Taxxi 1 (1998) L’inizio del mito

Oggi, in prima serata su Cielo, va in onda il primo episodio di una pentalogia che avrebbe meritato ben altra attenzione in Italia, non foss’altro perché ha tenuto a battesimo Marion Cotillard, che ora è un’attrice impegnatissima ma ha esordito al cinema con questo genere frizzante.

Anticipazione del
29 aprile 1999

Mi sembra il momento giusto per iniziare a parlare di un prodotto francese che fa impallidire ogni inseguimento cittadino di Hollywood, o almeno quei pochi che non hanno subito copiato lo stile di questi film.

Metto subito le carte in tavola: Taxxi 2 è il più grande capolavoro della storia del mondo e chiunque volesse fare un action dai toni umoristici dovrebbe impararlo a memoria, fotogramma per fotogramma, perché è perfetto in ogni singola parte.
Ecco lo spirito con cui affronto il ciclo: è tutto un omaggio al secondo film, gioiello che svetta incontrastato sul cinema di tutto il mondo.

Uscito in patria l’8 aprile 1998, Taxi arriva nei cinema italiani il 30 aprile 1999 con una “x” in più, Taxxi.
Arriva in VHS Cecchi Gori in data purtroppo ignota, e la stessa casa lo porta in DVD dal gennaio 2002.

Il complesso rapporto che lega un uomo al suo taxi…

Daniel ha la faccia da schiaffi e da mascalzone irresistibile del parigino Samy Naceri, che può pure provare a fare il duro nel confusionario Nido di vespe (2002) ma resta una faccia che lo vedi e ti fa simpatia.
È il pizza-boy più veloce di Marsiglia, guida il motorello con le pizze come se fosse al Moto GP e nel suo ultimo giorno di lavoro batte tutti i record dei colleghi. Ma ora basta, Daniel non è più un ragazzetto scapestrato, è il momento di fare gli adulti: ha appena preso la licenza per il lavoro della vita. Autista di taxi!

Quell’irresistibile faccia da schiaffi di Samy Naceri

Il primo giorno non sembra partire bene, poi però gli entra in macchina un uomo d’affari che deve prendere l’aereo altrimenti è spacciato. E ha la faccia di Philippe du Janerand, una delle vittime di Nikita (1990) che probabilmente è rimasto amico dello sceneggiatore Luc Besson.

Parta subito, che ho Nikita alle calcagna!

Le emergenze sono la passione di Daniel: giusto il tempo di cambiare il volante da crociera con quello da corsa… e si parte! Ed è solo la prima delle incredibili e rutilanti corse per le vie di Marsiglia della saga.

Nessuno ha mai visto a fuoco l’auto di Daniel!

Per un pilota eccezionale che morde l’asfalto, c’è una schiappa che mastica amaro: Émilien, che non si sa più quante volte ha provato a prendere la patente fallendo l’esame di guida. E come se non bastasse, ha la faccia stralunata di Frédéric Diefenthal, che sarà il sacco a cui ogni personaggio della saga potrà dare pugni.

Frédéric Diefenthal: il tipico poliziotto sveglio di Marsiglia

La polizia ha ben altri problemi a cui pensare, che un taxista che vola a 217 all’ora: è arrivata a Marsiglia la banda delle Mercedes e bisogna assolutamente acciuffarli tutti. Non perché sono criminali… ma perché sono tedeschi! «Me ne sbatto dell’amicizia franco-tedesca», tuona il vero personaggione della saga, l’irresistibile Gibert (Bernard Farcy), tronfio e pasticcione che ogni volta che apre bocca ci regala perle da antologia.

«Allarme generale!» (tormentone della serie)

Malgrado l’antipatia verso i tedeschi, la polizia di Marsiglia ospita con gran piacere l’agente speciale Petra, anche perché ha il metro e 78 di altezza e il vertiginoso stacco di cosce della biondissima Emma Sjöberg (oggi Wiklund), che in realtà è svedesona DOC ma perfetta nell’immagine tipica che l’Europa del sud ha delle tedesche.

Agente speciale Petra: il caso Taxxi è tuo!

Ovviamente il piccolo Émilien è pazzo di lei, e sebbene non sembri avere la benché minima speranza… occhio, che nella saga Taxxi c’è abbastanza amore per tutti!

La tedescona tosta e il francesino timidone: coppia impossibile!

L’ultimo personaggio della saga è Lilly, purtroppo del tutto inutile in questo primo film ma tranquilli che assumerà importanza man mano che si andrà avanti. E, come dicevo, è l’esordio al cinema di Marion Cotillard. Un gran bell’esordio…

Anche le attrici impegnate hanno iniziato da giovani…

Il realtà l’unico grande personaggio che abbraccia tutta la saga è Marsiglia. Degli amici ci sono stati e dicono che fa schifo, ma la descrivono come «La Napoli di Francia» e quindi temo ci sia un leggerissimo e velato razzismo culturale in questo giudizio.
Dai film mi sembra una città meravigliosa, viva, piena di delinquenti simpatici, di ladruncoli pasticcioni, di autisti spericolati, di poliziotti incapaci e di sole e mare: come si fa a non amarla?

Bella Marsiglia, ma un po’ sfocata…

La caccia alla banda delle Mercedes è deliziosa e divertente, l’accoppiata autista che la sa lunga e poliziotto non proprio sveglio fa il suo lavoro e dà gusto ad un film che deve la sua bellezza principalmente alle rombanti scene spettacolari di inseguimenti d’auto.

Una impossibile coppia di sbirri

Il parigino Gérard Pirès non è certo un regista di primo pelo, visto che faceva film già negli anni Sessanta, ma a cavallo del nuovo millennio trova una nuova gioventù e prova a sfruttare il suo stile con film come Riders (2002) e Sky Fighters (2005), temo non con gli stessi risultati.

Con questa polizia… ti credo che a Marsiglia è pieno di ladri!

Un film carino ma non trascendentale. Serve però a scaldare i motori e a far scorrere per bene la benzina: allacciate le cinture, che col prossimo si corre di brutto…

L.

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21 risposte a Taxxi 1 (1998) L’inizio del mito

  1. Cassidy ha detto:

    Non ho visto tutti i film della serie, solamente i primi due, e forse qualche minuto del terzo in tv. Questo mi aveva divertito, ma il secondo è una bomba totale e non vedo l’ora di leggerti 😀 La poliziotta tedesca in realtà svedese bene, Marion Cotillard meglio, per altro una che non ha mai perso il senso dell’umorismo, nemmeno ora che ha vinto il ruolo della francese nei film americani 😉 Cheers!

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  2. Andrea87 ha detto:

    oddio, Taxxi! Mi ricordo che lo vidi sulla RAI in estate, sarà stato il 2004 o giù di lì, una di quelle caldi estati in cui di guardabile in TV c’era solo (l’ennesima) replica dei primi Bond ed è stato amore a prima vista!
    I miei amici erano già in fissa per Fast & Furios, ma questo filmetto gianfransuà se li mangiava a colazione sia come corse che come ironia! Pensavo di essere stato il solo in Italia ad amarlo!

    Dei seguiti non ricordo granchè, se non il “NINJAAA! / MUSO GIALLO!” per accendere la macchina nel secondo, il terzo e il quarto erano abbastanza mosci (la banda delle babbe natali? Daniel poliziotto?)… il quinto manco l’ho visto! xD

    E sorvolo per pietà sul remake all’italiana (cosa non si fa per mangiare), dove m’è rimasta solo la scena saffo tra la Bundchen e la Esposito (erano loro? non mi va di wikipediare!)

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Credo di aver visto solo il secondo, di cui ricordo anch’io le password di avviamento auto e, forse, il tassista impegnato in una relazione da nascondere al suocero ^^
    Alquanto folle.

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Noooo! Che carico da 11 che hai calato stamattina. I primi due li devo anche avere in dvd a casa di mia madre e li avrò consumati a furia di guardarli, in particolare quella bomba totale del secondo.
    Dal terzo in poi però credo di non averli mai visti visto che la mia attenzione era ormai tutta per la serie di “Fast & Furious”.
    Ma davvero non hanno avuto così successo? Sarà perché tra i miei amici sono dei cult assoluti, ma credevo fossero piuttosto famosi.

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  5. Il Moro ha detto:

    L’ho visto tempo fa e mi era anche piaciuto, ma temo che sia l’unico della saga che ho visto… a questo punto devo recuperare il secondo, in attesa della tua recensione!

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  6. Pietro Sabatelli ha detto:

    In parte hai ragione, dopotutto senza Taxxi non avremmo avuto Fast & Furious, Drive e compagnia bella 😉

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  7. Giuseppe ha detto:

    Proprio così: per quanto anche nel primo il divertimento non manchi, è nel secondo che si scalano DAVVERO le marce (alte) 😉

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