The Beast (1996) Abissi di paura con tentacoli

L’estate sta finendo… be’, no, in realtà è finita da parecchio: fra inondazioni, trombe d’aria, terremoti e ponti crollanti diciamo che anche questo agosto si merita una croce nera sul calendario. L’estate è finita il mese scorso, ma diciamo che agosto sta finendo e stranamente è ancora un mese legato all’estate (chissà perché), e l’estate è legata ai mostri marini. Almeno per me!
Infatti è uscito al cinema The Meg (2018) e addirittura Evit è sgusciato fuori dal suo antro sottomarino per raccontarci la resa italiana di The Abyss (1991). L’argomento ittico ha colpito anche Cassidy che questo agosto ha completato il suo splendido ciclo sui Monty Phyton con Un pesce di nome Wanda (1988).

Mi sembra dunque il momento adatto per “pescare” un titolo che avevo nella retina da parecchio tempo: Peter Benchley’s The Beast, miniserie in due puntate andate in onda il 28 e il 29 aprile 1996.
Arriva in Italia su Canale5 nelle prime serate del 1° e 2 luglio 1997 con il titolo The Beast. Abissi di paura, replicato su Italia1 il 10 e 11 giugno 1999: è da questa trasmissione che arrivano le schermate del post.
La Cult Media lo porta in DVD dal 13 febbraio 2014.

Nel 1991 Peter Benchley (scomparso nel 2006) era disperato perché non sapeva più quanti depositi di Zio Paperone costruire per metterci dentro tutti i soldi ottenuti con il suo romanzo Lo Squalo (1974), suo primo grande successo che ha portato ad una serie di romanzi marini di varia natura ma che subito venivano opzionati per il cinema, da Abissi (1977) a L’isola (1980).
Mi immagino Benchley seduto alla scrivania, a battere i pugni e a ripetersi: «Quale altro animale marino posso tirare fuori? Il gamberetto assassino? La lumaca di mare strangolatrice? No, no, dev’essere qualcosa di nuovo, che l’opinione pubblica ancora non conosce bene…»

Il risultato è Beast (1991), che subito la fida Longanesi porta in Italia nel 1992 con il titolo Tentacoli: chissà se è una citazione al film italiano omonimo del 1977, figlio proprio dei romanzi di Benchley.
Il professionista Jeff Bleckner alla regia e l’esordiente J.B. White alla sceneggiatura portano su piccolo schermo la storia.

Leggendo questa estate The Meg (1996) di Steve Alten mi dicevo: va be’, dài, è una piacevole lettura da spiaggia ma davvero è una “variazione su tema” de Lo Squalo. E questo è quel 0,5% di narrativa sui mostri marini che arriva in Italia.
Se Peter Benchley poteva essere difeso dicendo che i suoi tantissimi cloni si limitano a percorrere la strada che lui stesso ha aperto, quando vedi che una sua storia di vent’anni posteriore a Lo Squalo non fa che ripeterne lo stile… be’, forse Benchley aveva solo una storia da raccontare e ci ha costruito sopra una carriera.
Non sto parlando di scopiazzamenti o altro, ma del fatto che nell’ambito “mostri marini” sembra che esista un solo modo di raccontare una qualsiasi storia che li coinvolga. Anche se comunque la leggenda per cui Steve Alten dice di aver scritto il suo romanzo dopo aver visto un documentario sulla Fossa delle Marianne mi sembra improponibile: The Meg è palesemente la fotocopia di The Beast con un megalodonte al posto di un calamaro gigante. (Tanto perché non stavo parlando di scopiazzamenti…)

Abissi, insomma: si rimane nella baia del porto…

Nella cittadina marina di Graves Point accadono fatti strani, che avete già capito sono causati da un calamaro gigante: lo sapevamo già prima che iniziasse il film ma dobbiamo subirci mezz’ora di ovvietà prima di arrivarci.
C’è il bravo pescatore Whip (William Petersen), c’è l’ardimentosa militare Kathryn (Karen Sillas), c’è il ricco e viscido padrone della città Schuyler (Charles Martin Smith) e via di archetipo in archetipo.

Non ti senti un po’ archetipo anche tu?

Mentre Whip fa il solito personaggio mediante i cui studi l’autore può sciorinare le informazioni scientifiche sul mostro protagonista, tutti gli altri sono più alla buona: e a noi che ce ne frega a noi, al calamaro gli ammazziamo la testa!
Tutti contenti quando trascinano a riva un calamaro morto di mille chili: peccato che sia solo un cucciolo…

Cioè… questo è il cucciolo neonato?

Inizia una parata di ovvietà davvero inguardabile. Non perché sia fatta male, per carità, ma proprio perché sono 140 minuti di roba già vista mille volte: prendete un qualsiasi film su una qualsiasi creatura e ci ritroverete tutto. Se Lo Squalo non lo si può accusare perché è stato il primo a trattare l’argomento, una storia dello stesso autore che dopo vent’anni dice le stesse cose non si può più scusare.
Il tutto condito da storielline d’amore e altre perdite di tempo per stirare la duranta a due ore e venti: due ore e diciannove minuti più di quanto serviva alla trama.

Il cadavere ripescato è un calamaro gigante o la trama della miniserie?

Non è una brutta miniserie: è una miniserie inutile. A meno che non abbiate mai visto un film di mostri in vita vostra, allora sì, vi serve come Bignami illustrativo di ogni singolo stereotipo e luogo comune sul genere.

L’occhio della madre…

Per il resto, la serie va ricordata solo perché già anticipava il rapporto fra cani e mostri marini!

Ma allora è un vizio, quello dei cani di abbaiare ai mostri marini!

Ricordo che i romanzi di Benchley, i relativi cloni e versioni cine-televisive hanno posto l’accento su creature marine poi spiegate con più criterio da bravi saggisti. In questo caso, ricordo che l’ottimo Richard Ellis ha scritto un meraviglioso saggio che racconta l’incredibile avventura degli avvistamenti della creatura protagonista: vi consiglio caldamente Il calamaro gigante (The Search for the Giant Squid, 1998), portato in libreria da Piemme in un’unica edizione del 1999. O lo trovate su bancarella, come me, o nei mercatini dell’usato in rete. (C’è anche su Amazon usato.)

E ora… titoli di coda!

L.

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19 risposte a The Beast (1996) Abissi di paura con tentacoli

  1. Evit ha detto:

    Ricordo ancora che al suo primo arrivo in TV le reti Mediaset lo pomparono molto, all’epoca andava proprio quel genere di film che io accorpavo al “disaster movie”. Ero alle scuole medie all’epoca ed era quasi un evento TV atteso da molti. L’ho rivisto una decina di anni fa l’ultima volta e purtroppo rimane un prodotto televisivo di fine anni ’90. Lo rispolverai dopo la lettura del romanzo che in compenso non ricordo troppo simile allo Squalo. Però sono ricordi fumosi.
    The Island era molto diverso come libro e il film con Michael Cane era quasi identico… e proprio per questo super noioso

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Benchley ci ha provato a fare cose diverse, in fondo “Abissi” era un bel thriller la cui parte “abissale” è solo una marchetta perché dall’autore non si sarebbe accettato la stessa identica storia ma ambientata in una grotta invece che in fondo al mare. Mi sa però che volevano proprio i mostroni e così il povero autore è tornato allo standard.
      Incidenti strani, il buono ha capito ma nessuno gli crede, poi a metà film l’incidente e tutti gli credono, il cattivo che pensa agli affari e non alle vite umane, la caccia contro il mostro, il confronto finale dove la Provvidenza dà ad ognuno quanto gli spetta. Non è che questi romanzi si copino l’un l’altro, è che a quanto pare non esiste altro stile narrativo di raccontare storie di mostri…

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  2. Evit ha detto:

    “e a noi che ce ne frega a noi, al calamaro gli ammazziamo la testa!”
    A questa mi è uscito il latte dal naso (nuovo promemoria: mai leggere il Zinefilo a colazione)

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  3. Evit ha detto:

    Per essere un film televisivo certo che ha un cast di doppiaggio coi contro coglioni! Carlo Valli, Dal Fabbro… che culo. Chissà chi ingaggerebbe oggi un canale tipo Cinesony o lo Mediaset stessa. Sicuramente nomi tipo Riccardino Fuffolo, Ennio Annio, nonna Maria, etc…

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Mai visto… O se l’ho visto non lo ricordo minimamente. Siccome sono tra i primi a commentare mi gioco la battuta “Ammazza che calamarone! Chissà che frittura da paura sarebbe uscita!”.

    Dopo questa potete chiudere l’internet per oggi. Non troverete nulla di meglio online. ;-D

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  5. Cassidy ha detto:

    Il mese di agosto è stato più mostruoso di qualunque bestiaccia marina, per fortuna è quasi archiviato. Ti ringrazio per la citazione e per questo post, a parte che mi sono schiantato dal ridere con “L’occhio della madre”, ma soprattutto leggendoti sembrava quasi di vederlo Peter Benchley, mentre pensa al prossimo animale da sfruttare. Un giorno capirò cosa è accaduto esattamente alla carriera di William Petersen, passato dalla serie A alla serie C(s.i.) passando per la calamarata di questo film 😉 Cheers

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Guarda, quando ho letto il titolo ho pensato “Questo me lo guardo comunque vada la recensione!”, poi ho visto miniserie e non c’è nulla che depaupera le mie forze mentali come tale dicitura (anche se di sole due puntate) al posto di un onesto filmetto che non raggiunge i 90 minuti! 🙂

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  7. nik96 ha detto:

    questa Mini Serie o Film del 1996 ha la mia eta infatti io l’ho visto il 31 luglio 2014 su Italia 2

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  8. Giuseppe ha detto:

    Ti dirò: a questa miniserie ho preferito e di MOLTO Creature (sempre Benchley), ingiustamente sparita da nostri teleschermi dopo un’unica, sfuggevole replica che nessuno si aspettava nemmeno più, dopo anni dalla prima visione… bassi ascolti, dicevano, mentre invece questa barbosa “calamarata gigante” di The Beast (di certo inferiore a Creature, checché ne possano pensare su IMDB) ha il suo appuntamento fisso in tv da una vita 😦

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  9. Sam ha detto:

    Mai visto e invece ricordo molto di più ” Tentacoli” , oggi dimenticato, ma che all’ epoca veniva spacciato per un filmone e veniva replicato spesso.
    Dei film mostri marini , mi ricordo con un pò di afetto un “shark-rosso nell’ oceano “, che a dispetto del titolo non trattava dei soliti squali ma di un mostrone metà squalo, metà piovra, col becco di uccello e Dio sa co’ altro.
    Probabilmente, vederlo oggi , sarebbe auto- punitivo .

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sai che invece vorrei tanto vederlo? Da tempo accarezzo l’idea ma non mi decido mai…
      “Tentacoli” (1977) è veramente una baggianata imbarazzante come solo gli italiani sanno fare, una roba plagiata di netto da “Lo Squalo” (1975) che andrebbe denunciato, e con attoroni che non so come abbiano accettato di partecipare alle riprese, se mai ne sono stati consci 😀

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      • Sam ha detto:

        Guarda , considerando il degrado del cinema italiano di oggi, con Tentacoli mi viene voglia di non essere così cattivo.
        In fondo testimonia i tempi in cui avevamo i soldi per fare cinema di genre e pure con attori di un certo calibro ( magari invecchiati e non più in auge, da qui il motivo per cui riuscivamo a ingaggiarli ),mentre oggi , brrrr……

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