[Comics] Terminator [1988-09] The Terminator

Cover di Mitch O'Connell

Cover di Mitch O’Connell

Inizia il viaggio nell’universo fumettistico di Terminator, quasi del tutto inedito in Italia.
Prima di tutto però è necessaria una breve premessa.

Dal 1984 la casa britannica Hemdale Film Corporation possiede i diritti della storia e personaggi del film The Terminator (notate l’articolo), mentre nel 1991 la statunitense Carolco Pictures si accaparrerà i diritti di Terminator 2 (notate che manca l’articolo): tra queste due date, si inserisce la casa fumettistica NOW Comics, nata nel 1985 e subito diventata celebre per rese fumettistiche di film e telefilm (GhostbustersMr. T, ecc.). Il fondatore Tony Caputo decide di puntare sul successo del film di James Cameron e dal 1988 lancia una lunga serie di fumetti che ne esplorano l’universo: The Terminator.
Tutto finirà in due tappe: quando cioè nell’agosto 1990 la Dark Horse Comics acquisirà il marchio The Terminator (con una curiosa sovrapposizione che vedremo più avanti) e quando nel novembre 1990 l’inizio del progetto cinematografico Terminator 2 distrarrà l’attenzione sia degli spettatori che dei lettori di fumetti.

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Cover di Tony Akins

Nel settembre del 1988, all’uscita nelle edicole americane del fumetto The Terminator, non esisteva altra storia se non quella del film del 1984 di Cameron, per cui lo sceneggiatore Fred Schiller può lavorare liberamente su soggetti e trovate ancora tutte da inventare: con i disegni di Tony Akins, si comincia a delineare il mondo futuro.
Va infatti ben sottolineato che la vita a fumetti e quella filmica sono andate in direzioni diametralmente opposte: mentre i vari film e telefilm ci hanno raccontato della guerra delle macchine di oggi per impedire il futuro buio, i fumetti hanno raccontato proprio quel futuro buio. Così vediamo gli umani del 2031 – vi ricordo che Schwarzy T-800 arriva dal 2029! – lottare senza sosta contro le macchine di Skynet che vogliono distruggere l’umanità.
Trattandosi di una lunga saga di ben 17 volumi, passo ad illustrare brevemente i vari argomenti trattati.

Kevin, il Terminator buono

Kevin, il Terminator buono

Nel 1998 le Nazioni Unite iniziano a costruire la base lunare Li’l Houston (“Piccola Houston”): completata in due anni, diventa la casa di 17 scienziati che costruiscono, tra le altre cose, anche un “terminator buono” di nome Kevin.

Ogni tanto i lunari tornano sulla Terra a fare rifornimento, e nel 2031 un’avaria li costringe ad un incontro forzato con i Sarah’s Slammers: un gruppo di agguerriti ribelli guidati dal comandante Leah e impegnati in operazioni di guerriglia contro Skynet. Tutti si uniscono per la causa comune, anche perché si è scoperto che a Bedford Falls (in Florida) i Terminator hanno costruito una “città robotica” che sembra umana… con i robot cuochi, poliziotti e via dicendo! Una pacchianata risibile ma che comunque scuote i ribelli.

Timothy “Tim” Reese, fratello di Kyle

Timothy “Tim” Reese, fratello di Kyle

I primi tre albi si chiudono con un ragazzino che si fionda nella base dei Sarah’s Slammers compromettendone senza volerlo la sicurezza: è un certo Timothy “Tim” Reese… che ha da tempo perso i contatti con suo fratello Kyle.
(Ma quanti fratelli ha questo Kyle? Nella serie Sarah Connor’s Chronicles fra i protagonisti c’è Derek Reese, interpretato da Brian Austin Green…)

Nei numeri 4 e 5 si apre una divertente parentesi. L’olocausto delle macchine si è abbattuto in tutto il mondo, compresa l’Amazzonia: ma che ne sanno gli amazzoni di cosa sia Skynet, un Terminator o anche solo un computer? In questa piccola storia – scritta da Jack Herman e disegnata da Thomas Tenney – due guerrieri indigeni dovranno affrontare un T-800 piombato in Amazzonia per piazzare una bomba così da distruggere il “polmone del mondo”. Come possono due selvaggi imparare ad usare le sofisticate armi del robot contro lui stesso? Semplice… imparando dai fumetti NOW Comics lasciati da un viaggiatore occidentale!

TheTerminator1988_eMentre nel 6° numero Skynet trova il rifugio segreto dei Sarah’s Slammers costringendoli di nuovo alla fuga, il 7° albo è una deliziosa parentesi su un tema mai più sfruttato dall’universo robotico: la creazione di cani-terminator per potersi meglio intrufolare nelle case dei ribelli!

La storia di Jack Herman – con i disegni di Robin Ator – ha una scena in cui ricalca pressoché quasi identica la celebre sequenza del film La Cosa (1982) di John Carpenter con il lupacchiotto “diverso” che viene messo in un canile di cani normali.

John Connor nella cover di Mitch O'Connell

John Connor nella cover di Mitch O’Connell

Nell’8° numero (maggio 1989) troviamo i ribelli umani, i Sarah’s Slammers con l’aggiunta del giovane Tim Reese, rifugiarsi in una miniera di titanio abbandonata del Lago Okeechobee, in Florida. Rintracciati a causa di un traditore, la miniera viene attaccata dal Terminator modello T1000 DIX-190: ricordo che ancora non esiste il T1000 “liquido” inventato da James Cameron nel 1991.

Cover di Paul Gulacy

Cover di Paul Gulacy

Malgrado tutto ciò che si sapeva dei perfidi robot, questo sa nuotare e costringe i ribelli ad una lotta violenta con fuga consequenziale. Intanto si rinforza l’amicizia di Tim Reese con il robot buono Konrad.
Nei successivi due albi troviamo i ribelli a Cocoa Beach dove il militare-cowboy Major Adams ha conservato tanti cavalli, utili per gli spostamenti. Da qui studiano un piano per impedire a Skynet di inviare uno shuttle sulla Luna per distruggere gli avamposti umani sul satellite.

L’11° albo (agosto 1989) vede l’arrivo del robot Konrad e di Tim – che hanno perso i compagni durante l’attacco alle miniere in Florida – alla base dei ribelli al parco divertimenti di Orlando, dove il dottor Hiram Potterwax sta studiando la vita artificiale.
Intanto il Termnator DIX190 torna alla CPU base di Skynet, nelle Montagne Rocciose del nord Montana, negli impianti una volta del NORAD (Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America), e si fa trasformare nel modello 103, detto Terminator Goliath.
Nel 12° numero (settembre 1989) questo nuovo modello si scontrerà non solamente con Konrad… ma addirittura con John Connor in persona, che accoglierà il giovane Tim Reese nelle proprie fila.

Cover di Scott Childers

Cover di Scott Childers

Passano molti anni, e il 13° albo (ottobre 1989) della serie – ambientato nel Messico del 2067 – è dedicato a raccontare la vita di Tim Reese durante la sua adolescenza e addestramento sotto Connor.
Con la trilogia degli albi 14, 15 e 16 si ritorna agli eventi dell’11° e si racconta di come i Sarah’s Slammers durante una missione finiscono in mare e vengono salvati dal sottomarino del Capitano Nicolai Rostof. Insieme affronteranno la guerra dell’Havana contro i nuovi modelli 107 dei Terminator: ora i ribelli hanno un’armatura metallica per contrastare le creature di Skynet.

L’ultimo numero di questo ciclo, il 17° (febbraio 1990), è un one shot in cui la protagonista Jean Starr racconta la vita nel campo di concentramento di Darwin, California. Libera grazie ad un terremoto, inizia la fuga dai Terminator ma anche dagli umani impazziti.

La serie finisce… ma non le storie di Terminator della NOW Comics! Alla prossima puntata.

L.

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8 risposte a [Comics] Terminator [1988-09] The Terminator

  1. Conte Gracula ha detto:

    Immagino che nulla di tutto ciò sia stato ripreso nei film 😛

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nei primi ’90 ci speravo, che gli sceneggiatori tenessero conto dei fumetti, invece sono universi paralleli che non si incontrano mai. Ed è bene così, perché i film sono sempre più pietosi mentre dai fumetti un po’ di sano intrattenimento lo ricavi sempre 😉

      Piace a 1 persona

      • Giuseppe ha detto:

        Quel po’ di sano intrattenimento che sarà un concetto del tutto sconosciuto al reboot (e non voglio nemmeno scommetterci sopra perché non mi piace vincere troppo facile) 😉

        Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Il logo “TerminatorZ” è fighissimo 😉 Non sapevo nulla di questi fumetti della Now, ma se mi citi così impunemente “La cosa” con me vinci sempre facile! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      È un peccato non abbia avuto fortuna, perché come casa non era niente male! Quando entrai nel mondo delle fumetterie, nel 1992 circa, era ancora attiva perché comprai “Universal Soldier” e le storie inedite di “The Green Hornet”, poi l’ho completamente persa di vista e temo non sia durata molto di più.
      Sono storie piene di anni ’80 e Terminator coi capelli cotonati: forse oggi sono tornate di moda 😀

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