The Nun (2018) Suora di paura

Da cinque anni un demone aleggia nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, nato si dice da un’intuizione della sensitiva Lorraine Warren, che quando le riprese di The Conjuring (2013) erano già iniziate è andata dal regista James Wan e gli ha detto: quel demone, facciamolo donna. E facciamolo suora.
Con questa nuova leggenda, che si aggiunge ai già tanti misteri posticci del Conju-verse, nel 2018 compie cinque anni la “suora di paura”: la Warner Bros il 5 settembre 2018 inizia a far girare il mondo al suo The Nun, che arriva nelle sale italiane oggi 20 settembre con il titolo The Nun. La vocazione del male (fonte: ComingSoon.it).

Come dite? Non ricordate i film precedenti e vorreste ripassare tutto il cinema nato dalle “vere” indagini di Ed e Lorraine Warren? Vorreste rileggere le traduzioni esclusive di brani dei loro libri, rinfrescarvi i loro “veri” casi e confrontarli di nuovo con le sceneggiature che ne sono state tratte? Be’, potreste fare una noiosa ricerca negli archivi del Zinefilo oppure… approfittare dell’eBook fresco fresco Le indagini di Ed e Lorraine Warren, da oggi in tutti gli eStore a soli 99 centesimi!

I miei lettori già sanno tutto a memoria, ma magari ditelo in giro.

Ecco l’elenco degli eStore dove potete trovarlo a soli 99 centesimi

Malgrado l’ingente campagna pubblicitaria e una certa propensione a credere nel progetto – tanto che sia James Wan (regista dei due The Conjuring) che Gary Dauberman (sceneggiatore dei due Annabelle) ne sono anche produttori esecutivi – il film è palesemente votato al risparmio massiccio: The Conjuring 2 è stata una bella batosta, visto che ha guadagnato come il primo ma è costato il doppio, quindi basta con le spese folli: venti milioncini puliti puliti e via tutti a Bucarest (Romania), la Hollywood d’Europa. In fondo nell’immaginario collettivo americano l’Europa è una landa desolata e brumosa, piena di castelli antichi avvolti dalle tenebre e custodi di oscuri segreti. E perciò… location gratis per tutti!
E poi, suvvia, abbiamo a disposizione il Castelul Corvinestilor, il castello dei Corvino in piena Transilvania dove si dice sia stato tenuto prigioniero nientemeno che Vlad detto Dracula: che fai, non la sfrutti una location del genere? Infatti già più di venti film l’hanno sfruttata.

Come fai a non sfruttare un castello transilvano? (© 2018 Warner Bros)

È dal film The Conjuring che ne vediamo apparizioni non meglio spiegate, che vediamo il suo nome scritto nella scenografia dei vari film – ci sono video su YouTube che illustrano i luoghi dove poterlo leggere – è dunque il momento di conoscere da vicino Valak, il demone protagonista occulto del Conju-verse. (Capito? “Occulto”…)

Unisci i puntini e vinci un VALAK

Come dicevo all’inizio, leggenda vuole che mostrarlo a forma di “suora di paura” sia stata un’idea di Lorraine Warren a riprese già iniziate, e chissà che ne pensa il “vero” Valak, molto diverso dall’immagine che ne dà l’attrice Bonnie Aarons truccata da mostro.

«Il 62° spirito è chiamato Valak, è un grande presidente ed appare come un ragazzo con ali d’angelo, a cavallo di un drago a due teste. Il suo ufficio è di dare risposte veritiere sui tesori nascosti, e di dire dove possano esser visti serpenti, che egli porterà al mago [Exorcist] senza alcuno sforzo; egli governa trenta legioni di spiriti.»
Così si legge nell’Ars goetia, cioè il testo che descrive decine di demoni (attingendo alla cultura popolare sin dal Trecento) a mo’ di introduzione alla Piccola Chiave di Salomone, anonimo librone di magia che si fa risalire al Seicento. Di sicuro molto diverso dal farlocco libro in bianco e nero mostrato nel film The Nun.
Che la “suora di paura” abbia dei legami con il “vero” Valak – che in pratica è a forma di puttino – è davvero difficile da credere, ma è innegabile il fascino del nome.

Siamo nel 1952, sempre più indietro e prima di tutti gli altri film. Il che vuol dire che non possiamo più avvalerci dei “veri” casi dei coniugi Warren, neanche di rimbalzo: è tutto affidato alle capaci mani dei citati Wan (soggettista) e Dauberman (sceneggiatore, quello di Scimmie assassine) e il risultato dunque può essere uno ed uno solo: il vuoto. Non è un caso se uno degli effetti speciali del film vede la “suora di paura” con il volto completamente vuoto: è il perfetto simbolo del film.

Taissa Farmiga e il Vuoto del film (© 2018 Warner Bros)

Almeno ci consoliamo con il delizioso gioco della sorella che fa la sorella, cioè di Taissa Farmiga che è la sorella di 21 anni più giovane di Vera Farmiga nel ruolo di una sorella, Irene. Giovane novizia dai grandi occhioni, in attesa dei voti definitivi viene mandata in un’abbazia romena (il citato castello transilvano) ad indagare su una suora di clausura che si è tolta la vita. Non conviene farsi ulteriori domande sulla decisione di mandare una giovanissima novizia a fare “indagini”.

Sorella Irene, il caso Romania è tuo!

Aiutata da padre Burke (Demián Bichir), dal misterioso e sofferto passato, sorella Irene scopre ben presto tante cose buie nel buio monastero, fatto esclusivamente di stanze buie e di scale buie da scendere al buio, per ritrovarsi in altre stanze buie per rispettare il colore dominante del film: il buio.

Spegni quella luce, che rovini la fotografia del film!

Malgrado il tentativo di tenere al buio lo spettatore, è palese il nulla che muove i personaggi e che anima la sceneggiatura: a parte un intrigante colpo di scena finale (che non rivelo, tranquilli), ci si può benissimo addormentare ad inizio film e svegliarsi a due minuti dalla fine senza aver perso nulla della sceneggiatura. Perché tanto anche Wan e Dauberman stavano dormendo con noi.
Mi immagino le riunioni di produzione alla Warner, con tutti a dormire in stanza e poi, svegliati e stiracchiati a dovere, firmano per l’inizio delle riprese.

Shhh, ancora cinque minuti…

I venti milioni circa del budget immagino siano andati tutti nella promozione pubblicitaria su tutti i media, compresi i pressanti banner pubblicitari su IMDb e i mini-spot su YouTube, e quindi non è rimasto nulla per il film, che vede solo sorella Irene che si aggira per un monastero buio mentre padre Burke fa la faccia da uomo dal passato sofferto. Ogni tanto appare la “suora di paura”, e il film è completo.

Non dipende dal trucco: Bonnie Aarons fa davvero paura!

Essendo co-prodotto dalla New Line Cinema ed essendo una saga, il mio sospetto è che segua le regole delle saghe in generale e dei film New Line in particolare: non importa di cosa parli il film, non importa sia fatto bene o male, importa solo che esista, che esca in sala, così da rinnovare il franchise e vendere nuovi prodotti.
Potete tranquillamente prenderla come una mia illazione immotivata, perché The Nun nel primo weekend di programmazione negli Stati Uniti ha incassato più di cinquanta milioni di dollari, due volte e mezzo quanto è costata, quindi è una vittoria totale su tutta la linea: successo pieno, tutti guadagnano, tutti sono contenti. Questa è la nuova regola: il nulla più totale vende, l’importante è che sia pubblicizzato a dovere nei canali giusti.

Unisciti al lato vuoto del cinema, Irene… (Photo by Cos Aelenei © 2017 Warner Bros)

Cosa rimane dei poveri coniugi Warren? Il viaggio è iniziato con versioni romanzate di loro “veri” casi, c’erano storie di persone vere a contatto con la paura di avere entità maligne in casa, erano storie umane. Tutto svanito: The Nun è un cartonato vuoto che non ha nulla di umano, è un classico stereotipo da film horror, pieno di jump scare per mettere spavento nella totale incapacità di mettere paura. È dunque questa l’eredità dopo cinque anni di Conju-verse, un semplice archetipo di horror da cassetta?
La speranza è che i demoni tornino a regalarci storie umane: storie false ma divertenti, piene di retroscena da andare a stanare e di post da scrivere.

L.

P.S.
Piccolo promemoria marchettaro…

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34 risposte a The Nun (2018) Suora di paura

  1. Evit ha detto:

    Wan produce, si guarda il portafogli e ride, ride! Che te ridi? Hai sciupato l’occasione di fare un bel film horror che fa paura invece di far addormentare la gente.
    Purtroppo il genere horror è anche quello che amano gli adolescenti, che sono in quella fase della vita dove i “jump scares” equivalgono ad un buon horror che fa paura. New Line lo sa e se ne approfitta. ‘cci loro.
    Durante la visione mi ero incantato per il nulla che si riversava su di me dallo schermo ma a ripensarci invece mi incazzo proprio. Vorrei porre domande che però portano a spoiler quindi per ora mi trattengo, ma sono veramente incazzato con questo film.

    Ccccccisua!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non porti domande che non hanno risposta, e lasciati andare verso il Nulla: magari ci guadagni anche te qualcosa, come ci hanno guadagnato tutti quelli che hanno lavorato a ‘sta cacchiata 😛
      E pensare che gli Warren si inventavano i draghi per rendere appetitose le loro storie, invece se si fossero limitati al Nulla avrebbero fatto meno fatica e più successo 😀

      Piace a 1 persona

      • Evit ha detto:

        Il Nulla di La Storia Infinita era una metafora anche per il cinema oltre che per il calo di lettori di libri?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Vale per tutto, perché il Nulla ha tante facce: libri, film, fumetti, musica, tutto è trasformato nel Nulla, nella nefanda abitudine di stare fermi ad aspettare che il Nulla ci imbocchi: come si può leggere (libri e fumetti) o cercare film e musica, essendo questi gesti attivi? La regola è la passività e lasciarsi riempire di Nulla stando fermi: l’unico gesto attvo è pagare il biglietto per vedere il filmone del momento, comprare on line la hit del momento e basta. (Libri e fumetti non li compra più nessuno, quindi ormai sono fuori gioco.)

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  2. Cassidy ha detto:

    In questi giorni stai più avanti dell’avanguardia, mi ha fatto venire un attacco di panico vedere oggi la suora sosia di Marylin Manson, ho temuto fosse già lunedì! 😉 Non ho nessuna fretta di vedere il film ma lo farò, l’idea che esista un Conju-verse mi sfizia solo perché ti darà nuovo materiale su cui scrivere. Sono sempre più insofferente a questi horror mainstream, come Evit li ha giustamente etichettati qui sopra, sono per ragazzini, ad esempio “Slender Man” mi ha così annoiato che appena provo ad iniziare a scriverne mi prende un attacco di sbadigli. Se non altro le “Farmigas” si sono sistemate, hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato, vuoi mettere di sti tempi? 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha la Stirpe Farmiga ha un lavoro assicurato, e i prossimi prequel daranno lavoro alle nipoti fino alla più tenera età, visto che il Conjuverse sicuramente andrà indietro fino all’Ottocento a mostrare la Suora in fasce 😀
      La noia è compagna fedele di ogni horror, e quello che mi fa più paura è se davvero esistesse qualcuno che rimane spaventato dal Nulla…

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  3. Zio Portillo ha detto:

    E io che speravo che un ritorno alle origini avrebbe giovato al Conjuverso. Ovviamente lo guarderò (ma col cavolo che spendo 7 euro per il nulla! Aspetto Il passaggio tv) per poi lamentarmi agitando minaccioso un pugno nel cielo.

    P.S.: a me la noiosa ricerca sul blog mi diverte. Però se di quei 99cent mezzo centesimo ti arriva in tasca sono ben disposto a comprarlo su Amazon.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio del pensiero, e nel caso sappi che prendo il 60%: comunque per ora ancora non è apparso su Amazon (che ha i suoi tempi, essendo grande e grosso e propenso a fare come gli pare).
      In realtà è una diabolica mossa di marketing selvaggio per sfruttare l’eco del nuovo film: conto sugli spettatori ignari che cercando informazioni sul film finiscono nella mia “trappola” 😀
      Comunque avvertirò qui appena è disponibile su Amazon, contando su un po’ di pubblicità in giro ^_^

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Segnalo che finalmente l’eBook è <href=”https://www.amazon.it/indagini-Ed-Lorraine-Warren-ebook/dp/B07HDHTMQB/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1537679209&sr=1-2&tag=zinefilo-21″ target=”_blank”>disponibile su Amazon: ditelo ai vostri cari 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Non sono stupito ahimè, lo devo vedere e, nonostante tutto, lo vedrò ma effettivamente mi aspetto pochino, già prima della tua recensione, ora dopo averla letta ci aggiungo un sbadiglio preventivo e grosso grosso (ma non per colpa tua :.-) )!
    E pensare che di horror decenti ultimamente ne ho visti (A quiet place, il rituale…)

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Dai, la Goezia! Se la filano in pochi (se cerchi tesori nascosti e segreti da svelare, la maggior parte di quei 72 è fatta apposta per quelle cose 😛 )
    Non ho visto neanche un Conjufilm, ma… ho paura di chiedertelo… com’è la mitologia? XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha secondo te quale può essere la mia opinione di qualsiasi mitologia? 😀
      Scherzi a parte, mentre i film sono robbetta dozzinale che ha fatto i miliardi solo perché la Warner sa bene come si pubblicizza un film, i “casi” degli Warren sono ghiottissimi: sanno quali corde tirare per destare l’interesse, e non escludo che il nome Valak sia opera della nostra arzilla Lorraine Warren…

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  6. Kukuviza ha detto:

    Ecco, devo dire che già dal trailer questa sembrava una emerita schifezza.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha partiva già col piede giusto! 😀
      E io mi dicevo: va be’, se già nel trailer mostrano la nullità più totale, chissà come sarà il film… Be’, lo sai che si riescono a superare in quanto a nullità? 😀 E’ uno di quei titoli in cui il film completo dura meno del trailer…

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      • Kukuviza ha detto:

        Ahaha, infatti, uno guarda proprio per vedere quale livello di nullità si riesce a raggiungere. Guardando questi film, pare che la nullità, ossimoricamente parlando, riesca a tendere all’infinito.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se i filosofi guardassero film, un giorno dovrebbero scrivere un testo che parli del Nulla assoluto che ricopre tutto, e ho già pronto il titolo per loro: “Tutto tutto niente niente”, all’Antonio Albanese 😀

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  7. The Butcher ha detto:

    The Nun è un film mediocre, ma non sarà mai tremendo come Slenderman. Mai.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Il tuo post di oggi tratta in sostanza di due argomenti:
    1) Quello di routine, e cioè la trascurabilità dell’ennesimo capitolo del Conjuverse (ve l’ho anche data una meritata possibilità agli inizi, gente, ma questa suora qui è davvero di troppo)…
    2) Quello di estrema importanza, e cioè l’uscita del tuo e-book sui Warren che sarà mio appena Amazon si darà una mossa 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio e da giorni sto martellando Amazon, visto che l’ebook è uscito in tutti gli altri estore tranne che lì.
      Intanto ricordo le altre librerie in cui è disponibile, così se conosci altri interessati ti uso come “strillone” ^_^

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Segnalo che finalmente l’eBook è <href=”https://www.amazon.it/indagini-Ed-Lorraine-Warren-ebook/dp/B07HDHTMQB/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1537679209&sr=1-2&tag=zinefilo-21″ target=”_blank”>disponibile su Amazon: ditelo ai vostri cari 😛

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  9. amleta ha detto:

    Le premesse c”erano tutte, ossia dal trailer sembrava qualcosa di spettacolare e di mai visto. Quindi non sono andata al cinema a vederlo ma ho aspettato fino a oggi, momento in cui l’ho beccato su Infinity e l’ho visto. E meno male che non ho speso i soldi per quel biglietto. Sembra un banalissimo film horror anni 80 altro che effetti speciali! L’ho votato “pessimo” perchè pure un pugno di studentelli del Dams avrebbe saputo fare di meglio.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah condivido in pieno, tranne per gli ’80: anche il peggior film dell’epoca è migliore di questo 😀
      Ormai hanno capito che non serve a nulla impegnarsi in una qualsiasi storia, e che il film in sé non ha la minima importanza: basta fare tantissima pubblicità nei mesi precedenti e i soldi arrivano. Questo film, così come quella buffonata di “Halloween” (2018), hanno guadagnato tanto solo per la pubblicità “prima”: dopo, sono scomparsi nello stesso nulla dove sono nati.

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      • amleta ha detto:

        Infatti ho visto che The Nun è piaciuto all’85%di persone, secondo le statistiche di google. Boh, forse alla gente piacciono ste cose qui. Io ho gusti più complicati. Poi non amo quando fanno il seguito di un film. Adesso fanno sequel e prequel di qualsiasi cosa ed è odioso. Il cinema sembra diventato una soap opera infinita. Ovviamente lo scopo è commerciale ma la gente gradisce a quanto pare.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Le statistiche lasciano il tempo che trovano, coi numeri ci si può giocare in tutti i modi e non significano niente, ma di sicuro basta una buona pubblicità per portare la gente al cinema, il resto non conta.
        Con tutti questi prequel, poi, il prossimi titolo del Conjuverse sarà ambientato all’inizio del Novecento??? 😀

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