Terrordactyl (2016) L’ignoranza al potere

Torna la MarVista su Cielo, nel consueto appuntamento del “Mercoledì Filmacci” il cui nome ufficiale in realtà è Monster Night, che però non rende: che siano mostri o meno, il mercoledì di Cielo è sempre dedicato ai filmacci fetenti… come in fondo ogni altro giorno del canale.

Sembra un ciclo di film da tenere d’occhio…

Dopo meteore (2010), super eruzioni (2011), disastri aerei (2013), tornado di sassi (2013), terremotoni (2014), squali nella neve (2014) e prima della glaciazione (2017), cosa ci regalerà la MarVista Entertainment? Mancava proprio la preistoria moderna…

Un logo che promette il peggio del peggio

Uscito in patria il 16 giugno 2016, mercoledì scorso 19 settembre 2018 Cielo presenta Terrordactyl, film semi-serio del tecnico degli effetti speciali Don Bitters III che ogni tanto gioca a fare il regista.

Un titolo che è tutto un programma

Come è facile intuire dal titolo, degli pterodattili arrivano sulla Terra. Per favore, niente domande.

Non mi sembra molto minaccioso…

Due beoti californiani che si sono dati alla rutilante professione di “cacciatori di meteoriti” (perché a quanto pare c’è gente disposta a pagarli molto bene) non sanno di aver appena preso un uovo di pterodattilo, scambiandolo appunto per meteorite. Inizia l’inseguimento, al fianco dell’immancabile quota rosa.

I grandi interpreti del film

Ora, io voglio sperare ardentemente che il cinema non rappresenti minimamente la popolazione americana, o anche solo quella californiana, perché il grado di nefanda e fetente ignoranza grassa e setolosa che traspare dai film di genere mette davvero tristezza mista a timore.
I due protagonisti ci vengono addirittura presentati come laureati di fresco, quindi teoricamente di un livello scolastico superiore all’ameba da stagno: come mai allora ne hanno lo stesso bagaglio culturale, e forse qualcosa di meno?

Pterodattili a Los Angeles? Ma andiamo…

Va bene, uno dei protagonisti è laureato in economia quindi è plausibile non abbia mai studiato a livello universitario i dinosauri, ma a meno che non sia stato ibernato negli ultimi quarant’anni risulta davvero strano non abbia mai sentito parlare degli pterodattili, tanto da capire male il nome e coniare il neologismo terrordactyl. E va be’, è solo uno scemo… no, gli altri personaggi nel film dicono «Pterodattilo? Ma è un nome scientifico?»
Seguono nozioni scientifiche che potete trovare sul retro delle patatine, eppure è tutta roba ignota ai personaggi, la cui unica attività è copulare ed ubriacarsi: stando alla produzione cine-televisiva statunitense, è l’occupazione principale di qualunque essere vivente americano. Ma cosa fanno quando non copulano e quando non bevono? Fanno la guerra: che altro c’è da fare?

Classico skyline di Los Angeles

A fare da contraltare alla profonda ignoranza dei personaggi, ci sono le armi. Una persona normale non è detto sappia smontare e rimontare una pistola, né gestire un fucile a pompa come fosse un cellulare: i personaggi di questa storia sono TUTTI provetti tiratori e conoscono alla perfezione le armi. Va be’, si sa, nei film so’ tutti draghi a sparare. Non è questo il problema.
Porcate come questo film rappresentano la cultura popolare, perché parlano all’ultimo degli spettatori, al più buzzurro dei contadini del profondo rurale, e tranquillizzano tutti: se non sapete cosa sia uno pterodattilo, è normale. Ma dovete saper sparare.
La bandiera americana finale, in una scena mascherata da umorismo in realtà tragica, sigilla il discorso: chiunque vi sembra diverso da voi, prima gli sparate e poi gli piantate nel corpo la bandiera americana per interiorizzarlo.

IU ES EI… IU ES EI… IU ES EI…

Lo so, lo so, è una commediola non seria, un filmetto come ce ne sono tanti, ma guardate che la propaganda si fa con le commediole e le storie popolari: non si fa con i libroni di saggistica. Ogni totalitarismo, culturale o politico, raccoglie adepti con la propaganda spacciata per commediola o racconto popolare, così che anche l’ultimo degli spettatori possa capirne il messaggio.
Il cinema popolare americano professa l’ignoranza totale, deresponsabilizza il pensiero anzi lo disincentiva: non dovete leggere niente, dovete solo passare la vita a bere e a sparare. Pensate ad un qualsiasi film o telefilm abbiate visto negli ultimi vent’anni: c’è almeno una scena dove bevono alcol. Le sigarette sono vietate e ridotte all’osso, ma l’alcol scorre a fiumi ovunque.

Insomma, invece di divertirmi coi mostroni stupidoni e i protagonisti decerebrati, questo film mi ha messo addosso tanto raccapriccio. Un ignorante ubriaco con una pistola in mano è l’uomo ideale per il canone americano, e questo mi mette decisamente più paura di qualsiasi mostro…

L.

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30 risposte a Terrordactyl (2016) L’ignoranza al potere

  1. Evit ha detto:

    Insomma ti sei fatto venire il magone non per quello che è il film ma per ciò che rappresenta. Chissà come questo genere di film vengono percepiti dal bifolco americano. Voglio essere ottimista e credere che solo a Hollywood ci sia gente imbecille che crede ancora nell’idea delle campagne piene di fornicatori di sorelle che non hanno mai sentito parlare di pterodattili. Il problema secondo me sta negli ignoranti che popolano Hollywood più che nelle campagne americane.

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  2. Austin Dove ha detto:

    Mi aspettavo il solito articolo dove smonti il filma suon di battute e invece ho trovato questo.
    Apprezzato, in effetti fa pensare come cosa

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  3. Anonimo ha detto:

    Me lo sono visto quando è passato su Cielo, l’impressione che mi sono fatto è che se avessero usato un tizio con addosso il costume di Prezzemolo, la mascotte di Gardaland, sarebbe risultato molto più minaccioso. Un film (a voler fargli un complimento) che si espone a questo tipo di riflessioni, la totale mancanza di ironia nel presentare i personaggi è preoccupante, in compenso i dialoghi fanno schifo, insomma un trionfo! 😉 Cheers

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Sono sicuro che sotto Trump tutto cambierà: durante le gite scolastiche, all’ingresso nei parchi, forniranno pistole e fucili per sparare agli animali nelle riserve non più protette, ma prima i bambini dovranno imparare a montare le loro armi!
    Probabilmente, a parte gli pterodattili, questo film sarà una profezia del futuro… in effetti, potrebbe essere una buona idea per un filmaccio: una casa Z è in realtà un convivio di crononauti che mette in forma di sceneggiatura esagerata i fatti del futuro!

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  5. Vincenzo ha detto:

    L’hanno scritto veramente “Sharknado meets Jurassic Park” sulla copertina?? :-O

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Altra teoria interessante. Per noi è un film da spernacchiare senza pietà ma ciò non esclude che qualcuno si esalti come un pazzo per la bandiera americana infilzata nel cuore di un mostrone alieno/preistorico. E domani vada a cambiare il fucile da caccia con uno da assalto perché “non si sa mai”.
    In fondo chi è cresciuto guardando i film del Rat Pack fuma come un turco e beve allegramente whisky liscio a qualsiasi ora del giorno. Un po’ come faceva Sinatra appena entrava in una stanza…

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Quindi…a Trump piace questo film? 🙂 🙂
    Al di là del lato (tragi)comico torno a quello tragico(mico): davvero interessante la tua analisi socio-politica, un’analisi che condivido pienamente e con preoccupazione somma. Ahinoi.

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  8. nik96 ha detto:

    ti confesso che questa è stata la seconda volta che l’ho visto la prima volta era in prima TV

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  9. Giuseppe ha detto:

    E un ulteriore rischio consiste nel fatto che, proprio per la loro superficiale forma di commediole non serie al limite (e oltre) della grezza caricatura, potrebbero persino essere percepite per l’esatto contrario di quello che sono: sembrare cioè delle “opere” studiatamente sciocche, grette e buffonescamente patriottiche allo scopo di ridicolizzare l’attuale sogno americano, quando invece non fanno altro che sostenerlo “alleggerendone” le pesantissime conseguenze/responsabilità sotto una patina rozzamente comica (e, ovviamente, MAI arguta né ironica)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vero, e in questi tempi di grandi fraintendimenti, dove la critica diventa pubblicità a favore, dove si creano miti dal semplice gesto di prenderli in giro, prodotti “innocui” e insospettati come questo sono il veicolo di propaganda perfetto.
      Mentre in Italia si discute se si possa sparare alle spalle per legittima difesa, in America ci si chiede se si possa creare un fucile apposito per gli attacchi di pterodattili 😀

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  10. Pingback: Terminator: Sector War (2018) 2 – Fumetti Etruschi

  11. The Butcher ha detto:

    Come sempre una recensione stupenda con un messaggio finale d’impatto e molto importante. Un po’ se vogliamo è come succede con la televisione e il cinema italiano dove vengono mostrate persone che tradiscono e imbrogliano e dove le donne sono mostrate o come rompiscatole o come donne dai facili costumi. La situazione purtroppo è questa.

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  12. Pingback: [Comics] Terminator [2018-08] Sector War | Il Zinefilo

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