Halloween 5 (1989) La vendetta di Michael Myers

Dopo Hellraiser, Venerdì 13 e Nightmare era quasi obbligatorio pensare ad Halloween. Forza, mettetevi comodi che il viaggio verso Halloween 2018 con il nuovo film di Jason Blum è partito…

Il ricco produttore Moustapha Akkad stavolta vuole fare le cose in modo diverso: basta far finta che ogni Halloween sia un film unico e completo, l’abbiamo capito tutti che è una serie e alla fine di ognuno corrisponderà l’inizio di un altro, perché fare finta di niente? Così annuncia che non solo il quinto episodio continuerà la storia del quarto, ma la serialità proseguirà addirittura con il futuro Halloween 6, annunciato quando ancora deve uscire il quinto.

A raccontarci tutto è ovviamente Marc Shapiro, il cantore dell’horror, il quale sul numero 86 (settembre 1989) di “Fangoria” ci informa che Halloween 5: The Revenge of Michael Myers è stato girato in 36 giorni di nuovo a Salt Lake City, come il quarto, e si svolge un anno dopo gli eventi del precedente titolo, con in pratica lo stesso cast dei protagonisti. (Sebbene voci di corridoio affermino di aver visto il personaggio di Donald Pleasance morire sul set…)

Fa freddo a Salt Lake City, e girare esclusivamente di notte è un bel problema. Il tecnico degli effetti speciali Greg Nicotero e i suoi colleghi sono nella hall dell’albergo, al caldo, in attesa della navetta che li porti sul set. Sono lì, tutti abbardati e in gruppo a scaldarsi come i pinguini, quando una porta si apre e delle ragazze vestite in modo elegante escono da un party in corso. Guardano i disperati nella hall e chiedono loro: «Siete quelli che stanno girando Halloween?» Nicotero e gli altri sorridono e annuiscono, e la ragazza che ha parlato così chiude il discorso: «Pregheremo per voi.»

Shapiro si è presentato puntuale sul set, per raccontare la lavorazione sul numero 87 (ottobre 1989) di “Fangoria”, e a parte questo delizioso aneddoto non ha molto altro da riportare: la lavorazione si svolge tranquilla e serena, malgrado il regista e sceneggiatore svizzero Dominique Othenin-Girard (ma dove l’hanno pescato?) passi metà del tempo al telefono a riscrivere le scene con i suoi co-sceneggiatori Michael Jacobs e Shem Bitterman e l’altra metà a resistere alla voglia di picchiare Donald Pleasance, che dopo duecento film da caratterista ora si sente una star e si mette a questionare su ogni battuta che deve dire.
Peraltro per la quarta volta fa la parte di quello che mette in guardia gli altri del pericolo e nessuno gli crede: ma ancora? Ammazza che ruolo pregno, il dottor Loomis…

Ma che ne sanno, ’sti pupazzoni, di duecento film in carriera?

Malgrado il budget sia sempre una barzelletta, stavolta l’atmosfera è delle grandi occasioni. Nicotero racconta che il produttore Akkad ha voluto che ricreasse la maschera originale di Myers per tornare allo stile del primo film: ma come, nel terzo avevano detto che volevano cambiare la maschera, che doveva essere di colore bianco invece che di carne… e ora si ritorna indietro? Ma che serialità è?
Comunque Nicotero ha costruito ex novo la maschera, non l’ha raccolta per strada come nel quarto film, quindi pare ci siano più soldi. Ma le idee sono sempre confuse: pare che Akkad volesse poco sangue – probabilmente per vendere meglio ai ragazzini – mentre il regista svizzero ne voleva tantissimo, quindi si è scelto una via di mezzo. Cioè la solita paraculata.

Intanto Shapiro raggiunge Donald Pleasance nel suo ufficio: cioè il bar dell’hotel, dove ogni giorno aspetta la convocazione sul set.

«Michael è passato dal metro e 80 del primo film al metro e 70 del secondo, poi un metro e 90 nell’ultimo: non so quanto sarà grande stavolta, ma ci stanno lavorando così da farmi fuori, finalmente. Mi mancherà il dottor Loomis, sono stato questo personaggio per molto tempo ed è l’unico ricorrente che io abbia mai interpretato. Mi dispiacerà doverlo lasciare.»

Pleasance si dimostra contento di essere stato chiamato e non sembra essergli dispiaciuto aver ricevuto il copione solo due settimane prima delle riprese, cosa che di solito non fa piacere agli attori. In fondo non è che serva molto per creare il personaggio…

«Loomis sente che avrebbe dovuto fermare Michael tanto tempo fa, e quindi vive portandosi dietro questo senso di colpa, che l’ha trasformato in pratica in un paranoide, in un uomo pauroso che gira avvertendo tutti dell’arrivo dell’Uomo Nero. Naturalmente nessuno gli crede finché l’Uomo Nero non arriva sul serio.»

Risponde il dottor Loomis che avverte: occhio all’Uomo Nero!

Conferma che ci sono stati problemi sul set, anzi ammette chiaramente di essere in totale disaccordo con ogni scelta del regista, che «non si rende conto di star girando il quinto film di una serie». Inoltre è dispiaciuto per la piega presa dalla storia.

«Credevo che avrebbero proseguito con il discorso della bambina cattiva, e ci sono rimasto male nello scoprire che lei non ha ucciso la madre alla fine del precedente film. Mi sarebbe piaciuto vederla diventare totalmente cattiva e prendere il posto di Michael.»

Sarebbe piaciuto a tutti, Donald, ma i fan vogliono solo Michael e sono loro che pagano il biglietto.
Shapiro prosegue insinuandosi nella roulotte del regista svizzero, beccandolo nell’unico momento libero in cui riesce a dare nervosi morsi al panino che ha per cena, e si fa raccontare la sua storia. Scopriamo che negli anni precedenti ha avuto diversi contatti con Debra Hill, la quale ha sempre apprezzato il suo lavoro registico in Europa, ed è proprio la donna a sponsorizzarlo con il produttore Akkad alla ricerca di un regista per questo film.

«Ho parecchi problemi seri, qui: è un film troppo orientato all’azione. L’atmosfera della storia viene creata solo nelle prime 30 pagine del copione, e ci sono troppi personaggi superficiali. Ho molto rispetto per la formula stabilita dal primo Halloween, quindi penso che si debba scegliere bene i personaggi e farli conoscere in dettaglio.»

Povero svizzero, che ancora non ha capito dov’è finito. Il franchise mordi e fuggi non vuole neanche i nomi per i personaggi, serve solo gente che si muova sullo schermo a fare da “band di supporto” alla star assassina.

«La gente mi attacca perché la prima parte del film è troppo lenta, e io rispondo che non è lenta: è così che si crea la suspence.»

Perché tutti i registi dei film slasher / splatter sognano la suspence? Mai uno che abbia detto “Oh, a me me piace vede’ le budella per terra!”

Ridendo e scherzando, siamo a metà del viaggio…

Per far capire quanto in Italia il mito di Michael Myers abbia già abbondantemente sfondato gli zebedei, basti dire che… questo film è inedito! Voi direte: ma se gira in Rete con l’audio italiano, come fa ad essere inedito? Siamo d’accordo, è palesemente un doppiaggio fetente di sicuro posteriore agli anni Novanta, è un tipico prodotto escrementizio del miglior doppiaggio del mondo fatto in epoche recentissime, ma in quale occasione? Magari in qualche passaggio televisivo del dopo Duemila, perché all’epoca questo film è stato snobbato dall’Italia.
In fondo la fine di De Laurentiis ha provocato quattro anni di ritardo nella saga, Halloween 4 (1988) è uscito nel 1992 – rubando la locandina al quinto film! – e ora che i distratti distributori italiani si sono messi a vedere se fosse uscito un altro titolo… intanto era uscito il sesto. Va be’, saltiamo il quinto che tanto non se ne accorge nessuno.

Non risulta alcun visto censura italiana per il film, non risulta alcuna distribuzione in VHS o DVD, addirittura non esiste la scheda di FilmTV.it, non è noto alcun passaggio televisivo almeno fino ai primi anni del Duemila: semplicemente Halloween 5. La vendetta di Michael Myers non esiste in Italia. Da dove arrivi la copia italiana che gira in Rete, ripeto, è un mistero. Se qualcuno ha notizie certe in proposito, mi faccia sapere.
Io non ho mai seguito questa saga, ma mi domando: gli spettatori italiani che nel 1992 hanno visto pubblicizzata l’uscita del quarto episodio, e nel 1996 l’uscita del sesto… si saranno domandati che fine abbia fatto il quinto?

Ho Michael Myers nelle mani!

Vi ricordate la fine del quarto film? Con la nipotina di Michael Myers che sembra avere il “sangue assassino” di suo zio e, con il vestitino che aveva il piccolo Myers negli anni Settanta, ammazza la madre a coltellate? La scena era addirittura nella locandina italiana, che in pratica spoilerava il finale, oltre che rubare l’immagine del quinto film.
Ricordate? Be’, è stato tutto uno scherzone: non è vero niente. Ora Jamie è traumatizzata e vive in una specie di centro di recupero per bambini traumatizzati dalle brutte sceneggiature negli horror, ma in realtà è tutto talmente cialtronesco e confuso che nulla ha importanza.

Che maschera scelgo stasera?

Vi ricordate che dopo averlo crivellato di un miliardo di colpi, hanno buttato Myers in un pozzo e poi hanno nuclearizzato la zona? Be’, lui è ovviamente sfuggito e per l’anno successivo si è rintanato nella casa di un vecchio: una “frankensteinata” di bassa lega.
Dopo un anno esatto torna in attività, più sano di prima, pronto a versare svariati millilitri di sangue, non di più. Siamo al cospetto del più casto e morigerato slasher movie che il cinema ricordi: addirittura Marcellino pane e vino (1955) è molto più violento.

Vedete quell’ombra rossa? È tutto il sangue del film

Jamie è la solita demente mentecatta dei film horror. Le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce, la riprendono e le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce, la riprendono e le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce, la riprendono e le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce, la riprendono e le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce, la riprendono e le dicono di stare nella sua stanza ma lei esce… Oh, 80 minuti sono lunghi da riempire.
Siamo ad Halloween e un coglione si è truccato da Michael Myers – così i fan godono per il metacinema – la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers, la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers, la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers, la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers, la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers, la ragazza urla ma il coglione si toglie la maschera e non è Myers… Oh, 80 minuti sono lunghi da riempire.
A parte questi due sketch ripetuti fino alla denuncia penale, nel film non c’è altro.

Michael, non ti sei stufato di questa immondizia?

Personaggi entrano in scena e se ne vanno senza alcun senso né criterio, Jamie prima è muta, poi parla, poi è cieca, poi è sorda ma è sempre comunque stupida. Il dottor Loomis appare ovunque manco fosse il Mago Zurlì: Jamie è in sala operatoria e Loomis appare alle spalle del dottore: ma da dove è arrivato? Jamie è a casa sua e Loomis appare dalla porta: possibile che nessuno riesca a tenerlo fuori? In fondo però è un altro Myers: più Loomis viene accoltellato e più si rialza…
Per stuzzicare i fan e farli contenti – che sono animali semplici – Michael si toglie per un attimo la maschera e ci mostra la sua parte umana, con tanto di lacrimuccia come la mozzarella fresca. Peché piange? Perché questi film sono davvero delle cagatine: sarebbe strano non piangere…

Anche i maniaci assassini piangono

Fra le lacrime finisce quest’altra immane vaccata, e capisco perché sia rimasta inedita in Italia: non è certo la spazzatura che ci manca, episodio in più o episodio in meno non cambia nulla. Tanto non esiste trama e non esistono personaggi, che cambia saltare un episodio?

Lasciamo Michael Myers a piangere sul sangue non versato, che ormai è più casto e puro di Padre Brown, e rimaniamo in attesa di scoprire quanto ancora questa saga riesca a ravanare nel letame prima che qualche fan si accorga della puzza…

L.

P.S.
E ora, fate un salto anche allo Speciale Halloween del blog “Non c’è paragone“, senza dimenticare lo Speciale Halloween de “La Bara Volante“.


Bibliografia

  • Marc Shapiro, Halloween 5, da “Fangoria” n 86 (settembre 1989)
  • Marc Shapiro, On Set with Halloween 5, da “Fangoria” n. 87 (ottobre 1989)
  • Marc Shapiro, French Connection, da “Gorezone” 11 (gennaio 1990)

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13 risposte a Halloween 5 (1989) La vendetta di Michael Myers

  1. Cassidy ha detto:

    A Salt Lake City la comunità dei mormoni rappresenta la maggior parte della popolazione, il che vuol dire ragguardevoli bionde timorate di Dio, quindi la scenetta con Nicotero deve essere stata un vero spasso. A differenza del film che invece è davvero poca roba, insopportabile la spocchia del regista, arrivato per spaccare il mondo per poi fare su una brutta copia di Frankenstein. Cheers!

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  2. Conte Gracula ha detto:

    La parte di Loomis che si rialza a ogni coltellata mi fa sperare in un futuro film alla Freddy vs Jason. Magari fatto bene, però 😛
    Che questo slasher sia uno unslasher potrebbe essere imputato alle preghiere delle ragazze angelicate in albergo?

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  3. Il Moro ha detto:

    Ma qui si va sempre a peggiorare! La cosa più interessante di questo film sono le ragazze che pregano per la produzione (preghiera che oltretutto a quanto pare non ha funzionato)!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Avevano capito tutto, le ragazze, sapevano che stavano lavorando ad una bojata e hanno cercato di salvarli. Purtroppo sono state preghiere inascoltate…
      Comunque sì, si va a peggiorare di brutto brutto brutto. Non immaginavo di doverlo dire, ma addirittura Venerdì 13 ed Hellraiser sono saghe nettamente migliori, e parliamo di roba da bruciare gli occhi per bruttezza…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Però il mistero della finta copia italiana ti ha un po’ appassionato…ammettilo! 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì sì, è la parte più intrigate del film. Nel Paese dove tutti dicono di amare questa saga, nessuno si è accorto che… ne mancava un pezzo! 😀
      Probabilmente questo film… scusa, termine sbagliato… questo… boh, non so come chiamare ‘sta roba. Diciamo, questo “titolo” è stato tradotto in occasione di qualche recente ciclo televisivo o magari esistono edizioni DVD uscite di nascosto che non hanno lasciato alcuna traccia. Ma faccio notare che non esiste visto censura, quindi almeno fino al 2000 questo film non è mai stato proiettato in Italia.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ho guardato prima su Wikipedia ed è stato trasmesso su infinity per la prima volta tipo nel 2014

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Prendiamolo per buono, ed è sorprendente come solo in tempi recenti sia stato doppiato…

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      • Giuseppe ha detto:

        Su questo credo proprio che non ci siano dubbi. Quello di cui non sono sicuro al 100%, invece, è la certezza della data riportata su wikipedia riguardo alla prima visione assoluta televisiva: anni prima del 2014, ho il ricordo di un ciclo su un canale Mediaset (facile fosse Italia 1) comprendente i capitoli dal primo al sesto, quindi è altamente probabile che il suo unico passaggio in chiaro prima di andare su Infinity sia finito nel dimenticatoio… e avendolo io visto sì, ma non in VHS/DVD né in rete né tanto meno su Infinity, l’unica alternativa possibile rimane quella singola (e, a questo punto, mai replicata) trasmissione tv. Tra l’altro, col senno di poi, avrei potuto tranquillamente risparmiarmene la visione, considerato quanto riusciva nell’impresa di buttar via del tutto quel poco di buono (vedi, ad esempio, la bimba erede dello stesso Male di Michael Myers) che c’era nel precedente capitolo… decisamente, le preghiere delle ragazze son servite a poco (tenendo conto che comunque quest’ infimo capitolo NON è ancora il peggio) 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Riuscire a fare peggio di questo sarà impresa di grandi eroi! 😛
        Dubito che Infinity si metta a doppiare film, quindi penso anch’io che il film sia stato inserito in qualche maratona del ciclo, magari già sul finire dei Novanta. Il sesto è uscito nelle sale italiane nel 1996, magari è arrivato in TV nel ’97 e per l’occasione qualche canale ha doppiato il quinto per farci la maratona. Tutto questo però purtroppo non sembra aver lasciato tracce, quindi rimangono solo ipotesi

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  5. Pingback: Halloween 6 (1995) La maledizione di Michael Myers | Il Zinefilo

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