Halloween 4 (1988) Il ritorno di Michael Myers

Dopo Hellraiser, Venerdì 13 e Nightmare era quasi obbligatorio pensare ad Halloween. Forza, mettetevi comodi che il viaggio verso Halloween 2018 con il nuovo film di Jason Blum è partito…

John Carpenter finalmente è libero dalla maledizione di Halloween. Dopo i litigi con il regista del secondo film e la semplice produzione del discutibilissimo terzo, mette subito in chiaro con tutti: a rega’, mo’ bbasta. (Probabilmente avrà usato parole diverse, ma il succo è questo.)
Comincia a sfornare La Cosa (1982), Christine (1983), Starman (1984), Grosso guaio a Chinatown (1986), Il Signore del Male (1987) ed Essi vivono (1988), titoli di cui potreste aver sentito parlare. (E che potete trovare tutti splendidamente recensiti nello Speciale The Maestro di Cassidy.)

Un omaggio a John, che finalmente lascia Halloween

Nell’autunno 1988, in attesa dell’uscita di Essi vivono, Carpenter viene invitato ad una festa dal suo vecchio amico Donald Pleasance. Fra una pizzetta e un rustico – anche se credo che alle feste hollywoodiane ci sia ben altro sul tavolo! – John si avvicina a Donald. Baci e abbracci come due vecchi amici, poi Carpenter butta lì uno spunto di conversazione: ho saputo che hai appena finito di girare un quarto film di Halloween, dove mi sembra di aver capito che torni a fare il personaggio del dottor Sam Loomis per la terza volta. Allora, com’è andata? Che stupidata di trama hanno presentato stavolta?
Pleasance sbianca e fissa l’amico con occhi fuori dalle orbite, dicendo testuali parole: «I produttori mi avevano detto che tu avevi letto il copione e pensavi che fosse il miglior Halloween della serie.» Carpenter scuote la testa: «Donald, non ho mai neanche visto il copione, figuriamoci leggerlo.» «Perché mi hanno mentito?» chiede affranto l’attore, e John risponde con una frase che spiega cent’anni di cinema: «Questa è Hollywood, amico.»

Questa scenetta ce la racconta il giornalista Steve Swires su “Fangoria” n. 78 (ottobre 1988), in cui con palesemente svogliato interesse si informa i fan del quarto film in uscita quel 21 ottobre sugli schermi americani: non è una notizia da prima pagina, è un trafiletto a pagina 24.
Swires ci racconta di un Carpenter disperato:

«Per anni ho affermato che non avrei voluto più avere nulla a che fare con i film di Halloween, ma ogni volta ne sono stato risucchiato dentro. I miei partner mi dicevano: “Il tuo nome vi sarà comunque associato, nella mente di tutti: perché allora non associarlo davvero?” È una specie di maledizione.»

All’inizio il regista cede alle lusinghe e prende davvero in considerazione un vecchio copione rigettato, scritto dal suo amico Dennis Etchison.

«Era una sceneggiatura eccellente, ma non prevedeva il personaggio di Michael Myers. La premessa era che gli adulti hanno paura che torni Michael, creato dal lato oscuro degli abitanti di Haddonfield, dalle loro paure. I due bambini a cui Jamie Lee Curtis faceva da babysitter nel primo film sono ormai adolescenti, e solo loro sanno la verità. Era una trama molto filosofica, e quindi troppo intellettuale per i produttori. Volevano tornare alla formula originale.»

Haddonfield: produciamo assassini seriali dal 1978!

Alla fine Carpenter prende la fatale decisione: l’unico modo per staccarsi da Halloween e non essere più scocciato con Michael Myers è una resa definitiva. Cioè vendere le proprie azioni del franchise così che i produttori possano andare ad ammazzarsi senza più disturbarlo.
Sarà per questo che dopo tre film con i numeri romani nel titolo… si passa ai numeri arabi?

Dopo I, II, III… ecco il 4!

«Era come togliersi un enorme peso dalle spalle, potevo finalmente smettere di sentirmi in colpa per le nuove uscite della saga. Dissi ai produttori “Non mettete il mio nome nel film”, e non volevo neanche la scritta “Basato sui personaggi creati da John Carpenter e Debra Hill”. Ma tanto avrebbero messo comunque il mio nome, foss’anche solo nei crediti musicali.»

Infatti i produttori hanno il coltello dalla parte del manico: nel contratto è previsto che il tema musicale sia legato al franchise, anche se stavolta le musiche sono affidate ad Alan Howarth.
«Perché dovrei andare a vederlo?» è lo sfogo finale di John nei confronti dell’ennesimo sequel che disprezza. «Se voglio vedere Donald Pleasance lo vado a trovare quando passa per Los Angeles, e se voglio sentire la musica di Alan Howarth vado a casa sua e lui la suona per me. Perché dovrei andare al cinema?»
L’immagine con cui salutiamo Carpenter è a dir poco irresistibile: lui che va a casa di Alan Howarth e, fissandolo negli occhi, gli dice con tremor di baffi «Forza… fammi sentire come fai la mia Halloween

La profezia di Carpenter si avvera…

«Ok, facciamola di nuovo.»
A gridare nella storica Ellis Mansion di Salt Lake City (Utah) è il regista Dwight H. Little, quasi esordiente, pronto a dirigere Robert Englund ne Il fantasma dell’Opera (1989) e ignaro che avrà una parentesi marziale, dirigendo Steven Seagal in Programmato per uccidere (1990) e il compianto Brandon Lee in Drago d’acciaio (1992). Con la fine dei Novanta, e un Free Willy di troppo, Little capisce che il cinema non fa per lui e va a rintanarsi nel mondo televisivo.
Circondato dalla troupe e dal cast, quel giorno ad Ellis Manson il regista non sa di essere “spiato” da Marc Shapiro, storico giornalista di “Fangoria” che da anni cura tutte le saghe horror più sanguinolente. È lui a dirci che il film è stato girato in 34 giorni a Salt Lake City con un budget di 3,5 milioni di dollaroni. Che per magia oggi su IMDb sono diventati 5…

Dopo una notte di riprese intense tutti dormono fino a tardi, la mattina, quindi Shapiro deve attendere le 11.30 perché il produttore Paul Freeman gli apra la porta del suo ufficio. L’assonnato produttore risponde subito alla prima domanda: «No, questo non sarà un film dove si conteranno cadaveri [body count movie]». Poi indica la parete dove sono appese le foto del cast. «Solo una mezza dozzina di loro moriranno. Oh, ne dimenticavo due. Ah, e ci sono anche quelle due comparse…» Ma allora sarà un film dove si contano i cadaveri. No, anzi Freeman ci rivela le parole d’ordine imposte dalla casa: «Fatelo economico, fatelo in fretta e senza troppo sangue.» Alla faccia dello slasher!
Il produttore continua, mentre prende il suo primo caffè:

«I primi due Halloween sono stati un successo, ma dopo il terzo tutti hanno iniziato a dire “Dov’è Michael?”. C’è voluto un po’, ma finalmente Moustapha Akkad [ricco produttore esecutivo di tutta la saga] mi ha contattato lo scorso gennaio, iniziando a parlare di soggetti. Il resto è venuto da sé, abbastanza in fretta.»

Shapiro va poi a parlare con lo stuntman George Wilbur, più che prolifico interprete “mascherato” che ha iniziato la sua carriera con film come Il pianeta delle scimmie (1968). Sebbene non abbia mai amato l’horror, George è contento perché ha scoperto che i maniaci muti e mascherati “spaccano”: quando ha detto per telefono alla figlia adolescente che avrebbe interpretato Michael Myers, per la prima volta la ragazza ha provato interesse per il lavoro del padre.

Here’s Micky! (semi-cit.)

Scopriamo che Donald Pleasance per abitudine non rilascia interviste, mai, ma forse Shapiro ha santi in Paradiso perché gli viene detto che l’attore si trova a Las Vegas per un giorno di libertà e potrebbe acconsentire ad un’intervista. Il giornalista lo raggiunge e si chiede se l’attore abbia vinto al blackjack, trovandolo ben disposto ad essere intervistato.
La prima domanda è ovvia: perché ha accettato di tornare per la terza volta nella saga?

«Mi è stato chiesto, ero libero, la paga era buona e sarebbe stato difficile fare questo film senza di me.»

Secco, onesto, preciso: applausi per Don! L’attore dice di essersi trovato bene durante le riprese e di auspicare un ritorno anche in futuro del suo personaggio: tranquillo, Don, rimani nelle vicinanze…

L’irrefrenabile entusiasmo di Don per il suo ritorno

Scatta poi l’operazione memoria.

«Durante le riprese dell’ultima sequenza del film originale, Carpenter mi disse: “prendi la pistola, vai alla finestra e guarda fuori”. Io risposi: “Ma John, non c’è nessuno là”. John mi guardò storto e disse: “Ci credi in Halloween II?”»

Oh, John: io sono ancora qui che aspetto, eh?

Shapiro passa poi ad intervistare il makeup artist Kenneth Horn, il quale rivela una lavorazione abbastanza spartana: la sua principale occupazione è girare il set in cerca di materiali da poter utilizzare per i trucchi. E i suoi aiutanti? Quali aiutanti? Qui siamo a Pezzentilandia e Horn fa tutto da solo.

«Non avevamo tempo per andare in laboratorio e creare una maschera di Myers, ma per fortuna la compagnia ne aveva ancora una dal set di Halloween II. Ho fatto alcuni aggiustamenti per farla calzare sul nuovo attore che interpreta Michael. I produttori però volevano che la maschera non fosse color carne bensì bianca. Be’, non avevamo la pittura per quel materiale, ma per fortuna abbiamo trovato della vernice liquida, anche se dovevo fare dei ritocchi ogni giorno.»

Diciamo che la produzione non è che credeva così tanto nel film da spenderci due soldi…

Mmmm quale maschera usiamo per questo film?

Più difficile per Shapiro intervistare il regista: Little dice di non amare le interviste, perché «il processo di trattare con i media si basa sulla disonestà, ed è fatto principalmente di bugie.» Come dargli torto?
Pare che il regista in passato sia stato “frainteso” dalla stampa, e visto che è regista da meno di due anni forse la cosa dipende più dalla sua inesperienza che da altro.

«Quello che sto cercando di fare è catturare lo spirito del film originale e provare nuove strade: vogliamo solcare la linea fra l’horror e il mystery, quindi Halloween 4 non sarà un film “ascia-in-testa”.»

Vai, Little, hai imparato subito a mentire alla stampa!
Il regista poi specifica che la sfida è stata presentare ai giovani dei personaggi di una saga vecchia. Ah, bastano dieci anni a fare “vecchio”?

«Nella maggior parte degli slasher i personaggi fanno le cose sbagliate nel momento sbagliato e per le ragioni sbagliate. Salgono le scale o vanno in cantina quando la logica dice che non dovrebbero farlo. Ora, però, il pubblico sa che è solo un trucchetto per presentare un omicidio, e che quegli stupidi ragazzi hanno scritto “vittima” sulle magliette: questo distrugge ogni suspence.»

Applausi per Dwight: nel 1988 hai capito quello che nel 2018 è ancora ignoto alla maggior parte del pubblico! E quindi ora ci stupirai dicendo che nel tuo film hai bandito tutte queste stupide tecniche da filmetto horror di bassa lega…

«Ciò che abbiamo fatto in Halloween 4 è invertire quella modalità, facendo fare ad ogni personaggio la cosa giusta nel momento giusto e per le giuste ragioni. Quando la gente non sale le scale o non va in cantina eppure inizia lo stesso ad essere uccisa… allora sì che nasce la paura.»

L’unica paura è che Little abbia davvero detto queste cose, quando in realtà farà l’esatto opposto.

Un altro parolaio in città

Quello che il 17 agosto 1992, con quattro anni di ritardo, arriva sul tavolo della commissione di censura italiana presieduta dal ministro socialista Margherita Boniver è un film per bambini, e come tale viene vistato il 21 agosto successivo: nessun divieto, che mette più paura Miss Marple.
Angelo Stella per la Artimm porta il film nelle nostre sale il 4 settembre successivo con il titolo Halloween 4… il ritorno di Michael Myers, denotando totale disinteresse italiano per la saga: finita l’epoca De Laurentiis, se la scorda una distribuzione coi fiocchi. Già nel marzo 1993 esce in VHS (nei giornali viene annunciato come ViviVideo, ma in realtà è targato Minerva) e da quel momento… fine dei giochi.
Non esiste altra notizia di distribuzione italiana del film: sicuramente sarà passato in TV, ma di ristampe in DVD non ve n’è traccia.

Come Shapiro stesso aveva anticipato nel settembre 1988, su “Fangoria” n. 77, il film si basa su soggetto di Alan McElroy ed ignora bellamente il terzo film: la storia è ambientata dieci anni dopo il secondo film, con Michael che nel frattempo è rimasto in coma all’interno di un manicomio criminale. Appena sveglio – non si sa perché o per come – va di corsa ad Haddonfield da Jamie (Danielle Harris), figlia della sorella Laurie ormai defunta. O meglio, defunta quando la trama è stata raccontata a Shapiro: nel film finito non mi sembra si dica chiaramente il destino della donna, a parte mostrarla in foto.
A difendere Jamie c’è la sorellastra Rachel (Ellie Cornell), che il doppiaggio italiano chiama stranamente ràkel invece di rècel: la ragazza da giovane era “babysittata” dalla compianta Laurie quindi sente un legame più stretto con la figlia Jamie.

Laurie, che fine hai fatto?

Intanto il dottor Sam Loomis (Pleasance) tanto per fare una cosa nuova continua a mettere tutti in guardia da Michael senza che nessuno gli creda: che bella novità…
Sfregiato malamente (grazie ad un trucco economico che già all’epoca venne spernacchiato da alcuni critici, che parlarono di “uova in faccia a Donald”), il personaggio fa quello che faceva nel film del 1978: se ne va per cacchi suoi a indagare in attesa di riapparire nel finale, a prendere l’assegno.

Una presenza altamente evitabile

Il film rispecchia perfettamente le direttive citate dalla casa di produzione Trancas International Films, nuovo nome che la Compass International Pictures – padrona del francise di Halloween – sfoggia dopo aver chiuso nel 1981: è un film fatto in fretta, fatto con due spicci e totalmente privo di sangue e violenza. Quindi è un film inutile tre volte tanto.
Mentre il regista e i produttori si riempiono la bocca con termini come mystery e suspence e altre stupide parole che vengono utilizzate di solito come sinonimo di “non avevamo soldi per fare di meglio”, la realtà è che Halloween 4 è uno slasher movie senza slasher e uno splatter movie senza splatter. Quindi la mia stima per la saga riesce addirittura a scendere ancora di più!

Bambini, fra tre mesi sposo Lorenzo Lamas: vi mette paura?

La trama verte su Rachel che trascina in giro la sua demente sorellastra, avida di situazioni pericolose e assalita da immagini oniriche, mentre il ragazzo che le piace se la spassa bellamente con la ben più succulenta Kelly (Kathleen Kinmont, a cui mancano tre mesi per diventare moglie di Lorenzo Lamas!)

Un po’ di pubblicità in vista del matrimonio con Lorenzo

Poi c’è Michael Myers che sta lì solo a far godere i fan, che non vogliono nulla da lui se non la mera presenza in video: non importa se non fa una mazza di niente, non importa se incarna l’esatto opposto di ciò di cui ancora oggi si va raccontando – ma quale incarnazione del Male? Uccide solo chi gli impedisce di raggiungere i suoi scopi – non importa se è la parodia di se stesso e addirittura riesce a far sembrare più verosimile addirittura Jason, l’importante è che sia inquadrato. Solo questo vogliono i fan, e questo giustamente le case danno loro.

Ti ammazzo la testa! (cit.)

Com’era il discorso del regista Little? Stare lontano dai luoghi comuni e far comportare i personaggi in modi logici? Tipo una bambina che gira di notte per tutte le stanze di casa al buio finché finalmente non trova l’assassino? Probabilmente è un altro caso di regista a propria insaputa, che non ha visto neanche i giornalieri del proprio film: qui tutti si comportano esattamente come tutti i personaggi si comportano sempre negli horror, e muoiono esattamente come tutti. Solo che senza sangue, senza soldi e in fretta, seguendo le direttive dall’alto.
Così un Michael pupazzone davvero imbarazzante fa la bua alle sue vittime, a cui non può fare troppo male, e aspetta che muoiano di vecchiaia: in un paio di casi le spinge direttamente al suicidio per sbrigarsi. Davvero un’icona dell’horror!

«Balliamo? È tanto tempo che non lo facciamo» (cit.)

Come nel 1988, a dieci anni dall’inizio della saga, potesse esistere qualcuno davvero appassionato di Halloween è per me inspiegabile: come nel 2018, a quarant’anni, ancora si possa stimare la saga del nulla col vuoto intorno esula dalla mia capacità anche solo immaginativa.
Michael continuerà ad essere un fraticello di campagna nella saga, per non scontentare i censori e le case produttrici dalle basse pretese? Lo scopriremo nelle prossime settimane.

L.

P.S.
E ora, fate un salto anche allo Speciale Halloween del blog “Non c’è paragone“, senza dimenticare lo Speciale Halloween de “La Bara Volante“.


Bibliografia

  • Marc Shapiro, Halloween IV, da “Fangoria” n. 77 (settembre 1988)
  • Marc Shapiro, Halloween 4… The Return of Michael Myers, da
    “Fangoria” n. 79 (novembre 1988)
  • Marc Shapiro, Halloween 4: To Eviscerate or Not to Eviscerate?, da “Gorezone” n. 5 (gennaio 1989)
  • Steve Swires, The Curse of “Halloween”, da “Fangoria” n. 78 (ottobre 1988)

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48 risposte a Halloween 4 (1988) Il ritorno di Michael Myers

  1. Cassidy ha detto:

    Anche secondo me il passaggio dai numeri romani a quelli arabi è sintomatico del cambio al vertice, un po’ come accaduto per i seguiti di “Il giustiziere della notte”. Comunque l’immagina del campanello che suona a casa di Alan Howarth è geniale, me la sghignazzavo come Muttley leggendoti 😉 Il film è davvero una cosetta, siamo davvero in zona “Meno peggio”, Kathleen Kinmont bene in ogni caso. Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Tre cose non giustifico:

    1) definire slasher una roba che non è slasher
    2) promettere sfumature da giallo che poi non ci saranno (e vorrei vedere, il giallo è un genere difficilissimo da scrivere) o, peggio, promettere profondità che non sei in grado di dare
    3) i fan che ci cascano sempre

    Dai, non sono cose XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sottoscrivo tutti e tre i punti. Ma evidentemente siamo voci fuori dal coro, perché continuano a fare slasher che non sono slasher, continuano a chiamare “mystery” o “suspence” roba che non ci assomiglia nemmeno, e i fan ogni singola volta pensano che andrà meglio, quando è chiaro che può solo andare peggio.
      La chiamano la Maledizione di Michael Myers… 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        La chiamerei “combo di pigrizia e avidità” da parte di chi fa i film, e dabbenaggine da parte dei fan. Nell’ultimo caso, a una certa, con X cose accadute in passato, dovresti capirlo -_-

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        I produttori lo sanno che gli spettatori non capiscono mai, quindi perché sforzarsi o investire soldi in prodotti migliori? Basta che ci sia Michael Myers e il film è venduto, non importa né trama né regia né altro. Gli spettatori vogliono solo un pupazzone che si muove per lo schermo, e quello i produttori danno loro: massimo risultato, tutti contenti.
        Se però nasci con la maledizione di non provare piacere a farti prendere in giro, ecco che queste saghe sono davvero terrificanti… ma non nel senso buono 😛

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  3. Il Moro ha detto:

    «Fatelo economico, fatelo in fretta e senza troppo sangue.»
    Cioè, ma come si fa a lavorare con queste premesse? 😀

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Quoto Il Moro qua sopra. La frase “Fatelo economico, fatelo in fretta e senza troppo sangue!” è il chiodo sulla bara alla pellicola. Poi che il film sia stato visto ugualmente è un altro paio di maniche ma che i produttori partano già col braccino corto è sinonimo che il film avrà il fiato cortissimo.

    P.S.: Lucius, mi è cascato l’occhio sulla copertina di Fangoria dove c’è il Freddy di “Nightmare 4”. L’avrai pubblicata mille altre volte ma a questo giro ho visto che c’è Elvira! Non ne hai mai parlato?

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Sono rimasto tra i pochi a difendere la saga, sono un fan inconcepibile 🙂 🙂
    Però ammetto che questo seguito, obbedendo anche a diktat autolesionisti, è scialbo e “vuoto di molto” a dir poco…Ma sui primi due e sulla figura di Myers ahimè…resto fervente sostenitore! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se però parli di “saga” immagino che fra i dieci film ce ne sarà qualcun altro che consideri buono, oltre ai primi due. Altrimenti è semplicemente un dittico di film che ti piace da cui poi sono stati tirati fuori dei sequel non all’altezza dell’originale (come molto spesso accade).
      Invece ancora oggi, in America, l’intera saga è considerata come corpus, probabilmente perché nessuno ricorda la bruttezza dei vari sequel e per estensione si considera “saga” il primo film… Tipo quelli che dicono di adorare alla follia la saga di Alien ma di aver visto solo i primi due 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ok, mi piace il dittico e Myers in ogni sua evoluzione! 🙂 🙂 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah hai confessato pubblicamente 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E, infatti, non mi capacito altrimenti di come riescano da quelle parti a considerare ancora come corpus una saga il cui terzo capitolo NON appartiene alla saga, il settimo e l’ottavo se ne sbattono completamente del quarto, del quinto e di un ancor peggiore sesto che si impegna di suo a sputtanare ulteriormente i due precedenti (a confronto quasi diventa un campione di coerenza e continuity pure il nostro Jason), per non parlare dell’arrivo di Rob Zombie con il suo nuovo “Michael Myers di nome ma non di fatto” a fottersene tranquillamente di tutto (TUTTO) il resto… riguardo a questo Halloween 4, poi, se non ne avessi scritto probabilmente nemmeno me ne sarei ricordato, a parte qualcosina qua e là (soprattutto il finale).
        Come sempre backstage e aneddoti assai gustosi nonché, a proposito di Carpenter e Pleasence in particolare, facilmente immaginabili 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quanto devono distanziarsi l’un l’altro gli episodi di una saga perché non si possa più chiamare saga? Forse sbagliamo ad usare questo termine, che prevede una trama unica che si sviluppa su più film, e dovremmo cominciare ad utilizzare il termine che usano gli americani, franchise: è il nome protetto da copyright che conta, non le trame né tanto meno lo spirito delle storie.
        In fondo è come Amityville: ogni episodio va per cacchi suoi, quel che conta è il nome della casa in locandina, anche se poi nel film non c’è nessuna casa!
        Comunque mi è sempre più chiaro come siano i fan a costruire miti sul nulla più assoluto.

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  6. Alfonso Maiorino ha detto:

    Una recensione grandiosa per un film che nemmeno la meriterebbe, un film completamente inutile, servito solo a lanciare Danielle Harris – che trovo bravissima sia qui che nel capitolo successivo – e a far capire che Donald Pleasence stava per scoppiare. Poi il Michael Myers interpretato da George P. Wilbur è il peggiore di tutti, impacciatissimo, lentissimo: Myers sin dal primo film ha fatto movimenti macchinosi, quasi sembrasse un automa, ma in questo film sembra proprio in imbarazzo, quasi non sapesse come muoversi.

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  7. Cerchidifumo ha detto:

    ho giardato solo il primo. gli altri li ho schivati perché non li reputo interessanti, però son curiosa di questo ritorno 😀 spero non mi deluda.

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  8. Pingback: Halloween 5 (1989) La vendetta di Michael Myers | Il Zinefilo

  9. Pingback: Halloween 6 (1995) La maledizione di Michael Myers | Il Zinefilo

  10. Pingback: Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers (1988) | IPMP – Italian Pulp Movie Posters

  11. fabio ha detto:

    Ciao, molto interessante questo articolo che hai scritto su halloween 4, mi ci sono imbattuto per caso in quanto cercavo info su una curiosità relativa al film dal momento che ho visionato da e-bay il retro cover del cofanetto di prossima uscita e sui dati proprio di halloween 4 dice “film per tutti” come effettivamente riporti anche tu in questo articolo, ma io che anni fa avevo il vhs di questo film ricordo che vi era scritto vm 14? Mi incuriosiva questa cosa più che altro perchè se dovessi comprare il cofanetto mi seccherebbe trovarmi davanti una qualche edizione cut del film, ma dato che pure tu in questo articolo molto completo e interessante hai specificato che da noi uscì senza divieto alcuno sapresti darmi qualche delucidazione a riguardo? Grazie mille.

    PS: so che mi attirerò le ire di molti, ma a me la saga di Michael piace tutta (eccezione fatta per il 3 che appunto non ha michael e che trovo brutto a prescindere dall’assenza del mitico boogeyman) ma gli altri chi più chi meno mi piacciono tutti, alcuni da impazzire, altri come questo n.4 un pò meno.

    Scusa il post molto lungo 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ciao e ben trovato ^_^
      Per carità, il cinema è bello perché ha spazio per tutti i gusti: io mi sono divertito a punzecchiare questi film, perché onestamente in molti non mi sono piaciuti per niente, ma amo altri film che invece sono universalmente disprezzati, quindi alla fine è difficile avere perfetta unità di vedute 😉

      Mi è già capitato altrove che con il passar del tempo alcuni film usciti con un divieto poi lo abbiano perso al momento di arrivare in home video (per esempio è successo ad alcuni titoli con Chuck Norris): non è però specificato alcun taglio, forse semplicemente è cambiato il gusto dei censori e certe cose vengono fatte passare.
      Su questo cofanetto che citi prova a guardare se è specificato che sono tutte edizioni integrali, o magari dài un’occhiata alla durata dei film e confrontala con quella riportata ad IMDb, per capire se all’incirca è la stessa.
      Adoro i cofanetti quindi ti auguro di gustarti questo regalo che immagino ti farai a Natale: torna a raccontarci che te ne pare di quell’edizione 😉

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      • fabio ha detto:

        Grazie mille per la risposta tempestiva, in effetti è strana come cosa perchè guardando bene il retro della custodia porta come data del nulla osta proprio l’estate del 1992, quindi come tu stesso hai detto nell’articolo pare proprio che da noi sia uscito in sala senza divieto, io all’epoca ero piccolino nel 92 avevo 10 anni, ricordo i trailer cinematografici del film ma non ricordo i poster in giro quindi non saprei, forse allora fu un errore nella vhs ai suoi tempi, va a capire…..

        PS che mi dici dei due Halloween di Rob Zombie? Io quelli li ho adorati, sarà che sono un super fan di Rob (sia come regista che musicista) ma davvero con quelli secondo me ha fatto centro, folli, sporchi, deliranti, violentissimi e soprattutto molto diversi e coraggiosi, ecco perchè hanno fatto storcere il naso ad alcuni puristi. Ma a me sono piaciuto da impazzire, lo stesso vale per il nuovo sequel del 2018 per mano di un sorprendente David Gordon Green, mai mi sarei aspettato da un regista specializzato in drammi e commedie che mi facesse un horror così cazzuto, gia sbavo per i due sequel in lavorazione a patto però che siano gli ultimi, perchè si pur amando queste saghe sono dell’idea che ad una certa si debba chiudere 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dopo i fantastiliardi incassati da Blum l’anno scorso, dubito fortemente che la saga finirà: è andata avanti 40 anni fallendo sempre al botteghino, ora che guadagna mi sa che durerà altri 40 come minimo 😀

        Non sono un purista, infatti con questa saga ci sono andato giù pesante, e Rob Zombie l’ho apprezzato solo nei film della serie “La casa dei 1000 corpi”. Onestamente i suoi due Halloween non mi hanno convinto, anche perché sono molto più “morigerati” rispetto al suo stile: se fossero stati prodotti molto più esagerati forse mi sarebbero piaciuti, ma così onestamente no.
        Ben vengano nuove interpretazioni del mito, ma limitarsi a riraccontare le stesse cose semplicemente con uno stile che strizza l’occhio ad altri prodotti non mi è piaciuto.

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  12. fabio ha detto:

    Beh oddio con Halloween 2 Rob ha fatto una cosa molto particolare all’interno della saga, mai vista prima, in alcuni momenti pareva quasi Lynchano come film, e appunto con uno stile esagerato appunto, poi il Michael versione hobo era troppo figo. Fighi comunque anche i film dei Firefly sono davvero curioso per 3 from hell, speriamo che arrivi da noi almeno home video.

    Sugli incassi della saga però oltre ovviamente al primo mitico episodio e a quello di Green andò piuttosto bene H20 e appunto Halloween The Beginning di Rob, che è il terzo maggior incasso dopo quello di Carpenter e di Green 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come dicevo, i gusti sono gusti. Trovo mortalmente devastante ogni episodio di Halloween, e non riesco a gustare appieno le differenze apportate da Rob: le vedo, ma non mi sembrano apprezzabili.
      Però appunto è il bello del cinema, ce n’è per tutti i gusti 😉

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      • Fabio ha detto:

        Ah ok è la saga e il personaggio che non ti piacciono 😉. Allora immagino che odierai pure Jason, altro bestione che a me invece fa impazzire 😁

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Odiare prevede una certa animosità, invece gran parte dei suoi film mi fanno spernacchiare 😛
        Sono saghe iniziate con una certa “filosofia” che poi è stata subito neutralizzata per renderne prodotti di largo consumo e quel che peggio “per i giovani”, snaturalizzandone totalmente gli intenti. Ecco perché preferisco i primi film delle varie saghe piuttosto che i seguiti che ne tradiscono lo spirito 😉

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