lo vedrò. XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In realtà l’hai già visto: hai presente un qualsiasi film horror con dei ragazzi dal 2000 ad oggi? Ecco, è uguale. Non è un’esagerazione, è davvero uguale, fotogramma per fotogramma, inquadratura per inquadratura…

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    • Il Moro ha detto:

      Mi viene anche da chiedermi, comunque, come si potrebbe rivitalizzare un franchise del genere. A parte affidare la regia a qualcuno capace e prendere degli attori in grado di fare più di due espressioni, quale storia si potrebbe raccontare? Come dici anche nel post, i fan non vogliono vedere qualcosa di diverso. Che ne so, Jason che viene catturato dal governo americano e studiato per essere replicato e farne supersoldati, o per essere lanciato nel territorio occupato dall’ISIS come arma di distruzione di massa, cose così come verrebbero accolte? Bene magari da me che non sono un fan, ma gli impallinati secondo me griderebbero allo scandalo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai centrato il vero problema: questa come ogni altra saga si regge esclusivamente sui fan, cioè gli unici che cacciano soldi per i film e le magliette e i pupazzetti, e non esiste fan che accetti un qualsiasi cambiamento: deve essere tutto sempre assolutamente identico.
        Hellraiser docet: addirittura hanno commesso il sacrilegio di rinunciare a Doug Bradley, non fa niente, l’importante è che esca il film, pure se è liquame mefitico.
        Ecco perché sono convinto che dopo il Duemila esista solo una regola: fare un film qualsiasi, una cagata che piaccia ai fan integralisti, nelle vicinanze della scadenza del marchio, una cosa uguale ma con abbastanza differenze da poter vendere pupazzetti diversi. Altro che mythology!

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Qua si sta camminando sulle uova. Da un lato c’è la data in cui scadono i diritti e bisogna fare un film a schiaffoni ogni tot anni o si perde un bel gruzzolo. Come dici bene nel post, il vero guadagno non si misura con l’incasso al botteghino, ma con tutto ciò che gira intorno al marchio “Jason”: magliette, maschere, comparsate in videogiochi (tipo in Mortal Combat), futuri crossover, fumetti,… E chissà cos’altro.
    Oltre alla questione dei diritti ci sono i fan che sono… Incontentabili! Fai un prodotto uguale? Si lamentano. Cambi qualche virgola al personaggio? Si lamentano. Aggiungi dettagli alla “mitologia”? Si lamentano perché non è quella originale. Insomma, come fai sbagli. Tutto finito? Macchè! Aggiungi come difficoltà extra il budget sempre più risicato perché ai produttori fregac@zzi della qualità, gli basta non perdere i diritti e quindi si gioca al ribasso.
    E come se diritti, fan e risparmio non fossero abbastanza, c’è la novità degli ultimi anni che sta ammazzando il cinema: il PG13. Zero sangue, zero riprese di morti ammazzati, zero sbudellamenti o mutilazioni. E per una saga che aveva fatto la storia del cinema di genere mostrando ste cose, è come piantarle un paletto di frassino nel cuore. Game over.
    Ora mi metto nei panni di chi è costretto a ricavare un film di una saga horror qualsiasi (Venerdì 13, Hellraiser, Nightmare,…) rispettando tutti i paletti, i divieti, i veti e le censure che ammorbano il genere. Ovvio che il prodotto finale è merd@ fumante e nessuno va fiero di aver partecipato a tale scempio.
    Soluzioni? Da esterno, non conoscendo i fatti per la loro interezza (ad esempio la questioni della scadenza dei diritti siamo noi che presumiamo certe cose analizzando le varie saghe e i vari film usciti), ne ho due. La prima è drastica e prevede la morte del franchise come lo conosciamo e così i diritti vengono dati ad un’altra casa di produzione (asta?) oppure vengono liberati cosicchè tutti possano sfruttarli a piacimento. Scelta radicale e molto probabilmente impraticabile visto che la New Line non rinuncerà facilmente a Jason. La seconda è quella di sfruttare i fan. Spesso le fan-fiction hanno idee migliori delle controparti ufficiali. Perché non mettere sotto contratto dei gruppi di fan, rimborsargli le spese e fargli da produttore per dei corti rigurdanti Jason (o Freddy). Magari quando ne hanno 5-6 fatti bene si riuniscono in un lungometraggio chiamati “Cristal Lake Tales”, “Nightmares from Elm Street” o qualcosa del genere e si fanno uscire al cinema. Brevi storie autoconclusive dove il filo conduttore è Jason (o Freddy) che ammazza gente a caso nel corso degli ultimi 40 anni. Magari un corto è ambientato negli anni ’90, uno negli ’80, uno in un futuro,… La fantasia dei fan sarebbe l’unico limite.

    Off topic. Sta cosa dei diritti è molto divertente e intrigante. Oltre alle saghe horror, le saghe dei
    supereroi è un altro bel bordello con personaggi mancanti (i Fantastici 4 nell’universo Marvel da quel poco che ne so, sono fondamentali ma nell’universo cinematografico creato in questi anni la loro assenza è bella pesante) o con nomi storpiati (il vibranio al posto dell’adamantio). Ma quello che mi da da pensare è come la New Line intende mantenere i diritti sul “Signore degli Anelli”. Va bene la trilogia originale. Va bene (si fa per dire…) la trilogia su “Lo Hobbit”. Ma poi? Rifanno la saga da zero tra un lustro sennò tutto ritorna agli eredi di Tolkien? Sarà divertente scoprirlo…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono passati solo quattro anni dal terzo Lo Hobbit, quindi credo abbiano ancora tempo per inventarsi qualche apocrifo o remake 😛
      Hai citato Jason nei videogiochi: quella partecipazione a Mortal Kombat varrà da sola quanto l’intera sega, in soldoni, ti pare che ci rinuncio perché non mi vengono bene i film? In fondo a chi frega dei film? Butto lì due attori cani che mi costano due spicci, un registino qualunque e mi cascano in mano pacchi di dollaroni: e chi m’ammazza? 😀
      Il PG13 temo sia un problema apparente: la saga di Jason è dalla metà degli anni Ottanta che non mostra più una sola, singola, sparuta goccia di sangue, mai, neanche l’ombra, e a parte forse il quarto film, da almeno il quinto in poi non ha morti truculente, non almeno come quelle per cui era famoso. I motivi per vedere Jason si sono esauriti negli Ottanta, figurarsi nel Duemila!

      Che le storie buone ci siano lo provano i fumetti: com’è che mediamente le storie a fumetti di un franchise sono migliori dei relativi film? E perché non le usano? Temo che lì entri in ballo un altro discorso: le categorie. Gli sceneggiatori americani sono una casta chiusa che non ammette interferenze, e quando sciopera fa danni – non come gli scioperi in Italia, che ne fanno cento l’anno che non si incula nessuno: lì ne fanno uno ogni dieci anni ma sfondano tutto! Sono rarissimi i casi di uno sceneggiatore a fumetti che firmi una sceneggiatura, è come se ci fossero compartimenti stagni: autori di romanzi tranquillamente firmano fumetti e viceversa, così non sembrano esserci problemi se autori TV sciabordano in altri medium, ma col cinema sembra tutto incagliarsi. E’ come se per scrivere per il cinema devi avere “la tessera”, e non può esistere un film che non vanti la sceneggiatura di un “tesserato”, e così abbiamo bravissimi autori che non arrivano al cinema e gente incapace che firma dieci film l’anno.
      Temo ci sia dietro qualche inghippo per cui solamente gli incapaci possano firmare sceneggiature. Ecco perché adoro romanzi e fumetti dei franchise, perché lì chiamano gli autori bravi e mediamente hai prodotti parecchio migliori dei relativi film.

      Da autore di fan fiction sono ovviamente d’accordissimo con te, ma anche togliendo l’inghippo di eventuali “tesseramenti”, l’autore di fan fiction pensa alla storia, mentre la casa produttrice pensa ai soldi, e le due cose non vanno d’accordo. Non importa se la storia sia buona, importa che presenti il personaggio principale con qualche piccola differenza che consenta la produzione di nuovi pupazzetti – tipo il ridicolo arco in mano a Jason in questo film – che mostri determinate scene studiate per essere ricreate nell’eventuale videogioco, che usi certe ambientazioni economiche da ricreare con una buona percentuale di scene al chiuso da girare in studio, che usi certi nomi che si possano depositare e non farsi rubare da altri, che tocchi certi argomenti e non altri, insomma è un’espressione matematica complessa che non può essere lasciata in mano ad un fan, che invece pensa a scrivere una bella storia che diverta.
      Capisci che un bravo sceneggiatore non sempre è disposto a sottostare alle mille beghe della produzione, ecco perché poi chiamano gli script doctor: abbiamo solo la location di un tunnel? Bene, riscrivi la sceneggiatura in modo che sia ambientata in un tunnel…
      In mezzo a tutto questo la mythology dei personaggi è pura barzelletta per ridere in faccia ai fan durante le convention. Ancora oggi sento dei fan discettare e spiegare l’esatta mutazione genetica che ha fatto sparire i tubi dalla schiena dell’alieno in “Alien 3”, quando è ampiamente noto sin dalla sua uscita che i tecnici se li erano dimenticati, e nel casino totale della lavorazione si sono detti “ma ‘sti cazzi dei tubi!” Le mitologie nascono e muoiono solo nella mente dei fan, la produzione ha altro a cui pensare 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Concordo al 99%. L’unica cosa che mi sento di criticare alla tua risposta è che non voglio credere che “storia” e “soldi” non possano essere complementari. Da ottimista voglio sperare che se alla New Line arriva un’idea buona, economica e realizzabile per mettere giù un bella storia su Jason non la cestinino perché costa tre/quattro milioni di dollari al posto di uno. Spero che questi filmacci da quattro soldi siano solo frutto di pigrizia visto che sono sufficienti quattro ventenni disgraziati in un bosco, un culturista con una maschera e un pagliaccio con una videocamera per vivere di rendita per i prossimi 10 anni. Ma se tizio X arriva con una buona idea che unisca qualità e rendita, non venga cassata a prescindere, anzi.
        Per il resto sottoscrivo parola per parola.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Questo ce lo auguriamo tutti, ci mancherebbe, ma come ci auguriamo che se arriva un’idea buona un politico italiano la prenderà in considerazione: sulla carta lo possiamo credere, ma sappiamo già che non andrà così 😀

        Riguardo al budget, IMDb dice che questo ridicolo remake è costato 19 milioni di dollari, che è un boato in confronto ai due spicci con cui di solito è stato tratto Jason: com’è possibile che un film ambientato nel bosco di notte e al massimo in una casupola di legno possa essere costato tanto? Perché è una bufala messa in giro dalla NEw Line, e che in realtà il budget era i 1,9 milioni: si sono dimenticati una virgola!

        Per finire, guarda la parabola di Jason Blum: per i suoi film non spende mai più di 4 o 5 milioni eppure ha trovato un paio di buone idee e ha fatto il botto. La Blumhouse non ha merchandise, non ha pupazzetti da vendere o app per smartphone e non ha stand alle convention, quindi può permettersi di puntare tutto su una buona storia (penso a “Get Out” o al divertente “Auguri per la tua morte”), non ha mitologie da seguire e quindi ha le mani libere.
        Ora però ha un nuovo Halloween da presentarci ad ottobre: ora dovrà vedersela con milioni di fan integralisti pronti a contare quanti calli hai messo sulle nocche di Myers, ora hai un merchandise milionario con cui vedertela… è ora che scopriremo se può esistere una buona storia MALGRADO i fan e il merchandise…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Brutta gatta da pelare si è preso Blum. Magari riesce anche a sfangarla, hai visto mai… Le somme comunque le tireremo tra una ventina d’anni quando nel tuo blog: il geriatrizinefilo.com ripercorrerai la storia della Blumhouse.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha mica male come idea 😛
        Comunque è notizia di oggi che i fan sono colpiti a morte: Blum non ha previsto una serie di centoventi sequel del suo Halloween, che nelle sue intenzioni sarà un film “singolo”. Già abbiamo i primi suicidi di fan… 😀

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      • Sam ha detto:

        Il punto è che le sceneggiature tratte dai fumetti ( parlo di quelli di Jason e co. ) non le usano perché dovrebbero pagarne i diritti . Con i supereroi MArvel o DC le trame vengono tratte dai fumetti perché gli autori che le hanno scritte non hanno diritto su nulla: tutto appartiene agli editori, che a loro volta appartengono a studi cinematografici, indi per cui …. c’è poi da dire che le storie a fumetti spesso riescono meglio perché a scriverle è un tizio solo ( e non 5 o 6 persone come al cinema ) e on ci sono problemi di budget oaltro nel mostrare Xo Y.
        Il limite è solo la fantasia.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Magari cambia a seconda dai casi, ma credo che le case detengano sempre i diritti sulle sceneggiature, quindi se la New Line volesse portare al cinema uno dei fumetti di Jason dell’Avatar basterebbe mettersi d’accordo con l’Avatar. Però non so se ci sono eccezioni e via dicendo, magari dipende dai contratti. Quando la Dark Horse ha provato a portare al cinema alcuni suoi fumetti l’ha fatto e basta, perché i diritti delle storie erano suoi.
        Inoltre non va dimenticato che una storia a fumetti tratta da un marchio cinematografico subisce sempre il vaglio della casa che lo possiede: non è che l’Avatar può fare quello che vuole con Jason, c’è sempre la New Line dietro che può negare il consenso, se la storia non le piace. Per questo i fumetti sono sempre molto più rispettosi delle mitologie rispetto ai film, che invece sparano a cazzo, perché i fumetti hanno censori a cui dover rendere conto.
        Eh sì, l’assenza di budget aiuta parecchio: il fumetto “Freddy vs Jason vs Ash” costerebbe un miliardo a farlo al cinema 😀
        Ci sono però casi molto particolari, come “Alien vs Predator”. Se Anderson avesse messo un bavaglio al proprio ego e avesse evitato di scrivere lui la sceneggiatura (cosa che proprio non gli è mai riuscita) e si fosse limitato ad essere il geniale regista che è sempre stato, parleremmo di un prodotto ben diverso. Bastava che si attenesse al fumetto che stava palesemente rifacendo e invece di spendere un botto nel costruire una base di balenieri fra i ghiacci costruiva un ranch futuristico nel deserto: a parità di umani, di predator e di alien, se avesse mantenuto il fumetto originale – e poteva farlo, perché il film è co-prodotto dalla Dark Horse – avrebbe speso anche meno e sarebbe uscito fuori un prodotto mille volte migliore. Invece si è limitato a scopiazzarlo, rovinandolo di brutto: solo che lui è uno sceneggiatore “tesserato”, Randy Stradley no…

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    • Conte Gracula ha detto:

      Riguardo a vibranio e adamantio: nei fumetti esistono entrambi.
      Per dire, lo scudo di capitan America dovrebbe essere fatto con una lega di entrambi, mentre Wolverine ha solo l’adamantio nelle ossa.
      Forse Pancera nera ha il vibranio negli artigli, ma non metto la mano sul fuoco.

      In chimica reale ero un cesso e in chimica dei fumetti pure, comunque: adamantio duro durissimo, vibranio assorbe vibrazioni (e forse le riflette pure, superata una certa soglia. Boh.) Comunque, cosa sia vibrazione per gli autori Marvel è una cosa che non so: esplosioni? Raggi (non Virginia)? Urti?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ma siamo sicuri che queste descrizioni così precise siano sempre state rispettate? Magari non la ristampano ma magari c’è una storiella dove lo scudo glie se piega e gli artigli si spuntano! 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Sono più che sicuro che lo scudo sia stato sbregato più volte, come quello di Sirio il dragone 😛
        Riguardo a Wolverine, Magneto una volta gli ha strappato l’adamantio dalle ossa (uno di quei cambiamenti che durano credo qualche mese, poi lo recupera non so come) mentre Ciclope, in una linea temporale alternativa, gli sega un avambraccio coi raggi 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ricordo una storia in cui Hulk si mangia le gambe di Wolverine e lui le rivuole indietro: ma perché, non gli ricrescono normalmente? Quindi il fattore di guarigione potenziata vale solo fino ad una certa soglia di ferita? E voglio vedere come Hulk riesce a digerire l’adamantio 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Credo che riattaccare sia più veloce che rigenerare, ma non sono bravo nemmeno in biologia dei fumetti 😛
        Forse le rivoleva per non perdere l’adamantio…

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  5. Cassidy ha detto:

    Puoi tradire il materiale originale dimostrando di averlo capito ed essere John Milius, oppure puoi fare schifo ed essere Marcus Nispel. Non lo sopporto, dall’inutile remake di Conan in poi ha dimostrato di essere un arredatore di interni, uno che dirige un effetto sporco patinato (il suo remake di “Non aprite quella porta” senza gli elementi malsani della storia, ma tutto basato sulle poppe di Jessica Biel, sullo sfondi di finti anni ’70) ma che non sa come sporcarsi le mani. Questo remake riassume i primi tre “Venerdì 13” infatti Giasone passa dal sacco in testa alla maschera da Hockey, ma resta comunque il niente condito dal nulla.
    Hai riassunto bene, Hellraiser ci ha fatto da lezione, i soldi si fanno spillandoli ai fan, ecco perché è uscito questo film solo, solitario e per fortuna presto dimenticato e poi niente, almeno di “Non aprite quella porta” hanno portato avanti la saga, con capitolo moderni uno peggiore dell’altro, ma tutti fatti con la volontà di essere dei film, questo invece non vale la metà del peggior capitolo della saga di Venerdì 13, che comunque giova ricordarlo, non ha sempre e solo prodotto capolavori eh? 😉 Cheers

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  6. Sam ha detto:

    Vorrei continuare un attimo il discorso sceneggiature : prendiamo Dark Horse : lì se creai un personaggio tuo, i diritti rimangono tuoi e prendi i soldi te ( e l’editore una piccola percentuale ).
    Non so come invece a chi appatengano i diritti nel caso di fumetto su licenza, ma di certo non ha propietari del marchio.
    Esempio: DH ha fatto per anni i fumetti di Star Wars che erano prequel, sequel , storie parallele ecc… dei film originali.
    Quando Disney ha acquisito il marchio, ha rinnegato tutto quello prodotto da DH come “non canonico” e questo perché tutto quello inventato n quei fumetti, appartiene a DH o i suoi autori , abnche se basati su un francise non loro .
    E qundi Disney per usarli avrebbe dovuto pagare qualcuno.
    Se alcun registi vogliono firmare le sceneggiature dei propri film, non è solo in nome dell’ arte : in USA agli seneggiatori vengono pagate una percentuale sulle vendite di dvd e BR ( e forse pure per altre forme di contenuti a pagamento ) : se la sceneggiatura fosse “tratta dal fumetto-libro ecc..” immagino si dovrebbe dividere la percentuale col creatore originale, da qui la trovata di invetarsi sceneggiature completamente nuove .

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di sicuro si tende sempre al risparmio, dal punto di vista della sceneggiatura, ed è ovvio che se la Walt Disney volesse oggi portare al cinema una storia Dark Horse dovrebbe pagare la Dark Horse, e se il contratto lo prevede, prenderebbe qualcosa pure l’autore ma non è detto. Prendi il caso “Alien”: Dan O’Bannon, che è l’unico vero autore del film, ha fatto il grosso errore di accettare un pagamento “soldi in bocca” subito, così non ha più alcun diritto su un marchio miliardario: e deve ringraziare anni di beghe legali se oggi qualsiasi film di Alien porta scritto “dai personaggi di…”
      Se John Smith scrive un fumetto per Dark Horse e buttano giù un contratto per cui l’autore non avrà nulla da chiedere oltre il pagamento, temo che se poi ci fanno un film rimane a bocca asciutta, a meno che non sia stato furbo e abbia previsto il caso nel contratto.
      Stesso per le case che ottengono lo sfruttamento di un marchio: dipende dal contratto. All’epoca la Warner Bros riuscì a strappare al potentissimo Clint Eastwood il permesso di far scrivere dei romanzi su Callaghan, ma Clint fu chiaro: me ne frega cazzo di quello che fate, Callaghan è mio e al cinema comando io. Sicuramente quel contratto prevedeva già che le storie dei libri non sarebbero mai arrivate al cinema.
      Ormai dovrebbero essere tutti scafati e tenere sempre in considerazione il cinema: penso che gli autori di Star Wars avessero già per contratto che tanto nulla di quello che scrivevano sarebbe servito: ed è stato un bene, perché così si sono sbizzarriti senza freni.
      Qui però entra in ballo un altro fattore. Tu, casa, spendi milioni in effetti speciali ma poi tiri sul prezzo della sceneggiatura? Non stiamo parlando di Shane Black e di 4 milioni di dollari per una sceneggiatura – che su un film che ne costa 150 non mi sembra comunque un grande spreco – parliamo di gente che sarebbe pagata da contratto. Perché chiamare uno stronzo qualsiasi, palesemente incapace, a scriverti una sceneggiatura di merda quando invece hai uno scrittore professionista, con anni di esperienza, che te l’ha già scritta e già sai se piacerà ai fan o meno? Magari poi la cambi, ma almeno partiresti da una base già buona. No, meglio chiamare un passante e affidargli le basi di un film: non stupisce che tutti i grandi blockbuster hanno trame da schifo, perché semplicemente sono scritti da incapaci. Tanto lo sanno che i fan buttano giù tutto…

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      • Sam ha detto:

        Il punto del mio discorso era che, indipendentemente a chi appartngano i diritti del fumetto X o Y, questi va pagato dalla Casa cimatografica, con relativi dividendi sulle percentuali di vendite di dvd, BR, merchandising ecc… cosa che indispettisce sopratutto gli scenggiatori cinematografici, che vogliono dividere la fetta dei diritti con meno gente possibile e quindi si inventano tutto di sana pianta . Poi si sa, ci sono i soliti giri di nepotismi o amichetti del quartierino che fanno si che a scrivere le storie siano spesso idioti ritardati capaci di rovinare anche le storie più interessanti ( ma bsiogna anche dire che spesso i produttori cazzoni , con i loro interventi indesiderati, aggiungono un bel carico da 11 nel fare danno ).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Però non è automatico, nel senso che dipende dai tipi di contratto: di solito uno sceneggiatore viene pagato e basta, senza alcuna percentuale né alcun profitto sul film, a meno che non abbia un contratto che preveda direttamente. Lo stesso per gli attori: se l’attore viene pagato e basta per contratto, il film può guadagnare mille miliardi ma a lui non entrerà un soldo in tasca.
        Questo per dire che anche se, in caso immaginario, una casa comprasse una storia dai fumetti, se il contratto prevede un semplice pagamento e basta, allo sceneggiatore andrà solo quello, a meno che non sia stato furbo e abbia previsto altrimenti con un contratto apposito.

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  7. Giuseppe ha detto:

    Un film incredibilmente insulso e inutile, come parimenti insulsi e inutili sono i reboot di icone horror di altri tempi (il copyright in scadenza riesce solo a dare frutti scadenti)… perché cazzo non provate a tirar fuori un NUOVO personaggio, finalmente, invece di riprenderne di già esistenti stravolgendo le caratteristiche? 😦 Seriamente, un Jason di nuovo “umano” poteva davvero diventare più appetibile (anche in caso non fosse passato tra le mani del pessimo Nispel) per un pubblico post-Duemila magari completamente ignaro della saga? Per non parlare del potenziale target di un Michael Myers sostanzialmente e infelicemente (eufemismo) ridotto da Ombra della Strega a forzuto “ragazzo difficile”… se ci si rivolgeva a gente in cerca di qualcosa di nuovo perché non darglielo, appunto, lasciando in pace Halloween? Bah…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In fondo ha avuto la sua rivincita Kane Hodder, perché snobbato dal franchise è andato a fare lo pseudo-Jason di “Hatchet” e in pratica è protagonista di un nuovo franchise in continua ascesa, tra film e fumetti. Un prodotto che usa stili vecchi per qualcosa che sembra nuovo, proprio come vogliono i fan 😛

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  8. Pingback: Freddy vs Jason vs Ash 2 (2009) Nightmare Warriors | Il Zinefilo

  9. Sam ha detto:

    Ma perché non recensire il gustoso “the final girl” ( trasmesso poche settimane fa da Rai 4 ) che è una presa in giro mostruosa di Jason ?

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  10. Pingback: Nightmare 9 (2010) Una bella sorpresa | Il Zinefilo

  11. Austin Dove ha detto:

    A suo tempo mi era piaciuto molto, c’era Danielle (💙), un figo per protagonista e il mio primo film slasher.
    Ora però non so se mi piacerebbe: mi sto raffinando come atmosfere horror

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