Halloween 2 (1981) Il signore della morte

Dopo Hellraiser, Venerdì 13 e Nightmare era quasi obbligatorio pensare ad Halloween. Forza, mettetevi comodi che il viaggio verso Halloween 2018 con il nuovo film di Jason Blum è partito…

Nel 1981 Dino De Laurentiis sta pestando come un matto sull’acceleratore (e infatti dopo poco brucerà il motore): ne ha già fatti tanti di titoli di grande richiamo, da successi come King Kong (1976) a bojate come L’orca assassina (1977), da cult come Il giustiziere della notte (1975) ad eventi di costume come Flash Gordon (1980). Oh, ma lo vogliamo fare un film di quel genere nato da poco che pare piaccia tanto ai giovani? Come lo chiamate? Slascie? E dàglie de slascie, va’!
Prima di grandi successi come Conan il barbaro (1982) e grande immondizia come Amityville Possession (1982) il nostro Dino offre un Crodino a Michael Myers.

Oh Dino, facce un filmino!

Nell’agosto del 1981 la rivista “Fangoria” era nata da poco più di un anno ma era già la voce ufficiale dell’orrore, così il suo editor in persona, Bob Martin, si va a mettere seduto con il nuovo maestro di quel genere cinematografico: un tizio baffuto e magrolino in jeans e scarpe da ginnastica. Ovviamente è John Carpenter, che ha appena finito di comporre la colonna sonora di 1997: fuga da New York, sta lavorando alla pre-produzione di La Cosa e sta gestendo il casting e la scrittura di Halloween 2. (Prima che mi dimentichi, spero per voi che abbiate letto tutti i post del Ciclo della Bara Volante sul Maestro, che se no John in persona vi viene a picchiare stanotte!)

«All’inizio ero molto riluttante, perché i seguiti sono a volte semplici scuse per spremere soldi, e inferiori all’originale. Poi però ho pensato alle ragioni che hanno spinto Coppola a fare Il Padrino, parte II: i seguiti sono spesso fatti male, perché non provare a farne uno bene? Inoltre c’erano alcune cose del primo film che volevo approfondire, il che mi intrigava parecchio. Commercialmente era una buona mossa, e poi era una sfida: sarebbe stato un film altrettanto eccitante e spaventoso?»

C’è ancora da raccontare, è una sfida, è divertente, tutto bello, tutto buono: ma John non se le sporca le mani, lui ha diretto il primo e il discorso finisce qui. Esce subito fuori il nome di Tommy Wallace, production designer sia del primo Halloween che di Distretto 13, ma lui rifiuta: Carpenter ipotizza che non abbia voluto affrontare un progetto con così poco tempo a disposizione e con una responsabilità così grande. E poi, sottolinea John, è facile che Wallace voglia esordire alla regia con un suo film, non il sequel del lavoro di altri. Quanta triste ironia, per un regista che esordirà con un sequel e, dopo un altro sequel, rimarrà sepolto nel mondo televisivo.

Carpenter e la fida Debra Hill si mettono alla ricerca di nuovi candidati e visionano un cortometraggio chiamato Toyer firmato da un certo Rick Rosenthal. «Era un ottimo film di suspense», ci dice John, «riguardante un assassino in libertà che segue una donna che ne ignora l’identità, lasciando per strada varie vittime: con un minuscolo budget ha creato un prodotto di grande intensità». E te credo, è la trama di Halloween!
Rosenthal comunque accetta.

Mesi prima il produttore Irwin Yablans aveva rivelato a “Fangoria” che il progetto Halloween 2 avrebbe raccontato una storia ambientata diversi anni dopo gli eventi del primo film, in un ricco appartamento. Ma poi Carpenter dice: «Fermi tutti, ve lo scrivo io il copione!» E decide di tornare alla stessa identica notte, i cui eventi però sono raccontati da un altro punto di vista.

A Bob Martin il maestro fa notare che nessuno dei film che nel frattempo hanno cercato di copiare Halloween ha riproposto un cattivo mascherato e con un coltellaccio: questo perché Jason di Venerdì 13 ancora non ha la sua maschera da hockey.
Inoltre John deve dare un dispiacere ai lettori: nessuna azienda americana ha dimostrato il benché minimo interesse a stampare dei dischi con le colonne sonore dei suoi film: gli è giunta notizia che in Giappone esista la colonna sonora di Halloween ma chissà come ci è arrivata e soprattutto chissà chi è stato pagato, che di sicuro lui non ha visto un centesimo.
Non riesco a capacitarmi che ancora nel 1981 la musica di Carpenter fosse giudicata non meritevole di essere stampata su dischi…

Mi sembra un buon regalo da farvi questo autunno

Intanto la nuova stella dell’horror, Jamie Lee Curtis, accetta di partecipare al sequel ma vuole mettere in chiaro che è l’ultimo film di genere, come anticipa a Jim Wynorski – il re assoluto della Z! – su “Fangoria” n. 9 (1980):

«I film horror mi stanno costruendo la carriera ma in realtà non sono contenta di farne: ormai però tutti i ruoli per cui mi chiamano sono in film horror. Credo che farò Halloween 2 e poi basta. Lo vedo come un cerchio che si chiude: pago i miei debiti, ho fatto la mia esperienza e poi chiudo con il genere. John e Debra Hill supervisioneranno il film e Tommy Wallace, montatore di The Fog e l’art director di Halloween, sarà il regista. Tommy è molto bravo e sono emozionata per il film. Credo che lo gireremo in 3D!»

Le cose non sono andate proprio così ma se non altro l’attrice ha mantenuto l’impegno che si era prefisso di smetterla con l’horror. Ci sarà tempo in futuro per tornarci.

Oh… e “Halloween”? Se lo sono dimenticato?

Il film esce in Italia il 16 settembre 1982 con il titolo Il signore della morte. E il richiamo ad Halloween? Boh, lo sapevano tutti che era un sequel, infatti nelle locandine il franchise è scritto fra parentesi…

Locandina del 16 settembre 1982

Non so se c’entri qualcosa il crollo di Dino qualche anno dopo, ma sta di fatto che questo seguito viene via con due spicci e non fa che essere ristampato in VHS: lo presentano Ricordi, Panarecord, De Agostini e la mitica Skorpion.

In DVD invece siamo particolarmente fortunati, perché nel luglio 2002 finisce in mano alla MTC (Medusa Video) che non sta certo a risincronizzare l’audio italiano sul video del DVD originale: butta la pellicola su disco e via così, con il titolo Halloween II. Il signore della morte. Ottimo, perché questo ci regala in video l’edizione cinematografica italiana dell’epoca! (Rimanete in attesa per gli Italian Credits del film…)
Il primo passaggio televisivo noto è in prima serata su Italia1 martedì 3 febbraio 1987.

Com’è il risultato di tutto questo? Com’è il film? Mettiamola così: pare che Carpenter sia stato così scontento del risultato finale da rigirare lui stesso alcune scene venute male, o almeno così dicono Odell e Le Blanc nel loro saggio John Carpenter (2011).

Ma davvero… hanno girato un film del genere?

Nell’aprile 1982 sul numero di quel mese di “Starburst Magazine” il giornalista Phil Edwards si lamenta: non ce la fa più a vedere tutti ’sti film fatti con lo stampino, questi slasher scritti male che scopiazzano il film di Carpenter… e siamo solo al 1982! Mancano ancora dieci anni prima che il genere cominci a decadere, senza però mai estinguersi.
Il direttore della rivista ha mandato Edwards a vedere Halloween 2:

«Devo ammettere che i primi quindici minuti mi hanno preso, con il tema al sintetizzatore di Carpenter che risuona nel cinema […] poi però mi sembra di essere vittima di uno scherzetto [treat]. Non lo sono. Tutto ciò che Carpenter ha tirato fuori è un enorme scherzetto: un becero e scadente scherzo di film. Un film che ho pagato per vedere e che mi ha spinto a chiedere il rimborso al botteghino.»

La ciliegina finale di un recensore deluso è accomunare il colpone di scena “familiare” del film con il recente L’Impero colpisce ancora (1980): dopo “Luke, sono tuo padre”, ora abbiamo “Laurie, sono tuo fratello”.
Dopo aver parlato con abbondanza di particolari della «grassa stupidità» della trama, il giornalista avverte che si sta già parlando di un Halloween 3:

«Tutto ciò che posso dire è che quando arriverà sui nostri schermi, il nome di John Carpenter non si vedrà nel film. Spero.»

Purtroppo credo che il recensore sia stato fin troppo buono con un film che ho davvero disprezzato in ogni scena.

Me lo sento: con questo film sfondo. Parola di Rick Rosenthal!

Il film inizia e già il doppiaggio italiano ci regala una chicca.

— It was the boogeyman.
— As a matter of fact … it was.

Sam Loomis (il mitico Donald Pleasence) ha appena sparato a Michael Myers – che in questo nuovo montaggio non mostra il volto, come invece si vedeva nel primo film – ed è d’accordo con Laurie Strode (Jamie Lee Curtis): era proprio l’uomo nero, il boogeyman. I doppiatori sono andati a vedersi il primo film, dove la parola inglese veniva curiosamente tradotta come “l’ombra della strega” (che non si sa che cacchio voglia dire) e hanno rispettato il precedente doppiaggio… seeee, ci avete creduto?
Il miglior doppiaggio del mondo ha detto: e a noi che ce ne frega a noi, siamo il Doppiaggio delle Libertà e facciamo un po’ come cazzo ci pare:

— Chi era quel mostro?
— Già, proprio così: era un mostro.

Perché trasformare in domanda l’affermazione di Laurie, così da sballare il dialogo? E perché ora l’Ombra della Strega è un semplice mostro? Peraltro perdendo tutta la connotazione soprannaturale che invece era molto cara a Carpenter e Hill: non volevano raccontare le imprese di un mostro, ma del Male personificato.

Oh, insomma: sono l’uomo nero, un mostro o l’ombra della strega?

Capisco che i fan vogliano lo stesso ma che sembri diverso, capisco che una storia diversa era rischiosa, ma non capisco come possa questa sceneggiatura essere firmata da Carpenter ed Hill, non ci credo: era solo un modo per pagare loro i diritti dei personaggi utilizzati, perché non posso davvero credere che ’sta roba esca dalle loro penne.
Per carità, non è che Halloween avesse chissà che trama, parla di un matto che scappa dal manicomio e comincia ad ammazzare gente a caso, ma almeno c’era la mano di Carpenter a rendere tutto al meglio. Qui c’è un regista che cerca di fare quel che può con ciò che ha in mano: niente.

Fotobusta dell’epoca

C’è Michael Myers che cammina per l’ospedale ammazzando gente a noi ignota, a volte utilizzando metodi cruenti. E qui già è chiara la smutandata della saga: questo non è il seguito di Halloween (1978), è il modo con cui il franchise cerca di acchiappare gli spettatori di Venerdì 13 (1980). Myers è diventato Jason a tutti gli effetti.
Se il primo film era qualcosa di nuovo e Carpenter sapeva riprenderlo con guizzi di creatività che rendevano il prodotto un “creatore di stile”, con questo secondo film abbiamo solamente un altro episodio del massacro di Crystal Lake, solo ambientato in un ospedale. Con tanto di scene splatter – genere reso appetibile l’anno precedente da Cunningham – del tutto immotivate e gratuite, infatti assenti nel precedente film.

Fotobusta dell’epoca

Malgrado Carpenter vada dicendo nelle interviste che Myers è il Male assoluto, che non importa chi sia perché ciò che importa è ciò che simboleggia, ecco che invece lui stesso si rinnega: scrive infatti una sceneggiatura in cui – seguendo l’esempio di Jason – mette l’accento sui motivi familiari: così nasce l’invenzione che sia nel primo film che nel secondo Myers sta cercando l’altra sua sorella, Laurie. Ma come, non doveva essere il Male assoluto che può colpire tutti? Quindi basta non essere imparentati con i Myers per essere al sicuro… che razza di boogeyman è?

Ma voi non vi sentite come… in Venerdì 13?

Esattamente come in Venerdì 13, i personaggi che muoiono non hanno alcuna descrizione se non quelle due stupidate che dicono, ed esattamente come le final girl di Cunningham qui Laurie è un personaggio assente ingiustificato: per tutto il film Jamie Lee Curtis è catatonica, sta lì a guardare nel vuoto fino alla fine, senza mai fare una mazza di niente se non muoversi per l’ospedale.

Il massimo impegno recitativo di Jamie Lee Curtis

Ripeto, mi rifiuto di credere che due autori come Carpenter e Debra Hill abbiano davvero scritto ’sta roba, una noia mortale senza il minimo spessore.

Pure a Michael sanguinano gli occhi a vedere ’sto film

Una curiosità finale. La citata intervista con Bob Martin si chiude annunciando che la NBC ha comprato i diritti per trasmettere in TV il primo Halloween, e il giornalista giustamente si preoccupa degli eccessivi tagli della censura televisiva. Carpenter lo tranquillizza: insieme a Debra Hill hanno scritto e girato scene aggiuntive per creare un prodotto più consono alla TV e per preparare alcune trovate viste poi nel secondo film. Un momento… ci sono scene del film girate appositamente da Carpenter per l’edizione televisiva? Perché non ne sono stato avvertito?
Ecco come Debra Hill spiega la cosa nel successivo ottobre 1981 sempre a Bob Martin:

«All’inizio ci scrissero dicendo quello che volevano fosse tolto dal film: cioè tutto. Gli risposi scrivendo che era ridicolo. Alla fine ci siamo seduti e abbiamo cominciato a discutere. Mi sono vista con Barry Girardi e abbiamo scoperto di avere vedute totalmente agli antipodi: invece di metterci a litigare, abbiamo preferito scherzarci su. […] Abbiamo fatto piccole modifiche che non cambiano il film, e aggiunto del nuovo materiale girato che comunque doveva stare lì sin dall’inizio.»

Bob Martin ci spiega che si tratta di 11 minuti di scene – scritte da Debra e John e girate da quest’ultimo in tre giorni – aggiunti ad un generale rimontaggio del film, per compensare le scene tagliate via dalla censura. «Sono scene che aiutano a capire meglio e introducono quello che succederà in Halloween 2».
Che fine ha fatto questa “TV Edition” del film? Le edizioni di Halloween che girano sono quelle cinematografiche o in seguito sono stati aggiunte quegli 11 minuti alle edizioni home video? Comincia la ricerca: se qualcuno ne sa qualcosa, mi faccia sapere.

L.

P.S.
E ora, fate un salto anche allo Speciale Halloween del blog “Non c’è paragone“, senza dimenticare lo Speciale Halloween de “La Bara Volante“.


Bibliografia

  • Phil Edwards, Halloween 2, da “Starburst” n. 44 (aprile 1982)
  • Bob Martin, A Talk with John Carpenter, da “Fangoria” n. 14 (agosto 1981)
  • Bob Martin, Debra Hill, da “Fangoria” n. 15 (ottobre 1981)
  • Bob Martin, Jamie Lee Curtis, da “Fangoria” n. 15 (ottobre 1981)
  • Colin Odell e Michelle Le Blanc, John Carpenter (2011)
  • Jim Wynorski, A Mini-Interview with Jamie Lee Curtis, da “Fangoria” n. 9 (novembre 1980)

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41 risposte a Halloween 2 (1981) Il signore della morte

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Dissento con rispetto (e ovviamente soggettivo 🙂 ) sulla noia mortale, (da quel che mi ricordo) il sequel-diretto proseguo del primo variava il tono rendendolo più un classico slasher e questa virata non mi dispiacque considerando il pacchetto complessivo (il primo film “prepara” la carneficina, il secondo la mostra). Concordo invece sulla opinabile idea della ricerca della sorella anche se, secondo me, ciò non fa evaporare del tutto l’aurea di male assoluto che il nostro si era creato 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Proprio questo risultato stona fortemente con le intenzioni che Carpenter andava ripetendo nelle interviste: voleva spersonificare Michael, voleva che non fosse una persona ma il concetto stesso del Male… e poi tira fuori una trovata da telenovela? Lo personalizza al massimo livello? Boh…
      Comunque forse visto all’epoca, all’alba dello slasher e soprattutto senza aver visto prima “Venerdì 13” (di cui questo film è un palese remake), magari mi sarebbe piaciuto, ma ne dubito. Ombre di notte che si muono e muoiono a caso, temo che neanche all’epoca mi sarebbe piaciuto.
      Comunque sappi che mi sono contenuto: mentre vedevo il film non si contano le parolacce che ho lanciato allo schermo! 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Sicuramente il periodo in cui lo vedi incide fortemente (e io non lo vedo da tanto) ma la sequela di parolacce trattenute nella recensione conferma che anche all’epoca avresti inveito! 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Nemmeno io riesco a volergli bene a questo secondo capitolo, dal punto di vista della regia, ogni volta che Michael Myers entra in scena, capisci che solo Carpenter riusciva a rappresentarlo come una forza del male, che si traveste da uomo (con una maschera) per aggirarsi tra gli umani, si vede tutta la differenza tra un simpatico mestierante come Rick Rosenthal e un Maestro come Giovanni Carpentiere.

    Per il resto sono d’accordo con te, non credo che Carpenter e la Hill si siano impegnati più di tanto, volevano trasformare “Halloween” in una saga antologica a tema festivo, lasciando il primo capitolo figlio unico, come sarebbe stato giusto fare, visto che è un capolavoro imprendibile. Secondo me l’unica cosa che li ha spinti ad accettare (oltre i soldi intendo), è stato per spiegare la parentela tra Laurie e Michael, anche se la scena della lapide del primo film diceva qualcosa risultando spaventosa lo stesso. Ma anche secondo me non era obbligatorio proseguire lungo quel percorso, il primo film fa paura perché Laurie si ritrova perseguitata dal Male senza ragione alcune, come potrebbe accadere a chiunque. Ora sono molto curioso di vedere se i tipi della Blumhouse, con il prossimo “Halloween” si giocheranno anche loro la carta della parentela tra i due personaggi, oppure avranno il coraggio di distaccarsi da quello che i fan vogliono, il pessimista in me sa già la risposta 😉

    Ti ringrazio per le mille citazioni e per un altro gran post, le scene girare da Carpenter sono la chicca! Anche se è qualcosa di cui si vocifera spesso, l’idea che mi sono fatto è che abbiano rimontato il materiale non ve lo vedo Carpenter tornare di corsa per girare qualcosa, anche perché nel 1981 Giovanni stava già fuggendo da New York, ma vediamo cosa ne pensano gli altri tuoi lettori, se davvero esistesse del materiale girato dal Maestro sarebbe clamoroso! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi pare strano che le varie ristampe ed anniversari del primo film non abbiano cacciato fuori gli 11 minuti girati appositamente per l’edizione televisiva: magari l’hanno fatto e il film che abbiamo visto in DVD è quello trasmesso in TV nel 1981 e non quello uscito al cinema nel 1978, ma purtroppo la cosa non è specificata nelle varie edizioni…

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  3. Il Moro ha detto:

    Anche peggio di quello che mi aspettavo, insomma. Non credo di aver mai visto questo film, e credo che mi farò bastare la tua recensione!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Non ricordo proprio nulla, potrei non averlo visto -_-
    A parte le musiche, sentite in altri contesti.

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Come scrivevo di là da Cassidy ieri, sono nel caos. Sto confondendo Halloween, con Venerdì 13, con Chucky, con Nightmare e con altri slasher assortiti. Ma mentre i primi capitoli di ogni saga li ricordo abbastanza bene, i vari sequel nella mia mente si sono fusi in un minestrone schifosissimo. Meno male che ci siete voi a riordinarmi le idee.

    Questo “Halloween 2” però l’ho recuperato qualche anno fa assieme al primo e, sono sincero, non mi dispiacque. Ovvio che il primo è di un altro pianeta, ma anche questo sequel a quanto ricordo si difendeva piuttosto bene. Ci tengo però a precisare che ero del tutto all’oscuro dei backstage e delle intenzioni di Carpenter e della Hill. Il film lo vidi come uno slasher e come tale me lo sono guardato. Ora che però mi snoccioli, al solito, questa mole di notizie succose è ovvio che questo “Halloween” risulta una boiata e molto probabilmente se lo rivedessi ora (magari dopo il primo) lo interromperei dopo mezz’ora.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se visto come slasher “classico”, cosa che è, è una cosa (sebbene mi sembri lo stesso dannatamente noioso), ma se pensiamo che è scritto da Carpenter e Hill… cacchio, allora pretendo molto di più!
      Invece ci ritroviamo un remake di “Venerdì 13”, ma quello è un filmetto senza trama fatto al volo: dove leggo la firma Carpenter le aspettative vanno parecchio più in alto!

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  6. Denis ha detto:

    A me non dispiace tra l’altro l’inserviente dell’ospedale e l’attore Leo Rossi( Sotto Accusa di Kaplan con Jodie Foster ) poi c’è un ragazzo vestito uguale a Micheal Myers cui gli va addoso una macchina prendondo fuoco, sul defunto blog di eXXagon c’era scritto che l’attrice in cui Myers mette la faccia nelll’acqua prese un’infezione all’orecchio, c’era la canzone Mr Sandman a dare un tocco più festivo, la fotografia e sempre dell’ottimo Dean Cundey.
    Comunque Carpenter voleva chiudere qui defitivamente la storia di Micheal Myers.
    Sempre su eXXagon(piango ancora adesso che l’autore l’abbia chiuso) c’era scritto che bisogna fare un film ogni 7 anni per non perdere i diritti sulla saga.
    Il wrestler e da poco sindaco di una cittadina Kane e proprio ispirato per la maschera a Micheal Myers.

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  7. theobsidianmirror ha detto:

    Sarà forse che io sono terra terra, ma questo secondo capitolo l’ho sempre adorato. E quando mi riguardo il primo HW poi, in coda, mi riguardo subito il secondo (in un’apoteosi halloweeniana).
    Mi urta solo quella prima battuta dell’ombra della strega, ritradotta diversamente. Così come non mi va giù vedere la faccia di MM alla fine del primo capitolo…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di sicuro anche a Carpenter non dev’essere piaciuta quella svista di mostrare il suo Male anonimo – idea che sarà prontamente copiata da Jason nei sequel di “Venerdì 13”, che di solito vediamo in volto solo per alcuni attimi – e così l’ha fatta togliere nel secondo, ma poi ha personalizzato così tanto un personaggio che lui stesso voleva universale che secondo me diventa illogico: che c’entra la storia della famiglia Myers con il Male assoluto? Ripeto, mi sembra troppo una paraculata per copiare l’orrore familiare dei Voorhees del “Venerdì 13” che era esploso potente nel 1980, così che nel 1981 si voleva un prodotto uguale a quello, non uguale ad “Halloween” del 1978.
      Sono ormai convinto di avere seri problemi con gli slasher, non averli visti da ragazzo deve aver impedito un certo imprinting e ora se vedo un tizio che per un’ora cammina di qua e di là con un coltello mi prende una cicagna che mi addormento immediatamente. Si chiami Michael o Jason. Ma almeno il primo Halloween aveva una mano autoriale indiscussa che rendeva tutto almeno più gagliardo e frizzante, così come l’innovazione splatter di Cunningham ha reso “Venerdì 13” un successo esplosivo inaspettato.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Questo è l’ultimo Halloween con Michael Myers che mi sia davvero piaciuto, nonostante le ovvie differenze con il capostipite (il Male qui c’è ancora nella sua non-umanità, pure se adesso di mezzo c’è la “trovata” famigliare: il VERO, grosso problema è come questa cosa verrà poi sfruttata nei sequel 😦 )
    P.S. Gli 11 minuti inediti? Parecchi anni fa era uscita una “Halloween: Extended Edition” in DVD della Anchor Bay, ma anche le edizioni per il trentennale e successive -sempre negli U.S.A.- erano comprensive degli inediti (come confermerebbe pure la Wiki anglosassone)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quindi probabilmente quegli 11 minuti erano anche nella versione che ho visto io l’altra settimana, il che mi deprime: vuol dire che ho visto il rimontaggio tenerone per le TV bacchettone americane… Ora scatta la caccia alla versione “Unextended” per vedere cos’è uscito al cinema…
      Però alla fine c’è la scena in cui vediamo il volto di Myers – con l’occhio “strano” come sarà Jason tre anni dopo – che viene cancellata nel secondo film: se è rimasta nella extended vuol dire che alla fin fine piaceva a Carpenter?

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, come sequenza è abbastanza breve da non togliere l’alone di malvagità ultraterrena caratteristico del personaggio (la sua faccia -con quell’occhio “strano” e “sbagliato”- in fondo è solo un’altra maschera a copertura dell’entità NON umana sottostante) quindi non escluderei questa possibilità…

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  9. Alfonso Maiorino ha detto:

    Invece a me, soprattutto a livello tecnico, questo secondo capitolo è piaciuto abbastanza. Certo, hanno snaturato un po’ il personaggio umanizzandolo, però non mi è dispiaciuto, soprattutto a livello tecnico.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Davvero non saprei, sicuramente qualche bella inquadratura c’è ma davvero poco altro. Michael cammina per corridoi e scende le scale, Laurie sta catatonica o cammina per corridoi e scende le scale, personaggi ignoti dicono cose inutili e poi muoiono… Perché dovrebbe essere diverso da un qualsiasi altro clone? Anche “Venerdì 12 parte 2” ha un’ottima regia, palesemente migliore del primo film, eppure non gode dela stessa stima di questo secondo Halloween…

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  11. Fra X ha detto:

    Effettivamente la scelta della sorella è veramente pacchiana e non centrava un cavolo! Sarei curioso di vedere il film per come spiegano questa cosa! Hai ragione comunque. La forza del primo film era in sti poveri cristi che si ritrovavano vittime di questo pazzo assassino. Qua invece viene fuori il legame famigliare per darsi un tono! Ma per piacere! Comunque se quello del 98 rinnegava dal 4 in poi con robe famigliari anche peggiori, questo nuovissimo rinnegherà pure questo! °_O Sic!

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  21. Cristian Maritano ha detto:

    Un seguito non all’altezza visto il capostipite ed i nomi che si portava appresso. Conunque ricordo in modo positivo l’incipit e il finale per non parlare di Mr. Sandman (non quello della ECW) nei titoli di coda. Anche il termine Samhain non era male!

    Rosenthal ritornerà sul luogo del delitto 😂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Visto dopo il primo è decisamente deludente, ma certo tenendo conto del letame in cui si trasformerà la saga, con episodi che faranno sanguinare gli occhi, alla fin fine è il meno peggio 😛
      Il destino delle saghe è andare sempre più giù nel pantano, ogni episodio è tristemente più cialtrone del precedente, così basta tornare un po’ indietro e l’episodio che ci sembrava peggiore è migliore del successivo 😀

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  24. jenapistol ha detto:

    Quindi stò film non ti ha messo paura ? Ci penso io a farti inorridire. Ho visto l’intera saga circa dieci anni fa,devo ammettere non mi ricordo molto di questo film,ricordo però che mi piaque e anzi (tieniti forte),essendo il film ambientato poco dopo la fine del primo film speravo ne facessero un edizione speciale da abbinare col primo film,in breve,speravo facessero un montaggio unico col primo film in maniera tale da gustarmeli entrambi in un colpo solo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente è meglio di tutti gli altri seguiti, e sei in ottima compagnia. Probabilmente se l’avessi visto all’epoca sarebbe piaciuto anche a me, ma oggi il confronto con il primo mi sembra impietoso, oltre al fatto che come film in sé non sta proprio in piedi.

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